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Recensione Game of Thrones - Iron from Ice

L'esordio di Telltale sulla licenza di George R.R. Martin non convince

Game of Thrones - The Ice Dragon

Videorecensione
Game of Thrones - The Ice Dragon
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Appena una settimana dopo la pubblicazione del primo episodio di Tales from the Borderlands, Telltale Games pubblica l'incipit dell'avventura ispirata a Game of Thrones. Iron From Ice inaugura quindi il ciclo di sei episodi che accompagnerà la quinta stagione del serial HBO, recuperando meccaniche e stilemi narrativi del riuscito adattamento videoludico di The Walking Dead.
Rispetto alla serie appena citata, tuttavia, le finalità del videogame dedicato a Game of Thrones ed il suo rapporto con il “lore” dello show televisivo sono ben diversi. La “digital novel” interattiva si colloca infatti nello stesso universo narrativo del serial TV (diverso rispetto a quello dei romanzi), intenzionata semmai a raccontare eventi che non hanno trovato spazio sul piccolo schermo e possono invece vivere “sul monitor”. Si capisce fin da subito che il prodotto è pensato per soprattutto per i fan dello show: per apprezzarlo a fondo è necessaria una buona conoscenza degli eventi e dei personaggi; tant'è che Iron From Ice comincia con il più terribile degli spoiler per chi non ha ancora terminato di vedere la terza stagione, e poi prosegue tirando in ballo accadimenti delle ultime puntate.
Per i fan del Martin cartaceo, insomma, l'operazione a monte del videogioco di Game of Thrones non sarà particolarmente brillante, e, in totale onestà anche a noi che apprezziamo la serie TV, le ambizioni creative del titolo appaiono molto più spuntate rispetto a quelle di The Walking Dead. Poco male: se il racconto proponesse personaggi ben caratterizzati e salvaguardasse quella feroce brutalità che contraddistingue lo stile del Fantasy di Martin -tornando ad evidenziare la statura spesso smisurata degli sceneggiatori di Telltale - avremmo di fronte un titolo di sicuro impatto, al di là dell'urgenza abbastanza spicciola di utilizzare volti e voci del cast televisivo. Purtroppo, questa “season premiere” ci lascia più di qualche dubbio sul fronte narrativo, senza riuscire veramente a replicare tensioni ed emozioni dell'opera da cui trae ispirazione.

Ferro e ghiaccio

Basta un'occhiata al “Codex” del gioco, strumento che permette di conoscere i personaggi di Iron From Ice, per capire che l'obiettivo degli sceneggiatori è quello di far vivere al giocatore un'avventura simile - nei toni disperati e “finali” - a quella dello sfortunato casato Stark. Protagonisti delle vicende sono stavolta i Forrester, da sempre fedeli al “Re del Nord” e guardiani delle foreste da cui arrivano le scorte di Ironwood; minacciati adesso dal casato rivale dei Whitehill, più vicino ai Bolton ed alle loro prepotenze. La composizione della famiglia ricorda da vicino quella di Ned e Cathelyn: c'è uno scudiero fedele che fa le veci di John Snow (e guarda caso viene spedito tra le fila dei Guardiani della Notte), una figlia di stanza ad Approdo del Re (in veste dell'ancella privata di Margaery Tyrell), e dei rampolli troppo giovani per poter davvero reggere il peso delle responsabilità dopo la dipartita del padre, Gregor Forrester.
La struttura del racconto, seguendo quella della serie TV, ci mette nei panni di diversi protagonisti, facendoci schizzare da uno all'altro di scena in scena. Si interpreta così Garred Tuttle, di ritorno da una battaglia impietosa e pronto a consegnare il messaggio che il suo signore ha lasciato in punto di morte, Mira Forrester, che dovrà vedersela con i capricci di Cersei Lannister ed al contempo cercare di ottenere il favore della corona per sostenere la sua famiglia, ed infine Ethan, chiamato a prendere in mano le redini di Ironrath insediandosi come nuovo Lord. Il racconto, tuttavia, scorre molto lentamente e con pochissimi guizzi. Dopo le scene d'azione iniziali (molto meno movimentate rispetto a quelle viste in Tales from the Borderlands ed anzi abbastanza spicciole nella realizzazione), Iron From Ice si concentra tutto sui dialoghi, allungando un po' troppo il brodo narrativo nel tentativo (in verità piuttosto vano) di introdurre il carattere dei personaggi. In verità manca del tutto quella insidiosa duplicità che spesso contraddistingue i protagonisti usciti dalla penna di Martin, ed anzi qui tutti i personaggi sembrano facili da leggere e interpretare.

I momenti più riusciti dell'episodio sono quelli in cui si incontrano le “star” della serie televisiva, costretti ad esempio a compiacere la subdola Cersei nei panni di Mira, senza mai essere sicuri delle sue reazioni. In questi casi si torna a percepire quella tensione costante che contraddistingue certe scene della serie TV così come i più ispirati passi dei libri originali. Ma è questione di pochi minuti: alla fine in questo episodio succedono davvero poche cose e, nonostante le scelte che il giocatore è chiamato a prendere, la narrazione fila abbastanza dritta e per nulla influenzata dalle decisioni morali. Dei tre protagonisti, due risultano in ultima analisi abbastanza inutili per l'evoluzione del racconto, così che le loro azioni ci lascino abbastanza indifferenti: le scene giocate nei panni di Mira e Garred sono brevi e inconsistenti, in qualche caso persino noiose. Provano a ravvivare le cose un paio di momenti che fanno leva sul gusto sanguinario di Ramsay Snow e sulle tremende usanze dei medicastri medievali, ma senza riuscirci convintamente.
D'altro canto sono le scelte effettuate dal nuovo Lord, Ethan, che dovrebbero avere un peso più avvertibile, ed in effetti nei panni del giovinetto si sente un po' di pressione in più, quando si deve interagire con il casato rivale o con il consiglio. Alla fine, tuttavia, si capisce che le nostre scelte non influenzano l'andamento del racconto, che corre verso il finale sicuramente deciso e ottimamente costruito. Peccato che questo amore per la violenza e le dipartite impreviste si abbatta in linea di massima su protagonisti che non hanno avuto neppure il tempo di entrare nel cuore dei giocatori: per quanto si debba riconoscere al team un buon lavoro in fatto di scelte registiche ed un gusto molto adeguato per i “bastardissimi” colpi di scena, lasciarsi trasportare come accade di fronte alle “cattiverie” della serie o dei romanzi non è fisicamente possibile. Probabilmente sarebbe stato meglio aspettare un po' di più, accettando fino in fondo la natura prettamente introduttiva di questo episodio, invece di sfruttare l'insolito masochismo con cui Martin sacrifica i suoi personaggi.

Molte riserve anche per quel che riguarda il fronte tecnico. Game of Thrones abbandona lo stile da Graphic Novel che ha contraddistinto gli ultimi lavori del team di sviluppo, mettendo da parte i tratti neri e spigolosi ed il “toon shading” che sembrava funzionare così bene. Preferisce invece sfruttare texture che sembrano colorate con pennellate dense e decise: alcuni “fermo-immagine” sembrano quasi dei quadri ad olio. Sarebbe una scelta interessante, non fosse che mette in mostra in maniera abbastanza netta la povertà poligonale di personaggi ed ambiente, ed un comparto animazioni come sempre impreciso e molto grezzo. Anche l'effetto “sfocato” di certe inquadrature non convince, così come lo scialbo utilizzo delle location: invece di giocare sull'impatto scenico che avrebbero potuto avere gli scorci di King's Landing, il titolo ci chiude spesso e volentieri nelle stanze private dei protagonisti, riuscendo solo in parte a replicare quella magia d'atmosfera sostenuta dalle coreografie dello Show. Discreto ma non eccellente l'accompagnamento sonoro, che troppe volte sembra voler stare in disparte: eccezionale invece il doppiaggio. Oltre alle voci di Cersei, Tyrion e Margaery, anche tutti gli altri attori coinvolti hanno svolto un lavoro impeccabile, caratterizzando al meglio l'inflessione e la pronuncia, e poi interpretando ottimamente tutti i dialoghi. Ricordiamo che il titolo è tutto in inglese, sottotitoli inclusi.

Game of Thrones by Telltale La prima puntata del videogioco dedicato a Game of Thrones non convince pienamente. C'è - bisogna ammetterlo - un finale forte e inaspettato, di quelli che i fan della serie TV hanno imparato sadisticamente ad amare. Ma d'altra parte c'è anche una narrazione molto diluita, con un paio di scene abbastanza superflue, ed una serie di scelte morali e dialogiche che non sembrano influire minimamente sul racconto. Al di là dello stile grafico, con i suoi alti e bassi ma sicuramente meno efficace rispetto al cell shading di The Walking Dead e compari, il problema è anche della composizione scenica poco convinta, che fa poco per replicare le atmosfere di Westeros. Ma, ancora di più, quello che sembra fuori posto è il fatto che i protagonisti del serial, nonostante i volti modellati grossolanamente, “rubino la scena” a quelli creati appositamente per il videogioco, che non riescono proprio a far breccia nel cuore del giocatore/spettatore. Speriamo che d'ora in avanti, i membri della famiglia Forrester riescano a rivendicare una propria autonomia, per trovare un loro spazio nell'affollato “lore” della serie HBO.

6.8

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