F1 2017: Recensione del nuovo racing di Codemasters con licenza Formula Uno

La simulazione di Formula Uno targata Codemasters è tornata, ed è più in forma che mai. Ecco il nostro verdetto definitivo su F1 2017.

F1 2017

Videorecensione
F1 2017
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Matteo Mangoni Matteo Mangoni è un grande amante della tecnologia e, soprattutto, del medium videoludico. Programmatore di giorno e gamer incallito di notte (o viceversa), ha avuto fra le mani la sua prima console all'età di 6 anni, e da allora per lui niente è più stato lo stesso. Soprattutto le bollette della luce. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Come ogni anno, puntuale come un orologio svizzero, è giunto il momento di scendere in pista con le monoposto più famose al mondo. Il circus della Formula 1 è probabilmente uno dei più grandi esempi di successo nel mondo dei motori, eguagliato solo dalla controparte su due ruote: il motomondiale. Ma, inutile negarlo, non è certamente uno degli sport più emozionanti al mondo da vedere. Se a questo aggiungiamo anche una gestione e una regolamentazione dei criteri di sviluppo delle vetture non proprio impeccabile, ecco che la frittata è fatta. Dopo aver osservato distrattamente la partenza dell'ultimo - noiosissimo - gran premio, dunque, abbiamo deciso di abbandonare la TV per spostarci in una postazione che abbiamo presto scoperto essere molto più soddisfacente, in cui era pronto ad attenderci proprio il nuovo corsistico di Codemasters dedicato al mondo della Formula 1. Ci siamo messi al volante, e subito abbiamo provato quel brivido e quel sano senso di competizione che tanto ci mancava. Perché per certi versi, al netto di alcune evidenti semplificazioni nel modello di guida, il campionato di Formula 1 proposto da F1 2017 è probabilmente migliore di quello reale.

Gare vecchio stile: la guida con il pad

Abbiamo provato il gioco su PS4, quindi la cosa più importante era capire quali fossero le differenze tra la guida con il pad e quella con il volante. Per iniziare, ci siamo ovviamente buttati sul classico DualShock 4, lo strumento primario con cui buona parte del pubblico avrà a che fare durante la propria carriera di pilota. E le sensazioni, lo anticipiamo fin da subito, sono estremamente positive. Serve soltanto un po' di tempo per abituarsi all'estrema sensibilità dell'analogico, che per forma e dimensioni rende un po' difficoltosa la corretta modulazione della sterzata. Noi, dopo vari test, abbiamo optato per un approccio molto conservativo, con movimenti microscopici e ben calibrati, mai troppo bruschi. Come dicevamo: c'è da farci un po' l'abitudine, abbiate pazienza un paio di giri e tutto andrà per il verso giusto. Gli input sono estremamente precisi e immediati, senza alcun tipo di ritardo (mentre l'edizione 2016 era tutt'altro che perfetta, da questo punto di vista). Ottimo lavoro svolto anche sulla vibrazione, capace di restituire un feedback coerente e utilissimo ai fini della guida. Grazie ad esso è possibile identificare chiaramente il limite di grip delle gomme, capire come frenare e quanto frenare, quando dosare il gas e quando invece schiacciare l'acceleratore a tavoletta. Ecco, forse quest'ultimo punto è l'unica nota dolente: la corsa limitata dei grilletti rende leggermente difficoltose le frenate. Immersive e azzeccate invece le chiamate dal box forniteci all'interno dello speaker del controller, immancabili anche durante le sessioni che abbiamo giocato con il volante.

Let's get serious: la guida con il volante

Inutile girarci intorno: sebbene F1 2017 resti un titolo pensato per tutti e non eccessivamente simulativo, con il volante fa tutta un'altra figura. Il force feedback è qualcosa di maestoso, imponente e ben calibrato. Ci consente di sentire ogni tipo di avvallamento, il limite delle gomme, la presenza dei fastidiosissimi marbles - brandelli di gomma che si depositano in pista passaggio dopo passaggio. L'unico problema, se così possiamo definirlo, potrebbe essere l'eccessiva violenza delle vibrazioni mantenendo i settaggi predefiniti, particolarmente problematica nel caso in cui non disponeste di un supporto dedicato. Una volta ottenuto il quadro completo, abbiamo dunque tratto le nostre conclusioni sul tanto discusso modello di guida, a detta di molti troppo poco simulativo. Perché sì, inutile girarci intorno, il focus di Codemasters non è certamente il raggiungimento di un'esperienza realistica in stile Assetto Corsa o del poco conosciuto iRacing, leader indiscusso delle simulazioni e dell'eSport motoristico. Questione di scelte, insomma. Il modello di guida di F1 2017 è comunque verosimile, capace di divertire e appassionare chiunque ci si avvicini. Stratificato quanto basta, e mai troppo semplice. Sul bagnato le gomme diventano incredibilmente scivolose, e l'arrivo di una pioggia improvvisa può ribaltare le sorti di un gran premio da un momento all'altro, creando scompiglio tra i piloti e tra i team. Un altro plauso enorme va, secondo noi, anche al feedback restituito in caso di improvvisa mancanza di grip. Quando si gareggia in condizioni climatiche avverse, basta davvero poco per far sì che l'auto diventi incontrollabile, sbandi o si alleggerisca tutto d'un tratto facendoci finire inevitabilmente fuori pista.

Parlando di realismo e divertimento, poi, non possiamo far altro che riprendere quanto anticipato nell'introduzione dell'articolo: F1 2017 è per certi versi ampiamente migliore e più divertente della sua controparte reale. Il gioco tende a sorvolare su alcuni elementi tipici delle monoposto moderne, lasciando ampio spazio a manovre di sorpasso che difficilmente potremmo vedere nella realtà. Una realtà fin troppo guidata da aerodinamica, alette e alettoni di ogni tipo, le quali anziché aiutare la spettacolarità dell'azione, sembrano volerla appiattire danneggiando le vetture nelle retrovie. F1 2017 non riproduce gli evidenti disturbi aerodinamiche che rendono impossibile il mantenimento di un ritmo costante anche alle vetture che si trovano dietro a un'altra monoposto. Si avvicina più al concetto classico degli sport motoristici, quello secondo cui chi sta dietro non è penalizzato, ma viene anzi avvantaggiato dalla scia. Insomma, il divertimento è assicurato con o senza DRS, così come assolutamente garantite sono quelle interminabili battaglie capaci di rendere davvero interessante il motorsport. Questo non significa però che vincere con una monoposto come la McLaren di Alonso sia semplice. Il distacco in termini di prestazioni tra le vetture più perfomanti e il resto del gruppo è palese e, soprattutto, spesso davvero enorme. Soprattutto ai livelli più alti, dovrete necessariamente accontentarvi di fare il massimo che potete in attesa di tempi migliori.

Soli contro tutti: l'intelligenza artificiale

Avremmo potuto parlarne all'interno di un altro paragrafo, sommessamente, come spesso ci è capitato di fare in tutti quei giochi che, purtroppo, non sembrano capaci di andare oltre in questa specifica area. Ma no, F1 2017 questo tipo di trattamento non se lo merita affatto: l'intelligenza artificiale è uno dei punti forti della nuova produzione targata Codemasters. Pur rimanendo ben lontane dalla perfezione, le reazioni degli avversari sono credibili, e si adattano perfettamente al livello di difficoltà da noi impostato. Mettendo lo slider a 90 ogni gara diventa una vera sfida all'ultima staccata: gli avversari sono aggressivi, meno inclini a compiere errori o lasciarci strada. Hanno comportamenti coerenti, creano gruppetti che si danno battaglia come nella realtà, gestiscono i consumi di benzina e le gomme in maniera credibile. Un dettaglio da non trascurare, nella Formula 1 moderna. A difficoltà più basse, invece, il tutto tende a farsi leggermente più permissivo e meno professionale, con avversari che fanno talvolta errori grossolani o, più in generale, non guidano mai al massimo delle proprie possibilità. Per questo, vi consigliamo caldamente di investire il vostro tempo gareggiando con avversari più coriacei, anche a costo di finire nelle retrovie. Il meglio, F1 2017 lo da proprio in queste situazioni, quando dovete correre al limite, quando la conoscenza del tracciato diventa fondamentale e ogni linea sbagliata è potenzialmente capace di penalizzarci in maniera evidente e (quasi) irrecuperabile.

L'anima della competizione: la modalità carriera

Ricerca e sviluppo

Una delle caratteristiche più atipiche e riuscite di questa nuova edizione della F1 targata Codemasters, è senza ombra di dubbio quello legato ai quattro alberi di sviluppo delle monoposto. Ciascuna vettura ha delle statistiche che la rendono unica, diversa dalle altre. La Williams propone storicamente velocità punta sensibilmente superiori a discapito di un carico aerodinamico non proprio al top, che la rende meno maneggevole in curva, mentre la Ferrari presenta un propulsore leggermente inferiore a quello della Mercedes, salvo poi primeggiare indiscussa in tutti i parametri legati alla gestione della componente aerodinamica. Proseguendo nella carriera e accumulando punti sviluppo, però, saremo in grado di accedere a quattro diversi rami, uno per ciascuna categoria, all'interno dei quali, come nei migliori RPG dell'epoca moderna, saremo chiamati a sbloccare nuovi potenziamenti. Per rendere il tutto un po' meno schematico e artificioso, però, tali migliorie non saranno disponibili fin da subito, ma necessiteranno di un tempo di sviluppo variabile, direttamente proporzionale alla complessità delle stesse. Prima di ogni modifica, inoltre, sarà possibile osservare in anteprima quanto le nostre azioni incideranno sul comportamento della vettura, confrontando le statistiche con quelle delle altre vetture in modo rapido e leggibile.

Tutte le buone sensazioni di guida scaturite dai nostri primi test in pista sono state poi ampiamente confermate all'interno della modalità carriera. Al suo interno, per fortuna, anche le tanto bistrattate prove libere hanno finalmente un ottenuto un proprio ruolo ben preciso, in tutto e per tutto identico a quello che hanno nei reali weekend di gara. Servono per testare la macchina senza pressioni esterne e senza necessità di mettere a segno giri veloci su giri veloci, per cercare di stabilire quali sono le strategie di gara migliori, quali gomme scegliere e quante soste ai box effettuare. Per farlo, il gioco ci mette a disposizione alcune brevi sessioni guidate da portare a compimento, all'interno delle quali saremo chiamati ad imparare quando e come risparmiare carburante, come trattare al meglio le gomme e prevederne la durata. Non manca, inoltre, la possibilità di effettuare dei giri con dei suggerimenti in merito alle traiettorie ideali, utili per imparare al meglio il layout del tracciato senza bisogno di utilizzare l'odiosissima linea ideale, un aiuto che abbiamo preferito disabilitare quasi subito. Ciò che conta di più, è che tutte queste attività non sono fini a se stesse, ma ci consentono di accumulare punti da spendere nella ricerca e nello sviluppo della nostra monoposto.
A inizio carriera abbiamo optato per una configurazione delle attività estremamente realistica, con tutti i turni di libere attivi, qualifiche divise in tre sessioni come nella realtà, e soprattutto gran premi con durata al massimo, ovvero identica a quelle delle loro controparti reali. Una soluzione estrema, che mette in mostra la flessibilità dell'impianto di gioco: può essere configurato in modo tale da ricordare molto da vicino l'esperienza reale, oppure come semplice divertissement basato su gare veloci, prive di qualifiche o, ancor meglio, con posizioni sulla griglia banalmente decise da un unico giro secco. Non mancano poi alcune piccole chicche, come la possibilità di utilizzare la frizione manuale anche nell'uscita dai box, da quest'anno regolata da una luce colorata simile a quella dello start.

Il cuore della modalità non è invece troppo dissimile da quanto visto negli anni passati: ci sono i messaggi da parte del team, la possibilità di accedere a vari menu legati allo sviluppo della macchina e quant'altro. Il gioco fila via liscio come l'olio, facendoci acquisire fiducia nel nostro mezzo e nelle nostre capacità gara dopo gara. Ma non è tutto: vi ricordate l'esperimento legato alle auto d'epoca che già il team aveva tentato in passato? Bene, adesso non è più solo un esperimento fine a se stesso, bensì un simpatico intermezzo tra una gara e l'altra. Grazie ad un bizzarro ma tutto sommato credibile espediente narrativo, ci troveremo a guidare le monoposto classiche all'interno della carriera, grazie ad alcuni eventi specifici - e non convenzionali - tutti da scoprire.

Bolidi scintillanti: il comparto tecnico

Il motore grafico che muove F1 2017 non è nient'altro che un'evoluzione di quello del capitolo precedente, lo storico Ego Engine. Nonostante il peso dell'età inizi a farsi sentire in alcuni frangenti, il risultato resta comunque di altissimo livello, con una riproduzione delle vetture in grado di rasentare la perfezione e una buona modellazione dei reali volti di tutti i protagonisti. Non solo Vettel e Hamilton, dunque, ma anche i "team principal" e gli uomini più in vista all'interno del paddock, come Maurizio Arrivabene, sono stati fedelmente riprodotti e risultano perfettamente riconoscibili. Ad arricchire il pacchetto, poi, ci pensano le condizioni climatiche dinamiche di cui abbiamo già brevemente parlato all'interno di questo stesso articolo e nelle nostre precedenti anteprime: basta un breve acquazzone per ribaltare completamente l'esito di una gara che sembrava già scritta. Grazie alle comunicazioni via radio del team, saremo spesso in grado di conoscere in anticipo l'arrivo di una perturbazione e sapere quando quest'ultima sta per andarsene: un bel modo per pianificare un cambio di strategia improvviso, magari ritardando la sosta ai box di qualche giro in attesa della venuta della pioggia. Dal punto di vista scenografico, la pioggia è gestita in modo ineccepibile, con effetti nuovi di zecca che riescono a diminuire sensibilmente la visibilità del pilota quasi come nella realtà, ma senza rendere l'esperienza di gioco frustrante. Non solo: la quantità di gocce visibili dal giocatore sono anche direttamente proporzionali alla quantità di acqua presente sul tracciato, dando al giocatore un feedback facilmente leggibile e in tempo reale sullo stato dell'asfalto. Il comparto audio è sicuramente curato nei minimi dettagli, eccezion fatta per la telecronaca pre-gara (a cura della voce della Formula 1 di Sky Carlo Vanzini), decisamente troppo meccanica e ripetitiva. Non che sia particolarmente importante, ma a qualcuno potrebbe dare fastidio sentire il commentatore leggere l'ordine di partenza con la stessa enfasi dell'annunciatore dei treni in stazione.

F1 2017 F1 2017 è un gioco per tutti, non solo per gli appassionati della disciplina che tratta. Il modello di guida, sebbene risulti abbastanza permissivo, riesce a mantenersi divertente e ben stratificato. Bello da giocare sia con il pad che con il volante, il nuovo corsistico del team britannico è riuscito nell’intento di rifinire e migliorare considerevolmente il già ottimo capitolo dell’anno passato, dando nuova linfa a una serie che dopo l’esordio sulla nuova generazione di console sembrava aver perso un po’ di smalto. Contenutisticamente parlando, poi, ci troviamo di fronte a un prodotto a dir poco monumentale, come sempre. Oltre alla modalità carriera avremo la possibilità di metterci in gioco con weekend di gara singoli, di lanciarci alla caccia di nuovi record e scalare le classifiche in un classico time attack o prender parte a un intero campionato vestendo i panni del nostro beniamino. Il tutto, ovviamente, senza tralasciare le importantissime gare multigiocatore online.

8.8

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