Recensione FIFA 12

Fifa 12 migliora di edizione in edizione, e l'impact Engine rivoluziona il calcistico di EA

FIFA 12

Videorecensione
FIFA 12
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • iPhone
  • PSVita
  • Pc
  • Psp
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Ogni anno, alle porte del mese di Ottobre, nelle community online si scatenano le discussioni più accese. Il motivo è semplice: il mese che apre la stagione videoludica autunnale vede l’arrivo di due tra le produzioni più attese, criticate, osannate e controverse dell’intero panorama, almeno per quel che riguarda il nostro Paese. Non serve una laurea per capire che stiamo parlando di FIFA e PES, storici rivali nella contesa dell’ambito trofeo di “miglior simulazione calcistica” dell’anno. Il primo ad arrivare, quest’anno, è FIFA 12, tramite il quale EA Sports ha promesso di veicolare una vera e propria rivoluzione, di quelle che si sono viste solamente quando il brand è stato preso in mano per la prima volta da David Rutter e soci. “Trinità del gameplay” e molto altro ancora ci attendono dunque, in quella che è senza ombra di dubbio l’analisi più attesa di questo 2011.
Ricordiamo infine, prima di proseguire, che FIFA 12 farà il suo debutto sugli scaffali il 30 Settembre per Xbox 360, Playstation 3 e PC (con una versione per la prima volta identica alla controparte console). Per meno pazienti, tuttavia, EA quest’anno ha istituito il Season Ticket, un’abbonamento annuale (acquistabile tramite Marketplace/PSN) che consentirà di scaricare una versione digitale dei suoi prodotti sino a quattro giorni prima del day one, aggiungendo anche diversi benefici in termini di sconti sui DLC e contenuti aggiuntivi. Le versioni “di prova” richiederanno comunque il disco a partire dalla mezzanotte del previsto Day One.

In the Game

Quest’anno, oltre al focus sul gameplay, gli sviluppatori hanno concentrato i loro sforzi per migliorare le modalità di gioco più importanti, aggiungendo feature davvero interessanti ed utili non soltanto ai fini della pura esperienza ludica ma anche ad incrementare il sempre più ricercato impatto sociale. La prima delle novità riguarda proprio questo aspetto: Football Club (a patto di rimanere collegati ad EA Sports Network) ci assegnerà un profilo in cui verranno stoccati tutti i nostri dati e tramite il quale, per ogni azione compiuta in FIFA 12, guadagneremo punti esperienza. Questi non andranno solamente ad incrementare il nostro livello giocatore ma ad aggiungersi anche a quelli forniti dagli altri utenti sparsi nel Mondo che sosterranno il nostro club preferito. Support Your Club -nome quantomai adatto per la feature- stilerà quindi una classifica dei club che giornalmente avranno guadagnato (tramite i loro supporter) più punti, facendo retrocedere o avanzare di una categoria (esattamente come avviene nella realtà) quelli che, alla fine di ogni settimana, si troveranno nelle ultime e nelle prime posizioni. Avendo ben presente quali sono -a livello mondiale- i club più titolati il team di sviluppo ha pensato di riequilibrare le cose tenendo conto non della quantità ma della qualità del punteggio, basandosi quindi sulla media punti prodotta tenendo presente la quantità di tifosi.
In ambito sociale, poi, è stata ripresa e leggermente rivitalizzata la modalità Ultimate Team, presente quest’anno direttamente all’interno del disco e galvanizzata dalla possibilità di ricevere gratuitamente un pacchetto Oro al mese per sei mesi, semplicemente prenotando il gioco (fino al 28 Settembre) in una delle grandi catene distributrici presenti in tutta Italia.
Le novità più interessanti, però, riguardano sicuramente la modalità Carriera, principale fautrice delle gioie e dei dolori di FIFA sin dagli albori della Next Gen. Il primo intervento -di cesello- è stato fatto sulle trattative di mercato, articolate in maniera ancor più dettagliata rispetto alla precedente incarnazione ed arricchite dalla possibilità di richiedere (o offrire) prestiti con riscatto. Riscritto completamente, invece, il comportamento della CPU sul mercato: invece che limitarsi ad offrirci le cifre richieste per i calciatori da noi messi in vendita ogni compagine tenterà di rinforzare i reparti deboli con uno o due colpi di mercato (abbiamo visto il Chelsea acquistare Pato e Kakà, ad esempio). Furbescamente, poi, tenterà la contrattazione proponendoci cifre leggermente inferiori a quelle di mercato, pienamente consapevole del nostro desiderio di sbarazzarcene. Comportamenti estremamente credibili ed un mercato molto più complesso e realistico che sfoceranno nell’ultima giornata: il Trade Deadline Day. Saremo introdotti da un mini-video ad una schermata completamente nuova, con gli ultimi acquisti da una parte, il solito menù dall’altra e, in alto, un countdown delle ultime dieci ore e la somma dei soldi spesi nella lega in quest’ultima giornata. Ogni ora si svolgerà come una normale giornata di calendario (il tempo, dunque, verrà “rallentato”) e ci ritroveremo a fare i conti con squadre molto più aggressive e prezzi che potranno anche schizzare alle stelle. Il pathos sarà palpabile e sembrerà di stare autenticamente al tavolo di negoziazione.
Qualche introduzione interessante la si apprezza anche nel rapporto tra giocatori ed allenatore: tramite parametri quali morale e contentezza i calciatori esprimeranno il loro stato d’animo in confronto alla stagione, lamentandosi se non impiegati come vorrebbero o qualora la squadra non stesse ottenendo i risultati auspicati; reclami che potrebbero anche sfociare in precise richieste di trasferimento. La comunicazione società-team è stata ampliata, in generale, in tutti i settori, rendendoci più consapevoli delle richieste della dirigenza, dei consigli dell’aiuto allenatore (legati allo stato di forma e agli infortuni) e della situazione contrattuale dei giocatori. Anche da questo punto di vista rimarremo stupiti nel venire contattati per aumenti contrattuali o avvisi di ritiro.
Fa il suo esordio, invece, la gestione della squadra Primavera, da costruire ingaggiando fino a tre osservatori (suddivisi per competenza e stipendio) ed inviandoli nei vari Continenti per tre, sei o nove mesi, indicando che tipologia di calciatore stiamo cercando. Ad ogni mensilità seguirà quindi un rapporto con i giovani consigliati: potremo decidere di offrire subito un contratto, mantenere sotto osservazione l’atleta (per aumentare la precisione nella valutazione dei parametri) o scartarlo. Rimanendo per troppo tempo con le mani in mano, tuttavia, rischieremo di farci soffiare i giovani più promettenti da altre squadre più risolute. Rimanendo nel discorso “settore giovanile” dobbiamo segnalare anche una crescita più oculata degli atleti, con i più giovani (magari in prestito) in maturazione decisamente più rapida rispetto ai professionisti consumati.
Tra le novità non possiamo non segnalare la possibilità, prima degli incontri più importanti in campionato o in coppa, di esibirci in virtuose dichiarazioni alla stampa. Saremo in grado di “prendere di mira” la squadra avversaria, la nostra, l’allenatore avversario o un qualsiasi calciatore di entrambe le compagini per elogiarlo o redarguirlo/innervosirlo; la rassegna (generata casualmente) troneggerà poi nella home page, poco prima del match. Gli effetti delle conferenze stampa saranno molteplici: dal galvanizzare la propria squadra al far innervosire gli avversari, che potrebbero giocare in maniera spregiudicata ed offrici più spazi... ma anche metterci sotto e fare la celebre “partita della vita”. Anche l’allenatore dovrebbe risentire di critiche o elogi, schierando -se tutto andrà secondo i piani- la formazione in maniera differente. Molte nuove variabili che sia aggiungono, tuttavia, ai canonici aspetti tanto criticati, come la mancanza di logica nelle sostituzioni effettuate dalla CPU (non sempre ma spesso), l’impossibilità di giocare le Coppe Internazionali al primo anno e di selezionare le condizioni meteo notturne in alcuni (oramai molto pochi) degli stadi presenti.
L’offerta ludica si chiude con l’oramai famosissimo Virtual Player, che consentirà di percorrere la carriera di un calciatore partendo dalle basi, e con un’offerta online che presenta le stesse caratteristiche strutturali degli episodi precedenti con qualche potenziamento qua e là (leggasi l’obbligo del Tactical Defence nelle classificate).

Questione di Ritmo

Sicuramente le novità più importanti di FIFA 12 risiedono nel gameplay che, anziché subire l’evoluzione vista da FIFA 09 ad oggi, presenta una vera e propria rivoluzione, merito della tanto osannata e criticata “Trinità”. La prima e più importante delle feature è il Tactical Defending, un sistema che -in sostanza- elimina la facoltà di pressare in automatico il portatore di palla, vero e proprio cancro della serie. Il tasto prima adibito al pressing è stato quindi convertito ad una funzione di contenimento automatica, grazie alla quale l’atleta controllato si posizionerà ad una certa distanza dal portatore di palla, mantenendolo “agganciato” ed aspettando il momento giusto per intervenire. Qualora ci sentissimo già a nostro agio in fase di contenimento (già presente -per quanto poco utilizzata- nei precedenti FIFA), potremo sempre optare per il mantenimento di quella che in gergo cestistico si definisce “posizione granchio”, ovvero un movimento spalle alla porta ad accompagnare l’avanzata avversaria. Di pari passo anche il raddoppio è stato ridimensionato: premendo l’apposito tasto, infatti, osserveremo il compagno guidato dalla CPU più vicino alla palla entrare esso stesso in “contenimento”, e tentare di spingere il portatore verso il margine del campo o verso un compagno. Questo primo cambiamento ha un’impatto devastante soprattutto sul ritmo di gioco, drasticamente in calo proprio alla luce di una marcatura meno asfissiante ma più accurata da parte della CPU. Sin dalla prima discesa in campo ci renderemo conto di quanto sia importante giostrare la palla sino a trovare un varco e di quanto invece sia difficile proseguire nel solco tracciato da FIFA 11, fatto di uno-due e discese incontrollate sulla fascia. I puristi della “lentezza a tutti i costi” rimarranno tuttavia delusi nel sentire che la reattività dei calciatori, in ogni caso, non è cambiata. Gli atleti più agili non avranno difficoltà a girarsi velocemente nello stretto, quelli più “goffi” si faranno invece sentire più pesanti; in entrambi i casi, a dispetto di quanto mostrato in una demo chiaramente “commerciale”, appare tangibile il “mantenimento dell’inerzia”, con buona parte dei calciatori -ad esempio- incapace di riprendere la corsa come niente fosse subito dopo una frenata.
Alla luce di quanto detto difendere assume un connotato completamente differente rispetto al passato: la difesa diviene infatti un’arte da affinare, una fase da affrontare con la massima concentrazione, con l’occhio costantemente sveglio e proteso alla valutazione dell’animazione avversaria. Intervenire fuori tempo, infatti, significherà quasi matematicamente venire infilati. Tuttavia non è solo la difesa a doversi re-inventare. Anche l’attacco, alla luce di uno schieramento molto più basso ed accorto dei difensori, dovrà essere portato in maniera molto più ragionata rispetto al passato, appoggiandosi ancor di più sulle caratteristiche individuali dei grandi campioni. Proprio per questo EA Sports ha deciso di affinare le possibilità di dribbling, inserendo la seconda delle tre features: il Precision Dribbling. Senza ricorrere ai complessi giochi di prestigio (comunque presenti) appannaggio dei calciatori più funambolici avremo la possibilità, con semplici spostamenti direzionali, di evitare gli interventi avversari, e l’unica prerogativa sarà agire con tempismo. I più abili nel dribbling, sfruttando grilletto e dorsale sinistro, potranno poi ridurre drasticamente la velocità del portatore di palla, permettendogli micro-spostamenti del pallone che se padroneggiati consentiranno giocate nello stretto mai viste prima in un videogioco. Il tutto, naturalmente, sarà coerentemente subordinato alle caratteristiche dell’atleta in controllo. Anche in questo caso, però, si tratta di re-imparare completamente a giocare, di capire quando fermare la palla e quando allungarsela, di leggere in tempo il movimento della CPU e anticiparlo: pratiche non semplici che renderanno frustranti le prime partite per gli amanti della fruibilità immediata (magari abituati al controllo assistito).
Aiutati da una nuova telecamera in grado di rendere al meglio le proporzioni campo-giocatori impareremo pian piano a gestire tutte le nuove possibilità, accorgendoci che FIFA 12 si avvicina al calcio giocato come mai nessuno prima; non solo nel senso di riproduzione meccanica di situazioni reali ma soprattutto nel dare la possibilità ai videogiocatori di imbastire trame di gioco articolate, credibili e molto diverse tra loro. Ed anche la CPU, questa volta, è stata resa più varia. Grazie ai nuovi algoritmi Pro Player Intelligence ci accorgeremo di come, benché ancora non sia possibile notare differenze tali da caratterizzare un team nel vero senso della parola, le squadre guidate dall’intelligenza artificiale adottino una serie diversificata di strategie per opporsi all’umano; una varietà che -già di default- supera esponenzialmente quella vista in FIFA 11 e nei suoi predecessori. Scordiamoci pure i continui cross, l’assenza di retro-passaggi ed i tentennamenti davanti alla porta: giocare contro la CPU, ora, risulterà decisamente più divertente anche senza dover toccare le Tattiche Personalizzate che hanno tenuto banco nelle numerosissime community online. E scordiamoci anche i movimenti difensivi inesistenti, poiché in FIFA 12 diagonali e posizionamento difensivo sono stati resi molto più credibili ed efficaci. Nonostante questo e nonostante alcuni dei team più blasonati (soprattutto nella Premier League) mostrino una loro personalità unica, il processo di “umanizzazione” della CPU non sembra ancora del tutto completo. Come Santiago Jaramillo (gameplay designer) ha più volte detto, l’IA di FIFA è semplicemente programmata per giocare sfruttando un gamepad virtuale e sbagliando sempre meno con l’aumento del livello di difficoltà. Il problema di questo sistema (soprattutto per chi gioca in manuale - unico modo a nostro modo di vedere per godere del “vero” FIFA) è che, evidentemente, questo pad virtuale è un pad “assistito”, ed il margine d’errore risulta dunque sbilanciato. Si sente in particolare la mancanza (e parliamo da manual player, come sempre) di un livello intermedio tra Campione ed Esperto, con il primo leggermente troppo vicino a Leggenda ed il secondo a Dilettante. A modellare l’esperienza secondo le esigenze di ognuno intervengono dunque le slider, parametri collegati al gameplay completamente personalizzabili dall’utente ed in grado di rendere più abbordabile o più competitiva la CPU. Potremo ad esempio agire sulla precisione di tiri e passaggi e sulla velocità degli stessi; sull’accelerazione e sulla velocità massima dei giocatori; sull’efficenza dei portieri e molto altro ancora. La nostra prova, su una sessantina di partita, ha dimostrato chiaramente (vedi Box “Umanizzazione”) come con pochi passaggi si possa far avvicinare le percentuali ed il gioco della CPU a quello di un manual player umano, pur mantenendo una certa varietà conferita dalle doti tecniche dei singoli.
Il progetto “realismo calcistico” culmina infine, in questo FIFA 12, in una raffinata gestione dell’affaticamento, che si farà sentire a partire dal settantesimo minuto (circa), portando i calciatori che hanno speso di più ad incappare in errori molte volte anche banalissimi.

Umanizzazione

Quella delle slider capaci di modificare i parametri di gameplay è un'introduzione davvero importante per la serie. Il loro utilizzo, tuttavia, richiede centinaia di partite di sperimentazione ed è un processo comunque in costante divenire (nonché diverso da giocatore a giocatore. Noi di Everyeye abbiamo pensato di proporvi una base dalla quale partire, premettendo che si basa sul livello di difficoltà CAMPIONE e con impostazioni FULL MANUAL.

SLIDER UTENTE (tutte quelle non segnalate rimangono a 50)

Accelerazione: 48
Abilità del Portiere: 56
Frequenza inserimenti: 52


SLIDER CPU (tutte quelle non segnalate rimangono a 50)

Accelerazione: 48
Errore Tiri: 55
Errore Passaggi: 58
Velocità dei Passaggi: 46

Engine d'impatto

Per quel che concerne il comparto tecnico, ad un primo sguardo, non sembrerebbero esserci molte differenze tra FIFA 12 e FIFA 11: la modellazione fisica e la texturizzazione, infatti, hanno subito quell’upgrade annuale che ci si aspetta da ogni simulazione sportiva, senza eccedere. Dove invece FIFA eccede è nel comparto animazioni, sostenuto quest’anno dall’Impact Engine (la terza delle feature annunciate ad inizio articolo). Il team ha lavorato ben due anni per riuscire ad implementare algoritmi che svincolassero animazioni e -soprattutto- scontri dal cappio dello scripting. Ora i ventidue giocatori in campo saranno immersi in un mondo con regole fisiche già compilate, e capace dunque di applicarle a qualunque oggetto o soggetto s’inserisca al suo interno. Il risultato è la quasi completa epurazione delle compenetrazioni poligonali, nonché una miglior resa di ogni situazione di gioco (e non solo di contrasto). Con così tante variabili è inevitabile anche qualche strafalcione: nelle varie versioni di FIFA 12 che abbiamo potuto provare -con più o meno calma- abbiamo notato un sempre più netto ridimensionamento della teatralità degli impatti che, nell’ultimo codice, hanno definitivamente trovato una loro dimensione, non priva di sbavature ma tale da non sentire il bisogno di tenerne conto. Nel complesso, dunque, l’Impact Engine porta con se un’ottima eredità, migliorando la credibilità degli scontri a terra ed in aria e, di conseguenza, i colpi di testa (ora molto più vari e credibili). Questo nuovo motore fisico/grafico mette in gioco anche una rivoluzionata gestione degli infortuni, che vede il sistema in grado di calcolare la violenza dell’impatto e la relativa resistenza dell’atleta in quel punto, producendo danni di natura quantomai diversificata. Ci verranno mostrate slogature, stiramenti, rottura di crociati, lussazioni e quant’altro, per una varietà mai vista in una simulazione sportiva; l’Impact Engine introduce inoltre la possibilità di auto-infortunio sforzando un calciatore oltre il suo limite, mantenendolo in campo anche in seguito ad un risentimento o rimandandolo troppo presto sul terreno di gioco in seguito alla guarigione.
Chiude il cerchio una fisica della palla quasi completamente rivisitata, sui tiri come sui cross e sui filtranti alti. Il peso della sfera è ora decisamente più soddisfacente, consentendo non solo conclusioni più tese e realistiche, ma anche cross non più influenzati dal bizzarro “effetto banana” e filtranti alti dalla difficoltà finalmente comparata al gesto tecnico. Tutte questioni che si interfacciano con la variabile del piede preferito, che influenzerà in maniera netta la riuscita di qualsiasi gesto tecnico. A proposito di gesti tecnici la ciliegina sulla torta viene messa dalla possibilità di decidere in autonomia quando eseguire un colpo di tacco o una conclusione al volo, inserendo un modificatore al passaggio o al tiro. L’esito, ancora una volta, dipenderà dalle caratteristiche del calciatore.
Per quel che concerne il sonoro segnaliamo un maggior impatto del pubblico e, finalmente, qualche interessante variazione del duo Caressa - Bergomi che, personalmente, continua però a non convincerci al 100%.

FIFA 12 FIFA 12 è, con tutta probabilità, la più grande rivoluzione calcistica dai tempi di FIFA 08. La libertà di costruzione giunge al suo apice, così come la credibilità d’ogni movimento sul campo. Se aggiungiamo tutte le migliorie apportate alla modalità carriera e la consueta grandinata di licenze ufficiali capiamo facilmente come questo possa veramente considerarsi l’apice calcistico di questa generazione. Gli unici appunti, come al solito, possono essere rivolti alla programmazione dell’Intelligenza Artificiale che, pur forte di tantissimi passi avanti, non può essere ancora considerata “perfetta”. Tuttavia, sliders e buona volontà alla mano, FIFA 12 ha tutte le potenzialità per durare ben più del classico anno.

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