Recensione FIRE

Daedalic Entertainment insiste con le avventure punta e clicca. Stavolta però il target di riferimento è quello dei giocatori più giovani: l'avventura preistorica di Ungh - uscita su PC ma con il Tablet in testa - è semplice e immediata.

Versione analizzata: PC
recensione FIRE
INFORMAZIONI GIOCO
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Marcello Marcello "Pavo" Paolillo è videogiocatore da sempre, e da anni critico del settore; ha scritto e scrive attualmente su diverse testate online dedicate ai videogames e al cinema, passando anche per i fumetti. Pavo non è il suo nome anagrafico; ma è sicuramente il suo nome vero. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Ungh è un piccolo uomo delle caverne. Vive serenamente nel suo villaggio, preoccupandosi solo di procacciarsi il cibo e soddisfare così la sua modesta vita di uomo preistorico. Una notte, durante quello che potremo volgarmente chiamare come un turno di guardia, Ungh spegne accidentalmente il fuoco, unica difesa e fonte di sopravvivenza per l'intera popolazione locale. Considerando che all'età della pietra non era facile reperire accendini a gas o fiammiferi da cucina, il nostro sbadato omuncolo di Neanderthal si vede costretto ad imbarcarsi in una scanzonata avventura alla disperata ricerca di una nuova fonte di calore per il villaggio, accompagnato anche da un bizzarro essere che abita tra i suoi folti capelli biondi e che lo aiuterà a superare ostacoli e risolvere enigmi. Benvenuti quindi in Fire; la nuova, giurassica avventura di Daedalic Entertainment.

METTI UN GIORNO NELLA PREISTORIA

L'incipit che avete potuto leggere poche righe più in alto vi avrà fatto capire che Fire è un videogioco diverso da tutti gli altri, chiaramente sviluppato con in mente un pubblico di giovanissimi, magari alle prime armi con un'avventura grafica composta da elementi da classico puzzle game. L'ultimo parto di Daedalic Entertainment si ispira proprio ai precedenti progetti di questa piccola ma tutto sommato talentuosa casa sviluppatrice di Amburgo, ossia i divertenti Gomo e Journey of a Roach. E appunto come nei due videogame appena citati, la comunicazione tra Ungh e i vari personaggi che incontrerà nel corso dell'avventura è del tutto priva di linguaggio vocale, considerando che ogni interazione avverrà solo ed esclusivamente attraverso fumetti o grugniti veri e propri. Il protagonista è controllabile tramite interazioni dirette con gli oggetti a schermo, ed ogni azione è esclusivamente basata sul tempismo o sulla risoluzione di enigmi apparentemente molto semplici: dovremo infatti premere tasti enormi, ruotare statue preistoriche o combinare vari tipi di piante, portando però con noi un singolo oggetto alla volta. A nostra disposizione non avremo il classico inventario delle avventure punta e clicca, e l'attenzione sarà quindi solo ed esclusivamente diretta allo scenario di gioco, ricco di elementi interattivi.
Non vi saranno puzzle o rompicapo realmente difficili o insuperabili, dato che basteranno pochi, pochissimi minuti per risolvere gli enigmi e proseguire così nell'avventura principale. Insomma, un gameplay sicuramente molto elementare, chiaramente pensato per funzionare tanto con il mouse quanto attraverso un touch screen di un Tablet.
Piccole varianti e mini giochi a tema (come una divertente sezione shooter in cui saremo chiamati ad abbattere degli invasori alieni da una torretta piazzata sulla Luna) cercheranno di allungare un po' la longevità, ma per concludere l'avventura principale serviranno poco più che una manciata di ore (diciamo 4 o 5, volendo essere di manica larga). Un po' pochino, a dire il vero.

Quanto appena descritto evidenzia la volontà degli sviluppatori di portare sullo stracolmo catalogo Steam un videogioco di avventura chiaramente più user friendly rispetto alla concorrenza, indirizzato in particolar modo verso coloro che si avvicinano al genere dei titoli Punta e Clicca per la prima volta. E la volontà di dare a Fire un'impronta da titolo per un'utenza di videogiocatori under-14 la si riscontra anche e soprattutto osservando il lavoro svolto sotto il profilo tecnico e grafico: Daedalic Entertainment si è infatti avvalsa di una tecnica di animazione che riproduce a schermo personaggi in 2D con aspetto e movenze molto vicine al 3D. per un risultato estremamente simile ad un cartone animato di qualche emittente nostrana. Anche i fondali, che spaziano tra caverne, vulcani in eruzione, grotte di ghiaccio e foreste popolate da dinosauri ed altre creature preistoriche, abbondano di dettagli in stile cartoon. Il risultato è tutto sommato efficace, e riesce a costruire un'atmosfera piacevole.
Con un click del mouse potremo anche passare dal giorno alla notte, caratteristica questa non solo grafica e fine a se stessa ma anche legata a doppio filo al gameplay, visto che la risoluzione di alcuni semplici enigmi sarà incentrata proprio su questa buffa (ma originale) trovata scenica. Così come la parte tecnica, anche l'audio si avvale della semplicità di suoni e musiche tribali di contorno, visto che ogni personaggio, incluso ovviamente il nostro preistorico protagonista, non aprirà mai bocca, se non per emettere un “grunt” di tanto in tanto.


FIRE Fire è chiaramente un gioco poco pretenzioso, di impronta umoristica, pensato per tutta la famiglia, che saprà divertire col suo stile scanzonato a metà tra il cartoon e la parodia. Ne esce un prodotto semplice, semplicissimo, un'avventura grafica fra enigmi improbabili e personaggi decisamente bizzarri. L'ultima fatica del team Daedalic Entertainment è quindi un prodotto low budget pensato per un pubblico di giovanissimi, che tutto sommato non mancheranno di gradire il divertente risultato finale. Ovviamente, a chi cerca un videogioco lungo, serioso e soprattutto pervaso da un costante senso di sfida, il consiglio è di guardare altrove. La preistoria di Ungh lasciatela ai più piccoli.

6.5

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