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Exist Archive: The Other Side of the Sky Recensione

Abbiamo provato il nuovo JRPG realizzato da Spike Chunsoft e tri-Ace, rispettivamente creatori delle serie nipponiche Zero Escape e Star Ocean.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Exist Archive: The Other Side of the Sky
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PSVita
  • PS4
Antonello "Kirito" Bello è un Monster Hunter di professione, nonché accumulatore seriale di videogiochi di produzione rigorosamente giapponese. Pare si sia autoesiliato in una dimensione alternativa in cui le personificazioni di SQUARE ENIX, BANDAI NAMCO Entertainment e CyberConnect2 sono sue compagne d’arme nella sanguinosa lotta contro l'odiato dio degli FPS e gli infedeli al suo seguito. È inoltre nemico giurato di DLC e digital delivery. Per qualche strana ragione, ha un’evidente ossessione per le spade e sogna di governare Gamindustri. Purché non sia completamente infognato con qualche JRPG, potete contattarlo via Facebook o e-mail.

Realizzato in collaborazione da Spike Chunsoft e tri-Ace, rispettivamente creatori delle serie nipponiche Zero Escape e Star Ocean, Exist Archive: The Other Side of the Sky è una sorta di erede spituale del mai dimenticato Valkyrie Profile, una geniale meraviglia che ai tempi della prima PlayStation mescolava al genere JRPG elementi tipici dei piacchiaduro, quali combo complesse e spettacolari, e un livello di esplorazione paragonabile ai titoli appartenenti al genere platform. Fortemente voluto da almeno un decennio dai due sviluppatori, il progetto Exist Archive, a lungo abbandonato, è stato ripreso dal team tre anni fa e lo scorso ottobre è finalmente approdato -un po' in sordina, per giunta in esclusiva digitale- sulle PlayStation 4 e PS Vita europee. In seguito alla recente delusione rappresentata da Star Ocean: Faithlessness and Integrity, avevamo non poche riserve su questo titolo, ma la lunga prova cui l'abbiamo sottoposto nell'ultimo mese ha fugato i numerosi dubbi che avevamo sul prodotto e la generale sfiducia nei confronti di tri-Ace, permettendoci di scoprire e apprezzare uno dei migliori JRPG approdati su console Sony nel 2016. Scopriamo cosa ci abbia spinti a definirlo tale.

Oltre i confini dello spazio e della morte

Durante una giornata qualsiasi nelle strade di una Tokyo moderna, una serie di esplosioni inspiegabili quanto improvvise uccide apparentemente dodici sfortunati giovani, i cui corpi svaniscono misteriosamente senza lasciare tracce. Al suo risveglio, Kanata Kujo, uno dei dodici sventurati nonché protagonista della vicenda, si ritrova suo malgrado in un bizzarro luogo costituito prevalentemente da verdeggianti isole fluttuanti e luminosi cristalli. Convinto di aver perso la vita e di trovarsi ormai nell'aldilà, il ragazzo si imbatte nella bella Mayura, una strana quanto delicata fanciulla che fatica a ricordare la propria vita sulla Terra; incoraggiato dalla presenza della suddetta e sempre più assetato di risposte, Kanata, che invece conserva i propri ricordi, propone di esplorare il selvaggio e al contempo affascinante pianeta su cui sono magicamente capitati.

I due ragazzi scoprono ben presto che altri dieci adolescenti hanno subito la loro stessa sorte e che il luogo in cui si trovano è chiamato Protolexa, una particolare spirale di isole fluttuanti che ruotano attorno ad un'imponente torre, la quale rappresenta in tutto e per tutto il nucleo centrale del singolare planetoide. Sempre più confusi sul perché si trovino così lontani da casa, i giovani umani realizzano di aver perso la vita durante le esplosioni a Tokyo e di esser stati salvati da una divinità oscura chiamata Yamatoga: sigillata e divisa in dodici parti, questa entità era stata esiliata sulla Terra da Amatsume, la protettrice di Protolexa, ma per uno scherzo del destino ha finito per fondersi coi giovani prescelti, rendendoli immortali e conducendoli oltre i confini dello spazio, nel preciso e lontano luogo in cui le anime del morti si recano in cerca di purificazione e rinascita. Braccati da mostri e pericolosi esseri senzienti che accusano Yamatoga di tradimento, Kanata e gli altri ripongono nella stessa Amatsume la propria ultima speranza di tornare a casa, ragion per cui sono costretti a farsi strada, scontro dopo scontro, verso la struttura in cui essa dimora. Con tanti nuovi nomi e termini da imparare, il rocambolesco viaggio intrapreso dal protagonista appare all'inizio piuttosto confusionario e la matassa, quantomeno nelle prime 15-20 ore di gioco, tende ad aggrovigliarsi ulteriormente, aumentando di fatto i dubbi del giocare e negando con prepotenza qualsiasi risposta. Le risposte alle tante domande arriveranno lentamente e solo dopo aver esplorato a trecentosessanta gradi tutti i personaggi del gioco, sia buoni che malvagi, per nostra fortuna tutti discretamente caratterizzati; il nostro Kanata dovrà infatti imparare a conoscere non solo i propri compagni, ma anche le varie divinità che albergano su Protolexa, ognuna con un proprio fine, e decidere quale fazione spalleggiare. Non a caso, gli ultimi capitoli del gioco presentano tre diversi percorsi narrativi e altrettanti finali, imboccabili compiendo determinate scelte lungo la corsa verso la conclusione della vicenda. Indipendentemente dal percorso imboccato, il completamento del gioco vi porterà via non meno di 40 ore almeno, ma se -come noi- deciderete di esplorarli tutti, magari attraverso qualche New Game+, potreste ritrovarvi a trascorrere su Protolexa anche più di 100 ore, una longevità ben superiore alla media delle recenti uscite JRPG.

Un vasto mondo da esplorare

Come anticipato nella nostra introduzione, Exist Archive: The Other Side of the Sky somiglia sotto molti aspetti all'intramontabile Valkyrie Profile, soprattutto in termini di gameplay. Questo si divide in due distinte fasi: esplorazione dei dungeon e combattimento vero e proprio. Le numerose zone del gioco saranno accessibili attraverso un apposito menu e, una volta entrati, i giocatori riceveranno una precisa missione: uccidere il boss di turno, un certo numero di nemici o magari recuperare determinati cristalli (utili per visionare ricordi passati dei protagonisti). Nei dungeon bidimensionali a scorrimento orizzontale potremo controllare -a nostra discrezione- uno dei vari personaggi del party, ognuno dei quali avrà la facoltà di saltare o colpire i mostri per dare inizio agli scontri; proseguendo con la storia, a queste azioni basilari si aggiungeranno pian piano il doppio salto, la scivolata, e soprattutto la possibilità di congelare i nemici per usarli come trampolino di lancio, magari al fine di raggiungere tesori o cristalli altresì inaccessibili, al pari di un titolo di genere platform.

Una serie di abilità, queste, fondamentali per la completa esplorazione dei dungeon, che troppo spesso risulterà quasi vitale per poter proseguire con la campagna principale; non potendo però compierle fin da subito, il giocatore sarà troppo spesso costretto a compiere lunghe e noiose sessioni di backtracking per cercare cristalli ben nascosti e a lungo inaccessibili, una scelta opinabile che non ci sentiamo di approvare e che in fase di esame ci ha dato l'impressione di star compiendo missioni di scarsa importanza, magari opzionali, e non importanti progressi verso la risoluzione della vicenda. Va comunque detto che i giocatori più meticolosi e pazienti abbastanza da completare al 100% l'esplorazione di ciascun dungeon (un'operazione che può richiedere ore), saranno di volta in volta premiati con preziosi oggetti consumabili che permetteranno di migliorare non poco le statistiche dei propri beniamini.

Tuttofare offresi

Il pezzo forte della produzione è senza dubbio un combat system molto tecnico. Exist Archive: The Other Side of the Sky pone sul piatto combattimenti a turni misti a tempo reale che premiano tempismo e strategia, e permettono di schierare in campo fino a quattro personaggi per volta. Come anticipato nel paragrafo precedente, per dar via ad una battaglia basterà colpire un nemico durante la fase esplorativa: il gioco passerà rapidamente ad una visuale 3D che ci consentirà di tenere sempre sott'occhio ambedue le fazioni. Qualora sia il giocatore ad innescare lo scontro colpendo in anticipo un nemico visualizzato sullo schermo, il primo turno di ciascuna battaglia sarà sempre suo; in caso contrario, saranno i mostri a godere di un letale primo turno e attaccheranno in massa (anche in gruppi di 8-9 nemici) i quattro sventurati di turno. Ogni componente del party interverrà attraverso la pressione di uno dei quattro tasti frontali del controller (o della PS Vita, qualora abbiate la versione handheld), consentendo al giocatore di concatenare spettacolari combo attraverso ulteriori pressioni o alternando l'uso dei personaggi disponibili.

Naturalmente, l'esecuzione di qualsivoglia azione consumerà AP (Action Point) e il turno del giocatore terminerà quando questi saranno esauriti o comunque quando non ce ne saranno abbastanza per attaccare. In realtà il giocatore non avrà mai il diretto controllo dei personaggi schierati, ma dovrà pre-impostare gli attacchi fisici attraverso l'apposito menu consultabile fuori dalla fase di battaglia o, in caso di incantesimi, selezionarli dalla lista delle magie. Come in ogni JRPG che rispetti, i personaggi di Exist Archive: The Other Side of the Sky disporranno di attacchi speciali denominati Demon's Greed: un po' come succede nei vari episodi della serie Tales of, una volta riempita al 100% l'apposita barra, uno o più personaggi potranno ricorrere ad attacchi di straordinaria potenza addirittura concatenabili fra loro per dar vita a combo interminabili (un po' quel che accadeva appunto in Valkyrie Profile). Ad ogni turno di attacco seguirà regolarmente un turno di difesa, durante il quale sarà necessario attivare tempestivamente la guardia, affidata al rispettivo tasto di ciascun personaggio, allo scopo di minimizzare i danni ricevuti.
Qui giocano un ruolo fondamentale le abilità che i personaggi potranno acquisire attraverso il level up. Se nei JRPG siamo abituati ad apprendere nuove tecniche salendo di livello, in Exist Archive dovremo incrementare i bagagli di abilità dei nostri personaggi spendendo i preziosi Skill Point che acquisiremo ad ogni level up. Ciascun personaggio apparterrà di base ad una specifica classe (fenditore, mago rosso, mago bianco, ecc) che gli permetterà, attraverso un sapiente dispendio di SP, di accedere ad una vasta gamma di abilità equipaggiabili, sia di attacco che di supporto. Proprio queste ultime spaziano dalla guardia magica al contrattacco, fondamentali durante le fasi difensive, e in alcuni casi influenzeranno persino il drop rate di armi, protezioni e accessori. La crescita dei personaggi, inoltre, è influenzata da un'altra caratteristica del gioco da non sottovalutare: l'affezione dei personaggi. Completando un certo numero di missioni con gli stessi eroi, questi si affezioneranno fra loro, e quando il livello di affezione raggiungerà il livello massimo, al termine di ciascuno scontro potranno apprendere classi e abilità sbloccate dagli altri personaggi schierati al loro fianco.
Di conseguenza, ciascun componente del gruppo potrà specializzarsi in qualsiasi classe e apprendere tutte le abilità del gioco, offrendo al giocatore la possibilità di personalizzare il party in uso secondo le proprie preferenze e/o strategie. Immaginate di equipaggiare i vostri maghi (solitamente deboli fisicamente) con abilità in grado di minimizzare i danni subiti e avrete un'idea sulle potenzialità di questa peculiare meccanica.
Geniale sulla carta, quest'ultima caratteristica affossa definitivamente il livello di complessità generale del gioco che, fatta eccezione per alcune boss battle e il dungeon segreto post-game, non offrirà mai un elevato grado di sfida. In termini di esperienza ricevuta, il titolo è infatti un po' troppo generoso e già dopo venti ore di gioco potreste ritrovarvi a sconfiggere con minimo sforzo, e in un solo turno, gruppi di nemici anche piuttosto affollati.
L'unica, vera sfida è rappresentata dalle cosiddette "Speed Run", ovvero quindici battaglie dalla difficoltà variabile da superare entro un limitato lasso di turni; minore sarà il tempo impiegato per sconfiggere il nemico di turno, maggiore sarà la ricompensa ricevuta al termine dello scontro. Queste tremende ma appaganti sfide potranno essere ingaggiate più volte attraverso un'apposita voce nel menu di navigazione, e saranno sbloccate avanzando nella campagna principale.

Quando arte e poesia vanno a braccetto

Dal punto di vista tecnico, la versione PS4 di Exist Archive: The Other Side of the Sky non ci ha riservato sgradite sorprese, presentando ottimi elementi grafici, caricamenti ragionevoli e un granitico frame rate a 60fps (contro i 30fps instabili della versione PS Vita). L'ottimo character design del titolo è stato curato da Taro Minoboshi, affermato disegnatore di Root Letter e LovePlus, il quale ci regala superbi artwork; nonostante qualche sporadico spigolo, anche i modelli poligonali dei personaggi risultano molto belli, colorati e armoniosamente animati.

Magistralmente colorati, texture e sfondi sono più che discreti, presentando oggetti in movimento e un ottimo livello di dettaglio, peccato soltanto che vengano troppo spesso riciclati, dando al giocatore quella fastidiosa sensazione di star visitando sempre le stesse sei o sette aree, a volte differenziate fra loro da mere saturazioni cromatiche. La colonna sonora porta invece la firma dell'inossidabile Motoi Sakuraba, storico e stimato compositore di rinomate serie del calibro di Tales of, Dark Souls e lo stesso Star Ocean, il quale ci regala ancora una volta un'ampia selezione di brani suggestivi e sempre adatti al contesto narrativo. La traduzione dei testi è disponibile unicamente in lingua inglese, ma per nostra fortuna i ragazzi di Aksys Games hanno realizzato una traduzione certosina e scorrevole. Infine, il titolo offre due diverse tracce audio: una in inglese, l'altra in lingua originale giapponese, le quali dovrebbero riuscire ad accontentare tutti gli appassionati del genere. Nonostante entrambe le tracce siano di qualità, la seconda farà di certo la gioia dei patiti di animazione giapponese, vantando nel cast nomi eccellenti fra cui spiccano Ami Koshimizu (Kallen Stadtfeld in Code Geass), Ai Kayano (Alisha in Tales of Zestiria), Tetsuya Kakihara e Yuichi Nakamura (rispettivamente Natsu Dragneel e Gray Fullbuster in Fairy Tail).

Exist Archive: The Other Side of the Sky Dopo la recente scottatura già menzionata in apertura, non ci aspettavamo che tri-Ace e Spike Chunsoft sfornassero un titolo così profondo, divertente e soprattutto longevo. Nonostante l'inizio un po' altalenante e confusionario, gli ottimi spunti offerti dalla trama, uniti ad un gameplay piuttosto appagante e un comparto tecnico/sonoro delizioso, rendono Exist Archive: The Other Side of the Sky un’esperienza mandatoria per qualsiasi appassionato del genere ruolistico. I principali difetti imputabili alla produzione sono rappresentati dalla misteriosa assenza della modalità Difficile (un’apprezzata caratteristica di Star Ocean) e dall’esagerato quanto fastidioso backtracking richiesto, due aspetti che tutto sommato non dovrebbero spaventare i più accaniti fan di JRPG. Quand’anche i collezionisti non dovessero gradire l’esclusività digitale europea, la versione fisica americana, contenutisticamente identica a quella nostrana, è facilmente reperibile in rete anche a buon mercato. Parola di un maniacale collezionista di JRPG.

Per la nostra recensione abbiamo utilizzato l'edizione fisica americana uscita in concomitanza con la versione digitale europea.

7.7

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