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Futuridium EP Deluxe - PC

Dopo gli apprezzamenti ricevuti su Playstation Store, lo psichedelico shooter spaziale del team torinese Mixed Bag approda finalmente su Steam in tutto il suo splendore poligonale.

Versione analizzata: PC
recensione Futuridium EP Deluxe
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PSVita
  • Pc
  • PS4
Andrea Fontanesi Andrea Fontanesi sceglie (in)consapevolmente di votarsi al videogioco fin dalla più tenera età, quando, negando alla madre il piacere popolare della prima parola dedicata, pronuncia un “Ma” pregno di speranza assieme a un “rio” assai meno poetico. Crescendo si lascia sedurre dal fascino della scrittura per infine realizzare, dopo ben ventisei anni, che le due passioni, quando si compenetrano, sono in grado di donargli enormi soddisfazioni. Strenuo sostenitore dello sperimentalismo audiovisivo, nutre da sempre un sano interesse per il cinema d’animazione, ed è inoltre profondamente legato all’arte del doppiaggio, che pratica tutt’ora a livello amatoriale.

All'incirca un anno fa ospitammo per la prima volta sulle nostre pagine il titolo che oggi, a 2016 bell'e che avviato, siamo qui a riproporvi con lo stesso piacere di allora. Non per facile patriottismo, in quanto, ricordiamo, il team alle spalle di Futuridium EP Deluxe è stato fondato da un duo d'italianissimi -Mauro Fanelli e Andrea Gellato- che opera proprio in quel di Torino a firma di Mixed Bag, ed è ormai a pieno diritto uno dei rappresentanti più apprezzati dello sviluppo indie nostrano. Il piacere, semmai, deriva dal poter ancora dare spazio a un prodotto qualitativamente rilevante e insolitamente ostico, connubio di fattori che ha già consentito al gioco di costruirsi una certa reputazione tra gli utenti hardcore di sponda Sony, e che torna adesso all'assalto di Steam in tutto il suo perverso fascino poligonale.

Attenti al cubo

Per i meno attenti alla scena indipendente, comunque, è bene fare rapidamente il punto sull'offerta dell'opera Mixed Bag, che manifestamente muove i primi passi dalla lezione arcade del classico Uridium per infine sfociare in un insieme ludico-stilistico a metà strada fra tradizione di genere e lettura in chiave moderna. Accedendo dal menù alla modalità principale, denominata appunto Deluxe, il giocatore viene posto alla guida di una navicella spaziale a moto frontale continuo lungo la prima delle cinque "zone" che compongono la competizione, un set di dieci stage in tre dimensioni a sfondo galattico da completare obbligatoriamente in serie per sbloccare le aree successive.

Ciascun livello rappresenta un agglomerato di strutture fluttuanti in grafica vettoriale, le cui superfici a tinta unita ospitano -e spesso celano- un numero variabile di piccoli cubi azzurri, che l'utente dovrà disintegrare fino all'ultimo a suon di spari laser per svelare il "cuore" dello stage, anch'esso da polverizzare in vista dello scenario seguente. Ciò che a parole parrebbe una bazzecola non tarda invece a dimostrarsi una sfida dalla difficoltà non comune, effetto in primis di una manovrabilità del veicolo assoggettata a comandi tanto elementari quanto limitanti in termini di prestazioni. Oltre allo spostamento sugli assi e allo sparo, si può difatti agire sul mezzo solamente tramite un primo tasto per il boost e un secondo utile a compiere un dietrofront equivalente a centottanta gradi, sorta di grezzo barrel roll di starfoxiana memoria. Il sistema di controllo non consente infatti di effettuare virate decise, dunque, il più delle volte, si rivelerà indispensabile serpeggiare avanti e indietro sullo schermo per poter mirare, ad esempio, a quei maledettissimi cubetti nascosti tra gli anfratti più stretti delle gigantesche corazzate nemiche. Se comprendere il funzionamento di questa particolare meccanica d'inversione è in effetti piuttosto semplice, saperla padroneggiare è senz'altro questione più delicata, specie perché il velivolo risulta afflitto da una fragilità esasperata, destinato alla distruzione al primo impatto con qualsivoglia intralcio. Neanche a dirlo, il gioco non farà nulla per facilitare il compito al novello esploratore di mondi virtuali, il quale si troverà faccia a faccia con torrette laser, missili a ricerca, scudi energetici gonfiabili, simil-boss fight contro enormi organismi geometrici e, soprattutto, architetture dalle forme sempre machiavelliche e dalle rientranze al limite del transitabile. Nondimeno, la barra d'energia dell'astronave in decrescita costante e un sistema di salvataggio ancestrale, che, in caso d'insuccesso, obbliga il giocatore a ripetere tutti gli stage della batteria di riferimento -salvo aver accumulato qualche credito extra tramite i punti guadagnati in-game- rendono il tutto una gara di velocità e rigore decisamente nervosa.

Nostalgia fra le stelle

La volontà degli sviluppatori di avvolgere l'utente in un'esperienza di fiera anima old school emerge, di fatto, in ogni singola sfaccettatura di Futuridium EP Deluxe. Non ci riferiamo solamente alla sua veste estetica minimal-psichedelica, né a un tappeto musicale che, pur contemporaneo in ogni sua sonorità, sembra fare da eco agli albori del medium. Altresì, il software spinge continuamente all'attenzione sulla performance, invitando il gamer a inanellare scomode combo aeree in maniera fulminea, a reagire prontamente di fronte all'ostacolo o alla svista, a misurare gli input per conquistare i tre possibili achievement dispensati a fine stage, e insomma ad ottenere uno score rilevante per comparire ai vertici della leaderboard mondiale. Se giungere alla quinta zona è impresa improba già in partenza, i più attenti al punteggio perfetto dovranno fare i conti con un sistema di gioco sulle prime spietato e intransigente, dove una curva di difficoltà tanto ripida quanto destabilizzante lascia davvero poco spazio a errori e disattenzioni. I fallimenti, insomma, non tarderanno a proporsi a più riprese, benché l'elevata e avvertibile reattività dei comandi non frenerà certamente i videogiocatori più caparbi dall'affinare la propria tecnica di volo tentativo dopo tentativo, scongiurando il pericolo di un abbandono del pad prematuro.

È innegabile, in ogni caso, che l'esperienza sia evidentemente pensata per un pubblico perseverante, laddove i meno avvezzi alle sfide spigolose potrebbero fare fatica a scansare quel senso di frustrazione che nei primi momenti di gioco, inevitabilmente, saprà farsi sentire con decisione. Un'utenza, quest'ultima, che presumibilmente non avrà neppure il coraggio di avvicinare i contenuti aggiuntivi offerti da Futuridium EP Deluxe. Di questi va di sicuro citata la modalità Classica, che ripropone gli scenari provati in Deluxe secondo differenti livelli di difficoltà, privando inoltre la navicella della possibilità di accelerare, con un conseguente inasprimento della competizione. Per non parlare di Flappyridium, versione siderale dell'assonante e chiacchieratissimo titolo mobile che, al di là dell'innocuo intento parodistico, potrebbe diventare presto la disperazione fin dei più abili.

Futuridium EP Deluxe Futuridium EP Deluxe guadagna ufficialmente un suo spazio fra gli astri digitali di Steam, dando modo anche ai PCisti più hardcore di mettere le mani su uno degli indie game italiani meglio riusciti degli ultimi tempi. Shooter spaziale che abbraccia appieno i principi duri e puri del gaming vecchio stampo, il titolo Mixed Bag prende il giocatore a ceffoni per poi farsi apprezzare un po’ per volta, a patto che non si abbia timore di desistere dinanzi a una buona dose d’insuccessi e di un po’ di necessaria, sana pratica. Chi non disdegna gli sparatutto spaziali e ha la pazienza dalla sua parte può quindi chiudere questo gennaio videoludico in bellezza. Magari con qualche imprecazione di troppo, ma comunque in bellezza.

7.5

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