Recensione Freedom Wars

Un Hunting Game distopico in esclusiva su PsVita

Versione analizzata: Playstation Vita
recensione Freedom Wars
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PSVita
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

Nonostante strategie di marketing avventate, scarso supporto third party, ridimensionamento delle ambizioni dal punto di vista dell'offerta software, PlayStation Vita continua a tenersi in piedi, rappresentando se non altro una console interessante per gli amanti delle produzioni spiccatamente nipponiche. Mentre la casa madre stuzzica i giocatori con il massiccio supporto a cross play e cross buy, nonché con un'attenzione smodata alle nuove leve del mercato indie, sulla portatile di Sony continuano ad arrivare, sebbene spesso con colpevole ritardo, produzioni intrise di un fascino tipicamente giapponese, tra diaboliche visual novel (Danganronpa), spericolati Action RPG (Akiba's Trip) e Hunting Game di ogni risma. Sebbene privi di un solido background di IP immediatamente riconoscibili, insomma, diversi team sono riusciti a rimpinguare la line-up con qualche uscita decisamente valida. Ora SCE JAPAN, in collaborazione con i team Shift e Dimp, prova a scuotere ancora la situazione proponendoci una IP originale in esclusiva, che i possessori della piccola di casa Sony dovrebbero davvero considerare, visto che questo mese - Dicembre 2015 - è disponibile gratuitamente per tutti gli abbonati al PlayStation Plus.

BENVENUTO, PECCATORE

Terra. Anno 102.014. L'umanità, come da previsioni, è oramai annichilita. Essa, a causa dello sfruttamento selvaggio ed indiscriminato, ha prosciugato il pianeta di ogni sua risorsa ed ora gli ultimi esponenti della razza vivono in cinquanta grandi città-fortezze chiamate Panopticon, che si sono ridotte a perpetrare un'eterna guerra per accaparrarsi le poche risorse rimaste e garantirsi cosi la sopravvivenza. Sembrerebbe il classico scenario post-apocalittico, ma in realtà le premesse non sono così banali. In questo futuro distopico c'è qualcosa di tremendamente sbagliato. I Panopticon sono infatti la perfetta rappresentazione di quanto paventato da Orwell in 1984. Ogni cittadino, oltre ad essere sotto stretta sorveglianza da parte di un automa personale che lo segue ovunque e che segnala immediatamente ogni infrazione, viene bombardato da una insistente propaganda che lo incita a non essere inutile, a dimostrare di poter esser parte attiva della comunità contribuendo al bene comune.

Le azioni che il Comitato Per Il Bene Comune considera inutili e controproducenti vengono infatti severamente sanzionate ed il cittadino colpevole di tali violazioni all'ordine pubblico regredisce nella scala sociale, con tanto di condanna da scontare prima di poter essere nuovamente accolto nel grembo della comunità. La condanna si sconta appunto nella dimostrazione della propria non-inutilità: bisogna offrirsi "volontari" per i più svariati incarichi ad alto tasso di mortalità, sempre ovviamente finalizzati al Bene Comune e al benessere della città. L'obiettivo occulto di questo "Grande Fratello" in realtà non è tanto quello di garantire la sicurezza e l'agio di tutti i cittadini, bensì quello di mantenere basso il numero di abitanti, secondo il semplice assunto "meno bocche da sfamare = più risorse per il benessere per chi conta davvero".

TUTTI GLI ANIMALI SONO UGUALI...

Sin dalle prime battute comprendiamo il significato sotteso nel titolo Freedom Wars. Dobbiamo combattere e cercare di sopravvivere per guadagnarci ciò che ancora può esser definito come "libertà", ma possiamo dirvi che la strada da percorrere si rivela subito in salita. Il nostro alter ego ha commesso il più grande peccato per un cittadino: ha perso la memoria.
Considerati come il più grande spreco di risorse che abbia mai calcato il suolo del Panopticon, veniamo retrocessi all'ultimo gradino della scala dei peccatori, con ben un milione di anni di condanna sul groppone. Come dicevamo, l'unico modo per affrancarsi è quello di partecipare "volontari" alle operazioni di cui sopra. Se completati con successo, i nostri sforzi vengono ricompensati con una diminuzione della pena (il cui totale è sempre visibile sopra la testa di ogni peccatore). Inoltre, donare al Comitato anche eventuali risorse raccolte nel corso delle missioni permette di togliere dal computo qualche anno. Come potete immaginare questa è solo la punta dell'iceberg di un titolo che in realtà mette molta carne al fuoco.

GUAI A CHIAMARLO MONSTER HUNTER

Il gameplay di Freedom Wars si basa sostanzialmente su due aspetti: quello prettamente "gestionale", in cui si gironzola per il Panopticon e si interagisce con una miriade di personaggi, e gli incarichi cui facevamo accenno poc'anzi. Partendo da questi ultimi, essi sono chiaramente il cuore pulsante del titolo SCEJ, nonché gli indicatori della nostra ascesa verso l'agognata libertà. Il nostro alter ego e i molti comprimari saranno impegnati nella scalata degli otto livelli C.O.D. (Collaborazioni Operazioni per Diritti) al fine di guadagnare, appunto, più diritti nonché equipaggiamento ed alloggi sempre migliori. Ogni livello permette di affrontare una media di cinque incarichi, superati i quali vi sarà l'esame di abilitazione per passare al livello superiore. Tali incarichi, nonostante la varietà prevista sulla carta, si rivelano presto meri copia-incolla abbastanza monotoni. Scesi in campo Per la maggior parte comunque le operazioni saranno di due tipi: le operazioni di Liquidazione (annientamento di ogni forma di vita nel tempo stabilito) e quelle di Rivendicazione Cittadini, forse le più divertenti ed impegnative. I cittadini sono personaggi istruiti di grado elevato, quindi una risorsa assolutamente indispensabile per il Panopticon. Chiaramente essi finiscono per diventare l'oggetto del desiderio di molti rivali, i quali tenteranno di appropriarsene utilizzando i "Rapitori", grossi automi dalle forme più disparate che ricordano da vicino alcune creature viste anche in God Eater. Il nostro compito sarà, ovviamente, quello di tirare giù i bestioni e portare in salvo i prigionieri. Le operazioni avvengono su mappe che, al pari degli incarichi e dei nemici, risentono di una certa mancanza di fantasia e varietà, ma sono comunque strutturate per evidenziare le caratteristiche di un combat system che altrimenti potrebbe sembrare troppo vicino a quello di illustri predecessori.

La squadra che partecipa alle operazioni è formata da quattro membri (più quattro automi di supporto; ricordate i robot che sorvegliano i peccatori?), liberamente selezionabili, a seconda delle esigenze, da un folto gruppo di peccatori appartenenti alle tre canoniche classi (healer, tank, dps). Prima di entrare in battaglia è possibile personalizzare l'equipaggiamento e sotto questo punto di vista Freedom Wars non ha certo deluso. Ci sono letteralmente decine e decine di armi ed oggetti consumabili con cui sbizzarrirsi a seconda dello stile di gioco. Queste vanno dalle katane giganti ai cannoni portatili, dalle mitragliatrici ai fucili da cecchino, dalle granate adesive alle mine di prossimità e così via. Ogni peccatore possiede anche un "rovo", ossia una specie di artiglio prensile che permette, oltre ad arpionare i nemici, anche di balzare su dislivelli elevati per sfruttare la verticalizzazione delle mappe. Gli sviluppatori sono riusciti poi a sfruttare una feature di Vita, che fortunatamente alleggerisce un po' la farraginosità del sistema di controllo. Toccando lo schermo è infatti possibile richiamare velocemente un menu di ordini da impartire ai compagni di squadra. Nel complesso il tutto si dimostra funzionale, tranne in alcune sporadiche occasioni - quelle più concitate - in cui manovrare il secondo stick analogico e contemporaneamente eseguire altre azioni si rivela un tantino ostico.
Grazie alla rinnovata mobilità legata all'artiglio, al focus sulle armi da fuoco che rappresentano finalmente un'opzione offensiva parallela e complementare a quelle corpo a corpo, ed alla struttura delle mappe, Freedom Wars si rivela in ultima sostanza una bella declinazione del genere, riuscendo almeno sul fronte del sistema di combattimento a dimostrare un carattere tutto suo.
Anche il comparto online, al momento poco popolato, ha comunque del potenziale. Si possono affrontare le missioni in co-op fino a quattro giocatori e vi è anche una modalità competitiva sino ad otto giocatori. La più interessante però rimane la modalità Invasione, in cui si deve guidare l'attacco ad un Panopticon avversario per sottrargli risorse e far calare il suo livello di benessere.

PAURA E DELIRIO NEL PANOPTICON

Tornati nella nostra confortevole prigione vittoriosi e con la condanna un po' più leggera, il ventaglio di attività da intraprendere è vario e ci si trova ben presto sommersi da una ridda di menu, inventari, personalizzazioni, oggetti e statistiche abbastanza confusionari e con poche spiegazioni utili. Oltre alla classica esplorazione e ai molti dialoghi con altri peccatori, è possibile interagire con l'automa (per le cose prettamente pratiche), e con il Libertas, una specie di "filo diretto" con il Comitato per il Bene Comune che consente di donare le risorse personali per diminuire la pena o investirle utilmente in strutture ad hoc dedite alla produzione/potenziamento di armi, munizioni e kit medici. Vi è da ultimo anche una variante molto originale del sistema di progressione del personaggio e delle sue skill, che vengono sbloccate tramite l'acquisto di veri e propri diritti. Ovviamente, più alto è il grado C.O.D., più diritti si possono comprare.
Per ciò che attiene al comparto tecnico va riconosciuto ai ragazzi del team Shift (i responsabili della parte tecnica) l'impegno profuso nella caratterizzazione dei personaggi e dell'atmosfera che permea il mondo di Freedom Wars. L'utilizzo del particolare stile grafico del cel shading che tanto di moda va in questo periodo contribuisce a dare un tono ed una caratterizzazione ai diversi comprimari, i quali fortunatamente sembrano "staccarsi" ed in qualche modo risaltare rispetto ad ambienti che, per quanto generalmente curati, sembrano troppo spesso appiattirsi e rivestire un ruolo purtroppo secondario rispetto agli eventi che si susseguono.

Per quanto il level design possieda molto potenziale inespresso, sia ben studiato e riesca a svilupparsi anche in verticale, ci offre purtroppo una manciata di mappe che tendono a ripetersi, spesso e volentieri, un po' come accadeva per in comunque discreto God Eater. Anche la caratterizzazione dei nemici non eccelle, così come la loro varietà, davvero scarsa ed assai ripetitiva. I peccatori rivali sono praticamente tutti identici, quasi spersonalizzati, quasi dei manichini da allenamento, così come i grossi Rapitori, dei quali si apprezzano purtroppo poche varianti. Medesimo discorso deve esser affrontato per ciò che concerne la soundtrack, certamente non epica e a tratti ripetitiva, ma che comunque svolge il suo sporco lavoro dettando costantemente il ritmo d'azione.

Freedom Wars SCEJ riesce nella non facile impresa di proporci qualcosa di nuovo sul fronte degli Hunting Games, nonché un titolo per cui valga davvero la pena tirare a lustro la console. Certo Freedom Wars non va esente da difetti, che minano la generale buona fattura del titolo, ma che fortunatamente restano sullo sfondo di un'esperienza che si è dimostrata godibile con una flessione solo nel finale. Visto il numero esiguo di mappe e avversari, nonché un'interfaccia non sempre limpida ed un sistema di crafting tutt'altro che lineare, Freedom Wars non riesce a raggiungere i picchi qualitativi di altri prodotti molto più solidi su questi fronti (basti pensare a Soul Sacrifice). Ad ogni modo, un intreccio narrativo strutturato ed una buona profondità del gameplay dovrebbero costituire degli ottimi motivi per ampliare la softeca Vita con la proposta di SCEJ.

7.5

Che voto dai a: Freedom Wars

Media Voto Utenti
Voti totali: 21
7.2
nd