Heroes of the Storm Oggi alle ore 16:00

Alla scoperta dei nuovi eroi di HOTS!

Recensione Fractured Soul

Sull'e-Shop Nintendo approda un action platform dall'anima divisa

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Lo store online ideato da Nintendo a supporto del lancio di DSi non è mai stato in grado di proporre titoli indimenticabili nel corso degli anni; molto differente, invece, l'approccio dell'eShop a cui ha accesso il 3DS, sia in versione normale che nella recente incarnazione XL: il canale di digital delivery di Nintendo ha già dimostrato molto, grazie a titoli di grande richiamo come Pullblox e alla pubblicazione delle versioni digitali dei titoli retail, a partire dal recente New Super Mario Bros. 2.
L'eShop, inoltre, ha il pregio di rappresentare un canale di vendita alternativo, permettendo la pubblicazione di titoli che altrimenti non avrebbero mai raggiunto i negozi seguendo i circuiti di distribuzione tradizionali.
Fractured Souls appartiene perfettamente a questa categoria, anche se si è rivelato un titolo non del tutto meritevole e non in grado di aumentare la qualità media dell'offerta.

Una storia che viene da lontano

Lo sviluppo di Fractured Soul è stato travagliato fino all'inverosimile e più volte il progetto ha rischiato di non riuscire mai a vedere la luce del sole.
Il concepimento dell'idea risale a ben sette anni fa ma solo l'anno scorso i ragazzi di Endgame Studios sono riusciti a dare finalmente una forma al gioco, presentandolo poi timidamente all'E3, con un annuncio che rimase però coperto dalla moltitudine di notizie e titoli di grande richiamo presentati dai publisher più blasonati.
Un anno e mezzo dopo, quindi, il gioco è disponibile in versione americana, con una pubblicazione che ha praticamente spiazzato quei pochi che ancora si ricordavano del titolo.
Fractured Soul racconta in maniera del tutto sommaria la storia di un androide in fuga dalla stazione spaziale nel quale si trova recluso, proprio mentre la struttura sta iniziando a collassare su sé stessa, rendendo totalmente insicuri gli ambienti e spingendo il protagonista alla ricerca di un modo per sopravvivere.
Trama banale a parte, l'intuizione di Endgame Studios è rappresentata dalla volontà di sfruttare entrambi gli schermi della console e nacque così tanti anni fa proprio in risposta al lancio di Nintendo DS, ben prima quindi del suo successore in grado di generare immagini 3D senza la necessità di occhialini.

Doppia realtà

Fractured Soul si articola come un classico action platform, nel quale si può correre, saltare e sparare, nel tentativo di superare un buon numero di livelli di difficoltà crescente, raccolti in gruppi ambientati in diverse sezioni della base.
L'azione si divide tra i due schermi della console, e sarà possibile far passare l'essenza dell'androide da uno all'altro, in modo da superare enigmi o sfide di abilità non del tutto convincenti. I livelli, infatti, scorrono in maniera identica ma hanno alcuni dettagli che differiscono tra lo schermo superiore e inferiore, come piattaforme che esistono solo in una delle due realtà oppure barriere di energia che si muovono sfasate, obbligando il giocatore a continui shift da effettuare con uno dei pulsanti dorsali.
Il cambio di schermo coinvolge anche i semplici combattimenti contro altri droidi posti a difesa della base: lo shift permette di evitare i colpi degli avversari, spostandosi istantaneamente tra le due rappresentazioni, in quanto solo in una alla volta il protagonista manterrà la sua fisicità.
Inizialmente il meccanismo funziona e coinvolge, portando istantaneamente a pensare al motivo per il quale nessun altro team abbia mai pubblicato un gioco basato su una meccanica simile, nei lunghi anni di vita commerciale del DS.
Appena la difficoltà si farà più sostenuta, però, tutti i limiti emergeranno: la necessità di continuare a spostare lo sguardo trai due schermi, in maniera sincronizzata alla pressione del dorsale deputato allo shift, da elemento caratterizzante si trasformerà in frustrazione, in quanto i livelli inizieranno a trasformarsi in una serie di sfide continue, per le quali sarà necessario imparare a memoria pattern ferrei per tentare di sopravvivere.
Fractured Soul non nasconde la sua anima hardcore; i cristalli da raccogliere per massimizzare i punteggi saranno quasi sempre collocati in zone ad altissimo rischio, che costringeranno a numerosi tentativi, i primi dei quali porteranno invariabilmente ad una brutta fine. In queste situazioni, inoltre, emergerà una gestione dei checkpoint tutt'altro che perfetta e un conteggio del voto finale per ogni livello assolutamente punitivo, che farà rapidamente desistere i giocatori meno appassionati dal tentativo di entrare nelle leaderboard online.

Spazio 1999

Stupisce apprendere che, malgrado l'esclusività per 3DS, Fractured Soul non supporti in alcun modo lo schermo 3D della console; in parte si tratta di una scelta normale, poiché il gameplay avanza parallelamente su entrambi gli schermi non avrebbe avuto senso visualizzarne uno in tre dimensioni e l'altro in due; rimane il fatto che ciò che il motore grafico riesce a portare su schermo non è assolutamente all'altezza dell'hardware della console, al punto tale che anche il vetusto DS ha dimostrato di saper fare meglio a livello di pura qualità.
La costruzione poligonale dei livelli è scarsa e i vari droidi non hanno nessun dettaglio caratteristico, vero fattore che avrebbe potuto dare un'impronta personale all'intera produzione.
Il risultato è un design scialbo e poco convincente, che solo in alcune sezioni supera la sufficienza, come quelle in cui una delle due realtà soffre di una gravità differente, modificando quindi l'esito di salti e movimenti.
Anche in questo caso, però, il team ha puntato al risparmio, applicando un semplice filtro di correzione colore, tendente al verde, su uno dei due schermi: una soluzione ben poco elegante.
Sulla stessa linea d'onda musiche ed effetti, assolutamente non all'altezza di altre produzioni e senza un tema portante che tenti di rimanere impresso nella mente per più di alcuni secondi.

Fractured Soul Difficile consigliare Fractured Soul: la struttura di gioco rappresenta un mix convincente di generi provenienti dagli anni ’80, con l’aggiunta del supporto ai due schermi e l’abilità di spostarsi da uno all’altro. Il gameplay, però, appare da subito troppo rigido e lo stile è tutt'altro che accattivante, con schermate statiche che narrano in maniera minimale l’insignificante trama e un appeal generale da produzione a basso costo. Proprio l’impatto globale va in netto contrasto con il prezzo di vendita: con i suoi 12 Dollari Franctured Soul si candida ad essere il titolo più caro presente sull’eShop, fattore che lo mette in diretta concorrenza con altri titoli di grande interesse, come Pullblox e Sakura Samurai, finalmente annunciato anche in Europa, facendolo uscire dallo scontro con le ossa rotte. Un titolo semplicemente rinunciabile, che non ha saputo sfruttare il lungo periodo di gestazione per presentarsi al meglio.

4.5

Quanto attendi: Fractured Soul

Media Hype Utenti
Voti Hype totali: 6
52%
nd