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Recensione Farming Simulator 2015

Basta con alieni, zombi e spietati tiranni: nel videogame del futuro si arano i campi e si accudiscono le galline. Gioite, il simulatore di fattoria di Giants Game è arrivato anche su console!

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Farming Simulator 2015
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Sergio Pennacchini Sergio Pennacchini Giornalista freelance, scrive di videogame da troppo tempo per ricordarsi esattamente quando ha iniziato. Vive a Londra ma non è un cervello in fuga perché mancano le basi, cioè il cervello. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Ho sempre avuto una certa attrazione per i trattori. Quelle enormi ruote posteriori, con quel battistrada a v rovesciata pronto per scalare qualsiasi ostacolo, quella strana forma a elle: da piccolo non facevo altro che disegnare trattori ovunque. Invece di Ferrari e Porsche, io disegnavo Landini, John Deere e Lamborghini. Mai però avrei pensato che quegli oggetti così incredibilmente affascinanti avessero un raggio di sterzata di un transatlantico e che per fare inversione a U avessero bisogno di uno spazio di manovra grosso come un campo da calcio. No, perché quando bisogna fare su e giù per un campo decine di volte per arare il nostro campo e prepararlo alla semina, un sistema più rapido per invertire la rotta sarebbe stato gradito. Ecco uno dei tanti segreti che ho scoperto con Farming Simulator 2015, il simulatore di farming al cui cospetto perfino sua maestà Destiny deve inchinarsi. Un gioco unico, diverso dal solito, un mondo parallelo che su PC ha già avuto un certo successo e che ora, per la prima volta, arriva anche su console, PlayStation e Xbox sia vecchie che nuove. Noi abbiamo indossato scarponi, camicia a scacchi e siamo saliti sul nostro trattore John Deere per dare un'occhiata a com'è la vita di un fattore digitale. Con Toto Cutugno sparato al massimo nelle cuffie.

Voglio andare a vivere in campagna

Farming Simulator 2015 è una delle espressioni più interessanti di quel mondo tutto PC fatto di simulatori che simulano tutto, dalla corsa di un camion merci sull'autostrada al pilotare un treno sulla tratta Lione-Parigi. Su PC si può vivere qualunque vita vogliate, fare qualsiasi lavoro: potrete costruire una strada e colare l'asfalto, guidare un bus, pilotare uno dei veicoli anti incendio di un aeroporto, lavorare in una cava, pilotare una ruspa (vi consigliamo di fare un giro, se volete iniziare, sul sito di Excalibur). C'è di tutto, su PC. Porte su mondi paralleli e giocatori paralleli, completamente diversi da noi. Metteteli di fronte a The Witcher 3 e probabilmente faranno uno sbadiglio annoiato; provate invece a stuzzicarli con la possibilità di guidare una mototrebbia, e impazziranno di felicità. Per scoprire quale tipo di giocare siete, Farming Simulator è un ottimo punto di partenza. Il titolo sviluppato da Giants Games vi mette nei panni, un po' sporchi e sudaticci, di un fattore. Avrete un'itera fattoria da dover accudire, e ne dovrete gestire ogni singolo aspetto: non solo campi da arare e seminare, ma anche bestiame come mucche o galline da gestire. Potrete anche fare un giro nella vicina foresta, una delle novità principali di questa edizione 2015, e darvi alla legna. Potrete usare decine di veicoli diversi, non solo trattori. Ci sono decine di veicoli diversi con tanti marchi su licenza: ci sono persino i camion della MAN, che potrete guidare per portare il vostro sudato raccolto. Ogni veicolo può essere guidato con visuale in prima persona o in terza. Se però arare un campo per mezz'ora senza una particolare meta non è il vostro sogno, potete sempre assumere un aiutante: vi costerà qualche soldo ma vi risparmierà la fatica.

Braccia rubate...

Ci sono diversi modi per iniziare corrispondenti a tre livelli di difficoltà, che influenzano soprattutto la quantità di soldi disponibili all'inizio (a quello più difficile avrete pochi soldi e un bel debito con la banca da saldare). Il funzionamento della modalità carriera però è sempre lo stesso. Si sceglie una delle fattorie disponibili e si decide su cosa concentrarsi di più. Potete puntare tutto sul bestiame oppure darvi all'agricoltura, e qui sarete voi a decidere cosa piantare tra frumento, patate, pomodori e così via. La novità di questa edizione 2015 è il legname: potrete concentrarvi sull'abbattimento e il trattamento di alberi, utilizzando nuovi macchinari inediti e diventando fornitori di legna. Peccato che la fattoria all'inizio sia già creata, che non siate voi insomma a decidere dove mettere quel capanno o dove piazzare le galline. Manca un adeguato livello di personalizzazione, che in un gestionale come questo avrebbe sicuramente aiutato. La conseguenza è che la fattoria che gestite non la sentirete come vostra: è come se foste dei testimoni, dei gestori del podere di qualcun altro. Perché non poter iniziare da zero, costruire da soli le prime baracche e il primo campo, per poi allargarci lentamente, spendendo i soldi duramente guadagnati? Niente da fare, ci dispiace.

Anche il livello di sfida tende verso il basso: una volta capite le meccaniche di base (per i neofiti c'è una sezione tutorial molto lunga e curata), fare soldi diventa piuttosto facile e, anche se ci sono missioni e compiti da portare a termine, manca un livello di sfida capace di intrattenervi a lungo termine. Non serviva avere un nuovo Harvest Moon, per carità, ma creare un traguardo, un obiettivo da raggiungere, farci competere con altre fattorie rivale: ci sarebbero molti modi per dare una scossa a un encefalogramma che altrimenti rischia di rimanere piattissimo. C'è poi un discorso riguardante le attività in sé, che diventa molto soggettivo: arare un campo per venti minuti facendo su e giù con un trattore è, di per sé, qualcosa di estremamente ripetitivo. Il divertimento che Farming Simulator è in grado di offrire dipende quindi fortemente dalla vostra voglia di provare qualcosa di diverso, se questo genere di titoli vi piace o meno, tenendo comunque presente il fatto che ogni attività può essere "automatizzata" assumendo un bracciante. Si va avanti così, di stagione in stagione, cercando di fare più soldi possibile e togliendosi qualche soddisfazione. Il gioco, uscito su PC diversi mesi fa, è stato portato su console con una certa attenzione, ma ci sono alcuni problemini che rischiano di rovinare il raccolto...

Qualcosa è cambiato

Il bello di Farming Simulator è sempre stata la sua esplosiva community, che su PC ha fatto nascere forum dedicati dove è possibile trovare di tutto, dai consigli per ottenere il raccolto perfetto fino a decine e decine di diversi mod che vanno ad arricchire enormemente l'esperienza di base. La differenza tra una verione standard di Farming Simulator e una con i tanti mod esistenti è notevole, e questa cosa, giocoforza, su console viene meno. Potrebbero arrivare DLC in futuro, ma è giusto ricordare che la versione console è decisamente più limitata rispetto a quella PC. Gli sviluppatori di Giants Game hanno però fatto un ottimo lavoro per portare il sistema di controllo da tastiera a pad: ci sono alcuni problemini e piccoli bug (la schermata del tutorial dell'aratura del campo non voleva saperne di sparire, nonostante tutti i nostri tentativi), ma in generale l'esperienza fila via liscia e senza problemi. Tecnicamente il gioco è abbastanza piatto, non aspettatevi miracoli o motori tridimensionali all'avanguardia. Ci sono tra l'altro alcune cose che andrebbero riviste, come la velocità degli spostamenti a piedi, che è notevolmente lenta e che, quando bisogna attraversare la fattoria da una parte all'altra, diventa tediosa. Gli effetti sonori sono ben curati mentre le musiche sono praticamente assenti: per quelle, però, basta Spotify e, come detto, una bella playlist a base di Toto Cutugno.

Farming Simulator 2015 Un gioco del genere, su console, non si era mai visto. Farming Simulator 2015 si fa forte del successo ottenuto su PC e fa il grande balzo anche su PlayStation e Xbox. Non è certamente un titolo per tutti, non può piacere a chi è convinto che i videogame siano per forza azione e storia. Però è bello e interessante che un titolo del genere, con ritmi così diversi e uno stile a dir poco fuori dal coro, sia disponibile anche su console. È difficile dare un giudizio definitivo su un prodotto del genere, in questo caso il voto è forse la cosa meno utile. Non è un gioco perfetto, tecnicamente è poco più che mediocre, i tempi morti sono tantissimi, le operazioni a volte sono lunghe e complesse e in generale manca un adeguato senso di sfida. Ma guidare quel trattore e lasciarsi trasportare via dal paesaggio, mentre il sole cala lentamente dietro ai picchi degli abeti laggiù sullo sfondo, è un’esperienza catartica, unica. Almeno una volta andrebbe provata. Se l’idea di guidare un trattore o una mietitrebbia vi attira, dategli una possibilità. Toto Cutugno vi sarà grato.

6.3

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