Forza Horizon 3: Blizzard Mountain Recensione

Arriva la prima espansione di Forza Horizon 3: Blizzard Mountain ci trasporta in un clima estremo fatto di bufere di neve, ghiaccio e pendenze vertiginose.

Versione analizzata: Xbox One
recensione Forza Horizon 3: Blizzard Mountain
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • Xbox One
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

Coperta di lana grossa, di quelle che pizzicano, una bella tazza di cioccolata calda con panna ricoperta da scaglie di cioccolato fondente, pad alla mano e rombo dei motori in sottofondo. Insomma, il quadretto perfetto per trascorrere queste giornate invernali. La temperatura sopra la media, però, tiene ben lontana la neve che dovrebbe rappresentare l'ideale chiosa a quanto vi abbiamo appena descritto. Poco male, perché ci ha pensato Playground Games a portarci la bufera in casa. L'espansione Blizzard Mountain si aggiunge alla già mastodontica offerta ludica di Forza Horizon 3, trasportandoci nel bel mezzo di tormente artiche, valanghe e pendii innevati dalle pendenze vertiginose. Siamo sicuri che sia ancora l'Australia? Beh, pare proprio di sì. Un'Australia con massicci degni delle migliori località sciistiche. Magari, per la teoria del multiverso, esiste un continente con quelle caratteristiche, chissà. Fatto sta che noi abbiamo spolpato questa espansione divertendoci, se possibile, più di quanto successo col titolo base.

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Se ne avete abbastanza di scorrazzare per la variegata geografia australiana, oppure se l'avete già percorsa in lungo e in largo raggiungendo livelli di popolarità epici, Blizzard Mountain è decisamente quello che fa per voi. L'espansione riaccende, sin dalle prime derapate, l'amore per l'ultima fatica targata Playground Games. Un elicottero si occuperà di portarvi sul posto e sganciarvi direttamente sulla cima di un ripido pendio con il pilota che, dalla radio gracchiante, vi augura buona fortuna e la Ford Gymkhana 9 Focus RS RX 2016 che scalpita impaziente di divorare nuovi sentieri. Quel pendio appartiene al massiccio montuoso che si intravede in lontananza quando si guida per le strade australiane. Dimenticatevi l'arido Outback, la rigogliosità della foresta pluviale o la mediterranea bellezza delle povere piantagioni piegate dalle vostre incursioni fuoristrada. In Blizzard Mountain regna, ovviamente, un solo colore: il bianco accecante. Neve, ghiaccio, bufere, zero visibilità e la costante sensazione che la macchina si intraversi a ogni piccolo tocco del pad (o a ogni raffica di vento) sono i tratti caratterizzanti l'intera esperienza di gioco, rinfrescata - in tutti i sensi - con nuove auto, sfide, corse clandestine, prove speciali, liste dei desideri e obiettivi.
Rispetto all'offerta base, Blizzard Mountain si presenta sicuramente molto più contenuta: le strade da esplorare sono una cinquantina, rispetto alle oltre 480; c'è un solo gioiello dimenticato da scoprire e la progressione relativa alla carriera cambia sensibilmente. In questo senso l'espansione parte dal presupposto che, durante l'Horizon Festival, il giocatore abbia raggiunto il massimo livello di follower possibile. Di conseguenza, la competizione punta a elevare il livello di difficoltà invitandoci a gareggiare per il titolo di "Re della Montagna". Prima di arrivarci, però, bisogna sudarsi l'accesso alla prova decisiva guadagnando un determinato quantitativo di stelle. Ogni gara, infatti, non mette più in palio follower bensì sino a tre stelle ciascuna, guadagnabili a seconda del livello di abilità dimostrato durante il percorso. La terza stella in palio, solitamente, richiede non solo di vincere la gara ma anche di soddisfare un obiettivo legato ad abilità particolari. Questo garantisce un certo grado di rigiocabilità, capace di tenervi impegnati per diverse ore nel tentativo di raggiungere la cifra tonda di 160 stelle.

In Blizzard Mountain non importa solamente vincere; conta anche il modo in cui lo si fa. Le prove, come al solito, sono le più varie e comprendono percorsi su tracciati "canonici", gare di discesa e scalata, drift, passaggi abbondantemente sopra il limite davanti agli autovelox, segnali di pericolo e liste dei desideri da creare oppure creati dalla community. Senza contare poi le Sfide Rivali e i Drivavatar. Insomma, di carne al fuoco ce n'è davvero tanta, condita da un ampliamento della scelta nel garage, con un parco macchine rinnovato e "pimpato" ad hoc. Ci sono otto nuovi arrivi, tutti caldi e già pronti per essere testati come la già citata 2016 Ford Gymkhana 9 Focus RS RX, ma non mancano pezzi di storia come la Lancia Stratos e la Delta. Oltre ai nuovi bolidi, praticamente ogni auto già presente nell'esperienza base può essere equipaggiata con gomme da neve e settata per correre sui nuovi tracciati. Alcuni obiettivi, però, sono legati alla nostra abilità nel destreggiarci con le semplici slick, aumentando esponenzialmente il grado di difficoltà, ma anche il divertimento.

Un ambiente da conquistare

L'ambiente di gioco, come avrete probabilmente capito, non riveste il ruolo di semplice comparsa a cui affidare il compito di reggere la cornice mentre noi ci passiamo attraverso a tavoletta. Cime frastagliate, sentieri, piste da sci riconvertite in tracciati da arare sino all'ultimo drift e persino un lago ghiacciato con la sua superficie nera, opaca e scricchiolante riescono tutti a sovrastarci, facendoci sentire come un minuscolo fiocco di neve spiaccicato sul parabrezza. Uno dei tanti, potremmo dire. Le condizioni meteo, rispetto al ben più placido Outback Aussie, sono davvero inclementi e ci sferzano con tempeste di neve, con il ruggire del vento che, a ogni accelerazione, sembra voler azzannare la lamiera e far sbandare l'auto rendendola una puledra imbizzarrita. Insomma, un clima che non è certo di casa nel continente australe. La licenza poetica, comunque, non poteva esser migliore di così. Blizzard Mountain rappresenta ciò che Storm Island fu per Forza Horizon 2: ovvero un'espansione estrema, capace di spingere anche sul virtuosismo tecnico e sull'abilità del team di ravvivare la propria creatura con nuovi contenuti. La visibilità dei tracciati, quando non veniamo accecati dal riverbero del sole sul prismatico candore del manto nevoso, viene spesso e volentieri ridotta al lumicino da vere e proprie tormente che si abbattono "random" sulla mappa di gioco e che rendono quasi impossibile intuire gli esatti confini della pista e i checkpoint sparsi lungo i tracciati. La neve accumulata sul telaio dell'auto, gli alberi piegati in due dal vento, i fiocchi di neve che sporcano la visuale e i particolari giochi di luci e ombre che giocano a rincorrersi sulla neve contribuiscono a rendere la battaglia per il titolo di Re della Montagna l'aggiunta sopraffina a un titolo già sulla via della perfezione stilistica e tecnica.

Forza Horizon 3 Forza Horizon 3: Blizzard Mountain espande l'offerta ludica del titolo base puntando tutto su un cavallo vincente: ossia l'accoppiata clima impossibile-terreni impraticabili, infatti, rappresenta la chiave capace di riaccendere il vostro amore per derapate al limite e sorpassi al fulmicotone. Il DLC ci offre otto nuovi bolidi appositamente settati per affrontare neve e ghiaccio, un nuovo gioiello dimenticato, cinquanta nuove strade da percorrere e una pletora di eventi di difficoltà crescente che vi terranno impegnati per molte ore nel tentativo di diventare Re della Montagna. L'espansione, insomma, vale assolutamente l'acquisto, anche se il prezzo non esattamente economico a cui viene proposta potrebbe far storcere il naso ai più.

8.5

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