Recensione Fallout 3 Mothership Zeta

L'ultima espansione di Fallout ci porta a bordo di una nave aliena

Fallout 3

Videorecensione
Fallout 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc

Fallout 3 è un chiaro esempio di come sarà, probabilmente, il nostro futuro.
E non ci riferiamo al disastro apocalittico di una catastrofe nucleare, ma all'utilizzo esemplare del Digital Delivery da parte del team di sviluppo, individuato evidentemente da Bethesda come uno strumento per correggere, ampliare ed arricchire il proprio prodotto. Se è vero che molte software house hanno ultimamente rimpolpato l'offerta ludica dei propri titoli (pensiamo a Prince of Persia o Tomb Raider: Underworld), è altresì innegabile che solo i DLC di Fallout 3 siano riusciti davvero a rinvigorire con forza il titolo principale, raccogliendo consensi non indifferenti, ed addirittura venendo incontro alle richieste dei giocatori per eliminare l'unico vero, grande difetto del gioco (il finale chiuso). Esemplare, inoltre, l'ingegno creativo del team, che ha saputo di volta in volta reinventare il proprio titolo, sperimentando spericolate soluzioni narrative o contesti visivi e ambientazioni del tutto distanti da quelli proposti nella Main Quest tradizionale. Se già non fosse stato chiaro con Operation Anchorage (che addirittura “proiettava” il giocatore prima della catastrofe), il quarto DLC (Point Lookout) è stata una sorta di dichiarazione d'intenti, dimostrando l'infinita malleabilità di un progetto come Fallout, trasformato per l'occasione in un cruento Horror Game.
Motership Zeta, l'ultimo Add On recentemente rilasciato sul Marketplace, prosegue la linea tracciata proprio con Point Lookout, esplorando contesti di riferimento inaspettati. In questo caso, le fonti di ispirazione non arrivano però dai lungometraggi “zombeschi”, bensì dalla più spinta Science Fiction, in un susseguirsi di citazioni che spaziano da Mass Effect a X-Files. Il breve viaggio del Vagabondo Solitario in compagnia dei “piccoli omini verdi”, però, appare davvero troppo corrivo e “stiracchiato”, e non riesce ad intrattenere come dovrebbe.
Com'è d'uso, l'espansione prende il via grazie all'intercettazione di un nuovo segnale radio, che informa il protagonista riguardo ad un insolito evento: un disco volante è precipitato sul territorio di Washington DC. Raggiunto il piccolo UFO, il personaggio principale viene immediatamente rapito dal più classico dei raggi traenti, e trasportato sulla Nave Madre (Mothership Zeta, appunto). La trama di questo DLC appare da subito confusa e frettolosa, infarcita dei più classici clichè di genere e tutt'altro che coinvolgente. Fra strani esperimenti eseguiti sullo sfortunato protagonista, misteriosi personaggi che si trovano, casualmente, in cattività sulla Zeta, e rocamboleschi piani di fuga, sembra di leggere la sinossi di uno dei peggiori B-Movie fantascientifici.
Sulle prime, bisogna ammetterlo, il DLC riesce ad incuriosire. I corridoi asettici della nave, pulitissimi e tecnologici, contrastano con il mondo disfatto e piegato di Fallout 3, facendo sperare in varianti non solo visive, ma proprio in un nuovo possibile corso per il titolo Bethesda. Ma non passa molto tempo per capire che a differenza delle Wasteland, la Nave Madre è stata “costruita di fretta”, senza attenzione per i dettagli e la caratterizzazione. La razza aliena appare poco ispirata (solo un paio di modelli per gli avversari extraterrestri), ed il setting generale appare oggi stantio quanto una delle prime puntate di Star Trek, piuttosto che vibrante e vitale come l'universo di Star Wars.
Il design di armi e strutture non brilla per originalità, mentre il ripetersi ossessivo dei corridoi ammorba ben presto il colpo d'occhio, che satura la pazienza dello spettatore/giocatore.
Ma i difetti non terminano. A differenza delle ultime tre espansioni, Mothership Zeta abbandona la libertà esplorativa per abbracciare una generale linearità del plot, avvicinandosi dunque all'esperienza “chiusa” di Anchorage. Le missioni della main quest, per il cui completamento non impiegherete più di quattro ore, sono quasi “teleguidate”, e la varietà di situazioni lascia davvero a desiderare (si tratta, nella maggiorparte dei casi, di sparare a tutto ciò che si muove per raggiungere apparecchiature da manomettere).
Mothership Zeta, dunque, non sazia completamente la sete di nuove avventure, ed appare come un dessert poco intonato con il resto del succulento banchetto preparato da Bethesda, le cui ultime portate avevano invece compiaciuto i giocatori. Terminata l'avventura “spaziale”, all'utente resta semmai qualche arma interessante (sebbene, di nuovo, dal design discutibile). Insomma, il viaggio a bordo della nave stellare sarà poco memorabile, anche per i demeriti di un coefficiente di difficoltà sensibilmente basso (laddove Point Lookout aveva invece impressionato positivamente).

Fallout 3 Il viaggio del Vagabondo Solitario si conclude (?), a onor del vero, in maniera meno elegante di quanto ci saremmo aspettati. L'ultimo DLC è senza dubbio il peggiore dei cinque rilasciati, quasi del tutto insapore. Sebbene l'idea di un viaggio interstellare facesse sperare in qualcosa di nuovo, la realizzazione globale è scialba e poco attenta. La nave madre, la razza aliena, il design delle strutture sono tutti elementi poco ispirati, e la linearità dell'esperienza di gioco, unita ad una snervante ripetitività concettuale, fa in modo che l'add-on sia consigliabile ai soli fan sfegatati. Chi ha ormai “esaurito” il titolo Bethesda sarà felice di prolungare, per qualche ora, le proprie peregrinazioni, magari in cerca di qualche arma “esotica”. Ma Mothership Zeta resta comunque un DLC del tutto rinunciabile, e se volete risparmiare qualche euro non vi perdete niente, restando con i piedi per terra.

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