Recensione Game of Thrones - Sons of Winter

Dopo il giro di boa, l'adattamento videoludico della serie HBO si avvia verso la conclusione. Sons of Winter è un episodio regolare ma ben diretto, che prende posizione in merito alla questione delle scelte morali.

Game of Thrones - The Ice Dragon

Videorecensione
Game of Thrones - The Ice Dragon
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Prosegue a ritmi fortunatamente regolari la serie TellTale dedicata a Game of Thrones. Evidentemente HBO deve aver imposto al team di sviluppo tempistiche precise, perché gli episodi si susseguono molto più speditamente di quanto non facciano quelli di Tales from the Borderlands, saga che di tanto in tanto ci sembra quasi abbandonata a sé stessa. Arriva quindi puntuale Sons of Winter, quarto capitolo dell'adattamento videoludico che si dimostra interessante ancorché regolare: forse proprio perché prende una posizione netta in merito alla tormentata questione delle scelte morali, gestite in passato in maniera non sempre elegante.

L'inverno su Ironrath

Esattamente come accade per le serie TV, è inevitabile che nel susseguirsi di episodi se ne alternino alcuni più densi di accadimenti ed altri invece caratterizzati da una narrazione moderatamente diluita: puntate di passaggio che preparano la strada per raggiungere il gran finale. Mentre ci aspettiamo che i due capitoli conclusivi di Game of Thrones si rivelino piuttosto movimentati, diremmo che questo "Sons of Winter" può essere considerato a pieno titolo un esponente della seconda categoria. E tuttavia non si tratta di un episodio lento e verboso, chiamato a fare da semplice riempitivo e ben facile da dimenticare. Sons of Winter, di contro, non rinuncia a qualche piacevole sequenza d'azione, presenta un suo gradevole dinamismo, e più di altre puntate riesce a tradurre in linguaggio videoludico le situazioni-tipo dello show televisivo.
Sono sempre quattro i protagonisti che, di scena in scena, si trovano a decidere le sorti della famiglia Forrester. Tutti sono distanti, ma nel corso dei passati episodi abbiamo imparato a capire come mai le peripezie di Asher a di là del Mare Stretto o le indagini di Myra a King's Landing siano così importanti per le sorti del casato. L'unica questione ancora molto fumosa risulta quella legata al Nord Grove, misterioso luogo a Nord della Barriera inseguito da Garred Tuttle, che ha giurato di raggiungerlo e proteggerlo.
Le sue avventure restano, anche in Sons of Winter, quelle meno integrate nella narrazione, sfruttate però in maniera piuttosto abile per movimentare le cose. Partendo dalla fuga da Castle Black per arrivare ad un rapido ma intenso scontro coi Bruti, le scene giocate nei panni di Garred scivolano via leggere e trottanti.
La stessa funzione sembrano avere, sulle prime, le sequenze in cui ci troviamo al controllo di Asher: costretto, per sperare di guadagnarsi una piccola guarnigione di Immacolati, a compiacere Daenerys aiutandola nella liberazione di Meereen. Per fortuna in questo caso l'azione si intreccia in maniera molto più convincente con un racconto a tratti potente, che scava nel passato di Beskha per costruire un legame ancora più forte con uno dei personaggi più riusciti della serie.
Anche le scene d'azione, tra le strade e i posti di guardia di Meereen, hanno un respiro ben più ampio, lasciando invece in disparte le scelte morali, presenti ma mai avvertite come decisive. Questo aspetto, caratteristico di tutto l'episodio, non deve essere avvertito come una rinuncia, semmai come un parziale segno di maturazione. TellTale deve aver capito che dare al giocatore l'illusione di plasmare il racconto, e poi glissare sulle conseguenze delle sue scelte, produce un effetto abbastanza straniante (ricordate il coltello di Myra, o il matrimonio "politico" di Asher, spariti nel nulla nonostante fossero al centro di alcune scelte apparentemente fondamentali?). Meglio allora che gli interventi dell'utente producano prima possibile le loro conseguenze, senza millantare effetti roboanti sull'andamento delle cose e invece orientando qualche aspetto secondario del racconto.

Anche quando si giocano le scene nei panni di Rodrik e Myra, sicuramente quelle più importanti per l'avanzamento della narrazione, pare essere questo il nuovo diktat di TellTale. Entrambe le sequenze si rivelano interessanti: dalla rivalsa sulle truppe degli Whitehill per arrivare ad un inaspettato incontro con il supponente Lord del casato rivale (che allude, grazie all'uso di qualche furba inquadratura, al ben più sanguinoso Red Wedding), si vivono momenti tesi e nervosi, che preparano la strada per gli eventi che decideranno le sorti di Ironrath.
Molto gradevole anche la breve parentesi in cui si interpreta Myra, lanciandosi in un'indagine per scoprire chi stia tramando alle spalle dei Forrester in quel di King's Landing. Mentre si origliano le conversazioni alla festa per l'incoronazione di Tommen si arriva quasi a dimenticare la linearità tipica della produzione, improvvisamente coinvolti in una breve avventura investigativa.

Game of Thrones by Telltale Tra coinvolgenti sequenze d'azione, momenti in cui la narrazione si fa più intima e personale, piccole variazioni su tema all'esperienza di gioco che il team ci ha proposto nel corso dei primi tre capitoli, Sons of Winter è stato un episodio che ha saputo intrattenerci per due ore quasi senza momenti di stanca. Nonostante le scene ambientate a Nord della Barriera appaiano ancora un po' fuori contesto, finalmente Telltale gestisce in modo efficace le “diramazioni” del racconto, facendosi perdonare in parte alcuni “buchi” narrativi legati proprio alle scelte morali delle scorse puntate. Per essere un episodio di transizione, insomma, Sons of Winter è ben scritto e ben diretto, con un ritmo piacevole e qualche momento epico.

7.5

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