Recensione Fragments of Him

Che cosa significa morire? Cosa accade dopo la morte? Cosa rimane di noi? Interrogativi che si sono posti gli sviluppatori di Fragments of Him.

Versione analizzata: PC
recensione Fragments of Him
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Andrea Dresseno Andrea Dresseno ha iniziato a giocare alle elementari, prima a scrocco, poi si è reso autonomo. Scrive di videogiochi da quasi vent'anni, ma nel mezzo ci sono state alcune pause di riflessione: durante una di queste ha dato vita all'Archivio Videoludico, per cui ora si dedica anche alla conservazione del medium. Si dice sia nintendaro, ma non esistono prove. Lo trovate su Facebook.

Nei videogiochi si muore di continuo, eppure di morte nei videogiochi non si parla. È un argomento tabù, qualcosa che viene dato per scontato e che raramente viene problematizzato. Il videogiocatore assiste a game over continui, di gioco in gioco; è abituato a tenere sotto controllo la barra della vita, a raccattare cuori e kit medici. "Quante vite mi sono rimaste?", "Sono morto un sacco di volte in quel dungeon!", "Oggi ho fatto fuori centinaia di nemici, bella lì". Il videogioco è il medium della morte per eccellenza, ma sul significato di questo importante e misterioso evento si sofferma di rado. Che cosa significa morire? Cosa accade dopo la morte? Cosa rimane di noi? Interrogativi che si sono posti gli sviluppatori di Fragments of Him, piccola produzione indie olandese che dimostra coraggio e sensibilità.

Un videogioco in cerca di genere

A prima vista Fragments of Him sembra il tipico walking simulator, quel genere "in cui non si fa nulla". Il giocatore si limita a esplorare le location, ascoltando e/o seguendo la voce narrante e/o attivando cutscene di cui è semplice spettatore. Invece di lanciarci nell'ennesimo elogio del walking simulator (e nell'ennesima critica all'utilizzo di quell'espressione terribile), arriviamo subito al dunque: Fragments of Him è un walking simulator a metà. Ti dà quell'impressione ma poi, mentre giochi, ti viene in mente tutt'altro genere, ovvero l'avventura grafica. Ebbene sì, Fragments of Him è un titolo così fortemente orientato al punta-e-clicca che ritornano in mente le vecchie avventure grafiche, qui depurate da qualsiasi enigma. È una sensazione curiosa, anche perché il gioco non condivide praticamente nulla con le avventure grafiche, a eccezione di un piccolo ma rilevante dettaglio: l'ossessione per gli oggetti.

Il senso delle cose

Fragments of Him ha un unico protagonista pur avendone quattro. È Will, un ragazzo che una mattina saluta il proprio fidanzato, esce di casa, prende l'auto e poi muore. Lo seguiamo mentre scende le scale, ne ascoltiamo i pensieri. La nostra è una soggettiva atipica, non coincide col personaggio ma è come se fossimo nei suoi panni, nella sua testa. Sono i pensieri di ognuno di noi: chissà se abbiamo fatto la cosa giusta, se siamo ancora in tempo per cambiare direzione. L'istante successivo siamo morti e tutto svanisce, in apparenza. Il gioco allora cambia punto di vista. Va indietro nel tempo, a quando Will era ancora un bambino affidato alle amorevoli cure della nonna. Un nipote amato e accudito. La nonna racconta il suo rapporto con il bimbo. C'è una scena molto dolce, la tipica scena molto dolce. La nonna legge un racconto al nipote per farlo addormentare. Prima di uscire, spegne una dopo l'altra tutte le lampade della stanza, tranne una.

Poi la dissolvenza. Chi ha paura del buio? È l'interazione con gli oggetti a scandire la progressione. Prima ancora di essere una meccanica di gioco, l'interruttore che consente alla narrazione di procedere, è una chiara dichiarazione da parte degli sviluppatori: gli oggetti conservano tracce di quel che è stato, attivano ricordi ed emozioni. Gli oggetti raccontano lo scorrere del tempo, per il semplice fatto di essere prima qui, poi altrove. Come in quelle giornate trascorse in camera di Sarah, abbracciati, prima di incontrare Harry.

Quel che resta

Fragments of Him è un gioco ossessionato dagli oggetti, come fossero loro il motore di ogni cosa. Non accade nulla se il giocatore non clicca quell'oggetto illuminato, e poi quell'altro, e così via. Un percorso di scoperta quasi del tutto lineare, che prende il giocatore per mano e non fa nulla per dissimularlo.

Il punto è raccontare una storia: il rapporto non sempre facile tra Will e sua nonna; la difficoltà di Sarah di fronte all'amore di Will per Harry; le incertezze di Will rispetto alla sua storia d'amore con Harry. Infine c'è Harry, un personaggio posto di fronte al dolore della perdita più grande, quella dell'uomo che ama. Fragments of Him dice la sua sulla morte. Parla di elaborazione del lutto, del modo in cui gli individui si rapportano alla scomparsa di una persona cara. Dare un senso alle cose è necessario per poter andare avanti, ci suggeriscono gli sviluppatori alla fine del percorso. Perché l'esistenza è un trapassare continuo e un continuo ritorno alla vita.

Fragments of Him Fragments of Him affronta un tema per niente facile, un argomento che i videogiochi tendono a scansare e a rimuovere, sebbene vi abbiano a che fare di continuo: la morte. Gli olandesi di Sassybot, lungo il percorso che in poco più di un paio d'ore conduce al finale, si interrogano non solo sul senso e sulle conseguenze della perdita, ma anche sul valore degli oggetti e dei ricordi. Le cose sembrano tenere traccia di ciò che è stato, ma sono gli individui a dare un valore a queste tracce, al passato, alle proprie esperienze. Fragments of Him vuole raccontare una storia e proporre al giocatore una riflessione. Che abbia centrato o meno l'obiettivo è una questione del tutto soggettiva - com'è soggettivo anche il rapporto con la morte - ma non possiamo che premiare l'intenzione.

8

Che voto dai a: Fragments of Him

Media Voto Utenti
Voti totali: 2
7
nd