Recensione Fallout: New Vegas - Old World Blues

Il terzo DLC di New Vegas ci sollazza con interessanti variazioni stilistiche e narrative

Versione analizzata: Xbox 360
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Seguendo il sentiero tracciato da Fallout 3, anche New Vegas, tempo dopo la sua pubblicazione, continua a far parlare di sé con nuovi DLC. Dopo l’intrigante Dead Money e il poco più che sufficiente Honest Hearts, c’erano grandi aspettative intorno a Old World Blues, chiamato a fungere da vero e proprio ago della bilancia nel parziale giudizio di questi episodi aggiuntivi all’avventura principale.
Fortunatamente, e ve lo diciamo senza tenervi troppo sulle spine, Obsidian è riuscita a regalarci un DLC convincente, divertente e per molti versi irriverente. Vediamo insieme cosa rende tanto speciale Old World Blues.

Un’Utopia tutta transistor e robot parlanti

Installato il pacchetto e avviata la partita, verrete accolti in modo simile rispetto ai passati DLC: questa volta capterete un segnale che vi inviterà ad assistere allo spettacolo notturno al Drive-In del Mojave. Raggiunto il luogo interessato, verrete a conoscenza dell’esistenza di una zona, isolata dal resto del mondo, chiamata Grande Vuoto. Qui un’elite di scienziati ha condotto per anni tutta una serie di esperimenti segretissimi che hanno prodotto un incredibile progresso tecnologico e culturale. Nonostante ciò, questa fantascientifica Utopia ha conosciuto un destino del tutto simile al resto del mondo: dilaniata dalle radiazioni, afflitta da un evidente stato di abbandono e miseria, torturata da un conflitto interno.
Risvegliatosi all’interno di una struttura nel Grande Vuoto, il vostro personaggio verrà immediatamente accolto da cinque scienziati che, per evitare la morte biologica del loro mortale corpo, si sono trasformati in robot. Usando pochi giri di parole, in poche battute di dialogo questi illustri e schizofrenici personaggi vi chiederanno di eliminare il Dr. Moubius, anch’esso ex-essere umano in carne ed ossa, ma votato alla distruzione e conquista di quanto rimane del Grande Vuoto. Affari loro, starete sussurrando con un sorriso a metà strada tra il divertito e il compiaciuto per la vostra totale estraneità ai fatti. Manco per sogno: il Dr. Moubius si è divertito a rubarvi cervello, cuore e spina dorsale. Per riaverli indietro e sostituirli agli organi artificiali che momentaneamente vi tengono in vita, avrete dunque ben poca scelta.
Se già le premesse narrative lasciano presagire un feeling fin’ora inedito allo spirito portante di New Vegas, procedendo nell’avventura e conoscendo altre figure che compongono il cast, questa sensazione viene progressivamente potenziata. Alla serietà intransigente di quanto giocato fin’ora, stride la relativa comicità di personaggi così fuori dagli schermi, l’equilibrata schizofrenia di un plot che vi narrerà di un mondo tecnologico, sconvolto dagli stessi mali del resto del mondo. Si ride spesso insomma, ma lo si fa con intelligenza, senza rinunciare a ciò che ha reso famoso e apprezzato da tutti il marchio Fallout.
Senza mezzi termini, insomma, ci troviamo di fronte a un DLC estremamente riuscito dal punto di vista narrativo: trama e personaggi incontreranno con ben poche difficoltà le vostre simpatie, facendo impallidire persino Dead Money e il suo pur carismatico cast.

Un Grande Vuoto ben riempito

Anche dal punto di vista del gameplay non ci si può affatto lamentare.
Per quanto l’unico obbiettivo che vi verrà affidato sarà l’eliminazione del Dr. Moubius, verrete spesso spinti ad esplorare da cima a fondo il Grande Vuoto, liberamente esplorabile in qualsiasi istante. In questo senso il level design di rivela magistrale. Sebbene la mappa globale non si riveli così estesa come ci si aspetterebbe, ogni anfratto avrà sempre qualcosa di notevole con cui premiare la vostra curiosità. Tra chiare citazioni a film o libri di fantascienza, sub-quest, folli personaggi con cui scambiare quattro chiacchiere e ovviamente nuovi gingilli su cui mettere le vostre avide mani, avrete più di un motivo per abbandonare momentaneamente la caccia al Dr. Moubius. L’avventura così risulta incredibilmente meno lineare che in passato, costantemente intramezzata da escursioni senza una meta precisa, giusto per il gusto di scoprire cosa cela il Grande Vuoto.
Naturalmente non mancano poi piccole novità che si allineano con quelle introdotte dagli altri DLC. Innanzitutto il level cap è stato ulteriormente innalzato di altri cinque livelli. Inoltre, visto lo status tecnologico della zona in cui vi ritroverete, entrerete in possesso di tutta una serie di gustosissime armi e efficacissime armature. Giusto per citare un paio d’esempi, la Cybercane K9000 è una pistola che condivide più d’una caratteristica con i cani, l’Ascia Protonica si rivela imperdonabile sulla corta distanza, mentre la Tuta Mimetica Aurale vi aiuterà a non farvi vedere dai nemici.
Proprio parlando di nemici si deve aprire un’altra piccola parentesi. Anche questi hanno infatti subito un ovvio processo di aggiornamento tecnologico. Per questo motivo, dovendo affrontare scorpioni corazzati e inarrestabili robot, vi consigliamo caldamente di non prendere sottogamba il livello di difficoltà proposto da Old World Blues. Il nostro consiglio è di non intraprendere la quest se il vostro livello è inferiore a quindici e, soprattutto, se non siete ben equipaggiati e pronti a qualche game over.
Fortunatamente in aiuto del videogiocatore, al di là delle nuove armi e dei cinque livelli d’esperienza extra, giungono in aiuto altre due caratteristiche: la presenza di nuovi perk e una resistenza extra a danni fisici e radiazioni, garantiti dagli organi artificiali che vi sono stati impiantati al posto di quelli rubati dal Dr. Moubius.
Anche dal punto di vista del gameplay insomma, Old World Blues appare solido come la roccia. A fronte di ovvie novità legate all’equipaggiamento, un level design riuscitissimo e una difficoltà ben bilanciata, donano un brio sconosciuto ai passati DLC.
Se dal punto di vista grafico-sonoro non è stato aggiunto nulla di nuovo, al di là del sempre ottimo doppiaggio dei nuovi personaggi, perfino la longevità convince appieno. Questa volta per portare a termine la main quest vi serviranno almeno sette ore, dieci per esplorare da cima a fondo il Grande Vuoto.

Fallout: New Vegas Old World Blues è senza mezzi termini il DLC più riuscito di New Vegas. Grazie a una trama irriverente e briosa e un gameplay arricchito da un ottimo level design, quest’espansione è caldamente consigliata a chiunque vaghi ancora per le desolate lande del Mojave. Complice anche una longevità ben al di sopra della media e tutta una serie di nuove armi e armature, ogni amante di Fallout troverà più di un motivo valido per accedere alle piattaforme digitali di riferimento per fare propria una copia di Old World Blues.

8