Gears of War 4 Recensione

GOW 4 il nuovo capitolo della saga di Gears punta tutto su un'offerta ludica ormai ben consolidata, convincendo senza stupire.

Gears of War 4

Videorecensione
Gears of War 4
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  • Xbox One

Il brand di Gears of War è uno dei cult del mondo videoludico: a partire dal 2006 la saga ideata da Epic Games riuscì a stregare un'intera generazione di giocatori, con il primo capitolo che ridefinì il genere degli sparatutto in terza persona, diventando punto di riferimento e ispirazione per tante produzione future.
Un gameplay davvero incredibile, molto "fisico" e brutale, unito alla Destroyed Beauty di quel mondo partorito dalla geniale mente di CliffyB, riuscirono a creare un mix di azione, sangue, pallottole e arte, sia narrativa che visiva. Il Gears del 2006, oltre ad una componente ludica ben studiata, era anche condito da una storia che appassionava e coinvolgeva, ambientata in un mondo devastato, ma capace di presentarsi al giocatore con panorami che lasciavano senza fiato. Senza contare poi il lato multigiocatore, che ancora oggi è considerato il Santo Graal del panorama competitivo nell'ambito degli shooter in terza persona. Vi starete giustamente chiedendo che senso abbia questo preambolo così evocativo, nei confronti di una produzione ormai vecchia di 10 anni. La risposta è abbastanza semplice: se avete amato alla follia quel Gears of War, allora probabilmente amerete anche questo quarto capitolo. Il titolo recupera in maniera molto rispettosa l'eredità del capostipite, senza preoccuparsi di presentare soluzioni ludiche ed estetiche per certi versi superate. Dopo la brutta parentesi di Judgement, del resto, l'obiettivo era proprio quello di mandare un messaggio ai fan, rassicurandoli su quella che sarà da ora in poi l'identità della saga. Resta vero che, scegliendo di percorrere questa strada, il team di sviluppo si espone a qualche rischio. Saranno in molti, del resto, che non riusciranno a farsi catturare dalla nostalgia, rimanendo alla fine dell'avventura con un po' di amaro in bocca. Per loro, Gears of War 4 resterà un titolo ben confezionato, ipertrofico e tracotante, ma di certo senza l'impatto e la potenza che ebbe la prima trilogia.

Sangue, piombo e... Locuste.

Non deve esser stato facile per i ragazzi di The Coalition -studio nato dalle ceneri di Microsoft Vancouver e Black Tusk - sobbarcarsi dell'onere di raccontare le avventure dei COG e della loro guerra alle Locuste, esseri immondi provenienti dalle viscere della terra.

La saga ha avuto un periodo di forte flessione negli anni scorsi, e dopo l'abbandono di Epic l'attesa nei confronti della produzione è diventata quasi incontenibile. È probabilmente per questo che i primi minuti della campagna sono un omaggio agli anni ormai passati, capaci quindi di smuovere le emozioni e l'entusiasmo dei vecchi fan. Tramite delle brevi sequenze di gameplay che fungono anche da tutorial, infatti, ci vengono fatte rivivere le Guerre Pendulum, e poi l'Emergence Day, la guerra degli umani contro le Locuste, fino al suo imprevisto finale. Dopo il preambolo celebrativo siamo però riportati al presente, in un contesto non proprio chiarissimo. Scopriamo che il nuovo esercito dei COG, comandati dal ministro Jinn, e' composto in larga parte da soldati robotici, che si oppongono fra le altre cose alle scaramucce degli Estranei, una sorta di società alternativa, nata dalla diserzione di una parte dei COG originali, che ha deciso di non sottostare al potere centrale, per motivi che capiremo nel corso dell'avventura.
Gears of War 4 ci mette nei panni dell'uomo che porta avanti il nome della famiglia Fenix, arruolato proprio fra gli Estranei. Il giovane JD è un ragazzo brillante, intraprendente, che crede fermamente nell'amicizia. E che, a quanto pare, non ama vivere nell'ombra del padre. Come al solito non mancano i compagni d'avventura, in questo caso rappresentati dalla giovane Kait Diaz e dal simpatico Delmont Walker. Senza raccontare nel dettaglio gli eventi della campagna, possiamo dire che la storia scorre piacevolmente, ma senza riuscire mai a meravigliare. Colpi di scena abbastanza prevedibili ed un ritmo della narrazione non sempre stimolante, dipingeranno un'esperienza single player che di certo non vi deluderà, ma non vi lascerà neanche col desiderio di giocarla una seconda volta. Il tempo sembra non aver aiutato, e i problemi dal punto di vista della scrittura sono evidenti: un protagonista che non riesce ad emergere, spesso surclassato dai comprimari che risultano molto più accattivanti di lui, e la tendenza a presentare una serie di situazioni generalmente molto leggere. In questo senso ci pare che la saga abbia addirittura perso qualcosa, fallendo nel tentativo di raccontare una guerra logorante per i protagonisti e per la società. Ci portiamo dietro anche qualche riserva nei confronti del look scelto per JD, troppo acqua e sapone e poco "macho", al contrario di quello del padre Marcus, decisamente più intrigante.
Joypad alla mano invece, siamo stati illusi dai primi momenti di campagna, che dimostravano una certa inclinazione alla sperimentazione, presentando un'interazione ambientale abbastanza massiccia e persino spettacolare. Sensazioni però smentite in pochissimo tempo: il gameplay e la struttura di Gears Of War 4 sono quasi una copia-carbone della formula tradizionale. Dal sistema di coperture fino alla ricarica attiva, tutto è al posto di sempre. E non ci sarebbe niente di male, se questo recupero delle meccaniche ludiche fosse accompagnato da un po' più di coraggio nel level design. E invece molto spesso la progressione è davvero troppo limitata: non solo lineare, ma addirittura costrittiva, ci impone di andare avanti di corridoio in corridoio, di scontro in scontro, regalando pochissima libertà d'interpretazione e lasciando parlare soltanto le bocche da fuoco. Il sistema di cover dinamiche e le scelte legate all'inquadratura (come sempre molto ravvicinata, e capace di trasmettere la concitazione degli scontri grazie a movimenti repentini e viscerali), sono ancora efficaci, e in certi momenti il giocatore si sentirà letteralmente galvanizzato. Ma lontano dagli scontri principali e dalle battaglie più accese, o in quei momenti in cui le ambientazioni si faranno meno evocative, l'avanzamento finirà per sembrare un po' triviale. Le novità più importanti del quarto capitolo sono da ricercare io ogni caso nei nuovi nemici: da una parte abbiamo gli automi che compongono l'esercito dei COG; dall'altra gli avversari dello Sciame.

Purtroppo le routine degli avversari non si distanziano rispetto a quelle delle varie unita' di Locuste, e in pochissimi casi gli scontri richiedono approcci che deviano dalla norma. Insomma, dopo la decina di ore necessaria al completamento della campagna, si capisce che The Coalition non ha voluto azzardare nulla, riproponendo sostanzialmente inalterata la gamma di situazioni che il primo episodio presentava nel 2006. A metà fra l'omaggio e la rievocazione, questo approccio rischia di annoiare i giocatori più navigati. Alcune sequenze molto divertenti anche se decisamente guidate, si perdono purtroppo nella sequenza situazioni tutte uguali che costellano la campagna. Carine invece le eruzioni di vento, tempeste particolarmente virulente che si manifesteranno sporadicamente, stimolando l'utente ad interagire con l'ambiente in maniera diversa dal solito. In questi momenti, così come in quelle poche situazioni in cui la distruttività ambientale aumenta a dismisura, si capisce quale sarebbe potuta essere la nuova dimensione della saga, se i ragazzi di The Coalition avessero osato un po' di più. Cerchiamo comunque di essere chiari: la campagna di Gears of War 4 è divertente, eccezionale se giocata in co-op, impegnativa ai livelli di difficoltà elevati. E tutto sommato pure coinvolgente, in virtù' dell'azione sempre sostenuta e con pochi tempi morti. Ha però il grande difetto di essere usuale, consueta: scontata. Se quello che cercate è una sorta di "remember yesterday" videoludico, comunque, andate tranquilli: lo spirito della trilogia originale rivive in questo quarto episodio, conservato in maniera davvero perfetta.
Restiamo dell'idea che Gears of War possa essere ammodernato senza che perda sua identità; magari con l'inserimento di un sistema di potenziamento delle armi o delle skill del protagonista. Forse, dopo questa "ripartenza", verrà anche il momento di sperimentare. Prima di chiudere, un accenno al comparto tecnico. Il gioco è mosso da un Unreal Engine 4 che alterna momenti incredibili, con volti ed espressioni convincenti e realistici, animazioni convincenti, cut-scene nitide e spettacolari, ad altri momenti di "distrazione", con texture poco definite, effetti particellari deludenti e cali di frame rate nei momenti più concitati. Non si può dire insomma che la componente tecnica sia perfetta, cosi' come non lo sono le atmosfere, molto lontane da quelle originali. Tra parentesi "bucoliche" e momenti in cui le ambientazioni si fanno cupe quanto quelle di un horror, il team di sviluppo ha voluto distanziarsi almeno sul fronte stilistico dal capostipite, assemblando un impasto riuscito per metà.

No Mercy

Cosi come il single player, anche il lato multiplayer di Gears of War 4 rimane fedele ai dogmi originali dalla serie, impreziosito però da qualche novità che si ci è parsa azzeccata e funzionale. In particolare, la modalità Orda 3.0 è un'opzione co-op davvero intrigante: abbandonata ogni velleità narrativa, in un contesto votato integralmente all'azione il gameplay di Gears funziona ancora alla grande. Questo game mode, oltre mostrare un ottimo ritmo ed una buona sfida, è perfezionato da un sistema interno di classi e di carte abilità che stimolano il replay value in maniera consistente. Sarà infatti possibile scegliere tra diversi classi, ognuna con la propria dotazione iniziale e le proprie caratteristiche.

Le prestazioni potranno poi essere migliorate tramite l'uso di alcune skill card che potenzieranno vari aspetti: dai danni con una determinata arma alla velocità di movimento. In attesa quindi di approfondire tutte le sfaccettature della modalità, vi possiamo assicurare che Orda è un'esperienza fortemente trainante, davvero perfetta se giocata con 5 amici. Gears of War 4, insomma, segna il ritorno di una delle più riuscite modalità co-op di sempre, e siamo convinti che qualche fan di lungo corso si sentirà completamente appagato anche da questa offerta, che sarebbe delittuoso considerare come "collaterale". L'Orda è di fatto un pilastro di questo nuovo capitolo, potenzialmente più longeva della campagna stessa, corollario perfetto per il multiplayer competitivo. È proprio nel campo dell'online che Gears of War si distingue, risultando una produzione a suo modo unica nel panorama attuale. La sensazione è che il "copia e incolla" delle dinamiche del primo Gears of War abbia più senso in ambito PvP che nel single player. Proiettati sui server di gioco, si riscopre un gameplay feroce, aggressivo, spietato: nessuno sconto ai novellini che vagano per la mappa muniti di Lancer, prontamente disintegrati dai prorompenti shotgun. Sarà ora possibile acciuffare un nemico dietro una copertura per trascinarlo di fronte a noi, oppure tornare direttamente in vita una volta abbattuti premendo furiosamente il tasto A del joypad. A questo si unisce nuovamente la possibilità di attaccare granate e fumogeni a nemici e pareti, tendendo così letali trappole, e l'opportunità di interrompere l'animazione di wallbouncing -pratica diffusa tra i pro gamer - permettendo così di ingannare il proprio avversario cambiando rapidamente direzione.

Il frame rate fisso a 60 fps è una gioia per gli occhi, e la playlist competitiva appassionerà sicuramente i giocatori più hardcore: Gears 4 divide infatti i giocatori in cinque diversi ranghi a seconda della loro bravura. Solo vincendo ripetutamente sarà possibile salire di rango, e conseguentemente trovare avversari più abili da battere. Una scelta fatta anche per avvicinarsi ulteriormente al mondo degli e-sports,ramo su cui i The Coalition puntano molto.
Il supporto continuativo e la creazione di un circuito di eventi saranno importantissime: il potenziale non manca, e speriamo che Microsoft voglia andare fino in fondo. Mappe e modalità, in ogni caso, offrono un discreto ventaglio di scelta ed una buona varietà, e tutto è condito da un sistema di loot che ci permetterà di ottenere skin per armi e personaggi, ed altre carte che rappresentano delle sfide da portare a termine durante le partite. Il multiplayer di GoW continua insomma a convincere, e paradossalmente gli aggiornamenti tecnici e di bilanciamento bastano a dare un sapore in parte nuovo all'esperienza. Il frame rate finalmente a 60 fps ed una velocità leggermente più frenetica, sono quello che serve per togliere dal comparto online quella "polvere" che invece si è depositata sulla campagna. Gears rimane insomma l'esperienza online in terza persona più brutale di tutte, un carnaio da grand guignol dentro il quale si sopravvive solo se l'abilità col pad andrà di pari passo a una buona strategia di squadra.

Gears of War 4 Gears Of War 4 è un onesto atto d'amore verso la saga, e nei confronti degli innumerevoli fan che nel corso degli anni non hanno mai smesso di sperare in un definitivo ritorno ai tempi d'oro del brand. Nonostante questo - o forse proprio per questo - il single player si presenta poco coraggioso, rischiando cosi di essere un grosso deja-vu del glorioso primo capitolo. Certe soluzioni ludiche e strutturali vecchie di una decade, insomma, mostrano i segni del tempo: gli innesti veramente innovativi sono pochissimi, e pure l'arrivo di nuovi nemici non cambia le regole del gioco. La campagna resta troppo lineare nello svolgimento, scontata nella narrazione e carente per quel che riguarda la caratterizzazione dei personaggi. Per fortuna riesce ad essere molto divertente se giocata in cooperativa: vi consigliamo di farlo a difficoltà elevate, in modo che il tasso di sfida e l'azione martellante vi facciano chiudere un occhio sui difetti concettuali. Visti i problemi del comparto single player, sappiamo già che in molti si chiederanno quali sono le ragioni che ci hanno spinto ad assegnare il voto che potete intravedere fra qualche riga. Il fatto e' che Gears of War 4, così come i suoi predecessori, non è un titolo spiccatamente concentrato sulla storia. L'accoppiata composta da Orda e Multiplayer Competitivo, di fatto, rappresenta la parte più riuscita e accattivante del pacchetto. La modalità Orda è quasi perfetta: non solo riuscirà a monopolizzare le vostre serate di gioco con amici, ma rappresenta persino un'offerta a suo modo unica nel panorama attuale degli sparatutto, che negli anni sembrano aver abbandonato l'idea di presentare una cooperativa solida e funzionale. Il PvP competitivo prende tutto quello che di buono è stato fatto nei precedenti capitoli, migliorandolo dal punto di vista dei ritmi, del bilanciamento, della struttura, della varietà. Gears Of War 4, insomma, è arrivato sul mercato intenzionato a togliere un po' di spazio agli sparatutto in prima persona che dominano il mercato, dimostrando che anche i TPS possono distinguersi sul fronte dell'online. Resta vero, per altro, che se siete appassionati di lungo corso, anche la campagna saprà regalarvi qualche momento emozionante (sperando che in futuro il team di sviluppo abbia voglia di osare di più in termini di ispirazioni artistiche e varietà di situazioni). Quello che possiamo assicurarvi, è che la saga è in mani capaci, e che è tornata per restare a lungo.

8

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