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Recensione F1 2016

La Formula 1 secondo Codemasters si rifà il trucco: arriva su PC, Xbox One e PS4 la nuova edizione del simulatore con licenza ufficiale F1.

F1 2016

Videorecensione
F1 2016
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    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One

In ritardo di circa un mese rispetto al predecessore, che approdò sulle nostre console e PC a luglio dello scorso anno, la Formula 1 secondo Codemasters torna a farci visita, con un prodotto che vuole e deve essere la naturale e matura evoluzione di quanto visto nel 2015. Tredici mesi fa, del resto, la serie esordiva su next gen con grandi aspettative da parte del pubblico, speranzoso e al tempo stesso ansioso di vedere dove i Codies sarebbero andati a parare con un brand che cominciava a mostrare un po' la corda. Dell'entusiasmo degli esordi, si parla del 2010, era rimasto poco, tra titoli sempre più appannati e crolli nelle vendite, un panorama che sicuramente non si addiceva al curriculum di una delle software house più amate, con pieno merito, dell'universo racing. L'esordio su PS4 e Xbox One ha purtroppo confermato il trend degli ultimi anni: F1 2015 si è rivelato un prodotto tutt'altro che perfetto, minato da carenze assai evidenti sin dall'offerta di modalità di gioco (assenza della Carriera, weekend di gara solo parzialmente customizzabili, almeno fino all'arrivo di una richiestissima patch), passando per un'AI troppo spesso approssimativa e una grafica che sfruttava solo in parte il surplus di potenza che i nuovi hardware mettevano a disposizione. Tra le debolezze si intravedeva comunque un difficile percorso verso qualcosa di più solido, che si sarebbe concretizzato, ci si augurava, con F1 2016.

Piloti in carriera

Lo hanno più volte ribadito dalle parti di Southam nel corso dei mesi, tra screenshot di anteprima e qualche video: quest'anno abbiamo voluto ascoltare i feedback dei nostri utenti. Ecco perché la reintroduzione della Carriera alla fin fine non stupisce, viste le sollevazioni popolari seguite alla scelta, in F1 2015, di togliere di peso un'intera modalità che rappresenta per molti il cuore di qualsiasi titolo sportivo. Certo, in un gioco su licenza, dove i piloti gestiti dall'AI non possono, per ragioni contrattuali, cambiare team da una stagione all'altra, il realismo sulla distanza ne risente, ma la struttura proposta quest'anno da Codemasters è sufficientemente articolata da stimolare anche l'utenza più esigente. All'inizio sarà possibile scegliere uno qualsiasi degli undici team che compongono la stagione 2016. Ovviamente, ogni team avrà i propri obiettivi da centrare, il che renderà più impegnativo un contratto con la Mercedes piuttosto che un ingaggio con Manor o Sauber. L'hub della modalità Carriera sarà il paddock, dove, tramite laptop, smartphone e colloqui diretti, potremo tenere d'occhio email e contatti vari, oltre a dialogare con la nostra agente e l'ingegnere di pista. È proprio la sezione R&S la novità più interessante: quasi ci trovassimo di fronte a un blando RPG, potremo spendere punti risorse per lo sviluppo di determinate aree tecniche della nostra monoposto, dall'efficienza aerodinamica alla power unit. L'agente ci ricorderà poi con precisione gli obiettivi che il team fisserà di volta in volta per noi, come una posizione minima sulla griglia di partenza o un piazzamento davanti al compagno di squadra. La rivalità con altri piloti, in primis col vicino di scuderia, sarà un altro fattore importante per determinare lo spessore del nostro pilota e, in ultima analisi, la sua appetibilità sul mercato. La Carriera appare così ben strutturata, varia e credibile, un'aggiunta che già da sola fa partire F1 2016 almeno due, tre file avanti nello schieramento rispetto al predecessore.

Una gioia al volante

Per raggiungere la pole position serve però altro, e l'ultimo nato di Codemasters ci mette davvero poco a mostrare le sue carte vincenti. La serie dedicata al Circus iridato fa da sempre della scalabilità uno dei suoi punti di forza, ma mai come quest'anno la software house britannica era riuscita ad accontentare con un solo prodotto una platea così vasta e dalle esigenze diverse. F1 2016 può passare, coi dovuti settaggi, dal ruolo di solido arcade a quello di simulazione godibile al massimo con volante e pedaliera, per quanto non ai livelli di un Dirt Rally (va tuttavia ricordato come un titolo di Formula 1 abbia necessariamente un bacino d'utenza più casual). Togliendo l'assistenza in frenata e il controllo di trazione, la sensazione di avere realmente il mezzo tra le mani si farà concreta, anche con un pad. Parzializzare il gas è sicuramente meno intuitivo con il trigger destro rispetto a una pedaliera, ma Codemasters ha ottenuto un ottimo compromesso tra periferica di gioco e credibilità del modello di guida.

Restando in tema simulazione, rispetto allo scorso anno è stata migliorata anche la gestione delle gomme, sia nella scelta dei treni per i weekend, sia per quanto riguarda la progressione dell'usura degli stessi: nel 2015 si assisteva a un comportamento assolutamente random delle gomme, con improvvisi decadimenti nelle prestazioni senza apparenti motivazioni. In F1 2016 tutto è più realistico, sebbene non siano stati introdotti elementi cruciali nella realtà, come il graining progressivo (la superficie delle gomme appare sempre perfetta, anche dopo decine di giri) o lo spiattellamento degli pneumatici in caso di bloccaggio in frenata. I weekend di gara sono stati ricreati alla perfezione, dalle sessioni di prove libere, dove sarà possibile testare diverse configurazioni di assetto ampiamente personalizzabili, alle qualifiche. L'entrata in pitlane, con la gestione manuale della velocità da parte del pilota, aggiunge realismo e un po' di sfida a una sequenza di azioni altrimenti sterile e guidata. Lo stesso vale per la nuova procedura di partenza, con un tasto dedicato alla frizione, da tenere premuto mentre si alzano i giri del motore. Tra le altre novità, il giro di formazione può incuriosire i fan più hardcore, ma non aggiunge nulla all'esperienza di gioco, se non un livello di immersione maggiore. La Safety Car e la Virtual Safety Car, infine, completano il ventaglio di new entry, lasciando qualche perplessità di troppo. Le ragioni del loro utilizzo in corsa sfuggono spesso alla logica: capiteranno incidenti di massa risolti con la sola esposizione delle bandiere gialle, così come semplici ritiri per noie meccaniche che richiederanno, chissà perché, l'entrata della macchina di sicurezza. Se non altro, le penalità che in F1 2015 venivano assegnate con irritante casualità, sono state fortunatamente corrette. Qualche stop and go per contatti con altri concorrenti risulterà ancora un po' troppo severo, ma nell'insieme funziona tutto a dovere. L'AI degli avversari, forse la nota più dolente in assoluto dello scorso anno, è stata sottoposta a un pesante restyling, che non è però riuscito a eliminare tutte le magagne che i giocatori di F1 2015 conoscono bene. Già fin d'ora, in attesa di inevitabili patch prossime venture, i comportamenti dei piloti appaiono equilibrati nelle normali fasi di gara, dalle staccate all'utilizzo ragionato del DRS, ma in caso di incidente capiterà ancora di assistere a poco realistici incolonnamenti di vetture, risolti solo dalla scomparsa letterale del mezzo che provoca l'ingorgo. Su piste particolarmente strette, come Montecarlo, l'effetto "coda al casello" comparirà anche nelle regolari fasi di gara, vista la scarsa propensione dei piloti gestiti dall'AI a tentare sorpassi al limite. Tutto liscio, invece, nei doppiaggi, coi piloti più lenti quasi sempre docili nel rispettare le bandiere blu.

F1 da guardare

Sul versante tecnico, F1 2016 propone una versione riveduta e corretta dell'EGO Engine. Il colpo d'occhio è ottimo, dai modelli 3D delle vetture, fedelissimi alle controparti reali, ai circuiti, tutti realizzati con cura e amore per i dettagli (menzione particolare per la new entry Baku, davvero spettacolare). Il framerate resta solido a 60 fps su PS4, con qualche sporadico calo nelle fasi più concitate, col contraltare dell'ormai classico tearing. In chiaroscuro il modello dei danni: buona la sensibilità delle appendici aerodinamiche anteriori, mentre gli alettoni posteriori non si staccano neppure se colpiti da un bazooka.

Per quanto riguarda la gestione delle collisioni, ci è personalmente capitato di vedere una ruota staccarsi dopo un contatto di muso con un'altra vettura. Insomma, non il massimo della precisione... Il comparto sonoro si avvale delle gradite new entry di Carlo Vanzini e Luca Filippi al commento, mentre la resa dei motori e dei vari effetti ambientali necessiterebbe di una migliore gestione dei volumi, col rombo della power unit spesso coperto da un indefinito tappeto sonoro. Non abbiamo volutamente parlato sin qui del multiplayer, che meriterebbe un approfondimento ad hoc a server aperti e gioco sugli scaffali. Per ora basti sapere che F1 2016 offrirà la possibilità di organizzare intere stagioni mondiali fino a 22 giocatori, come un vero schieramento di partenza.

F1 2016 F1 2016 è migliore del suo predecessore, poche storie. Merito di un ventaglio di novità attese da tutti gli appassionati, come il ritorno della Carriera, una maggior completezza dei weekend di gara, l’inserimento dei pit stop manuali e una nuova procedura di partenza. La Safety Car e la Virtual Safety Car appaiono poco più che scelte cosmetiche, mentre l’affinamento del già discreto modello di guida ha portato a un prodotto in grado di accontentare tutti, dagli utenti casual agli amanti delle simulazioni. Ancora da limare l’AI, comunque migliorata, e il modello fisico, talvolta impreciso e poco realistico.

8

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