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Recensione Fable Heroes

La saga che fu di Molyneux raggiunge l’Xbox Live

Versione analizzata: Xbox 360
recensione Fable Heroes
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Ancora un test per Fable

Questa recensione non può aprirsi se non considerando come Fable Heroes sia il primo capitolo della saga a non poter contare sul contributo del suo genitore più prossimo, quel Peter Molyneux che, già separato in casa, abbandonerà Lionhead Studios e Microsoft una volta terminati i lavori sul chiacchieratissimo Fable: The Journey. Le motivazioni, che hanno spinto il famoso game designer a lasciare quella che poteva reputarsi casa sua, si possono intuire, ma probabilmente non verranno mai chiarite completamente.
Ciò che è certo è che il team, rimasto orfano della maggior fonte d’ispirazione, nonché capo creativo, è ora chiamato a dare prova della sua maturità, della sua capacità di camminare in solitaria, senza la benevola mano che lo ha accompagnato fin qui in un sentiero costellato di successi. Quale miglior palestra di allenamento, dunque, di uno spin-off per il mercato digitale? Sulla carta, trattasi di scelta oculata. Nella pratica: perché arrischiare un brand già messo alla prova da The Journey, piegato all’imperativo di usare Kinect?

Un Fable poco Fable

Fable Heroes va preso con filosofia. Forse approfittando fin troppo della parola spin-off, gli sviluppatori non solo hanno cambiato il genere, ma salvo qualche vago richiamo nei personaggi e ambientazioni, si fa davvero fatica a riconoscere qualcosa di Fable. Ciò, sia chiaro, non è forzatamente un male, ma è giusto avvertire i fan: è inutile acquistare questo titolo se si ha il desiderio di ritrovare la magia, le atmosfere e le meccaniche della saga.
Con questo non si vuole travestire una bocciatura anticipata da premessa. Tutt’altro. In linea teorica Lionhead Studios si è mossa intelligentemente, scegliendo innanzitutto un pubblico differente dal solito: i giovanissimi o i neofiti in cerca di qualcosa di leggero e assolutamente non impegnativo.
Fable Heroes è un picchiaduro a scorrimento 3D, che pone l’accento sul multiplayer, la cooperazione e competizione tra i partecipanti.

"Lionhead Studios si è mossa intelligentemente, scegliendo un pubblico differente dal solito: i giovanissimi o i neofiti in cerca di qualcosa di leggero e assolutamente non impegnativo."

E’ un gioco volutamente semplice, nelle meccaniche e nel livello di difficoltà, dove persino prosciugare la propria barra di salute non combacia con la fine prematura della partita. Attraverso mezza dozzina di livelli, di cui in seguito ne sbloccherete delle versioni lievemente più ardue, quattro eroi dovranno sconfiggere ogni mostro sulla mappa, cercando di raccogliere più monete possibile.
Il matchmaking, passateci il termine, è piuttosto elastico e capace di venire incontro a tutte le necessità del caso. Armati di altrettanti controller, potrete gestire il tutto in locale con quattro amici o familiari pronti a vestire i panni degli eroi. Alternativamente potrete pescare i vostri compagni d’avventura via Xbox Live. Neanche l’impavido solitario avrà di che temere: a dargli manforte ci saranno tre alleati controllati dalla CPU.

Ottima anche l’idea di fondere cooperazione e competizione in ogni partita. Darsi man forte per fronteggiare gli eserciti di goblin e zombie è fondamentale. Per quanto si tratti pur sempre di un gioco facile, la pesante inferiorità numerica in cui verserete perennemente vi costringerà ad agire all’unisono. Allo stesso tempo tuttavia, sarete sempre spinti ad agire egoisticamente per il vostro tornaconto. Uccidendo nemici o distruggendo alcuni oggetti dello scenario farete piovere sullo scenario decine di monete. Queste servono fondamentalmente a due scopi. Il primo è quello di garantirvi l’highscore più alto di tutti, che vi assicurerà la vittoria morale del livello. Il secondo si lega a doppio filo con la lontana e pallida influenza RPG che sottende l’esperienza.
Alla fine di ogni livello sarete introdotti da una sorta di gioco dell’oca. Ogni personaggio, in base alle monete raccolte, verrà premiato con un corrispondente numero di volte in cui potrà lanciare il dado. Ogni casella, come facilmente ipotizzabile, vi darà l’accesso ad alcuni potenziamenti. Si va dall’incremento della velocità di spostamento, a danni extra causati a una certa tipologia di nemici, nuovi costumi e così via. Naturalmente, per ottenere questi bonus, non solo dovrete capitare sulla giusta casella, ma dovrete avere anche il denaro necessario: ulteriore ragione per darsi battaglia con i compagni per acciuffare più monete possibile.

Poca abilità nel combattere

Nei livelli veri e propri, purtroppo, le cose non funzionano al meglio. A fronte di una sovrastruttura così ben congeniata e architettata, Lionhead Studios ha parzialmente fallito nel proporre un gioco sì semplice, ma che evitasse di diventare noioso dopo poche partite.
Il principale accusato è il combat system. Non vogliamo prendercela con la sua mancanza di profondità, visto che il titolo è pur sempre indirizzato a un pubblico di giovani. Ciò che non funziona è l’impossibilità di sentirsi veramente padroni della situazione. Da una parte infatti, l’assenza del lock-on sui nemici faciliterà i colpi andati a vuoto. Dall’altra, l’eccesivo caos dovuto a decine di nemici ed effetti speciali sprigionati da ogni colpo, vi renderà difficile capire cosa state facendo e se la vostra strategia sta avendo successo. Il risultato è che finirete per affidarvi al più degradante dei button mashing, limitato, tra l’altro, alla pressione selvaggia di un solo tasto, vista l’impossibilità di effettuare combo e l’inutilità dell’attacco pesante: fin troppo lento e impacciato.
Altro grosso difetto è rappresentato dai boss di fine livello che, seppur diversi nell’aspetto, presentano pattern d’attacco assolutamente identici. Battuto uno insomma, battuti tutti.

Queste pecche purtroppo, mortificano in buona parte un lavoro altresì ben realizzato. I vari eroi ad esempio, si differenziano tra loro per tipo di attacchi, corpo a corpo o dalla distanza, e velocità di spostamento. Inoltre, sparsi per i livelli, troverete dei forzieri capaci di regalarvi bonus o malus temporanei come la trasformazione in un personaggio estremamente debole o una pioggia extra di monete. Infine, espediente utile per aumentare il fattore replay, al termine di ogni stage sarete posti di fronte a un bivio. Se una strada vi condurrà al boss, l’altra aprirà le porte a un minigioco contestuale. Nel mondo innevato, ad esempio, dovrete condurre lo slittino al traguardo premendo come forsennati su un pulsante, oppure dovrete calciare delle galline dentro una porta e così via.
Visto il target di riferimento e le indubbie qualità che pur ci sono, difficile bocciare in toto il gameplay. Resta un grande rimpianto, perché con un po’ di cura in più si poteva realizzare qualcosa di migliore e appetibile anche per i meno giovani, semplicemente appassionati di Fable o picchiaduro a scorrimento.
Buono il comparto grafico. Se da un punto di vista artistico bisogna fare un applauso ai designer, capaci di tradurre in una versione ancor più favolistica, fanciulla e colorata il brand, dall’altra si denotano alcuni rallentamenti e un nostalgico, per quanto limitato, ghosting (o effetto scia che dir si voglia) che perseguita le animazioni dei personaggi.
Buono il sonoro ricco di effetti e musiche ben contestualizzate con l’azione.
Più che sufficiente la longevità. Portare a termine la dozzina di livelli presenti vi costerà non meno di otto, nove ore. La possibilità di imbastire velocemente partite multiplayer, in locale o via internet, vi spingerà poi a giocarlo qualche pomeriggio con amici e familiari.

Fable Heroes Fable Heroes non è un gioco mediocre: semplicemente faticherà a trovare possibili acquirenti. Se i fan si imbatteranno solo in piccole briciole di Fable, fin troppe poche per giustificare l’esborso di dieci euro, i neofiti troveranno facilmente di meglio nel sempre più vasto catalogo digitale del Live. Sarebbe bastato un combat system lievemente più profondo e architettato per rendere enormemente più appetibile questo Fable Heroes. Così com’è, resta un titolo indicato solo per gli irriducibili di Fable o per qualche famigliola che proprio non sa trovare di meglio.

6

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