Recensione FullBlast

Prezzo allettante e orde di alieni da abbattere per un titolo che mira a ripercorrere la tradizione del genere, senza esaltare. Scarsa varietà e longevità limitata rovinano purtroppo il risultato.

Versione analizzata: Wii U
recensione FullBlast
INFORMAZIONI GIOCO
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii U
Dario Bianchi Dario Bianchi Accanito videogiocatore dall'età di 6 anni, Dario adora le emozioni e le forti suggestioni trasmesse dal mezzo videoludico. Quando non impugna un pad si dedica alla lettura, alla birra e al rock, accompagnato dalla sua amata Fender Telecaster! Lo trovate su Facebook e Twitter.

L'offerta ludica dell'eShop Nintendo si arricchisce con l'arrivo di FullBlast, shoot'em up a scorrimento verticale ispirato ai grandi classici del genere, che per anni hanno riscosso tantissimo successo grazie ad una folta schiera di appassionati pronti a scaricare quintali di munizioni su qualsiasi cosa si muovesse a schermo. Promettendo una buona dose di divertimento e pieno supporto alle feature del sempre molto discusso "paddone", il titolo Ufo Crash games sbarca su WiiU, all'allettante prezzo di 5,99 euro (4,99 sino al 2 Luglio). Un'invasione aliena è in corso d'opera, e le forze terrestri si preparano a rispondere al fuoco nemico con ogni mezzo. Un pilota dell'aeronautica sfreccia a bordo del suo aereo supportando la fanteria, pronto a respingere la minaccia dell'invasore. Queste sono le semplici premesse alla base di FullBlast, titolo originariamente uscito per Ouya e sui principali shop mobile, convertito da EnjoyUp Games per la home console di Nintendo. Al comando del nostro asso dei cieli dovremo distruggere un numero imprecisato di astronavi in 12 livelli, divisi in 3 principali "macro aree".

Attenti ad E.T.

La prima parte di gioco sarà ambientata nei cieli cittadini, per poi portarci a rispondere all'avanzata aliena nelle foreste limitrofe ed infine organizzare il contrattacco direttamente al polo Nord, sede del boss finale. Il gameplay di FullBlast si rivela piuttosto classico, e chiunque abbia mai giocato ad uno shoot'em up a scorrimento verticale si troverà subito a suo agio: con la levetta sinistra controlliamo il nostro veicolo, il tasto A è dedicato all'arma principale e B all'utilizzo della "megabomb", ordigno speciale dall'alta potenza distruttiva, ma dal numero di utilizzi estremamente limitato. Gli avversari procedono verso il giocatore descrivendo le più varie traiettorie, cercando di abbattere il veicolo del protagonista con una pioggia di colpi proveniente da più direzioni, e spingendolo ad operare costanti manovre evasive. Al termine di ciascuno stage vi sarà un mini-boss da sconfiggere, e giunti alla fine di ogni macro area saremo chiamati a confrontarci con un generale nemico dall'estrema pericolosità. Abbattendo alcune navi ostili chiamate "Butterflies", le quali si mostrano di tanto in tanto a schermo in gruppi di tre unità, potremo recuperare un potenziamento per il nostro fuoco primario, così da aumentarne potenza e raggio d'azione. Tali upgrade sono "progressivi", vale a dire che non avremo opportunità di recuperare nuove e differenti tipologie di strumenti di distruzione, ma semplicemente di rinforzare la nostra arma primaria che di fatto diverrà sempre più efficace, e che ad alti livelli verrà affiancata ad alcuni missili a ricerca. Le Butterflies rilasceranno non solo potenziamenti offensivi ma anche scudi temporanei, vite supplementari e moltiplicatori di punteggio. Bisogna però fare attenzione poiché non sempre distruggere questi veicoli si rivelerà conveniente; alle volte infatti l'astronave abbattuta rilascerà un drop da evitare, una sorta di bomba che se recuperata imporrà un malus al giocatore, come ad esempio una sostanziale diminuzione della velocità di fuoco. Limitazioni che potrebbero creare non poche difficoltà nei momenti più concitati. Sulla carta quindi il team di FullBlast sembrerebbe conoscere tutti gli ingredienti necessari per sfornare un buon "shmup"; il risultato finale è tuttavia piuttosto deludente, per un titolo che guarda al trionfale passato del genere senza però riuscire a farne pienamente tesoro.


Da mobile ad eShop il passo (non) è breve

In primo luogo la campagna principale si rivela davvero striminzita: per completare i dodici stage totali saranno necessarie meno di due ore, senza ottenere alcun altro valido motivo per lanciarsi in una seconda run, se non quello di confrontarsi con un livello di difficoltà maggiore, da scegliere tra i tre disponibili. Nota fortemente negativa per gli ambienti di gioco, poveri per varietà di elementi e caratterizzazione. Ciascuna macroarea è contraddistinta da livelli privi di sostanziali differenze estetiche, con "porzioni" dello stage che si ripetono in continuazione: anche il giocatore più distratto non tarderà a riconoscere la spiaggia che ciclicamente si troverà a sorvolare nell'ambientazione cittadina, oppure le piattaforme petrolifere del Polo Nord, tutte uguali tra loro.

A questo bisogna affiancare un design delle navi avversarie e delle truppe nemiche piuttosto povero, confuso e privo di una chiara direzione artistica: nelle prime battute di gioco avrete l'impressione di fronteggiare una razza aliena insettoide, con veicoli simili ad api e libellule, per poi passare ad alcune creature simili a giganteschi Tremors che vi attaccheranno dal livello del suolo, per concludere con polpi assassini nelle fasi finali dell'avventura. I pattern d'attacco e di movimento degli extraterrestri sono lenti e prevedibili, offrendo un livello di sfida blando e poco stimolante. Siamo lontani anni luce dai ritmi e dal design quasi "artigianale" di capolavori del genere quali Ikaruga, Raiden o Raptor: Call of the Shadows, dove ogni avversario sembrava essere posizionato su schermo con premeditata attenzione, così da mettere a dura prova l'abilità di manovra del giocatore, ricompensandolo per contro con una forte sensazione di esaltazione ogni volta che una spericolata serie di evoluzioni veniva portata a termine con successo. Assente anche un variegato arsenale tra cui scegliere strategicamente a seconda della situazione, una componente che avrebbe potuto aggiungere carne al fuoco nonché profondità ad un titolo che tradisce eccessivamente le sue origini mobile, sia per meccaniche di gioco che per offerta ludica complessiva. Opinabile la scelta di riciclare molti dei boss di fine livello, proponendo spesso semplici varianti di battaglie già affrontate, in cui l'unica novità risulta essere il numero di "super-navi" ostili, aumentato a quota due unità. L'utilizzo del GamePad, dal canto suo, si limita purtroppo alla sola funzionalità di gioco off-screen; lo schermo touch rimarrà infatti oscurato durante l'azione di gioco regolare, senza possibilità di sfruttarlo in alcun modo. A risollevare in parte le sorti del titolo troviamo la presenza di una modalità multigiocatore locale in cui affrontare la campagna principale al fianco di un amico, e un simpatico (quanto fine a se stesso) sistema di achievement "interni": sarebbe stata una buona idea far si che ciascun obiettivo completato sbloccasse un veicolo bonus o qualche speciale modificatore, così da aumentare il fattore rigiocabilità e aggiungere un po' di pepe al gameplay.

FullBlast FullBlast si rivela un titolo senza troppe pretese, che si limita a svolgere il compitino e, va detto, non sempre riuscendovi. Una varietà di ambientazioni e nemici scarsa, l'assenza di un ricco arsenale, da sempre punto forte degli "shmup" più idolatrati, e una longevità striminzita restituiscono il quadro di un prodotto che ha potuto ritagliarsi un suo spazio nel mercato mobile, ma che su console casalinga avrebbe dovuto assicurare una profondità e un numero di contenuti decisamente superiori per soddisfare il differente target di pubblico. É anche vero che il titolo viene venduto al prezzo di una pinta di birra; a voi quindi scegliere se soddisfare la vostra sete o dargli una chance.

5.8

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