Recensione Fanatec CSR Kit

Fanatec e Forza Motorsport 4: è amore a prima vista!

Versione analizzata: Xbox 360
recensione Fanatec CSR Kit
Articolo a cura di
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Con l'abbattimento di sempre più elevate soglie tecnologiche anche da parte delle console casalinghe si è sentito il bisogno, specialmente negli ultimi 2 anni, di periferiche semi-professionali che riuscissero a garantire un'esperienza di gioco ancor più immersiva e completa rispetto al gamepad. Quest'esigenza è giunta, in particolare, a fronte della commercializzazione di Forza Motorsport 3, prima vera simulazione di guida ad approdare su Xbox 360. Con Playstation 3 già dotata di compatibilità con le periferiche Logitech (da tempo leader nella produzione di volanti consumer) i possessori di console Microsoft erano gli unici a bocca asciutta; gli unici a doversi barcamenare ancora con i famigerato "plasticone", ovvero il volante ufficiale Microsoft.
A salvare la situazione, fortunatamente, arrivò Fanatec, al tempo una piccola azienda tedesca non molto conosciuta ma già in grado di inserirsi prepotentemente nel mercato consumer con un prodotto di qualità come il 911 Turbo S Wheel, il primo volante cross platform (PC, Xbox 360, PS3) con potenti motori Mabuchi RS 550 per il Force Feedback, frizione e set di cambio sequenziale o a sei marce e settaggi customizzabili per un'esperienza davvero totale.
Dalla commercializzazione del Turbo S ad oggi, con tutti i problemi annessi e connessi di un'azienda lanciata da 0 a 100 in poco più di sei mesi, ne è passata di acqua (e volanti) sotto i ponti. Ma Thomas Jackermeier (CEO di Fanatec) ha saputo sfruttare le occasioni, barcamenarsi tra i problemi, ascoltare le richieste dei fan e, perché no, spesso anche prendersi in giro da navigato personaggio dello showbiz. Tra una periferica e l'altra Fanatec è cresciuta sempre di più, portando il livello dei suoi prodotti discretamente vicino alle apperecchiature più sofisticate espressamente dedicate al PC e configurandosi come leader nella produzione di periferiche di guida (per console, s'intende) di fascia alta.
Proprio quest'appellativo e la continua collaborazione con Microsoft prima di tutto, ha fatto si che, in occasione del lancio di Forza Motorsport 4, si creasse una partnership diretta tra Fanatec e Turn 10, che ha portato alla realizzazione di una linea di prodotti, caratterizzata dalla sigla CSR, marchiata Forza Motorsport. Tra i molti prodotti di questa folta line up, abbiamo avuto modo di testare il "pacchetto" comprendente CSR Wheel (normale, l'Elite sarà disponibile a fine anno), CSR Shifter Set e CSR Elite Pedals. Da qui in avanti, tutte le nostre considerazioni.

Una piccola parentesi, prima di addentrarci nel vivo, per ricordare il prezzo dei prodotti in questione. CSR Wheel viene venduto a 249,95€, CSR Elite Pedals a 149,95€ e CSR Shifter Set ad ulteriori 59,99€. Un pacchetto dal valore complessivo di 459,89€. Benché la scelta del "set completo" sia quella raccomandata, per chi volesse cominciare senza svenarsi sono disponibili varie combinazioni custom. Potremo adattare la pedaliera del G25/27 con un semplice cavo, potremo acquistare una pedaliera "base" (di plastica) per circa cinquanta euro oppure potremo rinunciare al cambio ad H e sequenziale accontentandoci dell'ottimo tiptronic incorporato al volante stesso. Volante che risulta dunque il vero cuore dell'esperienza ludica.

Costruzione


Osservando dall'esterno il CSR Wheel possiamo chiaramente suddividerlo in due parti: il piantone (dove alloggiano i circuiti elettrici e le componenti meccaniche) ed il volante vero e proprio. Partendo da quest'ultimo ritroviamo la solidità tipica dei prodotti Fanatec, con un'anima in alluminio rivestita in gran parte in plastica (che da la forma all'oggetto) alla quale è stato aggiunto un'ulteriore strato di Alcantara, limitato però ai soli spot dove normalmente alloggiano le mani (ore 9:15, per capirci). Nella parte frontale quest'anima metallica rimane "nuda", mettendo in risalto sia il logo "FM" al centro, sia i pulsanti ripresi dal controller Xbox 360 e collocati in maniera da farli sembrare comandi di un vero volante racing. L'effetto estetico, giocato sulle tonalità del rosso e del nero (come Forza), è davvero piacevole e -finalmente- la qualità costruttiva dei pulsanti (la loro corsa, la mobilità dello stick...) riprende gli standard di un normale gamepad. Nella parte posteriore della volantiera, inoltre, trovano spazio le "lamelle" del cambio tiptronic, ingrandite ed irrigidite in maniera da risultare ora funzionali come quelle dell'ottimo G25/27. All'interno del wheel rim, invece, due attuatori aggiuntivi, che garantiscono vibrazioni atte a trasferire il completo feeling della strada. In ultimo troviamo il classico display (posto frontalmente sopra il logo di Forza) tramite il quale regolare le "classiche impostazioni Fanatec", ovvero la potenza della vibrazione e del Force Feedback, la durezza dell'effetto sospensioni, la rotazione dello sterzo (da 90° a 900°) e via discorrendo. La solidità è insindacabile, sebbene tutta la parte "plasticosa" priva di rivestimento in Alcantara faccia lievemente scadere il feeling al tocco e dia -a prima vista- una spiacevole sensazione "giocattolosa" (fugata immediatamente dalla prova).
Il volante si collega dunque al piantone, rivestito completamente in plastica, forata in maniera che l'aria calda espulsa dalle ventole sfoghi all'esterno. L'effetto non è bellissimo e tantomeno solido al tatto ma, dopotutto, questa è una mera scocca atta a riparare il cuore interno dell'oggetto. Qui, tra schede ed indecifrabili microchip, alloggia il potente motore Mabuchi RS550, capace di generare 60Watt di potenza per indurre la sensazione di "ritorno di forza" durante la sterzata, coadiuvato dal classico sistema di trasmissione a cinghia (con ulteriore limitazione delle zone morte), silenzioso e potente. Le componenti in plastica, qui, sono limitate al millesimo e, tra le novità, possiamo notare il tanto decantato "High Resolution Wheel Sensor". Montato direttamente sull'asse di sterzo promette di eliminare il fastidioso effetto "rimbalzo" (un colpo improvviso dello sterzo) che ha afflitto, da due anni a questa parte, ogni prodotto Fanatec. Ordine e precisione nella disposizione delle componenti sono all'ordine del giorno, come anche un'ingenierizzazione a regola d'arte.
Attaccato -di default- alla base inferiore del piantone troviamo un sistema molto resistente (ma sempre il plastica) per il fissaggio a scrivania. Grazie ad un comodo blocco a vite potremo agganciare e sganciare il volante in pochi secondi, per un'esperienza comoda e fruibile da tutti. L'aggancio a scrivania, naturalmente, porterà con se tutte le problematiche del caso qualora il pianale fosse troppo sottile o il mobile leggero. La grande potenza del feedback e delle vibrazioni potrebbe infatti non garantire un'esperienza convincete e, soprattutto, rischiare addirittura di rompere le classiche scrivanie a buon mercato (o in vetro!). Il consiglio, perciò, è quello di risparmiare ed aggiungere alla spese un RennSport Wheel Stand, venduto anch'esso da Fanatec. Si tratta di un'accessorio in ghisa ripiegabile (dunque riponibile in un angolo) ed in grado di sostenere con sufficiente fermezza (complici quattro fermi in gomma) il peso delle gare più impegnative. L'aggancio non richiederà supporti aggiuntivi; semmai la rimozione dell'accrocchio da tavolo il plastica, per rivelare quatto fori filettati in grado di saldare perfettamente il volante alla base in questione.


Il piantone, osservato a 360°, si mostra poi forato lateralmente alla base. I due forellini saranno necessari ad installare due sottili barre d'alluminio che, facendo perno sull'intera struttura del volante, sosterranno i kit del cambio.
Entrambi i cambi del CSR Shifter Set (sequenziale e ad H) sono realizzati -almeno per quel che riguarda la manopola esterna- in metallo, raggiungendo così una solidità ed un feeling tattile molto superiore alla precedente versione (completamente in plastica). La base ed i meccanismi al suo interno, tuttavia, presentano ancora la qualità "tipica" della plastica. Le cambiate si basano ancora una volta sullo scorrere di una pallina di plastica su un alloggiamento di plastica prontamente lubrificato. Le guide, nel caso specifico, sono però state realizzate con maggior cognizione di causa (nel pieno stile Trial & Error di Fanatec) ed accompagnate da materiali spugnosi di consistenza minore per ottenere l'effetto resistenza. Ne risulta una cambiata molto più silenziosa e precisa rispetto al predecessore, che si pone sostanzialmente a metà tra il vecchio set ed il più preciso cambio del G25, a nostro parere ancora il migliore in circolazione. La grande quantità di plastica in gioco, nonostante le sensazioni molto positive in pista, da sempre una certa preoccupazione; durante le cambiate più veloci e nervose, infatti, il rumoreggiare degli ingranaggi non fa presagire nulla di buono. Allo stesso modo il fissaggio al piantone (sostituibile anche qui con una soluzione più solida abbinata al RennSport Wheel Stand di cui sopra) lascia un certo gioco che non farà piacere ai più puntigliosi racer.


Si chiude con la pedaliera, il CSR Elite Pedal Set. Estratta dalla scatola si presenta come una ri-edizione leggermente più abbordabile (economicamente parlando) dei ClubSport Pedals che tutti noi amanti dei racing game abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare. Una solida base in metallo sulla quale appoggiare comodamente i piedi funge anzitutto da schermo per la circuitazione e la cavettatura, posta intelligentemente in alloggiamenti a scomparsa nella parte inferiore della periferica. A questa s'agganciano tramite un'unico perno i tre pedali di gas, freno e frizione, completamente in metallo e dalla solidità impareggiabile. Ognuno di essi è composto da due elementi: il sostegno e la pedivella. Quest'ultima, oltre a mostrare il design minimale tipicamente racing, presenta diversi fori che, con l'aiuto di una semplice chiave a brugola, permetteranno di modificare il posizionamento delle pedivelle, adattandolo alle proprie esigenze. Una serie di distanziatori trapezoidali tra pedale e sostegno consentirà, inoltre, con la stessa semplicità, di modificare l'angolazione del pedale. Più complicata e necessitante di un kit di smontaggio/montaggio a parte l'inversione dei pedali, possibile anche separatamente per rendere quanto più realistica possibile l'esperienza di guida. A questo proposito ogni sostegno è collegato alla base tramite un perno ed una molla: la semplice regolazione (tramite bullone) di questa molla consentirà di irrigidire od ammorbidire il pedale, in maniera da elevare o diminuire la resistenza alla pressione. Torna, infine, la load cell, quel meccanismo di fermi che, collegato tramite un circuitino al freno, donerà attraverso vibrazione al pedale ed al volante, la sensazione del bloccaggio delle ruote.
Dal punto di vista della solidità costruttiva questo è sicuramente il pezzo più pregiato del set; un pezzo che cambierà completamente il vostro modo di guidare e che, a differenza del resto, non avrà bisogno di particolari accorgimenti. Il peso elevato dell'oggetto ed i gommini di cui è previsto, infatti, consentiranno un comodo alloggiamento a terra, privo di qualsivoglia fermo.

Prova su strada

Valutata la qualità costruttiva, collegato e settato a dovere il volante (operazione che richiederà un minimo di dimestichezza) si è potuto procedere con la prova su strada, effettuata rigorosamente su Forza Motorsport 4, titolo per il quale il CSR Wheel dovrebbe calzare a pennello.
Ed è proprio così: sin dalla prima curva si nota come questa eccellente periferica si adatti alla perfezione all'avanzato modello di guida del titolo Turn 10, offrendo al fortunato possessore un'esperienza al di là dei soliti giochi di guida per console. Ad impressionare, anzitutto, è la precisione con la quale viene riprodotto a schermo il movimento del volante: i 900° non sono mai stati così precisi e le sensazioni in strada mai così realistiche e "pesanti". Con questo tipo di rotazione, infatti, avremo la facoltà di sentire tutto il peso della macchina, essendo costretti -specialmente nelle curve più strette- a girare vigorosamente il volante (quasi come stessimo facendo manovra in centro). Una pratica faticosa ma perfetta fin quando guideremo automobili standard da concessionaria. Passati alle auto racing (magari appositamente preparate) la gradazione di sterzata necessiterà di qualche aggiustamento. Pensare di guidare un bolide da oltre trecento cavalli con l'angolo di sterzata di una Punto non risulta solo irrealistico ma anche controproducente per la salute dei nostri avambracci, che rischieranno in tal caso di esplodere in una scena "alla Hokuto no Ken". Il Force Feedback (testato al massimo), infatti, è veramente potente (qualche step oltre il già perfetto Porche GT2) ed affaticante; tanto che, dopo una sessione di due/tre ore, vi sembrerà di aver appena terminato una sessione di pesi in palestra. La fatica, tuttavia, viene attutita da un piacere di guida davvero senza paragoni e dall'impareggiabile "linearità" di questo nuovo gioiello di Fanatec. Tra paraboliche, curve a gomito e lunghi rettilinei, infatti, non abbiamo notato alcuna sbavatura, alcun rimbalzo: reattività e compostezza ai massimi livelli per un'esperienza davvero esaltante. I motorini posti all'interno della volantiera, in combinazione con il potente Mabuchi, riescono poi a conferire attraverso le mani la sensazione di trovarci seriamente sull'asfalto digitale. Vibrazioni e scossoni ci assaliranno e trascineranno pericolosamente verso l'esterno salendo sui cordoli, mentre energiche spinte conferiranno la sensazione di aver perso irrimediabilmente il controllo dell'autovettura se finiremo sull'erba o nella sabbia. Il feedback generale è talmente forte da dare quasi fastidio; il consiglio, infatti, è quello di abbassare leggermente i valori di SHO (shock - vibrazione) e DPR (damper - sospensioni), in maniera da guidare con meno tensione nelle braccia e senza rischiare una tendinite. Chiudiamo con un accenno alla cambiata tiptronic a volante, molto reattiva, precisa ed assolutamente priva di input lag. Le nuove lamelle del cambio reagiscono infinitamente meglio sia rispetto alla versione striminzita del Turbo S sia alla pur migliorata declinazione presentata con il GT2; il livello di comfort è paragonabile (se non identico) a quello fatto registrare dall'ottimo G25, re della cambiata a volante.
Si comportano bene anche il sequenziale ed il cambio ad H, privi di qualsiasi latenza nella cambiata e decisamente più veloci (grazie alle novità strutturali spiegate nel pragrafo precedente) dell'incarnazione precedente. Per il più usato cambio a ghiera segnaliamo, in particolare, un netto miglioramento nell'inserimento "a memoria" delle marce, che risulta ora molto più agevole. Certo, qualcuno tra i più pignoli ed esperti potrebbe contestare la diminuzione della resistenza alla cambiata (quasi dimezzata rispetto a prima), ma assicuriamo che in questa maniera "light" il tutto risulta estremamente più comodo e fruibile.
Si chiude, per l'ennesima volta, con i pedali. I CSR Elite Pedals si comportano in maniera eccezzionale, com'era logico aspettarsi. La grande modulabilità permette a ciascuno di regolare la sensibilità a seconda della propria forza ed al proprio stile di guida, che si riflette pienamente in pista. Con pedali di questa qualità l'utilizzo della frizione in game è a dir poco d'obbligo e l'effetto sulla consistenza e profondità del sistema di guida netto e -per gli amanti- davvero favoloso. La solidità e la precisione estrema di questo set di pedali permette inoltre di esercitarsi sperimentando le tecniche più complicate come il tacco-punta senza paura di rompere qualcosa. L'unico appunto che possiamo fare a quest'ennesima edizione della pedaliera Fanatec è una vibrazione ancora piuttosto leggera sul pedale del freno, forse non sufficiente a convogliare una realistica sensazione di bloccaggio delle ruote, specialmente ad alta velocità.

Fanatec Quello del Kit CSR è un acquisto a dir poco obbligato per gli appassionati di guida che già non posseggano un Porche GT2 (o GT3 RS). Con il CSR Wheel Fanatec fa un ulteriore passo avanti nel mercato dei volanti entry level di fascia alta, inserendo un prodotto assolutamente eccezionale per la fascia di prezzo a cui appartiene. Lo stesso discorso vale per la pedaliera Elite, semplicemente perfetta in qualsiasi combinazione (seppur un micro-gradino sotto la leggendaria ClubSport - anzitutto come design). Pesa dunque, sul giudizio finale, la componentistica ancora non completamente accettabile per quanto riguarda il cambio (che pur si prefigura di alto livello) ed una serie d’innesti in plastica che -forse- potevano essere quantomeno mascherati. Si tratta, in ogni caso, del miglior volante in circolazione, almeno fino all’arrivo del CSR Elite.

9

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