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Recensione Fantasy Life

Level-5 confeziona un titolo che mescola le suggestioni di Harvest Moon e Animal Crossing con un vibrante contesto fantasy.

Versione analizzata: Nintendo 3DS
recensione Fantasy Life
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Ai titoli di Level-5 tocca spesso una sorte peggiore dei Tales Of: invischiati nei labirintici recessi della localizzazione, vengono trattenuti per anni, arrivando sul mercato occidentale con estremo ritardo rispetto alla pubblicazione nipponica. Così come per Ni No Kuni, anche per Fantasy Life ci sono voluti due anni, durante i quali chi guarda con curiosità al mercato giapponese si sarà già fatto un'idea piuttosto precisa delle qualità del prodotto.
Fantasy Life è, in buona sostanza, il punto d'incontro fra un gestionale alla Animal Crossing ed un leggero action RPG. Più che nel recupero di semplici dinamiche ruolistiche, la peculiarità del prodotto sta nella sua atmosfera, spensierata riproduzione di un villaggio medievale in cui cuochi, fabbri, pescatori e paladini intrecciano un tessuto sociale molto diverso da quello agreste di Harvest Moon, ma anche da quello bucolico di Animal Crossing. Per chi è rimasto scontento dall'inconsistenza di Tomodachi Life e vorrebbe una struttura ludica più presente, ma anche per chi preferisce dare la caccia a draghi invece che ai coleotteri, Fantasy Life rappresenterà una gradita sorpresa, nonostante non riesca ad allontanare del tutto la routine a volte tediosa tipica dei “life simulator”.

Una vita fantastica

Appena arrivati a Castele, capitale del regno in cui si svolgeranno le avventure del vostro avatar, vi sarà chiesto di scegliere un mestiere. La prosperità della città dipende del resto dal reciproco supporto che i membri delle varie “corporazioni” riescono a darsi, ciascuno producendo materie prime e beni di consumo che servono ai propri concittadini: per questo incasellarsi nella struttura produttiva del borgo è così importante.
Le professioni a disposizione sono dodici. E' possibile diventare paladini ligi alla corona oppure mercenari che ripuliscono boschi e pianure dalle creature aggressive, o ancora potenti maghi che sperimentano nuove formule. Ma si può anche scegliere di condurre un'esistenza apparentemente tranquilla nei panni di un cacciatore, cuoco, pescatore, taglialegna, minatore, fabbro, carpentiere, sarto o alchimista.
Ciascun mestiere ha un maestro da cui bisogna recarsi per imparare i rudimenti della professione, dimostrando poi il proprio valore per salire di grado, abbandonare l'apprendistato e diventare una figura di spicco all'interno della “gilda”.
Di base potrebbe sembrare che i mestieri più umili possano risultare anche i più noiosi, ma in verità anche la vita di sarti e di cuochi può rivelarsi avventurosa come le altre. Nei primi momenti -è vero- tutto quello che bisogna fare è scandagliare i mercati cittadini alla ricerca di ingredienti e materie prime, e poi dedicasi alla preparazione di ricette ed abiti superando un semplicissimo minigioco strutturato in buona sostanza come un Quick Time Event. Nel caso in cui fossimo particolarmente bravi con il tempismo, potremmo persino riuscire a produrre due oggetti utilizzando lo stesso numero di materie prime, oppure tirar fuori un piatto sopraffino, da rivendere alle bancarelle del mercato per un bel gruzzoletto aggiuntivo.

Ben presto si scopre però che per soddisfare le richieste del nostro maestro bisogna espandere i nostri confini: uscire dalla città e dirigersi al mercato di Porto Puerto, dove vendono carni prelibate o materiali rari, oppure addentrarsi nei boschi ombrosi alla ricerca dei laghi in cui vivono i pesci più ricercati e gli alberi dal legno prezioso (se ad esempio abbiamo deciso di impersonare un pescatore o un taglialegna).
Insomma, uscire dalla città ed incontrare l'anima da Action RPG di Fantasy Life sarà presto una necessità. Una volta arrivati nei campi ed imbracciata la propria arma, si scopre però che il combat system è davvero senza pretese, pensato per non essere d'intralcio neppure per i giocatori meno tenaci. Col pulsante dedicato all'attacco si possono menare fendenti, cercando semmai di allontanarsi quando gli avversari preparano i loro colpi, e poi massacrandoli quando restano con la guardia scoperta. Neppure chi decide di seguire la “via del guerriero” deve aspettarsi scontri troppo elaborati: la componente action resta, se non marginale, davvero leggerissima, riuscendo ad infondere un incedere avventuroso alla vita quotidiana del personaggio, ma senza risultare mai troppo impegnativa.
In generale, tuttavia, l'alternanza fra i momenti rilassati spesi fra le strade di Castele e quelli un po' più tesi nei territori circostanti basta a rendere Fantasy Life più movimentato di tutti i suoi congeneri. Dal punto di vista della progressione, Level-5 ha messo in piedi un titolo ben bilanciato: per proseguire la nostra avventura è necessario dedicarsi un po' alle attività di gilda, ma anche seguire la trama principale, che progressivamente ci porta alla scoperta di nuove aree e nuove città in cui troviamo altre materie prime e altri incarichi.
Certo, non aspettatevi miracoli sul fronte narrativo: la storia di Fantasy Life parla di principesse segregate, spiriti divini che proteggono la città, meteore piovute dal cielo che rendono aggressivi persino i mostri più docili. Il plot è leggerissimo e delicato, con toni fiabeschi ed una passione un po' bambinesca per strambi protagonisti e buffe gag. Eppure, la presenza di un'avventura principale fa bene a chi cerca una progressione un po' meno dispersiva e, almeno nelle prime ore di gioco, vuole essere “guidato” alla scoperta del mondo, così come a chi, dopo aver cucinato l'ennesima omelette o spaccato rocce alla ricerca di gemme e metalli rari, vuole allontanarsi dalla solita routine.

Il tutto si intreccia poi con un sistema di progressione del personaggio diviso in tre fasi distinte. Da una parte c'è la crescita di livello, grazie ai punti esperienza accumulati per qualsiasi azione, che permette di incrementare le statistiche di base migliorando quindi la predisposizione per certi mestieri ma anche i valori di difesa e attacco. Dall'altra c'è la “Felicità”, conquistata esaudendo le richieste di Franfalla (misterioso lepidottero che incontriamo nelle prime fasi di gioco) oppure raggiungendo traguardi importanti, con cui è possibile sbloccare delle ricompense speciali: si va dalla possibilità di adottare un cucciolo ad uno zaino più capiente (indispensabile per trasportare le materie prime dai mercati), passando per un aumento delle merci a disposizione dei vendor o per lo sblocco di una cavalcatura.
Infine, ci sono le “stelle”, che si accumulano superando le sfide del maestro e che permettono di scalare le gerarchie della gilda, sbloccando nuove abilità o ricette.
Cercare di diversificare le proprie attività è importante, soprattutto per ritardare l'inevitabile fase di stanca che potrebbe sopraggiungere dopo una decina di ore di gioco. Nonostante ci sia la possibilità di cambiare mestiere quando vogliamo, dedicandosi quindi ad attività anche molto diverse tra loro e scoprendo l'invidiabile vastità della struttura messa in piedi da Level-5, Fantasy Life non disinnesca del tutto i problemi classici del genere, diventando ben presto un po' ripetitivo. Sarà che le quest raccolte dagli abitanti del villaggio non riescono a movimentare troppo le cose, o che il sistema economico premia, alla fine, la ripetizione metodica delle stesse attività, costringendovi a forgiare sempre gli stessi oggetti se volete accumulare un bel gruzzolo. O ancora sarà il sistema di combattimento davvero troppo leggero: fatto sta che una volta esplorate tutte le città della pur vasta mappa di gioco, finire “intrappolati” in una routine quasi massacrante è praticamente certo.
Rispetto al già citato Animal Crossing, Fantasy Life è concettualmente molto più vasto, eppure abbiamo trovato parecchio più riuscita e magnetica la progressione “stagionale” del titolo Nintendo. Lì tutto si riduce a catturare pesci, coleotteri e molluschi per il museo cittadino; qui le attività sono molte di più: ma la formula oraria del primo esercita ancora quel suo fascino irresistibile che sfugge persino ai migliori episodi di Harvest Moon.

Andateci piano, quindi, con Fantasy Life: giocatelo poco a poco, cercate di assaporarlo, invece di trovarvi a sbadigliare di fronte all'ennesimo quick time event.
Cercate magari di condividerlo con gli amici, invitandoli per battute di caccia a quattro giocatori, oppure datevi alla personalizzazione della vostra dimora come avete fatto con quella comprata da Tom Nook. Le possibilità sono tante, ed anche se poi tutto si riduce all'esecuzione delle solite azioni, chi apprezza particolarmente il genere si troverà davanti un immenso parco-giochi a tema medievale da esplorare in lungo ed in largo: un posto dove l'estasi domiciliare di Animal Crossing incontra un'insolita frenesia produttiva, forse abbracciando un po' troppo l'amore tutto nipponico per la ripetizione metodica, ma incontrando un immaginario sinceramente riuscito.
Se c'è una cosa di cui il titolo può andare fiero, del resto, è il comparto artistico. Anche al netto di una componente tecnica non certo esagerata, che riprende le forme stilizzate del collega e non spinge più di tanto sul fronte poligonale (persino le texture sono quelle di un titolo di due anni fa), Level-5 non si lascia scappare l'occasione di tratteggiare un mondo fantasy dai toni delicatissimi, riempiendolo di scorci molto tradizionali ma sempre vividi, briosi, colorati. Fra le scene animate che ricordano molto da vicino lo stile delle Cut-Scene di Layton ma non disprezzano contaminazioni da Studio Ghibli, ed una costruzione attentissima delle città principali e dei loro distretti, il mondo di Fantasy Life è molto piacevole da scoprire. Magari anche per via del bestiario stravagante che lo abita, lontano dagli stereotipi del fantasy classico e invece più in linea con i colori e i toni del mai dimenticato Little King's Story originale.
Le musiche di Uematsu, poi, avvolgono il tutto con le loro sonorità indelebili, costruendo grazie a delicatissimi intrecci di note delle atmosfere al contempo tenui e sognanti.

Fantasy Life Fantasy Life non riesce a replicare quell'alchimia che ancora fa svettare l'ultimo Animal Crossing su tutti i congeneri, “macchiandosi” di quella interatività tipica degli esponenti più fieramente nipponici della categoria. E' però difficile non restare incantati di fronte all'idea di Level-5: quella di infilare una “life-sim” nel vestito medievale, affiancandola ad una dimensione avventurosa e moltiplicando a dismisura le cose da fare, grazie alla presenza di così tanti mestieri. Molti si assomigliano fra loro non solo concettualmente, ma anche nello svolgimento delle attività quotidiane, e se pensate che la componente da Action Rpg possa fugare questa generale “monotonia delle piccole cose” siete fuori strada. Eppure, avere un Harvest Moon in salsa fantasy è sempre stato il sogno bagnato di tanti fa, che adesso si vedono accontentati da un prodotto con uno stile riuscito e penetrante nonostante l'anzianità del comparto tecnico. Sicuramente consigliato a tutti i fan del genere, mentre i ruolisti più convinti dovrebbero stare più attenti: l'aspetto RPG non è certo il fulcro della produzione, che invece è pensata per farvi perdere nel regno fiabesco e incantato di Reveria.

8

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