Recensione Extraction: Project Outbreak

Uno scrolling shooter atipico, che mescola azione e strategia.

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  • iPhone
  • iPad

Con qualcosa come 255 titoli pubblicati sull'App Store e perle del calibro di Cut the Rope, Minigore e Draw Race 2, Chillingo è sicuramente una delle software house più produttive e solo Gameloft riesce a tenere il suo passo in fatto di numeri. C'è però da dire che nel curriculum del publisher, a un po' di alti sono corrisposti molti bassi, anche perché non sempre questa software house si occupa sia dello sviluppo che della pubblicazione di titoli per conto terzi. In questo caso i responsabili della programmazione sono i ragaddi di ShortRound Games, mentre Chillingo si è occupata della diffusione sull'AppStore
Extraction: Project Outbreak è azione mista ad un pizzico di strategia. Connubio un po' pericoloso, ma non ci lasciamo prendere dai pregiudizi.
Il costo di questa App è molto esiguo ed è anche universale, così da poter giocare sia su iPhone che iPad senza effettuare un doppio esborso. La lingua è inglese, ma i termini usati sono così semplici che anche il meno anglofono non riscontrerà nessuna difficoltà.

CHI NON SI LECCA IL DITO, GIOCA SOLO A METÀ

Il titolo in oggetto assomiglia molto ad un classico “scrolling shooter”, di quelli con visuale isometrica. Un genere che ultimamente spopola su AppStore. Eppure, la software house dichiara immediatamente di voler differenziare il suo prodotto: con vanto, Extraction ci fa sapere tramite il suo tutorial che potremo giocare utilizzando un solo dito. Personalmente non abbiamo mai sentito utenti lamentarsi dell'eccessivo uso delle appendici, ma forse Chillingo ha qualcosa in serbo. Tramite questa rapida introduzione, riusciamo a capire meglio il funzionamento di questo bizzarro sistema di controllo. Dimenticate il classico uso di due stick virtuali, più volte sfruttato anche dalle produzioni di questa software house stessa.
In Extraction direte al protagonista dove andare semplicemente toccando la zona desiderata . Mentre vi muovete, non sarete però inermi. Con un altro cenno, utilizzando sempre lo stesso dito, potete indicare su quale avversario aprire il fuoco. Ed è proprio quest'ultimo gesto a regalare una ventata di aria fresca nell'ormai pieno di cliché panorama dei titoli d'azione.
Potrete infatti disegnare vere e proprie linee di collegamento tra un nemico e l'altro, creando delle chain che vi fanno guadagnare punti, a patto di attendere il momento giusto per sferrare l'attacco.
Se ad esempio vedrete 4 minacce sullo schermo, far scorrere il vostro dito dal primo all'ultimo degli avversari farà sì che il vostro personaggio inizi a macinare piombo nell'ordine che avete impartito. E mentre fa questo, voi potete ancora premere in una zona per farlo muovere o battere in ritirata. Vi assicuriamo che il sistema funziona alla grande e regala anche qualche soddisfazione, rincuorandoci un po' per le falle degli altri reparti.

TAGLIATE LA CORDA

Extraction però non ci dà molte altre possibilità di lodarlo. I livelli sono pochi, le aree solo 3 (e neanche molto diverse) e i tipi di missione arrivano solo a 4: ammazza tutti, salva i soldati, salva gli scienziati e ripara un'arma. Aggiungete a tutto questo una difficoltà inesistente che ci ha portato a terminare il gioco senza morire una singola volta e converrete con noi di non trovarvi davanti ad un capolavoro.
Il sistema di upgrade delle armi è quanto di più lineare potesse essere progettato, con sì un vasto armamentario a disposizione, ma scopribile in un ordine quasi totalmente prestabilito. Lo sviluppo del personaggio è nullo, anche se in realtà si basa su quattro statistiche, perché non potete assegnare i punti liberamente. Avete infatti degli slot in cui spendere la vostra esperienza, ma limitati da logiche che ci appaiono oscure.

ANNI '90

L'appeal grafico dei menu non è dei migliori. Sembra una produzione anni '90, neanche troppo riuscita. La grafica in-game raggiunge la sufficienza, anche se abbiamo visto il nostro iPhone fare cose di gran lunga migliori: i menu e in generale tutte le informazioni a schermo sono veramente anonime. La schermata dove è possibile comprare crediti è addirittura orrorifica. Non si capisce bene se questo look è stato voluto, ma il risultato è davvero pessimo e spartano. Insomma, scordatevi la brillantezza di Cut the Rope.
Il reparto sonoro è leggermente migliore, ma anche qua non si prende certo il volo. Le musiche che vi accompagneranno sono incolori e i suoni bellici appena adeguati. Non un buon inizio, anche se il cuore del gioco non è ancora stato messo alla prova.

Extraction: Project Outbreak Extraction raggiunge una risicata sufficienza, ed è salvato solamente da un combat system a tratti intrigante e da un vasto arsenale di armi. Tutto il resto però fa acqua e l'unica giustificazione che può portarvi a comprare questo titolo è il prezzo veramente basso. Forse può valere la scoperta di un sistema di controllo non male, ma il resto sarà dimenticabile in poche ore. Insomma, ancora una volta troviamo conferma che con i titoli sponsorizzati da Chillingo bisogna andarci cauti, perchè non tutti sono sviluppati da team interni, e qualcuno potrebbe restare scottato dalla discrepanza totale tra la cura di Extraction e altre produzioni come Cut the Rope. Ve lo consigliamo, con larghe riserve e solo se disposti a scendere a patti con i difetti che vi abbiamo elencato.

6

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