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Recensione Faery: Legends of Avalon

L'RPG fantasy di Focus Home Interactive tra fate e folletti non eccelle per originalità

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Adriano Della Corte Adriano Della Corte Da quando ha ricevuto in regalo il suo primo Gameboy all'età di 5 anni, non ha mai smesso di giocare. Grande appassionato di platform e di epiche avventure. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

I giochi di ruolo di ultima generazione garantiscono quasi sempre standard qualitativi solidi: da vasti mondi da esplorare, centinaia di quest e di dungeon, ed un coinvolgente battle system che impegni il giocatore in epici scontri con creature e mostri di ogni genere. Solo un perfetto bilanciamento di questi elementi, del resto, riesce a creare un'esperienza di gioco unica, capace di intrattenere fino all'ultimo istante il videoplayer: un risultato che non sempre è facile da ottenere. Faery: Legends of Avalaon, RPG di Focus Home Interactive, è la chiara dimostrazione che per un RPG nulla deve essere trascurato: basta qualche disattenzione di troppo e si rischia di trovarsi per le mani un prodotto che, nonostante l'originalità del contesto in cui è ambientato, non riesce purtroppo ad emergere, affossato dalla mediocrità di un gameplay derivativo e poco coinvolgente.

Un mondo fatato dal salvare

Il magico mondo di Avalon sta andando incontro al suo triste destino: da quando gli esseri umani hanno incominciato a non credere più nella magia, le lande di questo fantastico regno stanno lentamente scomparendo. Il re di questo mondo fatato decide quindi di giocare la sua ultima carta: risvegliare il suo guerriero più valoroso per trovare un modo di salvare Avalon. Nei panni della fata prescelta per compiere questa delicata ed importante missione, intraprenderemo un cammino che ci porterà in tre diverse regioni del regno.

RPG antiquato

Una volta avviato il gioco, Faery ci permetterà di creare il nostro personaggio attraverso un editor abbastanza ricco di opzioni. Dopo aver scelto di impersonare una fata o un elfo, potremo modificarne le sembianze del volto scegliendo uno dei modelli già realizzati dal team di sviluppo, oppure barcamenarci tra le varie voci del menù e creare il nostro, personalissimo eroe.
Una volta accettata la nostra missione, ci ritroveremo ad esplorare Avalon, una piccola isola che fungerà successivamente da hub principale del mondo di gioco. I primi momenti saranno strutturati come un tutorial che ci introdurrà alle caratteristiche principali di questo RPG. Il nostro personaggio, dotato di ali, potrà svolazzare liberamente nei cieli di Avalon: lo stick analogico destro sarà affidato alla gestione della telecamera, e di conseguenza della direzione del nostro volo, mentre ci muoveremo inclinando lo stick sinistro. L'interazione con gli abitanti del regno sarà una componente fondamentale per proseguire all'interno della storia di Faery: purtroppo non è presente alcun tipo di doppiaggio, e sarà dunque necessario leggere moltissime righe di testo: i temi trattati nelle nostre conversazioni riguarderanno le quest, sia principali che secondarie, ma non tutti i personaggi saranno dotati di una folta parlantina. I dialoghi molto spesso saranno spesso inutili, e non offriranno informazioni utili ai nostri fini. L'interfaccia utente ricorda molto quella di Mass Effect, con una griglia circolare ai cui lati compariranno gli argomenti o le eventuali risposte da dare. In alcuni casi, come accade nell'RPG Bioware, potremo scegliere come comportarci nei confronti dell'interlocutore. Essere accondiscendenti o meno stimolerà diverse reazioni, che influiranno - anche se in maniera superficiale - con i rapporti interpersonali tra i personaggi non giocabili.
L'esplorazione delle aree di gioco sarà abbastanza elementare: sebbene i mondi di Avalon siano abbastanza vasti, sviluppandosi non solo orizzontalmente ma anche verticalmente, i luoghi di interesse saranno davvero pochi. Principalmente dovremo cercare creature con cui dialogare, oppure alcuni oggetti evidenziati sullo schermo dalla presenza di bagliori ben visbili. L'assenza di una mappa, sia sullo schermo che nel menù di gioco, rende in alcuni casi abbastanza frustante l'avanzamento: sarà facile perdersi tra la folta chioma del gigantesco albero di Yggdrasil, e dovremo ricordare a memoria la posizione dei vari personaggi, spesso fondamentali per ottenere oggetti o informazioni chiave per avanzare nelle missioni. Infine i dungeon non risultano per nulla elaborati: un insieme di stanze e corridoi, dove affrontare diversi gruppi di avversari, fino a sconfiggere un boss al termine dello stage. L'interattività degli ambienti sarà davvero minima: potremo sostanzialmente raccogliere oggetti da forzieri sparsi nelle varie stanze.
Per quanto riguarda il Battle System, la scelta di Focus Home Interactive è di stampo classico: ad ogni turno dovremo scegliere le azioni da far eseguire ai membri del nostro party, composto da tre personaggi. La scelta potrà ricadere su attacchi standard, attacchi potenziati, mosse difesa, l'utilizzo di oggetti, e la possibilità di muovere nelle retrovie un nostro personaggio. All'inizio della nostra avventura avremo a disposizione un solo punto azione per ogni turno, potremo dunque eseguire solo attacchi standard. Avanzando di livello, acquisteremo la facoltà di utilizzare fino a 3 action points: potremo così concatenare diverse combinazioni: tre attacchi base di fila, eseguire incantesimi più potenti con una spesa di 2 AP, oppure combinare un attacco con l'uso di un oggetto. Un sistema che, per quanto intuitivo, risulta fin da subito ripetitivo e logorante: premere ripetutamente il tasto azione per confermare ogni volta le decisioni, soprattutto quando gli AP saranno tre per ogni personaggio del party, sarà un processo noioso all'inverosimile. Inoltre morire durante gli scontri sarà quasi sempre impossibile, visto che i punti salute saranno ripristinati alla fine di ogni combattimento. La presenza di incantesimi curativi e di un numero spropositato di pozioni assicura poi vita eterna ai nostri eroi.
Durante le imprese di Faery potremo incontrare sei diversi personaggi che si offriranno di accompagnarci nella nostra avventura: una fata o un elfo (a seconda del sesso scelto per il nostro personaggio), un orco, un drago, uno gnomo ed altri ancora, ognuno caratterizzato da abilità peculiari: spetterà al giocatore scegliere quale combattente sia più adatto a sconfiggere i nemici. Da questo punto di vista, la comprensione delle debolezze degli avversari sarà fondamentale per vincere gli scontri più facilmente.
Un elemento positivo all'interno del gameplay di Faery è il sistema di progressione del nostro personaggio. Al raggiungimento di un nuovo livello l'eroe principale potrà acquistare nuove abilità modificando il suo aspetto, aggiungendo o sostituendo parti del suo corpo: delle ali da farfalla ci permetteranno di lanciare incantesimi di natura elettrica, mentre una coda di gatto aumenterà la capacità di eludere gli attacchi nemici. Queste abilità potranno inoltre essere potenziate, spendendo i punti abilità ottenuti al raggiungimento del livello successivo. Esplorando le aree di gioco e risolvendo alcune miniquest, riceveremo inoltre pezzi di diverse armature, che con le loro caratteristiche peculiari contribuiranno a modificare le nostre abilità sul campo di battaglia.
Questo sistema risulta funzionale e abbastanza profondo, capace di lasciare al giocatore la libertà di costruire un personaggio caratteristico, con i propri punti di forza e debolezza. Peccato che il buon lavoro concettuale su questo fronte si scontri con un avanzamento ripetitivo e trito.

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Tecnicamente

Tecnicamente parlando Faery oscilla fra alti e bassi, soprattutto per quanto riguarda il comparto grafico: le ambientazioni risultano nel complesso ben realizzate e suggestive: un gigantesco albero popolato da uccellini, una nave infestata dai fantasmi, ed una città dai tratti medio-orientali costruita sulla groppa di uno scarabeo, sono location originali e ben strutturate per un gioco di ruolo. Purtroppo non si può dire lo stesso per i personaggi non giocabili: il riciclo dei modelli appare evidente fin dall'esplorazione del primo dei quattro mondi inclusi nel gioco: uno sforzo maggiore per diversificare l'aspetto delle creature incontrate durante il cammino sarebbe stato sicuramente gradito.
Buona invece la campionatura degli effetti acustici e la colonna sonora, che vanta sì un numero modesto di brani, ma perfetti per caratterizzare le atmosfere fiabesche in cui è immerso Faery. Per quanto riguarda la longevità, ci troviamo di fronte ad un titolo pensato come il primo di una serie di episodi che narreranno l'intero destino del regno di Avalon: le ore per completare l'avventura principale non saranno più di sei, ma il tempo potrebbe variare se si svolgeranno o meno tutte le missioni secondarie. Ad onor del vero, queste sono poco consistenti e affatto interessanti: andare da un punto ad un altro della mappa, parlare con determinati personaggi, raccogliere oggetti, saranno gli unici compiti aggiuntivi offerti dal titolo. Solo chi è interessato a ottenere nuovi componenti da aggiungere al proprio equipaggiamento si dedicherà ad un'impresa davvero poco gloriosa. Il finale sarà abbastanza brusco, lasciando il giocatore con il dubbio di aver sprecato ore preziose della sua vita per raggiungere un epilogo non solo inconcludente, ma anche avaro delle emozioni necessarie per far crescere l'attesa del nuovo episodio.

Faery: Legends of Avalon Faery: Legends of Avalon è un RPG per il mercato digital delivery che può essere trascurato dai più. Alcune idee originali e ben realizzate vengono oscurate in parte da un battle system antiquato e poco performante, e da un'esplorazione ambientale poco elaborata. Il contento in cui si svolge questo gioco di ruolo potrebbe interessare gli appassionati del genere fantasy, ma difficilmente basterà a soddisfare i più esigenti amanti del genere.

5.8

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