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Recensione Forza Motorsport 6

A due anni di distanza dal predecessore, Turn 10 torna alla grande con il suo simulatore esclusivo per Xbox One: il risultato è un'esperienza di guida eccezionale, senza precedenti su console.

Forza Motorsport 6

Videorecensione
Forza Motorsport 6
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox One
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Sono passati quasi due anni da quando Forza Motorsport 5 si inseriva nella line up di lancio di Xbox One, portando solide conferme dal punto di vista del modello di guida e diffusi malumori per una evidente carenza contenutistica. Ventiquattro mesi in cui i ragazzi di Turn 10 hanno finalmente avuto modo di lavorare su una console che, seppure non senza ben note difficoltà, sta raggiungendo una sua maturità, un lasso di tempo più che sufficiente per ritornare alla grande con un brand fondamentale per Microsoft e la sua piattaforma. Potevamo aspettarci un netto update grafico e un'iniezione di vetture e circuiti, e tanto sarebbe bastato per accontentare la fanbase, ma Forza Motorsport 6 è riuscito ad andare ben oltre. Nei paragrafi che seguiranno, spiegheremo nel dettaglio perché si tratta ad oggi della simulazione di guida più completa, riuscita e spettacolare degli ultimi anni.

Naturale evoluzione

Forza Motorsport 6 investe da subito il giocatore con un'offerta ludica mastodontica, eppure molto ben organizzata, anche grazie ai tutorial e ai brevi video introduttivi (arricchiti dall'ormai immancabile collaborazione con l'ex staff di Top Gear). A fianco della classica Carriera, sulla cui struttura torneremo a breve, c'è la possibilità di affrontare a piacimento i circuiti su qualunque mezzo grazie alla modalità Gioco Libero, affiancata dal ritorno dei Rivali (dove è possibile sfidare i tempi dei propri amici grazie ai ghost) e di Forzavista, l'ambiente virtuale in cui potrete osservare la vostra collezione in ogni suo più piccolo dettaglio. L'online si presenta diviso in due categorie principali: da una parte c'è l'offerta classica, organizzata in categorie (sia per potenza dei mezzi, sia per scelta di specialità motoristiche particolari, come il drifting), dall'altra le Leghe, dove si correrà per ottenere piazzamenti sempre migliori e passare alle divisioni successive, caratterizzate da macchine sempre più performanti. Il menu principale è conseguentemente molto affollato, contando anche le schermate dedicate alla preparazione estetica e prestazionale del garage, al controllo del proprio profilo giocatore e altro ancora, eppure ben organizzato e graficamente elegante. Quanto alla modalità principe, ossia la Carriera, quest'ultima presenta una progressione molto lineare e inquadrata (contrapposta all'avanzamento più "libero" visto nel predecessore) che vedrà il giocatore affrontare cinque macro-categorie motoristiche ben diversificate. Superstreet e Icone Sportive presenteranno principalmente modelli stradali, mentre con Grand Touring, Corsa Pro e Sport Motoristici Estremi si arriverà a fare davvero sul serio, guidando supercar, gran turismo, formula e prototipi. Ogni categoria presenta tre "eventi" caratterizzati da un tema ben preciso, ognuno a sua volta costituito da cinque o sei brevi gare, come da tradizione. Per passare alla gara successiva sarà necessario ottenere almeno il terzo piazzamento, ottenendo esperienza e crediti in misura sempre maggiore anche grazie alla possibilità di accumulare affinità con i singoli costruttori. Se già la progressione di base è in grado di garantire buona varietà, a questa si affiancano gli Eventi, che si sbloccheranno progressivamente. Qui si nascondono alcune delle sfide più folli tra quelle offerte da Forza Motorsport 6, dalle endurance da 40 giri (senza salvataggi intermedi, e con la possibilità di rientrare ai box per riparazioni), ai complessi testa a testa con lo Stig di Top Gear. In altre parole, la progressione singolo giocatore offerta da Turn 10 è non solo estremamente longeva, ma anche in grado di gettare uno sguardo ampissimo sulle discipline motoristiche interessate, un vero e proprio compendio della passione per la velocità. Come ormai da tradizione per la serie, tutto sarà costantemente intrecciato con l'esperienza online: non solo il vostro Drivatar (di cui parliamo diffusamente nel box dedicato) evolverà assieme a voi, ma ad ogni giro in pista vi troverete in costante competizione con i tempi di altri giocatori. Tutto questo, senza dimenticare il lavoro svolto sul fronte puramente contenutistico, che va a colmare le lacune del predecessore: con oltre 450 modelli di auto e quasi 70 costruttori (all'appello mancano ancora le Porsche, ma arriveranno in futuro tramite aggiornamento) disponibili da subito e senza microtransazioni, il garage è di tutto rispetto, e tra le sue fila milita un po' di tutto, dagli improbabili SUV e pickup, ai modelli storici, alle Indy, alle Formula E elettriche. Anche i tracciati, in tutto 26, sono in grado di offrire un'ottima varietà, sebbene le gare notturne e sul bagnato, vera novità di questo sesto capitolo, non siano disponibili per ognuno di essi (ad esempio, la pioggia si rivela disponibile su sei circuiti).

Oltre al ritorno di quelli già presenti nel predecessore, tra i nuovi arrivi si segnalano Rio, Daytona, Watkins Glen e Brands Hatch. Fanno naturalmente il loro ritorno anche le possibilità di personalizzazione estetica e prestazionale dei mezzi, con la chance di importare eventuali lavori già fatti in Forza 5 e in Horizon 2: anche in questo caso, il comparto è molto completo, e vi permetterà di condividere le vostre regolazioni e creazioni estetiche con il resto dei giocatori connessi, accumulando ulteriori crediti. Del tutto inedite sono invece le carte Modifica. Acquistabili in pacchetti con la valuta di gioco, queste aggiungeranno dei bonus o malus alla successiva corsa, e saranno presenti in formato utilizzo singolo o costante. In base alla loro rarità, avranno effetti più o meno intensi, e, naturalmente, i pacchetti più costosi garantiranno maggiori probabilità di trovare carte rare. Per fare qualche esempio, alcune carte potrebbero limitare le visuali disponibili al giocatore, altre aumentare l'aderenza o la potenza del mezzo. Si tratta di un'aggiunta, è bene sottolinearlo, del tutto facoltativa, e dunque non andrà ad intaccare l'esperienza di chi preferirà disattivare tutti gli aiuti e darsi alla simulazione più rigorosa. Proprio per questo, aggiunge un pizzico di varietà alla progressione della campagna e alle gare libere, senza compromettere minimamente l'integrità del gameplay per coloro che vorranno ignorarla.

Esperienza di guida

Drivatar

Introdotti con il precedente capitolo della serie e poi ripresi in Forza Horizon 2, i Drivatar hanno ricevuto diversi upgrade in Forza Motorsport 6, e i risultati si vedono. Il principio è sempre il medesimo: ogni giocatore connesso online genera un proprio "alter ego" digitale, o Drivatar, che correrà come pilota guidato dall'IA nelle gare di altri giocatori, impiegando lo stile di guida del proprietario. Questo permette di vedere in pista situazioni che di rado si notato in altre simulazioni di guida, come errori molto umani, tentativi di sorpasso davvero al limite, incidenti spettacolari, ma anche battaglie all'ultimo sangue (e all'ultima sportellata). I risultati raggiunti in quest'ultimo capitolo sono notevoli, con gli avversari perlopiù credibili nel loro comportamento in pista. Qualora li troviate troppo aggressivi, tra l'altro, potrete eliminare le sportellate con un'apposita opzione. Inoltre, meglio guiderete, meglio guiderà il vostro Drivatar, più denaro potrà accumulare gareggiando nelle carriere di altri giocatori, raccogliendo per voi crediti aggiuntivi.

Il modello di guida di Forza Motorsport 6 getta profonde radici nella tradizione della serie, eppure Turn 10 ha lavorato molto a fondo su alcuni importanti aspetti, ottenendo risultati notevoli. La prima sensazione che si ha scendendo in pista e testando modelli tra loro diametralmente opposti è che si sia deciso di dare a tutte le categorie maggior brio nella gestione dell'aderenza, un fattore che si nota soprattutto con macchine dal retrotreno esuberante, come le muscle car americane, ma va ad impattare generalmente su tutta l'esperienza, e in maniera molto positiva. Avendo più libertà di giocare con il controsterzo e le derapate, starà al giocatore scegliere se adottare uno stile di guida pulito o più sporco ed aggressivo. Tutto questo fa parte di un completo lavoro che Turn 10 ha svolto per ribilanciare gli effetti del contatto tra pneumatici e asfalto, e il feeling di guida risultante è non solo più credibile, ma anche davvero divertente da padroneggiare. Il bilanciamento tra simulazione e licenze poetiche che da sempre caratterizza la serie è stato gestito ancora una volta con grande accortezza: non si tratterà di una pura simulazione, ma Forza Motorsport 6 è in grado di creare sensazioni di guida credibili, lasciando al tempo stesso intatta l'accessibilità, sempre presente grazie al buon numero di regolazioni relative alla difficoltà. Come di consueto, si potrà impostare separatamente quella degli avversari guidati dall'IA e gli aiuti di guida, completi di ogni regolazione si possa desiderare. Ottimo anche il lavoro svolto sull'implementazione delle periferiche: chiunque disponga di un volante potrà naturalmente godere di un'esperienza più completa (con un force feedback generalmente buono, sebbene alcuni modelli siano meglio realizzati di altri da questo punto di vista), ma i ragazzi di Turn 10 non si sono dimenticati di ottimizzare a dovere l'esperienza anche per il pad Xbox One: grazie alla vibrazione presente sui grilletti, la perdita d'aderenza sarà sempre perfettamente avvertibile qualche istante prima dell'inevitabile, offrendo al giocatore un notevole controllo sulla conduzione del mezzo. Qualche parola vale la pena spenderla anche per la guida sul bagnato, vera novità di questo Forza Motorsport 6: per quanto il clima non sia dinamico, correre sotto la pioggia battente non è mai stato così credibile. Se già la netta riduzione d'aderenza risulta piacevolmente avvertibile grazie al generale miglioramento del contatto tra gli pneumatici e il suolo, l'acqua planing è stato riprodotto in maniera eccezionale. La sensazione di improvvisa perdita di controllo, le brusche variazioni nella traiettoria e l'impatto che tutto questo ha sulla strategia di gara aggiunge qualcosa di assolutamente inedito nel campo delle simulazioni di guida, e fantastico da padroneggiare. Anche la guida notturna presenta un impatto dal punto di vista del gameplay, dato che il nuovo modello simulativo è in grado di riprodurre fedelmente le conseguenze della temperatura del suolo sugli pneumatici, diminuendo l'aderenza rispetto alle ore più calde.

Da non dimenticare è anche l'aumento delle macchine presenti in pista, portate ora ad un massimo di 24, con effetti molto positivi sulla dinamicità delle bagarre tra una curva e l'altra. Non manca un completo modello dei danni, che interessa tanto la parte estetica quanto quella meccanica. La prima è stata aggiornata con l'aggiunta di un gran numero di punti di contatto e con deformazioni più credibili della carrozzeria, mentre la seconda si presenta a tratti piuttosto permissiva. Collisioni anche violente con la parte frontale del mezzo di rado porteranno a conseguenze gravi, mentre molto più fragili si riveleranno le ruote, in grado di portare velocemente al danneggiamento di sospensioni e freni. Nel complesso, la fisica delle collisioni fa il suo lavoro, alternando qualche licenza poetica a una generale credibilità. Soprattutto aumentando i cavalli sotto al cofano, non mancheranno ribaltamenti e incidenti spettacolari.

Online

Come accennato, il comparto online di Forza Motorsport 6 trova un suo spazio anche nella progressione singolo giocatore, grazie ai Drivatar e alla costante competizione con i tempi di altri giocatori, ma non mancano le modalità dedicate. Tra queste troviamo sia la possibilità di unirsi a lobby predefinite e divise per categoria (in base alla potenza del mezzo, o per tipologia di gara) sia la possibilità di creare stanze modificando una lunghissima lista di parametri, dalla pista, alla categoria di veicoli, agli aiuti permessi, al numero di Drivatar aggiuntivi in pista. In quest'ultimo caso, si sente la mancanza della possibilità di creare playlist di circuiti, dato che ad ogni fine gara si tornerà nella lobby, in attesa che il proprietario avvii quella successiva. Completamente slegate sono le Leghe, che ci vedranno partire dal basso per ottenere piazzamenti sempre migliori e passare di categoria. In questa modalità, le collisioni sono disattivate (quando ci si avvicina ad un'altra vettura, questa diventa una sorta di ghost), così da affidare i risultati alla pura abilità di guida. Complessivamente, l'online si è è comportato molto bene durante le nostre prove: anche aumentando il numero di partecipanti, i server proprietari hanno sempre garantito un'esperienza solida, confermando il consueto ottimo lavoro sul netcode. Complessivamente, l'offerta multigiocatore ci ha pienamente convinto: se già le lobby di base sono in grado di riservare molte ore di intrattenimento, l'aggiunta delle Leghe enfatizza una competizione a livello più elevato, basata solo ed esclusivamente sull'abilità in pista.

Forzavista

Dal punto di vista grafico, l'obbiettivo imprescindibile dei ragazzi di Turn 10 era mantenere i sessanta frame per secondo ad una risoluzione di 1080p, e i risultati sono eccellenti. Ad una modellazione poligonale dei mezzi ancora più accurata, che va ad interessare anche le deformazioni del modello dei danni, si affianca il comparto dei riflessi sulla carrozzeria, aggiornato e ora molto più credibile. Anche i circuiti hanno ricevuto attenzioni, e si nota un rendering generalmente migliore sugli sfondi, con una draw distance notevole, in grado di regalare scorci a volte sorprendenti.

Quanto al comparto luci, le gare notturne sono ben realizzate, sebbene l'illuminazione interna degli abitacoli a volte soffra di qualche difetto. Il principale prezzo da pagare per i 60 frame per secondo è un filtro anti aliasing tarato verso il basso, che tende a sporcare i contorni, ma si tratta di una contropartita più che accettabile considerata la mole di elementi in movimento, e la loro qualità. La granitica fluidità del rendering non perde un colpo nemmeno nei momenti più concitati, confermando l'ottimo lavoro svolto da Turn 10. Anche i campionamenti audio non deludono, rendendo giustizia ai diversi tipi di propulsori.

Forza Motorsport 6 Non solo Forza Motorsport 6 riesce a colmare le lacune contenutistiche del suo predecessore, ma va anche ben oltre. Il modello di guida risulta rinfrescato dalla rinnovata simulazione del contatto tra pneumatici e asfalto, che va ad impattare positivamente su tutta l'esperienza, le gare sul bagnato sono sensazionali e quelle notturne una piacevole aggiunta, la carriera sufficientemente varia e longeva, l'online vastissimo e come sempre solido. Le uniche mancanze sono relative all'assenza di condizioni climatiche dinamiche (le quali, tuttavia, si avvertono tutt'al più nelle gare lunghe, mentre in Carriera sarà difficile farci caso), un modello dei danni a volte troppo permissivo e l'assenza di condizioni di notte e bagnato per tutti i tracciati. Si tratta, ad ogni modo, di difetti marginali, che non intaccano un'esperienza di guida assolutamente senza precedenti su console. Che le macchine per voi siano semplicemente un passatempo, o una vera e propria ossessione, il nuovo capolavoro di Turn 10 rappresenta un motivo più che sufficiente per considerare oggi l'acquisto di una Xbox One (e, magari, anche di una periferica adatta).

9.3

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