Recensione Final Fantasy XIV: a Realm Reborn

Il MMORPG di Square Enix stupisce il pubblico con una versione Playstation 3 divertente a appagante.

Versione analizzata: Playstation 3
recensione Final Fantasy XIV: a Realm Reborn
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    Disponibile per:
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il JRPG non è molto affine alle dinamiche degli open world e dei massive game. Eppure, la terra del sol levante ha tentato di ergersi anche in tal genere - con risultati alquanto scarsi - su computer e console. La serie Phantasy Star (più precisamente i capitoli Online e Universe) è forse il caso più emblematico: grande successo in madrepatria, ma titolo che non trovò terreno fertile al di fuori dei confini nipponici. Final Fantasy XI fu sicuramente uno dei pochi grandi successi, originariamente disponibile in versione Playstation 2, successivamente portato su PC e Xbox 360 in numerose edizioni e con varie espansioni al seguito. Il successo e gli introiti, convinsero il publisher e sviluppatore giapponese a investire nuovamente per un seguito ancor più complesso e ambizioso. La Fantasia Finale di Square Enix giunge così alla sua quattordicesima incarnazione, sfondando la barriera del gioco online per la seconda volta, in un titolo che cerca l'approvazione e il gusto sia del pubblico occidentale che di quello del oriente, più precisamente del Giappone stesso. Dopo un clamoroso insuccesso datato 2010, la terza divisione della software house con sede a Tokyo mette in atto un piano di recupero unico nella storia del videogame, impiegando risorse economiche e umane non indifferenti, con il chiaro intento di riprogrammare (quasi) da zero il fallimentare software pubblicato ormai tre anni fa. Dopo aver attentamente analizzato la versione PC di Final Fantasy XIV: A Realm Reborn, vediamo cosa è riuscito a combinare il dev team su console Sony Playstation 3.

LA RINASCITA DI UN REAME

Rinascita di nome e di fatto. Dalla creazione del personaggio al level cap, la nuova fatica di Square Enix mette in evidenza il notevole lavoro di ristrutturazione e di restyling eseguito dal team di sviluppo in questi anni. Ma andiamo con ordine e vediamo cosa offre il nuovo titolo online della serie Final Fantasy ad un pubblico console poco vicino al genere MMO. Come prima cosa è bene precisare che ci troviamo di fronte ad un gioco che ibrida le meccaniche del singleplayer a quelle del massive game. Alcuni l'hanno erroneamente definito un MMO cooperativo, ma diversamente da Guild Wars e soci, qui non abbiamo istanze stagne, world vs world o altri presupposti per una cooperazione costante e forte tra gruppi sparuti od organizzati di giocatori. Il titolo della software house giapponese propone però degli ambienti con tutti i crismi del gioco massivo, ovvero grandi spazi aperti da esplorare, migliaia di utenti con i quali interfacciarsi, dialogare e scambiare oggetti ed un quantitativo di quest e attività davvero incredibile. Il nuovo Final Fantasy XIV si propone come MMO dalla solida struttura narrativa, e al pari di Star Wars: the Old Republic, pone il giocatore al centro di tutto in un'opera di tipo storydrived che invidia poco o nulla a un GDR single player di stampo tradizionale. Ma al pari di un RPG come Skyrim o Dragon Age, prima di entrare nel vivo dell'azione bisogna dare vita al nostro avatar. Il sistema di creazione del personaggio è senza dubbio di gran spessore, offrendoci la possibilità di customizzare ogni singolo aspetto estetico del beniamino virtuale, dalla statura alle fattezze del volto, così come il tono muscolare ed eventuali segni particolari, quali cicatrici o tatuaggi.

"Il nuovo Final Fantasy XIV si propone come MMO dalla solida struttura narrativa, ponendo il giocatore al centro di tutto in un'opera di tipo storydrived, che invidia poco o nulla a un GDR di stampo tradizionale."

Il character design è tipicamente nipponico, ma risulta sufficientemente sobrio da piacere anche ad un pubblico amante del fantasy occidentale. Una volta delineati i tratti somatici del personaggio, passiamo alla scelta della classe, che stabilirà il modo di approcciarci al combattimento e al gioco. Il class system è senza dubbio qualcosa di inusuale, molto simile a quello del tanto atteso The Elder Scrolls Online: abbiamo infatti un livello generico del personaggio, al quale si aggiungono i livelli dei singoli mestieri intrapresi dall'avatar. Il gioco offre la bellezza di 19 classi suddivise in due famiglie e quattro discipline: 8 di queste sono relative al combattimento, mentre le restanti 11 si riferiscono alle lavorative. Nella fase di creazione del personaggio potremo scegliere solo dalla prima categoria, rispettivamente tra discipline della guerra e discipline della magia. La distinzione è ovvia, e se nella prima vi troviamo tutte quelle classi che approcciano il combattimento con armi tradizionali, che siano in mischia o a distanza, nella seconda c'è di mezzo la magia e artefatti magici non convenzionali. Tra le fila dei discepoli della guerra troviamo il Gladiator, che combatte con spada e scudo, nella maniera più tradizionale del guerriero, mentre il fratello maggiore il Marauder, preferisce un approccio più spaccone, sfoderando una poderosa e pesante ascia a due mani. Il Lancer gradisce mantenere una certa distanza dal nemico, e lo fa stringendo fra le mani lancia, alabarda o tridente, mentre nelle retrovie troviamo l'Archer, che incocca la freccia e prende la mira con il suo arco. Ma il più impavido è certamente il Pugilist, che ripudiando ogni strumento bellico fa affidamento sui soli pugni e sulle arti marziali. Dalla parte opposta ci sono invece i maestri delle arti arcane, come il Conjurer, che si avvale delle forze della terra e del vento, abile anche nella nobile arte della guarigione. Il Thaumatuge, d'altro canto, preferisce il potere distruttivo del fuoco, dei fulmini e della tempesta per colpire il nemico. Infine c'è il più pacato Arcanist, in grado di incanalare la magia allo stato puro evocando una creatura che combatta al suo fianco. L'elemento più interessante del class system approntato da Square Enix è la possibilità di multiclassare il personaggio, affinché unisca le abilità e i tratti della classe primaria, con i poteri e le competenze della secondaria e della terziaria. In apparenza complicato, il sistema ricorda molto da vicino il multiclass della vecchia edizione di Dungeons & Dragons, o le cosiddette classi di prestigio, per chi avesse affinità con il gioco pen & paper di Wizards of the Coast. Ovviamente il tutto si scontra con la necessità di bilanciare le varie classi, lavoro certosino che però sembra essere stato approntato con grande impegno dal dev team, anche a fronte di una modalità PvP ancora lontana. A partire dal decimo livello, potrete affiancare la classe in combattimento a quella lavorativa, così da potervi applicare nella realizzazione di oggetti come pozioni, armature, armi o prelibatezze culinarie. Le vostre creazioni potranno essere utilizzate, scambiate oppure vendute al miglior offerente.

DALLE STALLE ALLE STELLE

Anche negli MMORPG, come in ogni gioco di ruolo che si rispetti, il beniamino da noi interpretato nasce come semplice avventuriero, con l'ambizione di diventare un grande e potente eroe. Si parte dal basso ovviamente, dalle piccole cose, salendo lentamente fino ad arrivare alle imprese più complesse e degne di fama. Il gioco è molto rapido e veloce, così come il sistema di progressione del personaggio, che gratifica il giocatore con dei level up continui e costanti. Forse un giocatore più avvezzo al genere potrebbe storcere il naso di fronte all'impostazione "veloce" del titolo di Square Enix, ma all'atto pratico dobbiamo ammettere che la cosa funziona egregiamente. La più grande sfida per la versione console di Final Fantasy XIV è sicuramente la necessità di dover adattare un gamplay complesso e molto articolato, ad un sistema di controllo semplice e basilare come il joypad: ci spaventava molto l'idea di doverci interfacciare utilizzando Dualshock 3, ma dopo solo due ore di gioco ci siamo dovuti ricredere. La mappatura dei pulsanti è semplice e intuitiva e mentre i quattro bottoni principali ci permettono di svolgere le azioni basilari in modalità esplorazione, la pressione dei grilletti ci apre una serie di scorciatoie che ci permettono non solo di selezionare i poteri e le skill in nostro possesso, ma anche i menù, l'inventario e il pannello di controllo dell'avatar.

"Ci spaventava molto l'idea di doverci interfacciare utilizzando Dualshock 3, ma dopo solo due ore di gioco ci siamo dovuti ricredere."

Chi scrive è un giocatore abitudinario di MMO su piattaforma PC, che non può tuttavia negare l'incredibile lavoro svolto dal team capitanato da Naoki Yoshida per ottimizzare il gameplay su console (ricordando inoltre che il titolo è cross-platform, e pertanto i giocatori console e quelli PC giocano sui medesimi server). Le attività ludiche offerte dalla nuova incarnazione online di Final Fantasy sono divertenti e variegate. Durante una missione siamo stati chiamati ad appendere dei poster in giro per la città per esempio, al fine di sponsorizzare un commerciante che aveva perso fiducia nella sua attività e negli affari. Nel corso di un incarico ufficiale per la milizia cittadina, dovevamo invece distribuire dei Pretzel alle guardie di pattuglia al di fuori delle mura della città fortezza. Ovviamente non mancano le quest di mob killing, nelle quali dobbiamo uccidere dei mostri per recuperarne pelli, parti del corpo o ingredienti alchemici. Nelle prime ore di gioco verremo sbatacchiati da una parte all'altra della città svolgendo missioni da corriere, parlando con i PNG o semplicemente assecondando le richieste delle numerose Gilde con sede in città. Mappa e mini-mappa ci aiutano negli spostamenti da una parte all'altra del mondo di gioco, a piedi o con gli immancabili Chocobo. Pur ricalcando alcuni stereotipi del genere, le missioni sono varie e ben confezionate, per un MMO che è in grado di offrire un ampio ventaglio di attività ludiche. Ogni missione ci ricompensa con punti esperienza, Gil (la valuta corrente del regno di Eorzea) e saltuariamente con oggetti ed equipaggiamento. Per aggiungere un pizzico di imprevedibilità, gli sviluppatori adottano un sistema di quest dinamiche già visto in tante recenti produzioni, degli eventi denominati Fate che compaiono casualmente sulla mappa e ai quali tutti gli utenti nei pressi dell'area possono parteciparvi. La modalità di gioco e partecipazione è molto semplice; compaiono i nemici (o il mini-boss) e tutti i giocatori gli danno addosso cercando di arrecare danni massimizzati e uccidendo il più rapidamente possibile. Alla fine dell'evento siamo ricompensati con punti esperienza, denaro e con un riconoscimento a seconda di quanto siamo stati influenti all'interno della coalizione di giocatori. I dialoghi sono impostati in maniera classica, con le tipiche finestre pop-up. Quasi del tutto assente il doppiaggio - che compare in maniera sparuta in alcune missioni della storyline principale - per delle conversazioni che mancano di un pizzico di vivacità.

IL POTERE DEI CRISTALLI

Il comparto tecnico è, come già evidenziato nel corso delle nostre prove con mano e negli eventi hands-on, l'unico neo dell'incarnazione console di Final Fantasy XIV. Il design degli ambienti è davvero ottimo, così come la costruzione dei vari setting e degli scenari. Il field of view è abbastanza profondo da riuscire a calare perfettamente il giocatore nei meravigliosi paesaggi del Regno di Eorzea; non può nemmeno mancare il sistema climatico, che ci propone situazioni meteorologiche differenti a seconda del momento e in funzione dell'istanza nella quale ci troviamo. Così capita che nel corso delle nostre esplorazioni il cielo si faccia nuvoloso e si metta a piovere. A questo si unisce un ciclo notte/giorno ben realizzato, sebbene forse un po' troppo rapido. Ma per ovviare alle ridotte capacità di memoria e computazionali di Playstation 3, il dev team è naturalmente intervenuto sacrificando dei dettagli e degli elementi grafici.

"Le carenze del comparto tenico sono in gran parte risollevate dalla meraviglia e dallo stupore del poter finalmente giocare ad un MMO con pad alla mano."

A delle animazioni un po' scattose si aggiunge uno spiacevole - e quantomai evidente - effetto pop-in dei personaggi, figure che compaiono all'improvviso anche a pochi metri dal nostro avatar. Le texture sono discrete, funzionali, con ovvi alti e bassi a seconda dei casi. Il downgrade dalla versione PC è certo notevole, ma non possiamo nemmeno accusare Square Enix, che è altresì riuscita in un'impresa che nessun altro ha mai portato a termine con successo, ovvero realizzare un MMO fatto e finito, funzionale, su una console dalle forti limitazioni hardware. La risoluzione è di 544p con upscaling del segnale a 720. Sebbene l'obiettivo del dev team fosse quello dei 30 frame al secondo, le ambientazioni ricche di dettaglio e i molti elementi a schermo provocano sporadici cali con evidenti effetti sulla fluidità dell'immagine. Appena presente l'antialiasing, che interviene timidamente solo sul personaggio principale o nelle inquadrature ravvicinate nei momenti salienti della storia. Ma le carenze del comparto tenico sono in gran parte risollevate dalla meraviglia e dallo stupore del poter finalmente giocare ad un MMO direttamente sullo schermo televisivo, comodamente sdraiati sul divano, pad alla mano. L'esperienza risulta quindi ampiamente godibile su console come su PC, con le dovute restrizioni del caso.
Ottimo invece il comparto audio, in particolar modo per le composizioni sonore che accompagnano, esplorazione, combattimento e momenti salienti del gioco. La palette musicale è varia ed eclettica, portando avanti la tradizione del franchise e di Nobuo Uematsu.


Final Fantasy XIV: a Realm Reborn Final Fantasy XIV: a Realm Reborn, stupisce in maniera diretta e sincera. Il timore era quello dell'ennesimo e fallimentare esperimento di massive game su console, invece ci troviamo al cospetto di un titolo solido nel gameplay, pieno, dinamico e brioso, che si gioca perfettamente non solo con mouse e tastiera ma anche con il Dualshock 3 di Sony. E poi il fascino è quello che da sempre contraddistingue la serie di Square Enix, con ambientazioni ricche, scenari mozzafiato, e un gameplay ibrido che funziona e diverte, senza riserve. Se ci sentiamo di consigliare questo gioco? La nostra risposta è sì, anche a fronte di un piano in abbonamento, business model sì antiquato, ma giustificato dall'ottima qualità del servizio, nonché gioco davvero inedito su panorama console. Se siete fan di Final Fantasy non dovreste lasciarvi sfuggire questa occasione; se invece siete alla ricerca di un'esperienza online nuova e alternativa, il titolo della software house di Tokyo potrebbe avere in serbo per voi ben più di una sorpresa.

8.5

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