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Recensione Fallout: New Vegas - Dead Money

Recensito il primo DLC di Fallout: New Vegas

Versione analizzata: Xbox 360
recensione Fallout: New Vegas - Dead Money
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Fallout 3 è stato uno dei primi titoli a mostrare come i Dowloadable Content potessero espandere e variare davvero l'esperienza di gioco, senza essere più considerati alla stregua di propaggini tagliate di netto da un'avventura principale mutilata per incrementare i guadagni. Nonostante i risultati dei cinque DLC siano stati altalenanti (soprattutto gli ultimi due non sono riusciti a convincere), l'esaltante idea di sconvolgere di volta in volta il contesto di gioco, avvicinando l'RPG di Bethesda ora ad uno strano Horror Game, ora ad una delirante avventura Sci-Fi, decretò l'enorme successo di tutti i pacchetti aggiuntivi e delle successive Game of The Year Edition.
Con questo Dead Money si inaugura la stagione di Add-On del seguito ufficiale di Fallout 3. Sul fronte del titolo principale i ragazzi di Obsidian si sono comportati piuttosto bene, scopriamo se anche le aggiunte digitali (attualmente in esclusiva per Xbox360) sono qualitativamente elevate.

A(tomic) Team

Accedendo a New Vegas dopo aver installato Dead Money, sulla mappa del fido Pip Boy comparirà l'indicazione di uno strano segnale radar, emesso da un Bunker abbandonato. Avvicinandovi alla botola del bunker, il titolo vi informerà che se siete dei novellini (ed avete un livello inferiore al ventesimo), forse sarebbe meglio girare i tacchi e tornare ad esplorare le Wasteland. Se siete determinati ad indagare, vi ritroverete in una situazione piuttosto spiacevole. Catturati dal visionario Padre Eliah, sarete condotti al cospetto di Sierra Madre, il più grande Casinò mai costruito nell'assolato Nevada. La struttura, dopo la catastrofe nucleare, è stata avvolta da una nube tossica dal colore rossastro, che sembra aver penetrato anche le menti dei pochi superstiti rimasti all'interno del mitico Casinò. Chiunque abbia tentato di penetrarlo -in cerca magari delle tanto vociferate ricchezze- è stato assaltato dagli allucinati “fantasmi” che popolano i suoi stanzoni. Ma Eliah è un folle abbastanza determinato, e per questo decide di (farvi) preparare un assalto in grande stile. Per costringervi a collaborare, oltre ad avervi privato di tutto l'armamentario, il predicatore ha ben pensato di chiudervi attorno alla testa un collare esplosivo.
La prima parte della vostra missione consisterà nel mettere insieme un Team, reclutando altri tre malcapitati. Farete quindi la conoscenza dei vostri forzati compagni: troverete un mutante schizofrenico, un Ghoul che un tempo era la star del Casinò, ed una misteriosa ragazza dal fascino conturbante, che non spiccica una parola. Come vedremo, la componente ludica di Dead Money è in qualche modo funestata da scelte di design non particolarmente fortunate, ma il DLC si regge in piedi grazie ad una sceneggiatura superba, che dipinge in maniera perfetta le contorte psicologie dei comprimari. Avanzando nell'avventura (la cui durata varia dalle 4 alle 7 ore a seconda delle propensioni del giocatore), si scoprono molti retroscena sulla storia di Sierra Madre, ma è soprattutto l'incontro con il passato dei co-protagonisti che, nonostante la narrazione un po' “grezza” di New Vegas, riesce in qualche modo a suscitare emozioni non comuni. Il plot appare inoltre ben orchestrato, e nonostante il limite che impone di viaggiare con un solo compagno alla volta, la trama riesce a dare l'idea di un gruppo che si muove in maniera concorde ed ordinata, scardinando poco a poco le difese del complesso, per ordire un colpo alla “Ocean's Eleven”.

Tutto sul Nero

Dal punto di vista ludico, non sono molte le variazioni rispetto all'avventura principale. Troviamo anzitutto un sistema economico parallelo, che si basa sulle “fiches” del casinò, che possono essere spese nei molti distributori automatici. E poi un set di nemici particolarmente coriacei: il “popolo fantasma”, mentre adora le sue vuote divinità fatte di luci al neon e ologrammi, si oppone ostinatamente alle mire del giocatore. E per avere la meglio su questi folli, non bastano i colpi ben assestati: servono le mutilazioni critiche, le teste esplose, altrimenti si rischia di vederseli rialzare di fronte anche dopo aver svuotato un intero caricatore. Anche i droni di sorveglianza sono piuttosto duri da metter fuori combattimento, per una difficoltà globale piuttosto acuta (a riprova che il monito iniziale era del tutto opportuno). Fortunatamente l'innalzamento del level cap di 5 livelli permette anche a chi abbia raggiunto “l'endgame” di accumulare qualche perks in più anche durante la progressione, così da facilitarsi il compito.
In generale, appare poi chiaro che l'intento degli sviluppatori fosse quello di inserire il videoplayer in un contesto spiccatamente ostile. Le nubi tossiche che ammorbano l'aria intaccando in maniera rapidissima l'indicatore degli HP, le trappole per orsi disseminate praticamente in ogni stanza, sono minacce da non sottovalutare, soprattutto per chi gioca in modalità “Duro”. C'è poi da considerare la presenza di segnali elettromagnetici che interferiscono con la primordiale tecnologia del vostro collare: restare esposti alle onde di una radio accesa, o avvicinarsi troppo ad un altoparlante, potrebbe far esplodere la vostra testa in una manciata di secondi. Il videoplayer deve quindi avanzare con attenzione: magari correndo come un pazzo per spegnere una radio entro una decina di secondi, oppure sparando con precisione agli altoparlanti della sicurezza, per liberare una certa zona. E attenzione alla sopravvivenza dei vostri compagni, perchè se un collare si attiva, si attivano di conseguenza anche tutti gli altri.
Inizialmente questi espedienti funzionano in maniera brillante, e la tensione è alle stelle. Ma una volta raggiunta la parte più interna del Casinò, si incomincia a sentire un certo peso, e il costante senso di oppressione e instabilità diventa più tedioso che altro. Invece che stimolare l'esplorazione, la presenza di troppi fattori di rischio la scoraggia, mentre i tempi morti per i salvataggi si moltiplicano a dismisura.
C'è poi da dire che ad ammorbare in parte una “main quest” ben diretta e piacevole, troviamo degli incarichi a volte davvero molto canonici, affatto integrati con la progressione e inseriti soltanto per allungare un po' la durata del pacchetto. E visto che Dead Money non lascia al protagonista neppure un set di armi di discreta potenza, uno dei pochi, validi motivi per intraprendere quest'avventura diventa l'incontro con le personalità che calcano la scena.
Ancora una volta, insomma, Fallout dimostra la sua propensione a prediligere il settore scenico e narrativo. L'emozione di scoprire nuove zone, di esaminarne le storie e le architetture, è un piacere che solo gli amanti del gioco di ruolo possono capire. Ed è un piacere che basta a cancellare qualche stortura a livello strutturale, oppure a sopportare i bug (non sempre lievi) che affliggono Dead Money come affliggevano New Vegas.

Fallout: New Vegas Il DLC d'esordio per New Vegas non bissa il successo clamoroso di alcuni Add-On pensati per Fallout 3. Soprattutto per le colpe di una progressione che diventa ben presto non facile da sopportare, in un ambiente davvero troppo ostile, pieno di rischi e capace di regalare pochissime ricompense. Le variazioni all'impianto di base (i nuovi nemici da “smembrare” e il sistema economico) non bastano a sollevare le sorti di un DLC che anche dal punto di vista delle quest denuncia una certa ripetitività e stanchezza. Eppure, affossare Dead Money non sarebbe giusto. Questo primo pacchetto sa infatti raccontare bellissime storie: quelle dei personaggi e quella di Sierra Madre (che compiace la vista con le sue architetture scintillanti e cadenti al contempo, avvolte da una nube rossa in cui ancora si intravedono i bagliori dei neon). L'aumento del level cap basterebbe probabilmente per consigliare il download agli appassionati, ma il vero valore di Dead Money si misura sulla base della sua piacevolissima sceneggiatura.

7