Recensione Final Horizon

Il tower defense che va giù come un bicchiere d'acqua

Versione analizzata: Playstation Vita
recensione Final Horizon
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PSVita
  • PS4
Francesco Serino Francesco Serino ha videogiocato tanto e a tutto, posseduto due diversi Tamagotchi e abbandonato un Furby in autostrada. Mentre cresceva i pixel rimpicciolivano, mentre leggeva ha iniziato a scrivere. E ora eccolo qua, dopo un salto nello spaziotempo atterra su Everyeye, ma già da tempo è su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il nuovo gioco degli inglesi Eiconic Games si presenta come un RTS, uno strategico in tempo reale, ma è un po' come dire che X-Com è un'avventura grafica solo perché ha anche una trama coinvolgente. Final Horizon fa parte di un sottogenere degli RTS, abbastanza recente e molto amato in ambito mobile, il sottogenere dei tower defense. Questi, per chi non lo sapesse, sono giochi semplici e al tempo stesso micidiali, capaci di tenere incollati allo schermo senza però obbligare i giocatori a sessioni fiume, maratone che solitamente mal si sposano con il concetto di giochi “da una botta e via” in mezzo al traffico, chiusi in un bagno o dovunque vi prenda la voglia e ci sia anche il tempo necessario. In ogni tower defence che si rispetti l'obiettivo è soltanto uno: allestire una difesa dignitosa e farla funzionare mentre ondate sempre più aggressive di nemici irrompono da ogni direzione.

Resistenza interplanetaria

Final Horizon non fa naturalmente eccezione, e sceglie di ambientare le sue rodatissime meccaniche di gioco nello spazio più profondo, o meglio, su oltre quindici pianeti disseminati lungo tre diverse costellazioni. In ognuna di queste missioni, lo scopo sarà quello di ritardare il più possibile l'avvicinarsi dei nemici, mentre ci si occupa anche dei preparativi per lanciare in orbita e quindi al sicuro il modulo apposito. Per riuscirci sarà necessario sparpagliare oculatamente per il campo di battaglia le due risorse principale a nostra disposizione: generatori e torrette armate. I generatori base si limitano a fornire al giocatore ogni cinque secondi un numero predefinito di crediti, (indispensabili per costruire nuove strutture e migliorare quelle già esistenti), ma “upgradandoli” potranno essere utilizzati anche per altri scopi, come per esempio curare le torrette armate nei paraggi.

Le torrette naturalmente servono ad attaccare i nemici in arrivo, anche loro dopo essere state posizionate devono essere migliorate il prima possibile, per poter così sfruttare la ferocia di proiettili sempre più veloci e una mira più efficace (mira automatica... le torrette sparano al nemico più vicino autonomamente). Se le cose stanno andando male, c'è anche il super colpo che distrugge tutto: in Final Horizon ha l'aspetto di un potentissimo raggio laser sparato da un satellite artificiale. Una volta azionato il laserone (cit.) verrete deliziati da una nuova inquadratura extra orbitale su cui (nel caso della versione Vita) potrete pigiare a piacimento con il vostro dito per seminare un po' di sana distruzione. Dura solo per qualche secondo, ma di solito è abbastanza per sfoltire anche gli attacchi più feroci. Niente di particolarmente nuovo a dire il vero, l'unica grande novità di Final Horizon si trova in un dettaglio: il giocatore non potrà costruire liberamente sulla mappa, ma dovrà accontentarsi di scegliere cosa costruire su una manciata di fondamenta già dislocate, che in media non sono più di quattro, massimo cinque. Final Horizon si gioca quindi tutto in rincorsa, il suo gameplay esalta lo sprint e non la maratona.

Mordi e fuggi

Sommando livelli normali, livelli training e livelli bonus, Final Horizon arriva alla dignitosissima cifra di cinquanta missioni disponibili. Non sempre però i numeri coincidono con la longevità: Final Horizon non è uno strategico difficilissimo, inoltre le missioni tutorial (che non sono raggruppate tutte all'inizio, ma ci verranno proposte ogni volta che il gioco si accinge a introdurre una nuova meccanica) fanno parte del computo totale. Va inoltre considerato il fatto che ogni missione di Final Horizon dura in media due o tre minuti: una manciata di secondi da cui uscire vincitori o sconfitti e che non prevede dilazioni di alcun tipo. In pratica anche se c'è da giocare, si tratta di contenuti che bruciano estremamente in fretta, e questo è sia un bene (perché significa che il gioco scorre senza intoppi fino alla fine) e sia un male (perché in mezzo a troppa semplicità è solo la noia a far baldoria). In caso di sconfitta è sempre molto semplice capire dove e come si sta sbagliando e nel giro di un massimo di due “retry” di solito si supera anche lo scoglio più grande.


Final Horizon Final Horizon non è affatto un brutto gioco, peccato che come abbiamo più volte sottolineato lungo l'articolo, il suo punto di forza è anche il suo punto più debole: Final Horizon è davvero molto semplice, e questo lo rende anche poco accattivante sul lungo periodo, specialmente se deciderete di giocarci sul grande schermo di una PlayStation4. Sicuramente lo troverete molto più a suo agio nella portabilità della versione per PlayStation Vita, dove Final Horizion è giocabile completamente tramite lo schermo touch e la sua natura “light” va di pari passo con l'utilizzo sporadico di una console portatile. Se poi vi piace davvero, potrete comunque saltare da una versione e l'altra senza perdere nessun progresso, visto che intelligentemente Final Horizon supporta al 100% la funzione cross-save. Regalato grazie al servizio PlayStation Plus, Final Horizon è una deliziosa sorpresa, al contrario da acquistare si trasforma in un titolo ridondante e consigliabile solo ai grandi appassionati del genere.

6.5

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