Recensione Ghost Recon: Future Soldier - Arctic Strike DLC

Primo DLC per Future Soldier

Ghost Recon: Future Soldier

Videorecensione
Ghost Recon: Future Soldier
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

In una generazione così affollata da shooter di ogni qualità, forma e colore, è difficile persino distinguere quelle che si rivelano produzioni dal vero valore. E' il caso di Ghost Recon: Future Soldier, un vero e proprio ritorno di fiamma per una saga da molti (troppi) anni sopita nel dimenticatoio. Grazie ad una formula da TPS piuttosto classica e collaudata, alla certosina raffinazione delle meccaniche ludiche e ad un impianto di gioco molto solido e basato su una componente tattico/strategica molto efficace, il titolo Ubisoft è riuscito a fare breccia nei cuori degli appassionati, strappando consensi consensi da stampa e pubblico.
Ad un mese dalla release e dopo alcune patch correttive il team ha dunque pensato di rilasciare il primo contenuto scaricabile: Arctic Strike. Il pacchetto, disponbile dal 17 Luglio su Xbox 360 e dal 18 Luglio su Playstation 3 (rispettivamente per 800 MS Points e 9.99€), presenta tre nuove mappe per il multiplayer competitivo, una per la modalità Guerriglia ed una nuova ed interessante modalità competitiva. Leggermente più a margine il DLC permetterà di sbloccare nuove armi dedicate alle classi soldato (Rifleman: F2000 e CZS805, Scout: Type 05 JS e BT MP9, Engineer: OCP-11 e Mk17) ed aumenterà di ben dieci livelli il level cap per l'avatar. Una proposta succulenta che Everyeye.it ha avuto modo di visionare accuratamente.

Le Mappe

Base Artica

La prima delle mappe comprese nel pacchetto è Base Artica, dedicata alla famosa modalità Guerriglia - una sorta di Orda (come potete leggere nella nostra recensione) dove, da soli o in cooperativa, dovremo prendere diversi avamposti e mantenerli al riparo da una serie di assalti nemici. Si tratta della riproposizione in chiave coop di una delle aree già viste nel corso della campagna single player, durante la quinta missione, quando ai nostri verrà chiesto d'inoltrarsi nelle lande ghiacciate della Siberia al fianco di un potente drone meccanizzato. L'area ricalca in particolare il punto di mezzeria dell'incarico, ovvero quando alle truppe, approdando ad una vasta area ricca di strutture e uomini di pattuglia, veniva ordinato di abbattere gli elicotteri da guerra "parcheggiati" in loco. La zona, ad una prima occhiata (così come ad un'ispezione più approfondita) ha mantenuto esattamente le stesse caratteristiche. Diversi capannoni circondano una zona centrale di stoccaggio mentre alcuni edifici dai terrazzamenti rialzati offrono una buona visuale complessiva. Ai margini della mappa troviamo persino alcune torri di vedetta, che presentano punti di osservazione addirittura migliori sacrificando però la copertura. Poco importa, in ogni caso, almeno all'inizio: la struttura da conquistare sarà infatti un magazzino a due piani con agibilità sul tetto, in maniera da renderne più agevole la copertura a chi vi si inoltrasse in solitaria. La "missione", al solito, prende il via con una sessione stealth (che si ripeterà poi ad ogni 10 ondate) nella quale dovremo eliminare silenziosamente i primi otto avversari per prendere possesso della "base". Da qui in poi starà a noi sfruttare rifornimenti ed attacchi speciali per far fronte ad attacchi militarizzati d'ogni tipo.


Grattacielo


Dalla cooperazione si passa immediatamente alla competizione, e la prima mappa nella quale ci siamo imbattuti è Grattacielo. Si tratta, come il titolo lascia chiaramente intuire, del tetto di un alto complesso di edifici: un teatro di scontro perfetto per la sfida tra due squadre speciali. Per quanto di primo acchito la mappa possa sembrare ristretta e dalle possibilità limitate, bastano un paio di partite per capire che la sua vastità e complessità nulla hanno a che fare, ad esempio, con le varianti molto simili già viste in Call of Duty. La planimetria di Grattacielo mostra chiaramente una struttura speculare, con i due spawning points posti agli antipodi, un piano sotto rispetto al terreno di scontro. La zona centrale, dove infurieranno le sparatorie, risulta molto più complessa di quanto non si potrebbe immaginare, con diversi punti ad offrire copertura (grosse bocche d'aerazione o centrali elettriche, tanto per fare due esempi) ed alcuni terrazzamenti rialzati ideali per l'appostamento dei cecchini. La linearità è scongiurata dalla possibilità di entrare ed uscire dall'edificio stesso, pur limitandosi alla sua porzione "a livello" con il tetto del grattacielo stesso. Collateralmente alle zone di scontro più aperte e battute è presente un'area più intricata, dov'è situata la grossa scritta al neon che campeggia sull'edificio. Il design di tale zona, piuttosto arzigogolato, la rende perfetta per letali imboscate. La mappa presenta dunque un layout molto vario e, per quanto l'architettura si riveli dopo poco leggermente monotona, la strutturazione complessiva appare valida e funzionale soprattutto nelle modalità ad obiettivi.


Rivolta


La seconda delle mappe visitate è ambientata lungo le strade di una Mosca dilaniata dal conflitto. Edifici spezzati sovrastano strade ricolme di macerie, dove le auto completamente distrutte forniscono, assieme a larghi blocchi di cemento posti nel tentativo di bloccare una qualche rivolta, la giusta copertura per non farsi ammazzare in pochi secondi. Anche in questo caso la pianta è speculare, con le zone di respawn che convergono direttamente alla piazza centrale, dove il Municipio farà da sfondo ai cruenti scontri a fuoco. Molto interessante, tra i vari ostacoli, la presenza di un treno deragliato che consentirà ai soldati di trovare riparo entrando ed uscendo da entrambi i lati, prodigandosi, con un pò di fortuna ed astuzia in qualche interessante imboscata. Alcuni degli edifici, soprattutto al pianterreno, permettono d'intrufolarvisi, offrendo riparo ma una visuale non molto migliore rispetto a quella della strada. Gli accessi multipli ad ognuno di essi li rendono poi decisamente pericolosi per potenziali attacchi alle spalle. Sulle dita di una sola mano si contano infine i punti d'appostamento sopraelevati, tanto difficili da raggiungere quanto da scovare per eventuali avversari. Anche in questo caso, tuttavia, la visuale non sarà delle più complete. Anche questa seconda mappa, per quanto presenti pochissimi dislivelli di sorta ed una struttura leggermente più lineare, mostra un level design veramente ben congegnato. Puntando stavolta sulla complessità dei passaggi percorribili (spesso pericolosamente intrecciati tra loro) il team ha saputo confezionare l'ennesima interessante variabile.


Sfratto


L'ultima mappa dell'offerta competitiva è Sfratto, ambientata ancora una volta nella capitale sovietica ma, questa volta, alla sua periferia. Ci troveremo in quello che sembra a tutti gli effetti un quartiere popolare, con una schiera di enormi palazzi a costituire complessi di piccoli appartamenti e diverse aree di parcheggio e verdeggianti a caratterizzarne i dintorni. Si tratta probabilmente della più piccola tra le tre mappe multigiocatore, nonché della meno complessa. Pur non trattandosi esattamente di un'area dal layout speculare (tra una porzione e l'altra) la divisione, osservandone la conformazione, appare piuttosto chiara. Ai due estremi sono posti i punti ri rinascita predefiniti per le due squadre ed a tagliare a metà la location proprio il complesso di edifici che si diceva in precedenza, a formare un quadrilatero ricco d'insidie. Gli scontri si concentreranno proprio nella zona d'edificazione, grazie soprattutto alle numerose auto parcheggiate, alla possibilità di entrare al piano terra degli edifici per muoversi leggermente più riparati ed, infine, alla semplice facoltà di appostamento, praticabile sia nei pressi degli stessi palazzi sia poco più lontano, dove -da ambo i lati- sorgono piccoli edifici con all'interno i panneli di comando delle centraline elettriche. Per quanto di semplice fattura, il layout della mappa convince e funziona, rendendo gli scontri quasi sempre interessanti. La presenza di un numero comunque limitato di soluzione la rende, però, una delle meno interessanti del pacchetto.

Recinto

Il DLC chiude (o, per meglio dire, apre) con una modalità competitiva nuova di zecca, chiamata Recinto. Si tratta di una variante piuttosto interessante del King of The Hill, con un pizzico di Deatmatch. Avviata una partita ad ogni squadra dovrà in primis eliminare l'avversaria senza perdite tra le proprie fila. Ogni uccisione, infatti, manderà il malcapitato nel Recinto, una sorta di limbo per uscire dal quale bisognerà attendere una kill per ciascun membro imprigionato. Va da se che più uccisioni una squadra riuscirà ad ottenere senza morti nei propri ranghi, tante più saranno le possibilità di assottigliare il team avversario ed ottenere la vittoria (raggiunta solo con tutti i membri di una squadra imprigionati nel Recinto). Contemporaneamente alle prime morti, però, compariranno due zone, una da difendere ed una da conquistare. Se una delle due squadre riuscirà a conquistare la ZA (così viene chiamata in game) nemica, piomberanno automaticamente in campo i rinforzi - ovvero tutti i membri del team nel Recinto verranno liberati. Altrimenti l'unica maniera per recuperare lo svantaggio sarà uccidere uno ad uno i nemici, per scambiare ciascuna delle vite con un "pass" per il rientro di un alleato.
La modalità, da subito interessante, ha mostrato qualche difetto dopo un cospicuo numero di partite. Per quanto stimolante, infatti, la variante in oggetto si è dimostarta un pò troppo incline al camperaggio, mostrando costanti appostamenti e movimenti effettuati con estrema circospezione per paura di finire nel Recinto. A "modello domino", questo "difetto", per quanto non estremizzato come in altre circostanze o in altri videogiochi, è la causa del successivo: le lunghe attese per il respawn. Se sarete i primi (o gli unici) a morire le problematiche non si sentiranno, in realtà, poiché basterà una kill per "tirarvi fuori". Quando però verremo contati come terzi o quarti cadaveri nella nostra squadra di sei, la noia nell'aspettare il turno di respawn si farà pesantemente sentire, considerato che, nell'attesa, non saremo dotati di libera facoltà di "gironzolare" (con la telecamera) lungo la mappa.
Una modalità di gioco controversa, insomma, che regalerà certamente grandi soddisfazioni se interpretata in maniera corale.

Ghost Recon: Future Soldier Arctic Strike (o Missione Artide - nella versione PAL ITA) è un Downloadable Contet dall’alto contenuto qualitativo. Le mappe presenti nel pacchetto (soprattutto quelle per le modalità competitive) appaiono veramente ben realizzate e capaci di aggiungere all’offerta location davvero estese e dalle velleità per nulla scontate. Anche Recinto, per quanto non perfetta in tutti i sensi, mostra delle peculiarità davvero interessanti ed apprezzabili. Il teamplay sarà indispensabile, muoversi in gruppo e supportarsi un dogma. Anche se il tutto induce spesso al camping sfrenato poco importa, poiché la combinazione tra nuova modalità e nuove mappe funziona molto bene. C’è tuttavia da dire, in chiusura, che 800 MS Points (o 9.99 €) per “sole” tre location (più una per Guerriglia) ed una nuova modalità potrebbero sembrare non esattamente proporzionati. La qualità -ribadiamo- è comunque garantita e per questo il DLC è altamente consigliato a tutti i possessori del titolo.