Recensione EyePet

Un piccolo cucciolo virtuale che interagisce grazie al Ps3Eye

Versione analizzata: Playstation 3
recensione EyePet
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Sviluppato da London Studio, Eye Pet è l'ultima risposta di Sony alla crescente richiesta di software dedicati ai cosiddetti non-giocatori. A quelle fasce d'utenza, insomma, incuriosite di metodi d'utilizzo alternativi e creativi della tecnologia. Eye Pet è infatti di una piccola “Intelligenza Artificiale”, un programma in grado di simulare il comportamento di una buffa creatura, capace di interagire con l'utente. Niente di nuovo, apparentemente: soltanto l'ultima derivazione di quel filone “pseudo-ludico” che raccoglie innumerevoli “animaletti virtuali”. Un tamagotchi troppo cresciuto.
Se non fosse, però, che tutte le interazioni con la piccola “scimmietta” avvengono tramite Playstation Eye. Una tecnologia del genere può davvero aumentare coinvolgimento ed immersività? EyePet può dunque recuperare, stravolgere e, eventualmente, migliorare il lascito dei tanti “Animal Tamer” che hanno battuto i sentieri di questa generazione (Nintendogs in primis)?
Scopriamolo.

For Kids Only

L'introduzione di EyePet mette una certa malinconia al giocatore più smaliziato. Inserito il disco, si viene accolti infatti dal filmato di uno strano professore in carne ed ossa, che giogioneggiando ci da il benvenuto nel “Centro Ricerca EyePet”. Voce buffa ed impacciata, fare caricaturale, ed una serie di “sketch” che non si allontanano mai da un repertorio infantile chiariscono d'un lampo quale sia il target del prodotto.
EyePet è un titolo esplicitamente dedicato ai più piccoli, un software che dall'inizio alla fine non fa nulla per nascondere candore e semplicità. Fedelissimo a questa sua devozione per i bambini, EyePet fa di tutto per risultare un prodotto anche ludicamente stimolante, capace di divertire per lungo tempo coinvolgendo gli spettatori/giocatori in attività varie e spensierate.
E' bene dunque avvertire subito la platea dei lettori: EyePet svolge il suo lavoro in maniera eccellente, proponendo un tipo d'intrattenimento non canonico, bensì curioso e ricco di spunti “extracurricolari”. Ma per un adulto c'è davvero poco da ammirare, oltre alla interessantissima tecnologia che regola i comportamenti della creatura.

NewBorn

Il piccolo esserino virtuale è un animale strano. E' peloso, simile ad una scimmietta, ma viene recapitato all'utente ancora chiuso in un uovo (!?). Le prime fasi di gioco servono proprio a prendere confidenza con il meccanismo di controllo. Fatto spazio davanti alla Tv e posizionata la telecamera verso il basso, in modo che inquadri il pavimento, si può cominciare. La schiusa deve essere incentivata superando dei piccoli minigiochi: picchiettare sul guscio, farlo oscillare, oppure riscaldarlo con l'aiuto della “carta magica”, una speciale tavoletta plastificata che, presente nella confezione del prodotto, viene riconosciuta dalla telecamera e si trasforma, all'occasione, nei più disparati attrezzi. Si familiarizza così con il sistema di riconoscimento del movimento, con la sensibilità della Cam, e si ha modo di aggiustare le condizioni di luce prima di proseguire.
I primi momenti dopo la “nascita”, bisogna ammettere, sono i più “poetici” e interessanti, anche per una mente “analitica”. Il fascino della creaturina è indiscutibile, per i pregi di un Chara Design senza paragoni: il viso buffo e la simpatia di EyePet sono capaci di conquistare ogni spettatore. Mentre il cucciolo si muove in giro per la “stanza”, dunque, si comincia ad esplorare le possibilità di EyePet. E' possibile interagire con il piccolo in diverse maniere. Si può accarezzarlo, per sentirlo fare le fusa, e continuare finchè si accuccia e si addormenta. Oppure si può farlo giocare, muovendo le dita o un qualsiasi altro oggetto affinchè il piccolo provi a tendergli un agguato. E' possibile farlo saltare, dargli un po' di fastidio picchiettandolo sulla schiena, farlo stendere a terra e solleticargli la pancia.
I momenti passati a scoprire il “carattere” del cucciolo, a saggiare tutte le sue reazioni, sono sinceramente sognanti e divertenti, davvero emozionanti.
In seguito, navigando fra i menù, si scopre d'avere un'agenda ben ricca di impegni e compiti da svolgere. Le prime “prove” da superare servono ad introdurre tutte le funzionalità del software. Ogni neo-padrone è in grado di nutrire l'EyePet, lavarlo, farlo divertire con i vari strumenti forniti di giorno in giorno. Molte di queste attività sono ingenue ma divertenti, piacevoli da eseguire soprattutto per il buffo comportamento del cucciolo, le cui animazioni riescono a strappare ogni volta un sorriso. Il “protagonista” del gioco è infatti dotato di un carisma unico, è amorevole e simpatico. Anche le possibilità di personalizzazione non fanno altro che renderlo più esuberante: in un apposito editor è possibile cambiare il colore del manto, la sua lunghezza e lo stile “dell'acconciatura” (volete un cucciolo “rasta”?). Facendogli indossare vestiti e copricapi, ogni EyePet può essere davvero reso unico.

Drawing & Singing

La struttura generale del titolo suddivide le varie prove da affrontare in diverse “giornate” (quindici, per la precisione), suggerendo una scansione interna molto regolare, pensata forse -anch'essa- per i più piccoli. In effetti, se il titolo viene acquistato da un genitore per i propri figli, consigliamo sinceramente di seguire questa progressione rigorosamente inquadrata, per fare in modo che sia dilazionata anche la sorpresa nello scoprire tutte le nuove funzioni del gioco.
Che, inaspettatamente, sono molte più di quanto non sia lecito aspettarsi. Superando le sfide delle varie giornate, il professore ci regala infatti nuovi gadget, ognuno con un particolare utilizzo. Un registratore vocale ci permette di insegnare qualche canzone al piccoletto (grazie al microfono integrato nel Ps3Eye): sentirlo strimpellare le note di qualche canzoncina semplice-semplice è un diversivo davvero simpatico. Ancora, un kit di giardinaggio ci permette di piantare diversi fiori e vederli crescere (sempre con l'aiuto della carta magica, che può trasformarsi in innaffiatoio). Oltre, il pastello magico ci offre la possibilità di utilizzare i nostri disegni direttamente nel gioco. Abbozzando su un foglio di carta sagome di Automobili, Robot o Aerei, vedremo il cucciolo replicare i modelli, che come per magia diventeranno dei giocattoli da utilizzare in diverse attività. Insomma, avrete capito, EyePet è tutt'altro che un titolo “passivo”: di fronte alla Tv l'utilizzatore disegna, canta, si muove. Il sogno di ogni genitore turbato dai messaggi di demonizzazione del “medium” videogioco, un software creato ad uno e consumo della famiglia. Per il resto, tutte le attività si riducono a minigiochi semplicissimi, fra corse con le macchinine o un bowling in cui lo stesso cucciolo fa da palla e il compito dell'utente è quello di direzionarlo. Si tratta di minuterie comunque ben studiate, che non mancheranno di divertire i giocatori di giovane età.

For Kids Only - Part 2

Ma, torniamo a ripetere, se cercate qualcosa di più profondo, in EyePet, sarete presto delusi. Per un adulto, l'esperienza di “gioco” si esaurisce nel breve arco di qualche pomeriggio, mentre poco a poco svanisce il “sense of wonder” che si prova, inevitabilmente, nei primi momenti. Questo tipo d'utenza sente la mancanza di qualcosa di più “complesso”, ad esempio di una gestione comunque ragionata delle necessità del cucciolo. Invece in EyePet non c'è da fare i conti troppo seriamente con i problemi legati alla nutrizione o alla salute, non è necessario investire tempo nella cura dell'animaletto per vederlo, in qualche maniera, evolvere. Si capisce dopo poco che ci si trova di fronte ad un giocattolo virtuale, che va consegnato nelle mani di un utente ancora ingenuo e innamorato degli oggetti e delle cose, curioso ad ogni costo e ancora illuso della bellezza del mondo.
Visto come un prodotto per bambini, l'unico difetto da citare è la necessaria comprensione dei compromessi riguardanti il sistema di controllo. Sono opportuni movimenti pacati, attenzione per l'orientamento della carta magica (altrimenti gli oggetti in cui essa è trasformata scompaiono d'un colpo), e in generale comprensione delle regole base del sistema di riconoscimento degli input. Così, sono i genitori a dover assistere il gioco dei piccoli. Ma non è forse questo quello che dovrebbe fare un software per famiglie? Creare occasioni per raccogliersi tutti insieme, proponendo un divertimento alternativo, ma ancora vitale, vibrante ed estroso, e non passivo?

EyePet EyePet è, ad un'occhiata “asettica”, un esperimento interessante. E mostra come Ps3Eye possa essere applicata a software non canonici. Si tratta di un'intelligenza artificiale poco elaborata, in grado di trasformarsi in un ingenuo “giocattolo” per qualche ora, sfruttando interessanti funzionalità di riconoscimento dei tratti disegnati o incanalando il controllo motorio in qualcosa di totalmente fuori dallo standard. Resta anche, per alcuni sognatori, l'occasione mancata d'avere un “tamagotchi” evoluto, sinceramente interattivo. Allo sguardo di un padre, invece, EyePet potrebbe essere un regalo perfetto per i propri figli, un sistema per divertirsi in loro compagnia, insegnandogli che la Televisione ed il Videogioco non sono vettori soltanto di un divertimento passivo, di un'esperienza esclusivamente spettatoriale. Visto il prezzo moderato del pacchetto (Software + Telecamera), la mattina di questo Natale il piccolo EyePet potrebbe correre nei salotti di molte famiglie.

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