recensione Ghost Recon: Shadow Wars

La saga Ubisoft si trasforma in uno strategico a turni in occasione del lancio del 3DS

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Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Tom Clancy è ovunque

I giochi targati Tom Clancy continuano imperterriti a fagocitare generi ed espandersi su ogni piattaforma possibile. Dopo H.A.W.X. e conseguente spostamento nei cieli a bordo di caccia ultratecnologici, è giunto il momento di vedere lo scrittore americano appropriarsi anche del 3DS. L’operazione, manco ci trovassimo effettivamente in uno dei suoi libri di spionaggio, è stata rapidissima e incredibilmente silenziosa: come un marine che sorprende il suo nemico alle spalle, Tom Clancy non si è accontentato di accompagnare l’esordio della nuova console Nintendo con un titolo solo, ma addirittura con due. Se di Splinter Cell 3D vi parleremo a breve, questa è la sede per discutere di Ghost Recon: Shadow Wars. Come si sarà adattata la saga al 3DS? Avrà tratto specifici benefici dalle caratteristiche uniche della console?

L’effetto Tom Clancy fallisce in pieno


In un colpo solo Shadow Wars compie due piccole, grandi imprese. Da una parte segna l’esordio del brand su 3DS, dall’altra abbandona il gameplay da sparatutto tattico in 3D, per tramutarsi in uno strategico a turni sulla falsariga di Fire Emblem e Advance Wars. Il feeling, così come il pubblico di riferimento, è insomma irrimediabilmente cambiato, tanto da costringerci a domandarci del perché si sia tirato in ballo il marchio di Ghost Recon, vista anche l’assenza di qualsiasi volto noto recuperato da episodi precedenti. Naturalmente la risposta è scontata e ovvia, ma non lasceremo certo che un fattore come questo, piegato da necessità commerciali, incida sul nostro giudizio.
Sempre relativamente al titolo del gioco, incide invece quel Tom Clancy che, ancora una volta, campeggia fiero sulla cover. La domanda che sorge spontanea è molto semplice: perché appoggiarsi ancora al nome di uno scrittore famoso, quando ci si ritrova a fare i conti con una trama e un cast così poco accattivanti da apparire come alcuni degli aspetti meno riusciti della produzione?
Shadow Wars introduce il videogiocatore nell’ennesima crisi internazionale che potrebbe portare a un conflitto di dimensioni mondiali. Dall’Est Europa alla Cina, tutto sembra in fermento, tra complotti politici, cellule terroristiche e gli immancabili scienziati detentori di avveniristiche tecnologie e costretti a sporcarsi le mani. A contrastare l’apocalisse bellica, il classico gruppo di soldati, ognuno con specializzazioni diverse, dotati di personalità assolutamente dimenticabili. C’è il comandante pronto a tutto, il nerboruto e testosteronico artigliere, l’acuto ma ombroso cecchino e così via. Pur non dimenticando nessun clichè del caso, a mancare è proprio l’anima, tanto nella narrazione, affidata a video poco ispirati nella regia, quanto nella caratterizzazione di ogni soldato, fin troppo stereotipata e incapace di guadagnarsi un posto di rilievo nella memoria del videogiocatore.

Conquistando il campo di battaglia casella dopo casella

Se l’effetto Tom Clancy fallisce completamente, non fa altrettanto il gameplay. Pur essendo ben lontani i tempi di Fire Emblem e Advance Wars, è innegabile che ci troviamo di fronte ad un buono strategico dotato di meccaniche piuttosto profonde e impegnativo al punto giusto.
Come da tradizione ogni mappa è divisa in caselle. A turno, giocatore e CPU avranno la possibilità di muovere le proprie unità e di portare i vari attacchi. Ogni soldato gode di specifiche statistiche di attacco, difesa e mobilità, che potranno essere potenziate al termine di ogni livello in base ai risultati conseguiti. Inoltre ognuno di essi gode di abilità e equipaggiamento specifici. Avrete così il medico, utile per ripristinare i punti vita ma dotato di una pistola di modesta potenza, mentre l’artigliere conterà su un’impressionante potenza di fuoco a scapito di una mobilità ridotta. Il cecchino paga la lunga gittata della sua arma con una barra della vita ridicola. Questo gioco di pro e contro viene ulteriormente complicato da tutta una serie di elementi da tenere perennemente in considerazione. Innanzi tutto molte unità conteranno su armi secondarie. Le granate, per esempio, sono efficaci per colpire i nemici riparati da un muro, il lanciamissili è fondamentale quando si dovrà abbattere qualche mezzo corazzato.
Inoltre bisognerà sempre valutare attentamente ogni spostamento, principalmente in relazione a due fattori. Il primo è relativo ai possibili bonus o malus che potranno regalare determinate caselle. Attraversare un corso d’acqua, ad esempio, costerà più punti spostamento al vostro personaggio, riducendo dunque la distanza che potrà percorrere in un turno. Trovarsi in posizione elevata rispetto a un nemico può aumentare l’area di tiro permettendovi di colpire senza essere colpiti. Rifugiarsi in un edificio vi regalerà maggior difesa. Nascondendosi tra la vegetazione si impedisce agli avversari più distanti di colpirvi. Tutta questa serie di elementi spinge il videogiocatore a valutare attentamente ogni mossa, soppesando di volta in volta la possibilità di sferrare o meno un’offensiva. Naturalmente non si tratta di niente che non si sia già visto altrove, ma sono fattori che concorrono a rendere ogni partita sempre stimolante.
Il secondo elemento da tenere sempre in conto riguarda il fuoco di risposta. Effettuato il nostro attacco, infatti, saremo vittima della controffensiva di tutti gli avversari che in quel momento ci avranno all’interno della linea di tiro. Sarà quindi necessario muoversi tenendo costantemente in considerazione la gittata di tutte le unità sul campo, se non si vuole finire nel mezzo di un fuoco incrociato.
A questi elementi principali se ne aggiungono poi una lunga serie che coinvolge la potenza delle armi in relazione alla distanza dell’obbiettivo, la possibilità di caricare un colpo speciale dopo un certo numero di turni e molto altro ancora.
Il risultato è insomma una gameplay piuttosto profondo che sopperisce a una certa mancanza di originalità della Campagna Principale. Questa, piuttosto lunga e composta di numerosi livelli, fallisce nel tentativo di offrire missioni variegate, ma si salva proprio grazie alla forza delle meccaniche di gioco. Se alla lunga si tratterà pur sempre di eliminare tutti i nemici presenti nel livello, il design delle mappe e i tanti elementi strategici da tenere in conto stimoleranno continuamente gli amanti del genere. Certo manca il tocco di originalità e il tutto sembra ridursi a un compitino ben svolto, privo di qualsiasi fronzolo caratterizzante. Ma, pur non sconvolgendo l'amante del genere, Ghost Recon: Shadow Wars è un videogioco capace di divertire e impegnare continuamente.

Una guerra che può fare a meno del 3D

L’altro grande difetto di Ghost Recon: Shadow Wars è da ricercare nell’impianto grafico. Sebbene faccia parte della line-up di lancio del 3DS, è innegabile che ci troviamo di fronte a un titolo che avrebbe potuto girare anche su DS. I modelli poligonali sono abbozzati, le texture poco definite, le animazioni lasciano piuttosto a desiderare. Anche il 3D è incapace di aggiungere qualcosa. Lo sprofondamento dell’ambientazione rispetto ai personaggi aiuta a individuare meglio le unità sul campo, ma vista la velocità con cui si consuma la batteria della console, lo disattiverete presto senza alcun rimpianto. Naturalmente, visto il genere di riferimento del titolo non ci saremmo certo aspettati una grafica eccelsa, ma pur evitando per un soffio una secca insufficienza, Shadow Wars lascia piuttosto con l’amaro in bocca in questo senso. Chiari invece e per fortuna, i menù.
Dal punto di vista sonoro il discorso è sicuramente più roseo, ma anche in questo caso è difficile superare la sufficienza. I brani musicali sono sicuramente azzeccati, ma gli effetti sonori risultano sfacciatamente artificiosi e spesso mal campionati.
Poco da lamentarsi invece sul fronte della longevità. Come detto la Campagna Principale è piuttosto lunga e vi porterà via diverse ore per essere completata. Inoltre sbloccherete progressivamente delle missioni che si staccano dalla story line, ma che rappresenteranno ulteriori livelli da portare a termine. Infine è presente anche una sorta di multiplayer. Questo si dimentica sia dell’online che della connessione wireless in locale, per spingere due giocatori a scontrarsi in battaglie 1 VS 1, passandosi lo stesso 3DS ad ogni turno. Di sicuro la trovata è funzionale ed economica, ma perché nel 2011 un gioco rinuncia persino a proporre il multiplayer via wireless? Questo è un mistero che Ubisoft non svelerà mai.

Ghost Recon: Shadow Wars Ghost Recon: Shadow Wars è un buono strategico a turni, limitato da alcuni difetti piuttosto evidenti. L’impianto narrativo non è assolutamente all’altezza, mentre una certa mancanza di originalità nelle missioni della Campagna Principale e un multiplayer estremamente limitato impediscono al prodotto Ubisoft di raggiungere l’eccellenza. Tuttavia è innegabile che ci troviamo di fronte a un videogioco dalle meccaniche coinvolgenti. Vuoi per la profondità del gameplay, vuoi per i tanti elementi strategici tirati in ballo, o ancora per il buon numero di livelli presenti, Ghost Recon: Shadow Wars è sicuramente consigliato agli irriducibili del genere in cerca di un titolo da giocare anche fuori casa.

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