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Recensione Evolve PC

La bestia di 2K si scatena su PC: lo sparatutto asimmetrico di Turtle Rock mette in mostra tutta la potenza del CryEngine 3.

Evolve

Videorecensione
Evolve
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

E' stato un lancio travagliato, quello di Turtle Rock e 2K, per il titolo che voleva definire un nuovo approccio alle dinamiche cooperative e competitive online. Diciamolo: Evolve è riuscito nell'impresa, ma forse non come molti si aspettavano. Il multiplayer asimmetrico non è più un tabù e nonostante altri esempi di questa difficile e interessante formula di videogioco online, Evolve è il primo che la porta all'attenzione del grande pubblico. Come abbiamo già espresso nella nostra recensione dedicata alle piattaforme console, i problemi sono molti, ma non riguardano direttamente il cuore del gioco. Le stesse considerazioni valgono quindi per la controparte PC, che si appoggia direttamente a Steam per tutto il reparto online, con uno scontato comparto tecnico più rifinito a fare da cornice per uno dei giochi, siamo certi, più discussi di quest'anno.

Non è un online per vecchi

Cinque giocatori per partita, con quattro che devono cooperare per tirare giù il quinto. L'asimmetria della parte competitiva è al cuore di Evolve e non spenderemo troppe parole per descriverla, dopo le esaurienti parole del nostro articolo precedente. Le classi funzionano, i mostri pure (sebbene ci si lamenti del Wraith), il lavoro di bilanciamento svolto da Turtle Rock è eccellente e migliorato tantissimo rispetto alla beta uscita prima di Natale. L'impressione di chi scrive è che il titolo non sia stato capito dai più e, se aggiungiamo dei palesi difetti che accenneremo fra breve, abbiamo un quadro molto semplice di come mai, di fatto, a quasi due settimane dal lancio, Evolve non sia tra i titoli più giocati su Steam, attestandosi costantemente ben sotto altri online-only nella sacra pagina web delle Steam stats.
Non ha nemmeno senso, a nostro giudizio, parlare dell'esiguo e inconcludente comparto singleplayer, analogo a quello online tranne che per l'uso dei bot. La loro IA semplicemente è troppo prevedibile e si raggiunge prestissimo la sensazione di non avere un livello di sfida adeguato alle possibilità offerte dal profondo intreccio dei meccanismi fra ciascun mostro e ciascuna classe. Ma questo non è un difetto, è connaturato nella concezione stessa del titolo. Avviando una partita online quindi, troviamo subito i primi veri scogli: come su console, il matchmaking semplicemente non funziona. Non sappiamo se questo sia dovuto a una scarsa attenzione da parte dei programmatori o a un esiguo numero di player online (su steam sono circa diecimila costanti, un'inezia rispetto ai centomila di CounterStrike e i trecentomila di Dota 2). Rimane il fatto che i livelli dei giocatori sembrano messi insieme a caso durante una partita e questo porta a sbilanciamenti piuttosto pesanti durante ogni match.

E' ovvio che un giocatore di livello 5 ha meno sblocchi, meno potenza di fuoco e meno generale esperienza di un collega di livello 12. Essendo Evolve un gioco basato tutto sul delicato equilibrio 4v1, basta un player fuori posto nel team che o il mostro o gli hunter si ritroveranno immediatamente avvantaggiati (o svantaggiati) e la partita ne risentirà. E' curioso, perchè a parità di skill Evolve è di fatto un gioco estremamente ben bilanciato e che fa delle peculiarità di ogni arma e di ogni hunter il punto di forza del suo gameplay. Con la sola eccezione (ma solo relativa) della classe Assault, dedita al solo far danno, le altre tre sono tutte essenziali per tirare giù un mostro che non sia alle prime armi. Una cura o un revive del medico al momento giusto cambiano gli scontri; una cupola e le trappole ben messe del trapper garantiscono il piantonamento del mostro, impedendogli di evolversi troppo in fretta e garantendo un vantaggio concreto a tutto il team; un missile strike del supporto è cruciale, in coesione con il "lockdown" da parte del trapper, per aver ragione degli scudi della bestia o per togliergli una porzione significativa dei suoi punti ferita. Non si scappa: tutte le classi sono essenziali. Anche l'assalto, se non usa il suo potenziale offensivo come si deve (ad esempio rimanendo indietro rispetto al resto del team), ostacolerà di fatto i compagni, dato che sarà per loro molto più dificile aver ragione dell'avversario in tempi utili a non farlo evolvere. L'unico motivo che ci permette di dire che l'Assault non sia in media un problema, anche a fronte di sbilanciamenti di skill con gli altri hunter, è che di fatto è più semplice giocarlo, essendo il suo ruolo del tutto paragonabile a quello di un protagonista a caso di un FPS qualsiasi, da Doom a CoD passando per Wolfenstein: spara al grosso bersaglio e fagli del male finchè non crepa.

Dalla parte del mostro tutto sta, anche in questo caso, nell'esperienza dei player. Bellissime le tattiche possibili, di "contro-tracking" e di depistamento. Far scattare apposta due posizioni di "carrion bird" per dare un'idea della propria posizione, per poi tornare sui propri passi in modalità silenziosa (che non lascia tracce per terra) è utilissimo ed elettrizzante. Vedrete da lontano gli hunter andare nella direzione opposta alla vostra, mentre potrete evolvere in tutta tranquillità. Tuttavia anche in questo caso se non disporrete di una certa esperienza (e non basta una sola partita, come suggerisce il tutorial in-game) non offrirete una sfida sufficiente al team nemico e incorrerete in una disfatta totale, specialmente se vi farete beccare al primo stadio evolutivo. A nostro giudizio questo scoglio di esperienza iniziale, sia dalla parte degli hunter che dei mostri, è un punto cardine a sfovare dell'esperienza ludica di Evolve. Nella maggior parte delle prime partite farete perdere il team, o non offrirete una sfida sufficiente agli hunter, oppure vincerete senza bene capire che cosa avete fatto di giusto e di sbagliato durante il gioco. Ma questo non è Dota, e non è LoL. Il meta-game di Evolve, pur essendo profondo, non permette la calibrata metodicità della suddivisione dei ruoli nel successo di una fase di laning o di pushing. Il ritmo di gioco nella decisione delle strategie deve essere molto più rapido in Evolve, tanto che non si ha tempo di chattare coi compagni, perchè intanto il mostro potrebbe già essere vicino al secondo stadio. La mancanza d'interazione tra player a livello sociale è il secondo punto per cui l'esperienza iniziale con Evolve può essere poco divertente. Continuando il paragone con Dota, non c'è uno scaglionamento dei player efficace, e l'asimmetria gioca a sfavore della curva d'apprendimento iniziale: è insomma difficile capire sin da subito come fare a lasciare il mostro senza fiato, a fargli sudare le proverbiali sette camicie per raggiungere anche solo il secondo stadio.
Il tutto è anche molto più limitato a livello di contenuti. Sempre parlando di metagame, essendo la scelta degli hunter e dei mostri lasciata allo sblocco degli stessi secondo una linea di progressione a livelli, tipica degli FPS online, non si avranno tutte le possibilità strategiche sin da subito. Non si avrà accesso alle formidabili sonde del tracker australiano (fortissime contro il Kraken), nè al robot esplorativo del supporto più avanzato (determinante per non perdere di vista il bersaglio durante un inseguimento). In generale quindi la mancanza iniziale di possibilità strategiche aumenta ancora di più il divario tra chi gioca da un po' e chi ancora è alle prime armi. Avremmo decisamente preferito che tutti i mostri e tutte le classi fossero disponibili fin da subito, per dare un'idea a tutti di quel che Evolve può offrire. E può offrire tanto. Perché, quando le partite funzionano, ci si diverte parecchio e fatichiamo a trovare una sensazione simile in altri titoli. Ci viene alla mente Natural Selection, con le dovute proporzioni. Ma in quel caso è la community che sopperisce alle mancanze di bilanciamento nella progressione dei player: dopo anni di rodati match tra alieni e marine, il neofita viene ben accolto e gli viene spiegato per filo e per segno cosa conviene fare durante una partita.
Ricapitolando, Evolve soffre per via di una curva d'apprendimento sbilanciata. Sebbene non sia proprio immediata, non la definiremmo difficile; in altre parole, non vuole reggere e non regge il confronto con mostri di tattica e strategia come Dota e Natural Selection. La progressione è semplicemente pensata male, secondo standard inadatti alla natura asimmetrica del prodotto, ovvero quelli di un CoD a caso. La mazzata finale giunge con un bug, o un'implementazione avventata del matchmaking, che fatica a trovare una partita quando la si cercherà con altri compagni, costringendo ad attendere anche diversi minuti prima dell'inizio. Peccato capitale, più che in altri titoli online, dato che ogni match dura circa 10 minuti di media e non quaranta. Non si può davvero sopportare un simile difetto in una produzione incentrata tutta sull'online.

Il comparto strettamente tecnico della versione PC è solidissimo e su windows il netcode è perfetto. Il codice scorre brillantemente fluido anche su configurazioni non particolarmente performanti, a patto di scendere a compromessi. Su un i5 con una gtx 860M abbiamo giocato senza problemi al massimo del dettaglio a 1080p (cedendo qualcosa sul fronte dei filtri) e l'impatto generale è di quelli che si ricordano. Abbiamo avuto una lunga dissertazione sui modelli poligonali e sulle texture usate in Evolve, con un nostro amico che si sta occupando di grafica 3D. Si tratta di modellazione organica, attualmente una delle tecniche più difficili da adottare, ma che rende dettagliatissime le superfici della pelle. E' ovviamente una commistione nell'uso della modellazione vera e propria e di tecniche di creazione delle relative texture, ma richiede una perizia fuori scala (leggasi: un sacco di tempo e risorse per creare gli asset di gioco). Evolve è forse uno dei titoli che più ci ha stupito sul fronte grafico, anche se non l'unico ovviamente ad adottare un simile e costoso approccio. Il risultato si vede, perchè mostri e cacciatori sono incredibilmente dettagliati in ogni singolo poro e grinza, pur rimanendo il tutto abbastanza leggero in termini di requisiti hardware. Insomma un lavoro tecnico coi fiocchi, anche nel comparto audio. Direzionale, preciso, ben identificativo per le azioni a schermo, ottimo nel trasmettere il feedback delle armi e i passi del mostro che si avvicina, che imparerete subito a riconoscere.

Evolve Evolve è un titolo molto particolare e proprio in questo risiede la sua forza. L'asimmetria funziona, il bilanciamento pure e il comparto tecnico è d'eccellenza. É il contorno che non convince e che infine mina il prodotto di Turtle Rock, insieme a una progressione dei player che mal si adatta alla natura stessa del titolo. Se a quest'ultima ci aggiungiamo un matchmaking rotto, delle mappe onestamente un po' tutte uguali fra loro e ben lontane dall'eccellenza distintiva di, ad esempio, Titanfall; delle modalità alternative un po' povere e francamente noiose rispetto alla classica "Caccia"; e infine il discusso mercatino estetico (argomento in cui non ci vogliamo addentrare, ma che onestamente andrebbe ripensato da zero, dato che non stiamo parlando di un free to play); ecco: se consideriamo tutti questi elementi capiamo perfettamente come mai Evolve sia stato accolto tiepidamente un po' da tutti. Ci piacerebbe sentire qualcosa di più da parte di Turtle Rock, perchè le vendite sembrano andare bene e il titolo merita assolutamente se siete appassionati di gaming online. Nonostante in questo articolo abbiamo riportato più contro che pro, vogliamo concludere dicendo che non troverete nient'altro di paragonabile sul mercato. Evolve è un'esperienza unica e coinvolgente, quando funziona, e la speranza è che gli sviluppatori evolvano la loro creatura direttamente al terzo stadio: togliete quell'orrendo mercatino, risolvete i bug nel matchmaking e sbloccate a tutti da subito ogni hunter e ogni mostro, basando la progressione sui soli perk e, magari, sulle skin speciali. Miei cari Trutle Rock, conducete Evolve verso le vette che si merita. Perchè, nel tempo, questo potrebbe davvero essere un nuovo “Left 4 Dead dalle uova d'oro”. Per voi certamente, ma soprattutto per noi gamer affamati di titoli competitivi.

7.8

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