Recensione Galak-Z

Il capolavoro di 17-bit: la recensione del fantascientifico shooter che strizza l'occhio a Gundam e Macross, e esce a cena con Space Battleship Yamato. Alabarda spaziale, che meraviglia!

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Galak-Z
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PSVita
  • PS4
Sergio Pennacchini Sergio Pennacchini Giornalista freelance, scrive di videogame da troppo tempo per ricordarsi esattamente quando ha iniziato. Vive a Londra ma non è un cervello in fuga perché mancano le basi, cioè il cervello. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Non è tanto la splendida ambientazione, con quella campagna divisa a episodi e quelle continue citazioni dei cartoni animati degli anni '80 con cui molti di noi sono cresciuti. Non è nemmeno quel sistema di controllo così perfetto, che parte da Asteroids e arriva a Geometry Wars, tanto facile da apprendere ma così difficile da padroneggiare. Non è neanche la meccanica da "roguelike", punitiva come poche altre, eppure così meravigliosamente bilanciata da farti venire sempre voglia di migliorare, di fare un altro tentativo. No, il momento in cui ci siamo resi conto che Galak-Z, sparatutto del Team 17-bit disponibile su PS4 e inserito finalmente nella Instant Game Collection, è un vero capolavoro è quando ci siamo trovati ad attraversare un campo di asteroidi con i motori spenti, utilizzando la sola forza d'inerzia, nella speranza di superare quella dannata pattuglia di imperiali senza essere visti. Eravamo totalmente presi, catturati da questo shoot 'em up così diverso da tutti gli altri, così piccolo eppure così speciale.

Nessuno ce la fa contro A-Tak

Galak-Z The Dimensional è uno sparatutto, disponibile su PS4 al costo di 19,99 euro (ma se siete abbonati al Plus c'è lo sconto), in cui vestiremo gli attillati panni di A-Tak, ultimo pilota sopravvissuto di una flotta coloniale terrestre che viene attaccata dal malvagio Impero. Adam Takamoto si ritrova da solo al comando della sua nave sperimentale Galak-Z quando incontra l'astronave madre Axellios: insieme, cercheranno di tornare sulla Terra per avvertire noi, poveri ingenui, della minaccia che incombe. Il gioco sprizza anni '80 da tutti i pori. La campagna è divisa in quattro stagioni (presto arriverà la quinta) composte da cinque episodi ciascuna, come un cartone animato. I riquadri che si aprono sullo schermo e che mostrano il primo piano di A-Tak e dei piloti nemici, i dialoghi prima di combattere, le urla subito prima di saltare in aria: tutto è costruito come se fosse un cartone animato giapponese degli anni '80. Anche il design, ovviamente, è fortemente influenzato da quel periodo: la Axellios sembra uscita da Space Battleship Yamato, mentre la Galak-Z è un bel mix tra Macross e i mech di Gundam. Insomma, per chi è cresciuto negli anni '80 come il sottoscritto, è una specie di nerdfest a cui è impossibile resistere. Per tutti gli altri, è comunque uno stile grafico forte e personale. Il Team 17-bit ha fatto davvero un ottimo lavoro da questo punto di vista, curando ogni minimo dettaglio: persino il menu di pausa contribuisce alla messa in scena ed è realizzato come quelli dei videoregistratori VHS di quegli anni, con scritte bianche spixellate su un fondo blu acceso.

Insalate di matematica

Galak-Z è forma, certo, ma è soprattutto tanta, tantissima, sostanza. Il sistema di gioco messo a punto da Team 17-bit è come un'orchestra, in cui ogni strumento è messo nel punto giusto e contribuisce al risultato d'insieme. Partiamo dall'essenza shoot 'em up del titolo. La vostra nave può essere migliorata in mille modi diversi. Già nel corso della prima missione farete la conoscenza di un meccanico che si offrirà di vendervi miglioramenti per Galak-Z in cambio dei rottami che raccoglierete durante le scorribande a gravità zero, rottami che fungono da valuta del gioco. Ci sono diversi tipi di miglioramenti. Di base, la navicella ha due armi: laser e missili a ricerca (che partono con un effetto scia che fa veramente tanto Macross). Il laser potrete potenziarlo, dal colpo singolo fino a sciami di proiettili luminosi che non lasceranno scampo ai vostri avversari, aggiungendo poi effetti speciali come la possibilità di rimbalzare sulle pareti oppure la capacità di dare fuoco ai nemici per alcuni secondi. Dei missili, invece, potrete aumentare il numero di munizioni e il sistema di mira (bisogna tenere premuto il cerchio e inquadrare il nemico fino a quando non lo avrete "lockato"). Poi si possono potenziare i motori della nave, comprare uno scudo extra, oppure riparare eventuali danni subiti nella missione precedente (occhio, potrete riparare un solo punto energia a volta, e i danni ve li portate dietro da una missione all'altra).

Imparare a controllare Galak-Z è fondamentale per sperare di sopravvivere. Avrete tre tipi di spinta: anteriore, posteriore e laterale e dovrete usarli tutti e tre per muovervi nello spazio, tra campi di asteroidi e rottami, dove l'assenza di gravità renderà ogni movimento più complicato. C'è anche la possibilità di fare un dodge verticale ed evitare così i colpi dei nemici: un avvitamento che, se ben eseguito, vi tirerà spesso fuori dai guai. Ogni combattimento diventa così una danza intorno a rocce, dentro caverne abitate da strane creature, tra pareti di lava e piante con strani fiori che rallentano la nave. Dovrete affrontare tre tipi di nemici: gli insetti alieni, le astronavi dell'Impero e i pericolosi Void Raiders, più qualche sorpresa. In ogni caso, preparatevi a morire, e parecchio. Perché Galak-Z è un gioco difficile, impegnativo, come ogni roguelike che si rispetti.

Vai, contro i mostri lanciati da Vega

La vostra astronave ha quattro tacche di energia e due di scudi, che possono diventare tre acquistando lo scudo extra. Ogni colpo vi leva una tacca: quando siete senza scudi, dovrete attendere alcuni secondi perché si ricarichino. In questo frangente la vostra nave è vulnerabile ai colpi nemici: ne bastano quattro a segno e per voi sarà game over. Quando morite, dovrete ricominciare la stagione da capo, dal primo episodio. Perderete tutti i miglioramenti sbloccati per la vostra nave, tutti, nessuno escluso. L'alternativa è spendere 5 crash coins, a patto ovviamente di averli raccolti durante le missioni precedenti: in questo caso avrete una seconda vita e potrete ritentare la missione, ma ricomincerete comunque senza potenziamenti. Li troverete nascosti da qualche parte nel livello in una cassa: raggiungerla, però, sarà molto difficile. La natura da "roguelike" del titolo si nota anche nei livelli generati proceduralmente. O almeno in parte. Ci sono alcune missioni infatti che, per esigenze narrative, sono sempre le stesse. Altre invece possono variare e, in generale, il gioco posiziona casualmente bonus, nemici e casse extra (nelle chest sparse per i livelli potrete trovare anche potenziamenti per la nave). Abbastanza per rendere ogni nuovo tentativo con una missione leggermente diverso dal precedente. Una soluzione necessaria, visto che come già detto questo è un gioco dove morirete spesso.
Galak-Z non è uno sparatutto come tanti altri: è diverso perché ha un sistema di controllo che garantisce tantissima profondità. Potrete creare il vostro stile di combattimento, affinarlo, perfezionarlo. Due fattori da tenere in considerazione. Il primo, fondamentale, è che una volta completata la prima stagione scoprirete che la vostra astronave si può trasformare in mech col tocco di un pulsante. Il mech, che con quella spada laser e quelle antenne dorate a forma di V ricorda tanto il caro Gundam, è letale negli scontri ravvicinati grazie ai suoi attacchi corpo a corpo e può usare uno scudo per deflettere i colpi. E visto che per cambiare basta premere un tasto, potrete fare delle vere e proprie combo: iniziare l'attacco come astronave, poi passare al mech, quindi tornare astronave e fuggire via attivando il boost e magari voltarvi e finire il lavoro con uno sciame di missili. C'è un secondo aspetto che contribuisce alla profondità del gameplay: il fattore stealth. Ogni cosa che fate crea rumore, indicato da un cerchio che si propaga dal centro della vostra navicella. Più intenso il rumore, più grande sarà il cerchio. Se i vostri nemici entrano nell'area di questo tondo, si accorgeranno di voi e verranno a cercarvi. Un bel problema, visto che più di una volta ci siamo ritrovati in situazioni dove la fuga era una soluzione decisamente più consigliabile rispetto allo scontro diretto. In vostro aiuto può arrivare la forza d'inerzia: come detto in precedenza, basta una spinta dei motori per continuare a muoversi in una direzione, e l'inerzia non produce alcun rumore. Vi ritroverete spessissimo a fare piccole correzioni, ad attivare con timore quei motori, cercando di fare meno rumore possibile per riuscire ad aggirare i nemici passando intorno a un asteroide lì vicino. Ed è una sensazione nuova, diversa da altri titoli simili: in Galak-Z, più che la forza bruta o la potenza del vostro sparo, conta avere abilità col sistema di controllo e l'intelligenza sufficiente per adottare una strategia diversa a seconda della situazione. Dovrete cercare di sopravvivere, in Galak-Z, e se sulle prime questa sarà una missione impossibile, andando avanti vi renderete conto di quanto siete migliorati.

Galak-Z Attendevamo con un certo interesse il nuovo lavoro di Jake Kazdal, ex dipendente di Sega Japan e fondatore di Team 17-bit. Lo attendevamo perché il suo titolo di esordio Skulls of the Shogun era pieno di idee interessanti, e perché l'ambientazione da cartone animato anni '80 era irresistibile. Galak-Z The Dimensional però è andato oltre ogni possibile aspettativa. È un titolo a basso budget, con un game design eccezionale e tanta di quella qualità da far impallidire produzioni ben più blasonate. È un sentito omaggio ai robottoni giapponesi, a Gundam e Macross, a tutte quelle opere che hanno segnato moltissimi di noi. Ma è soprattutto un capolavoro di divertimento, uno sparatutto diverso da tutti gli altri che vanta un sistema di controllo ai limiti della perfezione. Insomma, è un piccolo immenso capolavoro. Però, fate attenzione. Galak-Z The Dimensional non è un titolo per tutti, perché è difficile, molto difficile, e per vedere i primi risultati dovrete impegnarvi a lungo. È un gioco che richiede costanza e dedizione: se non avete la pazienza di giocare con le sue regole, di stare ai suoi ritmi, di riprovare più volte, allora è meglio rivolgersi altrove. Il PSN è pieno di sparatutto altrettanto validi ma più accessibili. Se però amate la sfida, se vi piacciono gli sparatutto di un tempo, quelli tanto difficili che quando li finivi andavi in giro a scuola per vantartene con gli amici, allora sfoderate il vostro sorriso a la Haran Banjo, mettetevi al comando del Galak-Z e andate a salvare l'universo.

9

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