Recensione Gardening Mama Forest Friends

Dalla cucina al giardinaggio!

Versione analizzata: Nintendo 3DS
recensione Gardening Mama Forest Friends
Articolo a cura di
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  • 3DS
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

L'instancabile Mama non ha solo un'innata passione per la cucina e per tutto ciò che concerne la preparazione delle decine e decine di pietanze d'ogni sorta a cui ci ha abituati. Abbiamo scoperto infatti che la simpatica casalinga segue personalmente anche l'intera fase della filiera ortofrutticola, grazie ad un pollice verde non comune che le permette di destreggiarsi senza tentennamenti tra melanzane, girasoli ed ogni altro bucolico dono agreste di Madre Natura. Per la verità non è la prima escursione in campagna che facciamo con la cuoca provetta; la prima ci riporta all'ormai lontano 2007, quando gli sviluppatori, sull'onda trascinante dell'entusiasmo culinario di Mama, tentarono di proporre una variante sul tema, confinando nella piccola cartuccia di gioco un leggero spaccato arcade di vita contadina. Dunque, la casalinga tuttofare si spaccava la schiena molto tempo prima dell'avvento dei vari free to play a sfondo social-campagnolo che han reso di tendenza condividere in rete il proprio pezzo di terra virtuale. A Mama non piace questo elemento e a distanza di circa otto anni torna per coltivare il proprio orticello armata di annaffiatoio, zappetta, rastrellino e tanto entusiasmo. Sarà bastato, dopo una quinta incarnazione culinaria assai sottotono?

PER FARE UN ALBERO, CI VUOLE UN SEME

Trattandosi di uno spin off, Gardening Mama 2: Forest Friends attinge a piene mani dalla pratica accumulata nel corso del tempo con i capitoli principali. Cambia il set, mutano gli amici di questa declinazione rurale, ma lo spirito rimane assolutamente invariato. Nonostante nell'ultimo episodio davanti ai fornelli la sorridente casalinga si sia dimostrata svogliata, incerta e poco padrona della situazione, in questo caso le cose si presentano sensibilmente diverse e denotano un timido anelito di vita in una formula altrimenti stagnante. Il core dell'esperienza di gioco rimane comunque pur sempre fondato sulle decine di minigame a cui Mama ci ha abituati sin dalla sua prima comparsa, anche se ora la presenza di alcuni semplici elementi gestionali fornisce finalmente una parvenza di direzione agli sforzi di noi aspiranti giardinieri. Probabilmente, nelle intenzioni degli sviluppatori questo doveva creare un collante per tenere insieme i diversi elementi che, se presi singolarmente, sarebbero risultati privi di qualsiasi appeal. Come avverte un vecchio adagio però, non è tutto oro ciò che luccica.

La struttura di gioco che caratterizza Gardening Mama 2: Forest Friends può essere spiegata attraverso una semplice immagine: quella di una catena, dove ogni anello è connesso e non può prescindere da quello che lo precede. Per sommi capi l'iter procedurale è il seguente. Abbiamo a disposizione un giardino e delle aiuole da coltivare con ciò che vogliamo a scelta tra fiori, frutta e verdura. I dirimpettai della foresta accanto verranno quotidianamente a farci visita, chiedendo il nostro aiuto ed i nostri prodotti per i loro negozi. Una volta soddisfatte le loro richieste e consegnato i carichi, essi apriranno i negozi e ci ricompenseranno con ticket spesa (ovvero il vil denaro, reso politically correct). Ciò che abbiamo guadagnato con il sudore della nostra fronte virtuale ci permette di fare acquisti nel market del paese ed acquistare simpatici ninnoli ed altre amenità per abbellire il nostro giardino. La scorta e la varietà di semi e bulbi ci viene gentilmente fornita dai personaggi che richiederanno di volta in volta il nostro aiuto con le lettere che riceveremo nella cassetta di fronte a casa. In potenza, una struttura così studiata potrebbe anche funzionare sul lungo periodo, se la progressione ed il tasso di sfida si mantenessero sui livelli con cui il gioco ha l’ambizione di presentarsi. Invece, dopo l’impennata iniziale fanno immediatamente capolino le solite lacune, che inficiano l'apprezzabile idea di partenza. La catena si avviluppa ben presto in un circolo vizioso che ci porta ad eseguire le medesime azioni in modo meccanico e l’attività di giardinaggio è limitata alla piantumazione e all’annaffiamento delle piantine. In realtà non c'è una motivazione per proseguire, o per raggiungere un qualsiasi obiettivo, in quanto le sementi si guadagnano con sin troppa facilità e una volta sbloccate esse rimangono nella nostra piena disponibilità e consentono di riseminare senza doversi curare di rimpolpare continuamente la scorta. Ampliando il giardino, il terreno coltivabile ci permette dei raccolti imponenti, da stipare poi nel granaio ed attendere che qualche cittadino si presenti con delle nuove richieste. Anche acquistare siepi, statue ed altre amenità per abbellire il giardino perde molto presto il suo appeal, non solo per la facilità con cui si guadagnano i ticket spesa che non permettono la soddisfazione di essersi “guadagnati” un particolare oggetto raro, ma anche per il buon grado di ripetitivià degli oggetti stessi.

PER FARE UN BUON GIOCO CI VOGLIONO BUONE IDEE

Un vero peccato che Mama si perda in un bicchier d’acqua, perché l’idea di coltivare i frutti della terra per poi alimentare il commercio ed assistere all’espandersi delle attività dei cittadini della foresta accanto in sé ha del potenziale, stroncato sul più bello da una superficialità che non ammette repliche. Ciò che dovrebbe fare da collante in realtà non regge; dunque vi starete chiedendo cosa può esser “salvato”. I minigiochi a sfondo agreste, naturalmente. Oltre alla semplice attività di giardinaggio, limitata come dicevamo ad un paio di azioni, il gioco propone una buona quantità di minigiochi i quali, alla fine, sono ormai un marchio di fabbrica. Utilizzando l’immancabile stilo sul touch screen inferiore vi ritroverete ben presto a potare rose appassite, “svasare” fiori, far cadere melanzane nei cesti al momento giusto, raccogliere castagne e via di questo passo per una varietà che, a ben vedere, surclassa quanto proposto sul fronte culinario della serie. Valgono però anche in questo caso le medesime critiche mosse a Bon Appétit. I minigame sono vari e, all’inizio, divertenti, ma vedono esaurirsi la loro funzione ludica già dopo un paio di run, in quanto manca - come al solito - una motivazione che giustifichi la rigiocabilità del prodotto. La sfida è volutamente azzerata e una volta imparate le gesture fondamentali nulla vi potrà fermare, e potrete mettervi in saccoccia sessioni perfette senza alcuno sforzo, ma soprattutto, senza alcun reale significato o soddisfazione. Come abbiamo già ricordato in Bon Appétit, con cui Forest Friends condivide praticamente ogni difetto, questa esperienza di gioco non mancherà di intrattenere per un po’ di tempo il pubblico dei più piccoli o, al massimo, chi tra l’attesa del treno oppure alla fermata dell’autobus vuole impegnare i canonici cinque minuti liberi con qualche rapidissimo minigioco a tema vivaistico sorretto da un comparto grafico tutto sommato gradevole più della controparte in cucina, ma funestato da un sonoro ed un doppiaggio davvero da dimenticare.


Gardening Mama Forest Friends La seconda incursione di Mama nell’idilliaco mondo agreste purtroppo si porta dietro tutti i difetti e le lacune della serie principale. Le poche buone idee presenti e la discreta varietà di minigiochi rimangono appena abbozzate su uno sfondo in cui risalta una volta di più la vacuità e la superficialità del lavoro svolto. La colpa più grave di Gardening Mama: Forest Friends è stata, a nostro avviso, quella di illuderci con una parvenza di organizzazione e progressione mirata. Una parvenza, appunto, durata giusto il tempo di renderci conto che in realtà avevamo per le mani la stessa struttura di gioco di Cooking Mama, riproposta cambiando semplicemente set. L’alunno ha le capacità ma non si applica. Si potrebbe definire in questo modo Forest Friends. Anche in questo caso, peraltro, vale il discorso fatto per Bon Appétit; ovvero che l’esperienza di gioco proposta possa sicuramente attirare ed intrattenere il pubblico più giovane, oppure chi cerca qualche sessione mordi e fuggi alla fermata dell’autobus, ma anche con questa scusa il gioco potrebbe destare interesse per breve tempo.

5.7

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