Recensione F1 2014

Codemasters ci riporta nel circus con la convinzione di sempre, ma senza grosse novità

F1 2014

Videorecensione
F1 2014
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dopo averci stupito l'anno scorso con l'inaspettata introduzione delle categorie classiche, popolate di bolidi anni '80 e '90, Codemasters arriva anche nel 2014 con la nuova edizione del suo F1, portando avanti la licenza con un capitolo che già dalle prime presentazioni ci era apparso tutto sommato di passaggio. Poco condivisibile, infatti, la decisione di non effettuare subito il salto alla nuova generazione (una conversione per le nuove console dovrebbe arrivare nel 2015, ma ancora non ci sono date né caratteristiche annunciate), e rimanere quindi ancorati a modelli grafici e di simulazione della fisica complessivamente già ben noti. Peraltro, F1 2014 arriva in un'annata di grandi rivoluzioni per la disciplina, con l'introduzione del nuovo regolamento che ha sconvolto alcuni equilibri interni. Naturalmente, la trasposizione videoludica si fa portatrice di queste novità regolamentari, sebbene davvero apprezzabili solo dagli appassionati, e si conferma come una notevole riproduzione della disciplina corsistica principe.

Nuove regole, vecchio stile

Con l'eccezione delle categorie dedicate alle auto storiche, che quest'anno gli sviluppatori hanno deciso di non riproporre, chiunque abbia familiarità con il precedente capitolo troverà in F1 2014 un'offerta sostanzialmente simile, al netto di qualche piccola differenza. Ad esempio, entrati per la prima volta in gioco si verrà questa volta invitati a prendere subito il volante, effettuare un giro di prova (con altri 4 concorrenti guidati dall'IA) e a ricevere in chiusura una valutazione volta a consigliare il livello di difficoltà più adatto per il giocatore. Naturalmente, i veterani potranno saltare a piè pari la breve sessione, e riscoprire un menu di impostazione della simulazione che non presenta particolari novità rispetto al passato, confermandosi completo a sufficienza da permettere a chiunque di cimentarsi con le Formula 1. Per quanto riguarda le modalità, anche qui il senso di familiarità per i piloti più navigati è garantito: come sempre, sarà possibile disputare singoli gran premi, prove a tempo, scenari predefiniti, calarsi nell'online, oppure nella modalità Carriera. Quest'ultima presenta le diverse scuderie divise in ordine di difficoltà (secondo la logica per la quale un team più forte è in grado di offrire una sfida solo marginale al giocatore, e viceversa), e offre impostazioni dedicate, che permettono di decidere la durata dei campionati e delle singole gare. Una volta fatte queste scelte, ci si troverà nei panni della seconda guida presso la scuderia selezionata, e si comincerà un percorso di crescita costellato di eventi dinamici.

Grazie alle email infatti, il team vi proporrà sfide sempre nuove, tra cui la possibilità di passare alla prima guida superando le prestazioni del compagno di squadra (il che significherà anche godere del pieno supporto degli ingegneri), oppure di migliorare alcune componenti della monoposto rispondendo a specifiche richieste. A seconda dei risultati conseguiti, verrete successivamente contattati da altre scuderie, con offerte di contratto che andranno attentamente valutate. La modalità, più che collaudata nei capitoli precedenti, si rivela come sempre impegnativa e interessante, in grado di tenere l'appassionato incollato allo schermo gara dopo gara. Da notare come, a differenza di quanto accade nei Gran Premi, la modalità Carriera offra solo gare di una durata minima tutt'altro che trascurabile: anche impostando la modalità più veloce, una ventina di giri saranno sempre necessari per tagliare il traguardo, così da godere appieno di tutte le variabili che nella Formula 1 si affiancano alle abilità del pilota, tra pit stop, conseguenze di eventuali incidenti, ingresso in pista della Safety Car e variazioni dinamiche del clima. Gli Scenari, dal canto loro, si presentano in buon numero, e divisi in quattro categorie distinte per difficoltà. Completarli tutti e venti richiederà tempo e impegno, soprattutto relativamente al pacchetto più complesso, e nel complesso le sfide proposte soddisfano, sebbene non rappresentino un diversivo efficace come le categorie classiche dell'anno scorso. Valido come sempre anche il comparto online, che alla possibilità di unirsi a GP multigiocatore e al campionato cooperativo, sebbene anche in questo caso non si riscontrino particolari novità.
Relativamente al nuovo regolamento, i ragazzi di Codemasters si sono impegnati per rispecchiare anche nel gioco le modifiche apportate quest'anno. Chiaramente, la nuova gestione del KERS automatizzata da parte della centralina e i suoi risvolti sulla gara risulteranno percepibili solo ad un pubblico estremamente appassionato e attento ai dettagli, ma fa comunque piacere considerare come l'allineamento della simulazione alla controparte reale si riveli concretizzato anche in questo importante aspetto.

Febbre da circus

Confermata un'offerta corposa, ma molto tradizionale, dal punto di vista delle modalità, una volta nell'abitacolo delle monoposto F1 2014 sfoggia il suo modello di guida ben collaudato e solido. Come ormai da tradizione, non bisogna aspettarsi una ricerca esasperata del realismo, bensì una via di mezzo tendente soprattutto alla credibilità di quanto accade in pista. Guidare con gli aiuti disattivati richiede notevole impegno, una attentissima parzializzazione del gas in uscita di curva (soprattutto in caso di scarsa aderenza, con il fuori-giri sempre dietro l'angolo) e un'accorta gestione dei contatti con gli avversari per evitare danneggiamenti e penalità (sebbene queste ultime, purtroppo, come l'anno scorso si affaccino talvolta in casi non imputabili direttamente al comportamento del giocatore). Nel caso poi si affrontino gran premi di una certa durata, come quelli proposti dalla Carriera, a tutto questo bisognerà aggiungere l'impostazione di una strategia sensata per il cambio delle gomme, il tutto in conseguenza dei cambiamenti climatici dinamici, i quali possono variare notevolmente le condizioni di gara.

In caso di partenza sotto la pioggia battente, con gomme da bagnato, occorrerà infatti fare i conti con una possibile variazione climatica e conseguente perdita di aderenza, che renderebbe necessario un passaggio a una mescola intermedia. Lo stesso vale per la gestione della miscela di carburante, che può essere impostata su tre diversi livelli di consumi e relative prestazioni, facendo però attenzione alle differenze evidenti nella gestione del mezzo su strada. Così come l'anno scorso, anche l'usura delle gomme gioca un ulteriore e importantissimo ruolo nello svolgimento delle gare. Oltre a quella inevitabile e progressiva nel corso dei giri, bisognerà tenere conto delle eventuali escursioni fuori pista, con conseguente accumulo di detriti, nocivi sia nell'immediato sia a lungo termine. Tutto questo, va detto, era già presente nella versione 2013, e quest'anno la mancanza di novità comincia a farsi sentire. Al di là degli aggiornamenti previsti dal regolamento, la reattività delle auto in pista rimane assimilabile a quanto visto l'anno scorso, sia nei suoi aspetti migliori, sia nei difetti. Il comparto danni, ad esempio, dimostra ancora una certa fastidiosa randomicità, penalizzando molto alcuni contatti e facendone passare quasi inosservati altri, rendendo talvolta difficile capire quanto è possibile spingersi in là con l'aggressività. Lo stesso vale per il sistema di bandiere e penalità, che non sempre riesce a rispecchiare quanto accade in pista, trascurando le eventuali scorrettezze dell'IA (sebbene quest'anno meno frequenti) e infliggendo punizioni talvolta ingiuste al giocatore.
Queste mancanze, è bene sottolinearlo, non andranno a compromettere ogni gara affrontata, dato che sia il sistema di danni sia quello di penalità sanno anche rispondere adeguatamente agli avvenimenti sul circuito, ma sulla lunga distanza influenzeranno in piccola percentuale una parte delle gare disputate. La possibilità di riavvolgere il tempo tramite la funzione Rewind tipica dei giochi Codemasters può talvolta ovviare a queste imperfezioni, ma dispiace comunque non vedere in questa edizione 2014 i passi che avrebbero potuto davvero convincerci fino in fondo. A fronte di una generale bontà della simulazione, che non mancherà di impressionare positivamente i nuovi arrivati, i veterani della serie troveranno semmai soddisfazione nelle revisioni all'intelligenza artificiale avversaria, ora meno aggressiva e generalmente più credibile in pista, ma non un'evoluzione decisa nei confronti di alcune mancanze tipiche della serie.

Il meglio della vecchia gen

Ora che la nuova generazione ha già mostrato una parte dei suoi muscoli anche in ambito motoristico, sarebbe inutile mentirsi sul fatto che F1 2014, per quanto molto solido graficamente, risulti oggi come oggi leggermente datato dal punto di vista tecnico. Fortunatamente, i ragazzi di Codemasters sanno utilizzare benissimo il loro Ego Engine e l'effettistica di prim'ordine di cui esso dispone, e mettono qui in campo tutto il loro talento unito agli strumenti a disposizione. Nella versione PC da noi provata, il risultato è ancora degno di rispetto, con una solidità poligonale non più propriamente al passo con i tempi ma comunque accettabile, accompagnata da un buon lavoro a livello di texture e filtri ad esse applicati. Si notano delle sbavature, come esempi di bassa definizione e ombre afflitte da retinature, a fronte però di una scalabilità notevole. Anche su macchine non più aggiornate e con schede grafiche di fascia media risalenti a qualche anno fa, si superano agevolmente i 60 FPS, senza cali, con i dettagli grafici al massimo. Come da tradizione, la resa delle corse sotto la pioggia risulta eccezionale: l'effettistica particellare riesce infatti a nascondere i difetti principali della modellazione e della qualità delle texture, mettendo in scena visuali di notevole impatto anche a fronte di un aggiornamento ormai davvero necessario per le fondamenta dell'Ego Engine. Dal punto di vista audio, non abbiamo notato particolari aggiornamenti ai campionamenti, con il consueto risultato altalenante. Ai medi regimi i motori suonano meglio, ma il fuorigiri continua a risultare artificioso, così come l'effettistica legata alle collisioni.

F1 2014 F1 2014 si conferma anche quest'anno come una notevole interpretazione ludica della disciplina di riferimento. A mancare, semmai, è la carica innovativa portata l'anno scorso dall'introduzione delle categorie classiche, le quali rappresentavano un eccezionale e indomabile diversivo rispetto alle vetture moderne, che, purtroppo, il ritorno ai più classici "scenari" non riesce a compensare. I Gran Premi e la ricchissima modalità Carriera si rivelano come sempre impegnativi, e gli sviluppatori sono riusciti nuovamente a proporre un ottimo compromesso tra simulazione e accessibilità. A fianco di questa solida offerta, dispiace riscontrare anche quest'anno alcuni difetti atavici della serie, su tutti l'assegnazione delle penalità, di cui soffre solo il giocatore e non sempre in maniera limpida, o l'intelligenza artificiale avversaria, meno disperatamente aggressiva dell'anno scorso ma ancora tendente alle esagerazioni. Confermata anche la bontà del comparto tecnico, sebbene il mancato passaggio alla nuova generazione si faccia sentire ormai in maniera evidente. Considerato anche il fatto che la maggior parte dei cambiamenti al regolamento appariranno impercettibili se non ai veri appassionati, nel complesso F1 2014 si rivela un capitolo non irrinunciabile per coloro che abbiano speso molto tempo con l'edizione 2013, ma un ottimo punto di partenza per chiunque voglia calarsi nell'atmosfera unica e nelle impegnative sfide offerte dal circus.

7.8

Che voto dai a: F1 2014

Media Voto Utenti
Voti totali: 13
7.3
nd