Recensione Gabriel Knight: Sins of the Fathers

Il ritorno di una delle avventure grafiche più apprezzate del passato, in una veste riveduta e corretta per il ventennale e adattata con perizia agli schermi touch dei tablet dal nuovo team capitanato da Jane Jensen.

Versione analizzata: iPad
recensione Gabriel Knight: Sins of the Fathers
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Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Ci si aspettava che l'avvento dei tablet come dispositivi da gioco favorisse il ritorno di un genere che, almeno sulla carta, si adatta perfettamente a quel genere di piattaforme: le avventure punta e clicca. In realtà i migliori titoli appartenenti al genere usciti nell'ultimo anno sono sempre e comunque approdati prima su PC, come l'ultimo episodio della serie Blackwell e Technobabylon, entrambi opere di Wadget Eye Games. Ai tablet rimangono quindi le briciole, che corrispondono ai porting di vecchie glorie del passato o alla pubblicazione di titoli già usciti su console e PC, come il recente Valiant Hearts o Broken Age. Gabriel Knight: Sins of the Fathers appartiene ad entrambi i gruppi, in quanto è il remake di una delle avventure grafiche più apprezzate degli anni '90 e inoltre è già stato ripubblicato su PC alla fine del 2014. Pinkerton Road, il team capitanato ancora una volta da Jane Jensen, ci ha messo quindi alcuni mesi a portare l'edizione del ventennale del primo Gabriel Knight su iPad e tablet Android. Il risultato è sicuramente apprezzabile.

Scrittore maledetto

Difficile dimenticare Gabriel Knight, malgrado tutti gli anni passati dal quel lontano 1993, i ricordi annebbiati e la grafica poco definita del tempo. La chioma bionda, l'accoppiata jeans e candida maglietta bianca e il carattere irriverente hanno bucato lo schermo, fissandosi nella mente degli appassionati in maniera molto forte.
Non stupisce quindi ritrovare lo stesso personaggio in questo nuova edizione, malgrado il passaggio dagli sprite al 3D non sia stato del tutto indolore. La nuova versione di Sins of the Fathers, infatti, ripropone fedelmente l'avventura che i fan hanno avuto modo di giocare e apprezzare due decenni fa, svecchiando l'aspetto estetico ed andando a limare tutta una serie di dettagli che sarebbero potuti risultare anacronistici in un mercato così differente come quello attuale. Partendo proprio dalla grafica, le schermate fisse che hanno da sempre caratterizzato non solo Gabriel Knight ma tutta una generazione di avventure punta e clicca vengono riproposte con punti di vista praticamente identici, come si può piacevolmente scoprire grazie ai numerosissimi extra presenti all'interno del menu apposito. Le inquadrature sono praticamente le stesse, con un uso meno marcato della profondità (gli elementi che spesso erano in primissimo piano e che davano il senso di estensione di campo sono stati ridotti in virtù di un approccio estetico differente). Gli sfondi sono stati ridisegnati, con un tratto molto moderno che miscela elementi di origine fotografica ad altri disegnati a mano. La resa non è del tutto uniforme e chi ricorda con piacere lo stile del Gabriel Knight di un tempo potrebbe non essere del tutto soddisfatto. Per fortuna gli asset 2D non hanno perso di definizione nel passaggio da PC a tablet, con gli schermi retina di iPad che ancora una volta brillano per dettaglio in ogni frangente e offrono un ottimo colpo d'occhio per la grande maggioranza delle ambientazioni in cui si svolge l'avventura: dalle strade di New Orleans fino a luoghi misteriosi e legati all'occulto. Per quanto riguarda i personaggi, l'uso del 3D non è troppo invadente e, anzi, ben si amalgama con il nuovo stile dei fondali. Inoltre Gabriel e gli altri personaggi sono stati dotati di un nuovo set di animazioni sostanzioso. Tutta questa qualità visiva, però, si paga con un peso dell'app che che gravita intorno ad 1,5GBper il download, con altri 2,5GB da scaricare una volta installata, tagliando fuori tutta quell'utenza che possiede un tablet con 16 GB di memoria di archiviazione e installate molte app.

Dal mouse al dito

Dal punto di vista dell'interazione, la nuova versione di Gabriel Knight è stata adattata in maniera molto funzionale agli schermi touch. Tutta l'interfaccia può essere gestita con un solo dito e la parte inferiore, che ospita il diario e l'inventario, può essere nascosta in ogni momento, in modo da non togliere la visibilità di una porzione dello scenario.
Un po' meno funzionale risulta l'uso di un oggetto sull'altro, in quanto l'azione prevede di effettuare un po' troppi tap sullo schermo. Si tratta comunque dell'azione meno frequente, in quanto la maggior parte delle volte un oggetto viene utilizzato su un elemento dello scenario o su un altro personaggio, quindi il difetto è circoscritto.

Ottimo anche il sistema di hint, da richiamare quando non si riesce a proseguire e che offre consigli a più livelli, partendo da quelli più blandi e arrivando alla vera e propria soluzione degli enigmi. È stato inoltre inserito uno strumento che mostra tutte le aree sensibili di una scena e con le quali è possibile interagire: basta infatti mantenere un dito a contatto con lo schermo per più di un secondo e i nomi degli elementi interattivi appariranno, mostrando quindi anche la posizione di ogni hotspot presente. Sono entrambe soluzioni intelligenti, che si possono utilizzare o evitare, a seconda del proprio livello di intuito e al mondo in cui si vuole affrontare l'avventura.

Gabriel Knight: Sins of the Fathers Vent’anni fa come adesso, Gabriel Knight è un personaggio interessante, sfaccettato, protagonista di un’avventura che molti sono disposti a mettere sullo stesso livello degli immortali successi della Lucas di un tempo. La rivisitazione ad opera di Pinkerton Road ha funzionato su PC e sbarca su iPad in maniera molto simile, con gli aggiustamenti necessari alla transizione da mouse a touch. Il primo capitolo è gratuito, mentre i rimanenti vanno sbloccati a pagamento direttamente all’interno del gioco: un dettaglio che potrebbe infastidire i fan di vecchia data, abituati ad acquistare un prodotto pagandolo nella propria completezza per poi giocarlo senza interruzioni. Un piccolo segno dei tempi che però non scalfisce lo smalto di un titolo eccezionale, tornato a nuova vita.

7.5

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