Recensione FIFA 11

Il calcio di EA su PSP: tanta quantità e poca sostanza?

FIFA 11

Videorecensione
FIFA 11
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • iPhone
  • Pc
  • Psp
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Il capolavoro che manca

Difficile trovare un titolo calcistico portatile che convinca appieno. Certo, se ci si accontenta di buoni titoli, allora il campo di indagine si allarga a dismisura, ma da diverso tempo manca all’appello un vero e proprio capolavoro capace di accontentare chi è alla ricerca di una simulazione pura o, al contrario, di un velocissimo ed esageratissimo arcade.
Imprigionati in un gameplay fin troppo ibrido, PES e FIFA su PSP anno dopo anno collezionano risultati più che sufficienti, ma dov’è il capitolo capace di stupire pubblico e critica? Capace di far compiere al genere un’evoluzione simile a quella vista sulle console casalinghe?
Senza soffermarsi su questi dubbi, in ogni caso, i publisher sono di nuovo al via: il tempo non si ferma e con l’arrivo di ottobre la sfida tra Konami e EA si riaccende e raggiunge anche la piccola di casa Sony. Se del nuovo PES potrete leggerne la recensione tra qualche giorno, questo è il turno di FIFA 11.
Prima mossa per EA quindi. C’è stata un'evoluzione nel calcistico portatile, o tutto è rimasto invariato rispetto alle passate edizioni?

Sulla quantità pochi dubbi...

La prima sensazione che si ha, una volta inserito l’UMD nella PSP, è lo stordimento. Come se si trattasse di un’orda impazzita di zombie, si viene letteralmente sommersi dalle modalità, squadre e giocatori presenti. Come al solito EA lascia con a bocca aperta per quanto concerne quest’aspetto, presentandoci menù e schermate di gestione stilose e saggiamente accompagnate da una lunga serie di musiche su licenza, tra cui spiccano brani dei Gorillaz, Linkin Park e di Mark Ronson.
Al di là della qualità della presentazione, c’è anche molta sostanza. Oltre ai classicissimi stagione, torneo, partita veloce e allenamento ci sono infatti diverse novità. Si parte da quella meno attinente con il calcio giocato in sé, ovvero con il QI Calcistico. Qui ogni partita consiste in una sorta di quiz dove ogni domanda sbagliata farà avanzare la squadra avversaria e ogni risposta correttamente data spingerà invece il pallone in direzione della porta in cui segnare. Gustoso diversivo tra una partita e l’altra, vi spingerà a saperne sempre di più sul mondo del calcio e vi servirà anche per dimostrare ai vostri amici quanto siete eruditi.
Le altre novità risultano invece più pertinenti. La modalità Carriera è stata rivista. Ora infatti potrete affrontarla in tre modi diversi. Il primo prevede la creazione di un giocatore che controllerete dalla prima stagione fino all’ultima. Qui, in base alle vostre prestazioni, verrete giudicati e all’occorrenza ceduti o premiati con la fascia di capitano. Diversamente potrete vestire i panni dell’allenatore-GM come accadeva nelle precedenti edizioni di FIFA. Non solo infatti vi sarà chiesto di gestire scambi e contratti dei giocatori, ma una volta sul campo prenderete il controllo di tutta la squadra. Infine, volendolo, potrete riunire in un'unica allenatore e giocatore: controllando un unico membro del team, avrete comunque la possibilità di gestire ogni aspetto della squadra.
Le novità si concludono con la proposizione, anche su portatile, della modalità che vi permette di impersonare il portiere. Tanto nella modalità carriera, quanto nelle partite veloci potrete infilarvi i guantoni e difendere l’area.
Uscendo dallo spaccato delle novità, chiude la disamina sulle opzioni presenti, il multiplayer. Questo è, incredibilmente, limitato al solo locale. Ciò significa che per sfide 1 VS 1 potrete unicamente contare sulla presenza in zona di qualche vostro amico, anch’esso munito di una copia del gioco. Inutile dire che, vista la presenza dell’online sin dall’edizione del 2006, la sua assenza lascia alquanto attoniti e con l’amaro in bocca.
Tuttavia, nonostante questo inaspettato scivolone, FIFA 11 quanto a modalità di gioco convince appieno. Se a questo poi si aggiunge la presenza di mezza infinità di squadre e campionati sotto licenza e la riproduzione, quasi perfetta, di un gran numero di calciatori, va da sé che il titolo EA è il non plus ultra fintantoché non si tocca il campo da gioco.

...ma una volta sul campo.

Perché, cosa succede una volta messo il piede in campo? La risposta è, tristemente, scontata: una volta messo il piede in campo FIFA 11 cade nello stesso baratro in cui sono finiti i suoi predecessori.
Non fatevi sconvolgere dalla voluta iperbole: qui non si parla di un brutto gioco, ma di una saga ancora incapace di schierarsi con decisione. Il gameplay ha infatti adottato il controllo a 360 gradi, come accade ormai da anni sulle console casalinghe, ma non per questo si è optato per un maggior grado di realismo. Nonostante l’ottima calibrazione dell’I.A., più tenace e scaltra che mai, il dribbling risulta ancora un’arma fin troppo efficace. Allo stesso modo centrare lo specchio della porta è fin troppo poco realisticamente semplice, con goal incredibili anche da parte di giocatori dalla nota imprecisione al tiro. Questi echi arcade, fanno attrito con una tendenza alla simulazione di fondo: niente esagerazioni pure e totale rispetto per le regole sia del calcio che della fisica in generale.
Il risultato è insomma un gameplay sommariamente buono, ma fin troppo ibrido. Il purista della simulazione troverà assurdo la facilità con cui si possono dribblare i difensori e lamenterà l’incapacità di creare intricati schemi offensivi. Dal canto suo l’amante degli arcade sarà costretto a ritmi di gioco più bassi di quanto possa desiderare. Chiunque virtualmente può divertirsi e chiunque annoiarsi con FIFA 11. Per assurdo EA cercando di accontentare tutti, rischia di trovarsi senza un chiaro pubblico di riferimento. Resta innegabile che anche così, gli amanti della saga, o chi proprio non può rinunciare al calcio alla fermata dell’autobus, troverà allettante la proposta annuale di EA. Solo non aspettatevi chissà quale rivoluzione in termini di calcio giocato.
Merita una nota a parte il gameplay nei panni del portiere. A differenza di quanto accade su PS3 e 360, su PSP questa modalità risulta meno riuscita di quanto ci si possa immaginare. Non solo i comandi sono estremamente semplificati, ma non è nemmeno raro partecipare a partite in cui, di fatto, impersonerete uno spettatore non pagante. Molti match saranno decisi o a metà campo o da un goal della vostra squadra al novantesimo. Tuttavia, anche quando verrete chiamati in causa, il divertimento è estremamente modesto, visto il sistema di controllo fin troppo elementare.
Se dal punto di vista sonoro le musiche su licenza e la telecronaca fanno più che degnamente il loro lavoro, graficamente anche per quest’anno non sono stati compiuti sensibili passi in avanti. La cosa, finché ci si concentra sulle animazioni o sui modelli poligonali dei giocatori, non dà nemmeno molto fastidio visto che comunque non manca la qualità. Tuttavia si rimane con l’amaro in bocca quando ci si accorge che EA non si è nemmeno preoccupata di cambiare le animazioni d’ingresso nel campo o le esultanze dei giocatori, rispetto all’edizione dello scorso anno. Insomma graficamente FIFA 11 non delude, ma non certo per meriti propri, quanto di un motore affidabile già utilizzato in passato.
Infine una piccola nota sulla longevità. Il gioco offre moltissimo in termini di modalità e la presenza di un ampio numero di campionati promette di far scaricare molteplici volte la batteria al litio della PSP. Tuttavia la mancanza di un multiplayer online è una lacuna piuttosto grave, non tanto per il fatto in sé, quanto perché era presente in FIFA 10.

FIFA 11 FIFA 11 si conferma come i suoi predecessori un buon gioco, incapace di raggiungere l’eccellenza a causa di un gameplay privo di una vera e propria anima. Le modalità di gioco sono tantissime e come sempre EA si dimostra maestra nella preparazione di menù chiari e impreziositi da brani su licenza. Tuttavia, più che negli anni scorsi, a causa dell’assenza del multiplayer online è difficile consigliare questo episodio a chi è già in possesso dei passati capitoli. Certo, le rose sono aggiornate, ma per alcuni questo potrebbe essere un motivo non sufficiente per l’acquisto. In definitiva FIFA 11 è consigliato solo a chi non può fare a meno dell’ennesima iterazione o a chi è in grave carenza di calcio portatile. Per gli altri FIFA 10, o ancora meglio il FIFA 11 per PS3 e 360, può essere un’alternativa molto più valida.

7

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