Recensione Gears Of War: Fine Della Coalizione

Il capitolo letterario che funge da prequel al terzo episodio della saga di Epic

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Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Non solo piombo e parolacce

Ora che la trilogia di Gears Of War si è conclusa è possibile fare dei bilanci più concreti su quanto e come la saga di Epic abbia sconvolto per sempre il mondo dei videogiochi. Termini come Lancer e Locusta sono entrati di diritto nel vocabolario di ogni giocatore che si rispetti, mentre gli sparatutto sembrano ormai incapaci di rinunciare a coperture e telecamere virtuali poste alle spalle degli avatar.
Tuttavia, se c’è qualcosa che Marcus Fenix e soci hanno lasciato per strada è stata una trama degna di questo nome. Anzi, per essere più precisi è mancata, anche nel terzo capitolo e relativo DLC, una sceneggiatura che rendesse giustizia all’universo immaginifico creato dagli scrittori e artisti della software house americana. Sera non è un pianeta senza storia, la squadra Delta non è solo una mandria di volgari vomitatori di piombo. C’è ben altro e i veri appassionati di Gears Of War lo hanno già scoperto munendosi di relativi fumetti e romanzi.
Oggetto di questa recensione, l’ultimo libro pubblicato a ridosso del terzo capitolo videoludico. Gear Of War: Fine Della Coalizione continua nell’opera di definizione di tutto quel background emotivo e narrativo che sfugge nei videogiochi?

A metà strada tra una Jedi e una Gear

L’autore, o per meglio dire autrice, del romanzo è Karen Traviss. Figura professionale di tutto rispetto, vanta un curriculum di sicuro impatto. Dopo un inizio come giornalista diventa a tutti gli effetti una scrittrice di fantascienza. Firma una saga di sei libri, intitolata Wess’Har, e quasi contemporaneamente diventa genitrice di una mezza dozzina di racconti di Star Wars delle serie Republic Commando, The Clone Wars e Legacy Of The Force.
Da lì, il suo coinvolgimento nel mondo videoludico fu quasi inevitabile: a partire da Gears Of War: Aspho Fields, è l’autrice di tutti gli altri romanzi legati al brand ed è lead writer della sceneggiatura di Gears Of War 3.
Non si tratta insomma, di una che si potrebbe facilmente apostrofare con il termine “novellina”. Tutt’altro: siamo di fronte a una veterana di fantascienza e guerra. In particolar modo, la sua ampia conoscenza della saga di Epic, vale come mezza assicurazione sulla qualità di Fine Della Coalizione.
E’ effettivamente così?

Vectes, capitale del COG

Chi ha già letto gli altri romanzi non faticherà ad addentrarsi nella lettura di Fine Della Coalizione, ben preparato ad incontrare molto più che una sequela di scontri armati, impreziositi da comiche volgarità intramezzate con puntualità svizzera.
Il setting nel quale si svolge la vicenda è quello dell’isola di Vectes, quindici anni dopo l’E-Day. Il Martello Dell’Alba ha già raso al suolo le principali città di Sera e Jacinto riposa da tempo nella sua tomba d’acqua. Temporalmente quindi, siamo tra il secondo e il terzo Gears Of War.
Qui, ciò che resta del COG si è unito ad altre popolazioni, tra le quali gli acerrimi rivali Gorasni, nel tentativo di sopravvivere alla nuova minaccia dei Lambent, apparentemente incapaci, come le Locuste, di attraversare la placca di granito sulla quale posa l’isola.
La vicenda si apre insomma con una relativa tranquillità, dove il conflitto più grande sembra quello che divide il Presidente Richard Prescott, detentore di chissà quale mistero, e il Colonnello Victor Hoffman, figura di riferimento per la Squadra Delta e in buona parte protagonista assoluto del romanzo.
Questa vicenda per certi versi politica, che si mescola con una tensione sociale dovuta all’incontro di tanti popoli diversi, viene rotta dall’arrivo dei Lambent sull’isola. A partire da questo momento, il lettore sarà guidato in un’escalation di scontri e situazioni d’emergenza che si susseguono, sino alla conclusione già nota a tutti coloro che hanno giocato a Gears Of War 3.
Il particolare intreccio narrativo di Fine Della Coalizione, a metà strada tra un vero e proprio prequel e un’opera di approfondimento e puntualizzazione, rende la fruizione ugualmente interessante e quasi necessaria sia per coloro che hanno già giocato all’ultimo capitolo della saga videoludica, sia per chi non lo ha ancora fatto.
I primi comprenderanno meglio la provenienza del famoso disco rubato a Prescott e come è finito il COG. I secondi saranno equipaggiati con un know how ben maggiore, rendendosi capaci di interpretare molto meglio alcuni fatti fin troppo brevemente accennati nel gioco.

Si spara, si ride, si piange

Visto l’ammontare delle pagine (più di 500) è lecito chiedersi se l’intreccio narrativo, di per sé piuttosto lineare e privo di veri colpi di scena, riesca a non diluirsi fin troppo e a mostrare il fianco alla noia. Karen Traviss, in questo senso, non solo si dimostra abilissima nel puntellare la trama di momenti dall’alto tasso drammatico, sempre utili a risollevare la narrazione dopo l’ennesima battaglia e ricognizione a bordo dei Raven, ma dedica alcuni capitoli ai flashback di alcuni personaggi. Cole Train, Baird, Bernadette Mataki e Dizzy Wallin saranno i protagonisti di queste digressioni e saranno seguiti da vicino dalla fine della Guerre Del Pendulum, fino a pochi anni di distanza dalla fuga su Vectes, passando per l’E-Day e l’uso del Martello Dell’Alba sulle città del COG. Si tratta, senza alcuna ombra di dubbio, dei passi più interessanti e riusciti del libro. In un colpo solo si viene a conoscenza del passaggio di Cole da superstar del Trashball a Gear novizio, dell’antisocialità del giovane Baird, del dramma di una Bernie costretta a seguire da lontano la lotta contro le Locuste e della vita da Arenato di Dizzy, costantemente preoccupato per la sopravvivenza delle sue due figliolette.
Tutto sarebbe però inutile, senza un’attenta introspezione dei personaggi. Anche sotto questo punto di vista Karen Traviss non delude affatto, restituendoci una profondità emotiva quasi alienante per tutti coloro che fin’ora hanno conosciuto i vari personaggi tramite i videogiochi. Si è testimoni di diversi passaggi assolutamente commoventi, vuoi per una Samantha Byrne incapace di scordare il padre, per un Hoffman che ormai soffre il passare del tempo e cede spesso alla nostalgia o per un Dom ben lontano dall’accettare la morte di Maria. Il narratore onnisciente si sposta di continuo, anche tra una frase e l’altra, cambiando continuamente punto di vista e filtrando con occhi sempre diversi le varie situazioni. A questo gioco di specchi si sottrae Marcus Fenix, imperscrutabile e descritto unicamente attraverso i suoi compagni. L’espediente è interessantissimo e non fa altro che aumentare la fascinazione nei confronti di un eroe impenetrabile, ma non per questo insensibile. Non c’è modo di conoscere i suoi pensieri che solo in rare occasioni vengono traditi da un piccolo gesto o dalle congetture di chi lo conosce da tempo.
Tutto questo sentimentalismo tuttavia, non cede un centimetro alla classica volgarità di Gears Of War che, fortunatamente, si presenta immutata e tirata a lucido anche in questa occasione. Restare impassibili alle risposte taglienti di Baird, così come ai commenti esagerati di Cole Train è impossibile: le risate non mancheranno quasi mai insomma.
La qualità e ricchezza della narrazione è fuori da ogni dubbio. Sebbene, con ogni probabilità, Fine Della Coalizione sarebbe stato godibile anche con cento pagine in meno, grazie ai flashback, a un intreccio ben ritmato e, soprattutto, a un’introspezione psicologica da manuale, si rimane incollati alle pagine fino in fondo.

Gears Of War: Fine Della Coalizione Chi si aspetta solo battaglie e parolacce resterà deluso. Per quanto non manchino questi due elementi, Fine Della Coalizione ha molto di più da offrire. Grazie a un intreccio lineare, ma comunque ricco di momenti di pathos, e a una profonda caratterizzazione e introspezione psicologica dei personaggi, il romanzo di Karen Traviss è assolutamente consigliato a tutti i fan di Gears Of War intenzionati a fare chiarezza sui alcuni fatti del terzo capitolo videoludico o in attesa di metterci finalmente le mani sopra. Per la sua struttura è invece sconsigliato ai neofiti della saga che perderebbero più tempo a cercare di capire di chi e cosa si parla, piuttosto che godersi la narrazione. Questo avvertimento non vale per chi si è limitato a giocare i videogame, senza aver prima letto altri romanzi del brand, visto che sono già sufficientemente equipaggiati di un know how sufficientemente esteso.

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