Recensione Gabriel Knight: Sins of the Fathers

Dopo 15 anni di assenza ingiustificata, il pupillo di Jane Jensen torna in un remake d'eccezione.

Versione analizzata: PC
recensione Gabriel Knight: Sins of the Fathers
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Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Chi non conosce Gabriel Knight, il celebre “cacciatore d’ombre” di New Orleans? Pur trattandosi di una trilogia con qualche annetto sulle spalle (il primo capitolo risale al 1993, mentre l’ultimo è datato 1999) scommettiamo che quasi tutti voi ne avrete sentito parlare almeno una volta, magari discutendo con un amico di avventure grafiche punta e clicca o di narrativa videoludica.
In occasione dei vent'anni della nascita della popolare serie, lo scapestrato scrittore partorito dalla mente della celebre Jane Jensen torna in uno speciale remake di Sins of the Fathers, un episodio che si propone come inedita avventura grafica per le nuove generazioni di gamer, ma anche come doveroso tributo a una trilogia rimasta nella storia del videogame.
Un mese e mezzo fa giocammo ad una versione beta quasi completa, saggiando in anticipo le potenzialità di questa tanto attesa riedizione. Oggi, a un passo dalla release ufficiale, siamo finalmente pronti a elargire il nostro giudizio definitivo sull’ultima fatica di Pinkerton Studios.

VUDÙ A NEW ORLEANS

Proprio come Alan Wake e tanti altri prima di lui, anche Gabriel è vittima del blocco dello scrittore: trascorre le sue serate di fronte alla macchina da scrivere, nella speranza che una nuova idea possa finalmente folgorarlo e spronarlo a completare un nuovo best seller. Motivato dal desiderio di scrivere un nuovo romanzo e animato dalla curiosità per i recenti delitti a sfondo Vudù avvenuti in città, decide di mettersi sulle tracce di un pericoloso serial killer. Mosso da semplici motivi personali, Gabriel si troverà infine invischiato in una pericolosa e misteriosa avventura a sfondo esoterico. L’ambientazione di questa storia dalle tinte noir è New Orleans, che per la cronaca non è solo la città natale di Gabriel, ma anche la città con la più grande tradizione vudù negli Stati Uniti, un’eredità lasciata dal gran numero di africani schiavi nel periodo coloniale (a partire dai primi del 1600).
L’edizione per il ventennale del primo Gabriel Knight è un punta e clicca di stampo classico, realizzata sul principio della schermata fissa e sui classici puzzle ed enigmi da risolvere per proseguire nella storia e nell’investigazione. Se siete amanti del genere ma avete meno di 25-30 anni, forse non avrete memoria della popolare saga creata da Jane Jensen:

"L’edizione per il ventennale del primo Gabriel Knight è un punta e clicca di stampo classico, realizzata sul principio della schermata fissa e sui classici puzzle ed enigmi da risolvere."

potreste tuttavia conoscere Broken Sword, recentemente rilanciato su piattaforme portatili, molto simile a Gabriel Knight tanto nelle atmosfere quanto nelle tematiche. Le caratteristiche imprescindibili di questo genere videoludico sono i riferimenti storici (che affascinano oggi come allora, basti pensare al successo in termini di pubblico e vendite di Assassin’s Creed), un personaggio sagace, divertente e dall’umorismo sottile, e infine un background narrativo di matrice investigativa, possibilmente condito da efferati omicidi e magari un serial killer. È la formula perfetta del romanzo giallo e Gabriel Knight lo ricalca alla perfezione, con tanto stile e un incredibile carisma. Come da tradizione, l’intero arco narrativo di Sins of the Fathers è suddiviso in giornate, con situazioni ostiche da sbrogliare ed enigmi da risolvere per poter passare alla giornata successiva.
Il gameplay non necessita di particolari spiegazioni, essendo semplice e intuitivo come in gran parte dei titoli punta e clicca. Gli enigmi sono relativamente complessi, eppure mai frustranti; qualora fossimo in difficoltà possiamo fare affidamento al pratico taccuino di Gabriel, oppure munirci di carta e penna (un po’ come eravamo soliti fare vent’anni fa, quando uscì la versione originale). Ogni ambiente richiede un’attenta analisi a causa dei numerosi oggetti con i quali è possibile interagire. Se siete pratici del genere saprete anche che i dialoghi - i classici a scelta multipla - sono fondamentali alla risoluzione del grande mistero di Sins of the Fathers. Ovviamente sono stati fatti numerosi interventi per rendere il gioco più moderno e godibile, come un'interfaccia grafica completa e ben disegnata (che all'eventualità si può nascondere), un sistema di aiuti rapidi che rilascia piccoli suggerimenti nel caso fossimo bloccati in un particolare punto del gioco e infine un sistema a punti che premia il giocatore che non si lascia alle spalle nemmeno un indizio (al pari di un arcade game). Nonostante il gameplay basilare, il primo livello è corredato di un pratico tutorial.

SENZA PECCATO

Il lavoro artistico svolto dal team di Pinkerton Road sul remake di Gabriel Knight: Sins of the Fathers è eccellente. Le nuove ambientazioni ricalcano per filo e per segno quelle della versione originale, e sono raccontate con una tecnica ibrida sempre più in voga che miscela texture di qualità fotografica a pittura digitale. Il risultato è sempre gradevole, fresco, anche a fronte di qualche prospettiva non proprio realistica, talvolta forzata all’isometria per questione di necessità e per poter contenere tutto il necessario in una sola inquadratura. Le schermate di gioco si rivelano facili da analizzare nel corso delle indagini, anche su schermi di piccole dimensioni come laptop e portatili (e soprattutto pensando alla versione iOS in fase di sviluppo). Discreti anche i ritratti dei personaggi durante i dialoghi a scelta multipla. Magistrale tocco di classe in stile cinematografico con i titoli di testa accompagnati dal celeberrimo tema musicale di Robert Holmes, riarrangiato per l’occasione.
Il pannello delle opzioni permette di modificare la lingua (italiano incluso), attivare e disattivare la voce narrante, gli aiuti, i sottotitoli e il tutorial. Per quanto riguarda la parte video è possibile configurare la risoluzione, “qualità dell’immagine” e antialiasing (fino a 8x). Eccellente il doppiaggio (in sola lingua originale), con le strepitose campionature originali della versione CD-Rom del 1993, con gli attori Tim Curry (Rocky Horror Picture Show), Mark Hamill (Star Wars) e Michael Dorn (Star Trek: the Next Generation).
Non mancano i contenuti speciali per i vent’anni del gioco. Ogni scenario e location del gioco è corredata di sketch, studi o storyboard dell’epoca, con gli ovvi riferimenti alla riedizione del 2014. Per chi vuole fare un tuffo nel passato è possibile leggere la graphic novel originariamente inclusa nel gioco del 1993 la quale narra gli eventi che anticipano Sins of the Fathers. Scritta da Jane Jensen e illustrata da Terese Nielsen (sorella del famoso Ron Spencer), è una storia di 31 pagine raccontata con delizioni disegni in stile pittorico, dove il tratto art decò si mischia al cupo stile ”collage” di Dave McKean.


Gabriel Knight: Sins of the Fathers Quale migliore occasione per giocare una delle più belle avventure grafiche punta e clicca di sempre? La riedizione di Gabriel Knight: Sins of the Fathers è un titolo che non dovrebbe assolutamente mancare nella libreria digitale di ogni appassionato di narrativa interattiva che si rispetti. I novelli giocatori potranno finalmente assaporare il gioco che ha aperto le porte al punta e clicca di stampo noir, mentre i player di vecchia data si divertiranno viaggiando a ritroso nel tempo e ricordando i bei tempi di MS-DOS. Il lavoro di restyling eseguito dal team di Pinkerton Road è completo e di ottima qualità, a partire dai fondali in due dimensioni riccamente decorati, fino ai modelli in tre dimensioni che si muovono perfettamente negli spazi videoludici. Ineccepibili le atmosfere e appassionante la storia. Risultano corretti i bug che affliggevano la versione beta precedentemente presa in analisi. Gli inediti contenuti in occasione dei vent’anni completano un’offerta già ricca e gustosa.

8.7

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