What Remains of Edith Finch Oggi alle ore 16:00

Giochiamo in diretta con questa avventura dalle tinte oscure

Recensione Final Fantasy XIV Heavensward

Square-Enix apre le porte del suo MMORPG a un nuovo reame e a una nuova guerra... Arriva la prima espansione di Final Fantasy XIV A Realm Reborn che propone contenuti inediti e interessanti novità.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Final Fantasy XIV Heavensward
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
Francesco Serino Francesco Serino ha videogiocato tanto e a tutto, posseduto due diversi Tamagotchi e abbandonato un Furby in autostrada. Mentre cresceva i pixel rimpicciolivano, mentre leggeva ha iniziato a scrivere. E ora eccolo qua, dopo un salto nello spaziotempo atterra su Everyeye, ma già da tempo è su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Negli anni passati ho scritto molto di MMORPG. Ho sempre trovato interessante l'avvitamento del genere scaturito dalla perfezione apparente chiamata World of Warcraft, il gioco Blizzard-Activision che nonostante gli anni ancora domina incontrastato il mercato. Azzeccai anche una previsione decisamente rischiosa: il genere o cambia tornando alle origini o nessuno potrà mai scalfire l'amico WoW, forse nemmeno la stessa Blizzard. È per via di queste mie riflessioni che la cancellazione di Titan, il nuovo progetto degli autori di World of Warcraft, non mi colse affatto di sorpresa. Contro WoW non si può più vincere, e ora più che mai ne abbiamo la conferma. Il problema, lo scoglio che impedisce il progredire degli MMO, è nell'impazienza degli appassionati come nella struttura che il capolavoro ha imposto a quasi tutti i suoi sfidanti, una struttura che però non permette più scorciatoie e che deve sapere rivaleggiare nei contenuti, e fin dal principio, contro oltre otto anni di patch, DLC ed espansioni. E sapete quanti soldi ci vogliono per creare da zero un gioco che di fatto ha impiegato quasi un decennio per essere come oggi? Talmente tanti che appunto, non ne vale più la pena. Sì, sono tra quelli che crede che il futuro dei "massive" sarà "sandbox", e non più "story driven" come quelli più popolari oggi, ma davanti all'eccellenza è anche giusto lo strappo alla regola, come ho fatto con questo pantagruelico titolo. Final Fantasy XIV nasce uno schifo ma Square-Enix ci pompa dentro talmente tanto denaro e designer che alla fine, a mio parere, si trasforma nel miglior MMORPG degli ultimi anni. Certo, ancora legato alla struttura WoW, ma con delle piccole e grandi differenze che ne esaltano l'aspetto ruolistico e il respiro epico, trasformandolo in una bomba di divertimento che oltretutto è possibile gustarsi senza compromessi oltre che su PC anche su PlayStation4.

Solo per i più forti

Dalla rinascita in Realm Reborn a oggi il gioco è stato arricchito esponenzialmente di nuove quest, nuovi dungeon, nuove classi e professioni, ma questa Heavensward è la prima vera grande espansione di Final Fantasy XIV e di conseguenza la prima a pagamento. Con 44,99 Euro (ma è necessaria anche una copia del gioco base) vi porterete a casa una considerevole iniezione di contenuti, qualche piacevole sorpresa e almeno una cinquantina d'ore di piccole e grandi novità. Ma è bene chiarire subito che Heavensward non è un altro gioco, non introduce elementi di gameplay completamente nuovi e ricalca da molto vicino la struttura di Final Fantasy XIV, che se non vi piaceva prima non vi piacerà nemmeno ora. Heavensward non è un'espansione dedicata ai neofiti, ma ai giocatori di lunga data, gli unici in grado di vederne la stragrande maggioranza dei contenuti fin dal principio. Per accedere alle nuove aree dovrete infatti aver già completamente chiuso con la main story base, che pressapoco equivale ad aver raggiunto il cinquantesimo livello e possedere un item level di almeno 90. Una scelta controversa e per chi gioca fregandosene della trama, in favore degli altri innumerevoli aspetti di FFXIV, decisamente poco digeribile. Ma d'altronde è proprio questo l'aspetto su cui ha puntato maggiormente SquareEnix durante lo sviluppo di Heavensward, e questo si vede anche nella cura riposta proprio nelle missioni principali, negli sbalorditivi filmati, in una produzione ben al di sopra della media vista e giocata lungo dozzine di MMORPG. Peccato che lo stesso non si può dire per le quest di contorno, fin troppo sbilanciate verso schemi troppo semplici o ancora peggio, visti e rivisti anche nello stesso Realm Reborn (e questa cosa mi ha pesato non sapete quanto, il dopo The Witcher 3 fa male...). Fetch quest rese più accettabili dalle nuove bellissime mappe, costruite per dare quella sensazione di vastità che troppo spesso mancava e manca tutt'ora nel Final Fantasy XIV "liscio", e senza rinunciare al solito strabordante dettaglio. Grandezza che serve anche a contenere una delle nuove abilità che Heavensward donerà ai suoi giocatori: la possibilità di volare grazie alle nuove mount. Non basterà però aprire il portafoglio e acquistare un chocobo volante (non temete, ci sono anche diabolici draghi...), ma per ogni zona dovrete garantirvi i servigi del vento scoprendone tutte le "correnti" sparse nelle mappe (ci sarà una piccola bussola ad aiutarvi). Piccolo ma logico limite: si può volare solo nelle nuove aree fornite da Heavensward, non potrete salutare i vostri amici con uno sbattito di ali nelle zone del gioco base.

Fantasy Design

Ishgard e il suo enorme palazzo reale barocco, le montagne magiche di Dravania, le isole fluttuanti di Abalathia e i suoi fulgidi eserciti alati... se il mondo di Final Fantasy XIV vi aveva lasciato a bocca aperta, è meglio che vi teniate ben stretta la mascella quando riuscirete finalmente ad aprire le porte di Heavensward. Il lavoro svolto dagli artisti Square-Enix è encomiabile, spesso spettacolare.

Stesso trattamento si meritano coloro hanno studiato e sviluppato i nuovi dungeon del gioco, che sono otto, di cui tre dedicati esclusivamente ai personaggi di livello sessanta (il livello più alto raggiungibile nell'espansione) e il nuovo difficilissimo raid. Heavensward aggiunge anche tre nuovi "jobs": il Dark Knight (tank) con i suoi enormi spadoni, l'Astrologian (healer) e i suoi buff e il Machinist (DPS), specializzato in fucili, pistole e preziosi companion meccanici. Queste classi però seguono percorsi già tracciati risultando ben presto delle semplici variazioni di "jobs" già presenti, con in più il dubbio di un bilanciamento ancora acerbo e che probabilmente richiederà in futuro di alcune modifiche. E per finire, Heavensward include anche una nuovissima razza giocabile, gli Au Ran, tribù di guerrieri nomadi munita di toste corna caprine, divisa in due fazioni, i più pallidi Au Ra Raen e gli Au Ra Xaela. C'è anche altro nel menù, come nuovi oggetti da costruire nel Company Workshop, tra cui spiccano le nuove decorazioni per abitazioni e naturalmente la possibilità di costruire e customizzare il nostro personale dirigibile.

Final Fantasy XIV Heavensward Heavensward è una buona espansione, resa solamente discreta da alcune scelte che non tutti sembrano aver particolarmente apprezzato. Il fatto che i suoi contenuti siano tenuti dietro una porta fino a quando non si è finito e strafinito A Realm Reborn (e “finire” un massive è un'idea che già infastidisce), è una scelta dettata da un'ossessione narrativa che nel progetto ha preso fin troppo il sopravvento sul resto. Ancora una volta, per arrivare al level cap sarà necessario affidarsi a un estenuante grind quotidiano, reso ancora più ossessivo dalla debolezza delle FATE (le quest pubbliche in FFXIV) di Heavensward, molto meno remunerative di quelle originali e di conseguenza prive di mordente e utilità. Si poteva fare di più anche per il nuovo bestiario, decisamente sottotono rispetto all'ottimo design di A Realm Reborn. Il resto è qualcosa in più un po' ovunque, ma mai qualcosa capace davvero di lasciare il segno, eccetto ambientazioni, trama e l'immancabile loot.

7.3

Che voto dai a: Final Fantasy XIV Heavensward

Media Voto Utenti
Voti totali: 11
8.2
nd