Recensione FIFA 16

Tanti miglioramenti e una modalità FUT che davvero non teme confronti. Il calcio videoludico di Electronic Arts torna sul campo per sfidare il rivale, e quest'anno è in splendida forma.

FIFA 16

Videorecensione
FIFA 16
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Sergio Pennacchini Sergio Pennacchini Giornalista freelance, scrive di videogame da troppo tempo per ricordarsi esattamente quando ha iniziato. Vive a Londra ma non è un cervello in fuga perché mancano le basi, cioè il cervello. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Hanno chiamato anche Pelè. Perché se il tuo motto per quest'anno è "play beautiful", probabilmente non c'è nessuno migliore di Pelè al mondo per comunicarlo. E così "O Rei" si è messo a parlare di calcio dal palco della Electronic Arts alla Gamescom, raccontando della sua carriera e di quanto sia speciale essere considerati il giocatore più forte di tutti i tempi, almeno fino a oggi. Ma è davvero "bello" il calcio simulato di FIFA, è davvero all'altezza di una leggenda come Pelè? La risposta, lo diciamo subito, è sì, senza dubbio. Dopo un FIFA 15 che ha mostrato il fianco a qualche critica di troppo, il team di Vancouver di EA Sports si è messo duramente al lavoro per presentare un nuovo episodio che fosse qualcosa di più di un semplice affinamento di quello precedente. FIFA 16 è tornato ed arriva nei negozi in ottima forma, con una lunga serie di modifiche che vanno a intaccare non solo quello che accade tra i menù delle varie modalità disponibili, ma che vanno a modificare, anche con un certa consistenza, quello che accade sul campo.

Alla ricerca dell'equilibrio perfetto

Certe cose tendiamo a darle per scontate, eppure non si può iniziare a parlare di FIFA senza prima lodare il lavoro fatto per la realizzazione dell'interfaccia dei menu e per tutta la presentazione in generale che, da pura tradizione EA Sports, è davvero splendida. I menu sono chiari, leggibili, hanno un'impostazione quasi da applicazione per tablet, con riquadri grandi e un'organizzazione geometrica, precisa. Per tutto il tempo che passerete tra i menu, e state sicuri che ci passerete parecchio tempo per rovistare tra le mille opzioni di ogni singola modalità, ci sarà una colonna sonora ricchissima a farvi compagnia: oltre 40 canzoni scelte con la solita cura, con artisti del calibro di Bastille, Beck, Icona Pop e Disclosure. Come sempre all'inizio dovrete scegliere la vostra squadra del cuore, quella che vi verrà proposta come standard nelle varie modalità e di cui potrete seguire le gesta reali grazie alla schermata MatchDay Live che, in collaborazione con l'importante sito di calcio Goal.com, raccoglie le ultime news sulla vostra squadra del cuore, aggiornatissime in tempo reale. Il gioco vi mette subito in campo, per farvi assaggiare la prima partita e prendere confidenza con le novità, che non sono affatto poche. La prima riguarda il ritmo di gioco, che è sicuramente più ragionato rispetto allo scorso anno. La costruzione delle azioni richiede maggiore pazienza, bisogna attendere il movimento giusto. Per chi dovesse preferire un ritmo più frenetico, FIFA offre la possibilità di modificare la velocità in diversi parametri di gioco, dallo scatto al tiro.
In particolare in difesa la situazione ora è molto più equilibrata e recuperare il pallone è tornato ad essere un discorso di tempismo e abilità, oltre che di pazienza. Le animazioni dei contrasti sono state riviste per far tornare il controllo nelle mani del giocatore: quelle situazioni di rimbalzi improvvisi o palla che schizza via senza controllo sono insomma nettamente meno frequenti che in passato. In questo senso è importante anche l'intelligenza artificiale dei compagni, che si muovono cercando di intercettare il pallone, fanno diagonali, chiudono gli spazi. Certo, la loro efficacia dipende moltissimo dalle loro abilità: l'impressione è che in FIFA 16 la differenza tra un giocatore top e uno scarso sia molto più marcata, anche in operazioni semplici come i passaggi (e in questo senso è importante imparare a giocare col passaggio manuale). Rimangono alcune cose da rivedere. Per quanto contrasti, animazioni e IA siano stati perfezionati, a volte togliere la palla rimane un'operazione lunga e laboriosa. Il raddoppio e il pressing potrebbero funzionare meglio e ogni tanto alcuni contrasti finiscono sempre con la palla che schizza via senza troppi complimenti. A proposito di contrasti, da rivedere anche il comportamento degli arbitri: i giudici di gara in FIFA 16 hanno prestazioni molto altalenanti. A volte applicano la regola del vantaggio in maniera perfetta, altre volte fischiano fallo inesistenti o lasciano andare scivolate da killer come nulla fosse.

Chiudiamo il discorso sulla parte difensiva parlando dei portieri. Anche qui, la situazione è simile a FIFA 15, con fasi di assoluta brillantezza alternati a piccole e grandi incertezze. In generale l'IA dei portieri è buona e segnare ai livelli di difficoltà più elevati non è uno scherzo. Succede però ogni tanto che il portiere faccia papere clamorose, non intervenendo su palle davvero semplici, oppure entrando in crisi per una semplice deviazione.

Altro che tiki taka

Un'altra delle caratteristiche su cui i programmatori hanno posto maggiore attenzione sono i passaggi. Adesso c'è un nuovo tipo di passaggio "veloce" che si esegue premendo il dorsale più il tasto del passaggio. È un passaggio più forte del normale, utile magari per raggiungere più rapidamente i giocatori più lontani. Una scelta in più che sembra funzionare bene e che si affianca al passaggio normale e al filtrante, sia alto che basso, che rimane comunque la soluzione migliore per andare in gol. Ai livelli più impegnativi contro il computer bisogna passarsi bene la palla, scegliere il momento giusto e provare a colpire con un filtrante per trovare spazio per un cross o un tiro. Tutto funziona abbastanza bene, ma il nostro consiglio è quello di imparare a usare FIFA in manuale, perché diventa un altro gioco. Il sistema dei passaggi infatti non è precisissimo, nel senso che a volte la palla finisce al giocatore che non volevate servire.

Magari perché dovevate dare più o meno forza, o magari perché ci sono altri giocatori vicino, fatto sta che a volte capita che la palla non vada al giocatore desiderato. Questo capita molto più spesso se usate giocatori relativamente scarsi. Con team di bassa e media classifica preparatevi a diversi improperi quando vedrete un controllo andato male o un passaggio completamente sbagliato. Per ovviare, almeno in buona parte, a questo problema ci si può affidare ai comandi manuali: il gioco così diventa molto più preciso, o almeno la precisione diventa direttamente proporzionale alla vostra bravura. Anche a centrocampo si nota come l'IA dei compagni sia migliorata, con i giocatori più forti che si propongono per i passaggi oppure vanno a chiudere gli spazi per darvi copertura. In attacco a colpire sono le tante nuove animazioni a disposizione dei giocatori, che vanno a migliorare non solo il controllo di palla ma anche le finalizzazioni. Un esempio? Cross dalla trequarti di Marchisio per Morata che stoppa la palla di tacco, portandosela avanti e liberandosi per il tiro. Sono piccoli attimi, movimenti splendidi da vedere che rendono certi momenti di FIFA 16 davvero spettacolari. C'è anche un nuovo dribbling senza palla, dove bisogna muovere il corpo del giocatore per proteggere il pallone oppure per sbilanciare l'avversario con una finta. Ottimo, anche se ormai il sistema di controllo di FIFA somiglia sempre più a quello di un picchiaduro: inevitabile che si comprometta un po' l'immediatezza, ma se avrete la pazienza e la voglia di impegnarvi sul serio e imparare ogni mossa a vostra disposizione, vi divertirete molto di più. A darvi una mano c'è il nuovo FIFA trainer, che fa comparire su schermo una lista di possibili comandi sotto al giocatore che controllate in base al contesto: difesa, attacco, fase di non possesso, ecc. Volendo potrete disattivarlo premendo la leva destra. Migliorata anche la fisica del pallone, che appare più "pesante" rispetto a FIFA 15. Rimangono alcuni problemi tipici della serie: il principale è che capita ancora troppo spesso di colpire pali e traverse. Solo nella nostra prima partita ne abbiamo centrati quattro.

Come tu mi vuoi

Insomma, tanti piccoli miglioramenti sul campo per un gioco più fluido e ragionato, con un approccio più realistico e meno schizofrenico rispetto al passato. Lasciando da parte il terreno di gioco, fuori, tra i menu e le opzioni disponibili, è davvero tutto fantastico. Cominciamo dal discorso licenze. Ci sono decine di campionati, la maggior parte riprodotti su licenza, come Serie A (che ha anche accordo con Serie A Tim) e Serie B (ma solo il Cagliari e il Cesena hanno le licenze ufficiali), passando per la Ligue 1 e 2 francese, la Liga BBVA spagnola, la Bundesliga tedesca e soluzioni più "esotiche" tipo il campionato cileno o quello della Corea del Sud. C'è davvero di tutto, adesso ci sono anche sedici team del campionato brasiliano, e ogni squadra è riprodotta con attenzione e cura per i dettagli. Meno bene la realizzazione dei volti dei giocatori, buona per le star o comunque per i calciatori più conosciuti, meno buona per quelli magari più nell'ombra. Le partite negli stadi più importanti saranno introdotte con spettacolari inquadrature aeree dell'impianto, mentre tutte le partite della Bundesliga utilizzeranno la grafica ufficiale del campionato tedesco.

A proposito di stadi, ce ne sono davvero tantissimi: 50 quelli riprodotti su licenza ufficiale (per l'Italia sono San Siro, Olimpico di Roma e Juventus Stadium), circa una ventina quelli invece di fantasia. Gli stadi sono ben animati anche a bordo campo: dagli spettatori ai fotografi, dagli steward ai compagni in panchina, l'atmosfera da diretta televisiva è sempre trasmessa al meglio. Anche dagli spalti, con circa 900 cori registrati. La telecronaca è curata ancora una volta da Pierluigi Pardo di Mediaset insieme a all'ex Milan Stefano Nava. Bene Pardo, molto meno bene Nava, ma alla fine la telecronaca finisce sempre per essere un po' ripetitiva e imprecisa. La grande novità di quest'anno è l'introduzione delle squadre femminili: sono dodici nazionali che potrete far competere solo tra loro. Non è possibile insomma giocare femmine contro maschi, una scelta che ha perfettamente senso visto che, anche nel gioco, le femmine sono ovviamente meno atletiche e performanti rispetto alle squadre maschili. La lista delle modalità disponibili è più o meno sempre la stessa, con alcune importanti novità. FIFA Ultimate Team, che consiste nel creare una squadra di campioni acquistando "pacchetti" di giocatori, per poi sfidare online altri giocatori o competere contro il computer, è davvero splendida e vale da sola il prezzo del biglietto. Tra le novità, c'è una nuova modalità FUT Draft, che si affianca (e non sostituisce, lo diciamo per chiarezza) alla modalità FUT tradizionale. Nel Draft si deve creare una squadra scegliendo, per ogni ruolo, tra una rosa di cinque giocatori di alto livello. L'obiettivo è creare la squadra con la migliore affinità possibile.

I giocatori vicini di ruolo infatti hanno dei collegamenti che possono essere verdi, gialli o rossi, a seconda del loro grado di affinità. Quello che bisogna fare è scegliere i giocatori cercando di far aumentare l'affinità tra i vari giocatori. Per farlo dovrete schierare calciatori che si conoscono, magari della stessa nazionalità oppure perché provenienti dallo stesso club. Mettete Verratti davanti a Thiago Silva e avrete un ottimo raccordo tra centrocampo e difesa. Fatta la squadra, potrete competere online contro altri giocatori, con l'obiettivo di raggiungere 4 vittorie consecutive senza alcuna sconfitta: in base alle vostre prestazioni riceverete diversi bonus e premi speciali, compresi giocatori esclusivi. Draft è una bella variante del FUT normale anche se il costo di ingresso, 15000 monete, è piuttosto alto, soprattutto considerato il fatto che basta una sconfitta per uscire e che i premi migliori si ottengono solo dopo aver segnato quattro vittorie. Anche nella modalità FUT normale l'affinità gioca un ruolo fondamentale nella creazione del vostro team, quindi tenetela sempre in considerazione.
Nella modalità carriera sono stati introdotti i nuovi tornei pre-stagionali. Potrete decidere a quali partecipare: sono tornei ottimi per allenarsi ma anche per fare un po' di soldi, con vincite potenziali che possono superare i dieci milioni di euro per le competizioni più esclusive. L'altra gradita aggiunta è il nuovo programma di allenamento che permette di tirare fuori il meglio dai singoli giocatori, mentre il mercato è stato perfezionato, con un sistema di trasferimento più rispettoso della realtà, con budget misurati in base alla forza di ogni squadra e valori di trasferimento più credibili. La quantità di modalità disponibili prosegue poi con coppe, campionati, divisioni online e ovviamente la possibilità di organizzare partite multiplayer 11 contro 11. Insomma, anche se non ci sono modalità inedite rispetto a FIFA 16 (ad eccezione di FUT Draft), come da tradizione EA Sports c'è abbastanza materiale per rimanere incollati davanti alla tv a lungo. Rimane, come per PES 2016, una riflessione a margine: a distanza di anni, pur con costanti miglioramenti e tante idee, i giochi di calcio continuano a insistere sempre sulle stesse modalità. Sarebbe bello vedere e giocare qualcosa di realmente nuovo.

FIFA 16 Se FIFA 15 era un titolo che prestava il fianco a più di una critica, con FIFA 16 EA Sports è tornata sulla strada giusta. Da giocare è un titolo profondo e complesso, più ragionato e fluido rispetto al recente passato. Rimangono ancora alcune cose da rivedere, dagli arbitri dal comportamento molto altalenante ai portieri che ogni tanto commettono qualche errore di troppo, anche se ai livelli più di difficoltà rimangono molto difficili da battere. Senza dimenticare un sistema di gioco che si basa fortemente, forse troppo, sulla qualità dei giocatori che state utilizzando. Il passo avanti però è evidente, soprattutto nella fase difensiva con contrasti che sono gestiti molto meglio dal motore fisico. Fuori dal campo è il solito, ricchissimo, FIFA. C'è davvero di tutto, persino le nazionali femminili, e l'aggiunta della modalità FUT Draft è un piacevole diversivo per chi cerca una sfida più impegnativa del solito, anche se il biglietto di ingresso è un po' alto. Rimane comunque una modalità alternativa al classico FUT, quindi assolutamente non necessaria. È un bonus in più, una sfida che sicuramente farà gola ai giocatori più esperti di FIFA, quelli alla ricerca di un confronto più impegnativo. FIFA 16 è un titolo enorme, curatissimo, stracolmo di cose da vedere a da fare. È il solito FIFA insomma, ma quest'anno è più in forma del solito.

8.7

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