Ghost Recon Wildlands: Recensione del DLC Narco Road

Ghost Recon Wildlands si arricchisce con Narco Road, un DLC che propone una narrazione slegata dalla trama principale ed una serie di nuovi contenuti.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Ghost Recon Wildlands: Recensione del DLC Narco Road
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

La nuova installazione del franchise dedicato alla squadra Ghost, a poco più di un mese dal suo arrivo, si arricchisce della prima espansione. La frase, letta distrattamente, può indurre l'utente a pensare che il titolo Ubisoft abbia ricevuto solo il "solito" DLC a pagamento post lancio. I piani del colosso francese per la propria creatura, invece, portano in dote ben altro, che ci fa capire non solo l'importanza rivestita dal progetto, ma anche quanta attenzione e cura gli siano tributate. Per Ubisoft, infatti, i primi mesi del 2017 sono stati alquanto impegnativi sul fronte commerciale. Basti pensare ai contenuti che accompagnano la conclusione del primo anno di vita di The Division; a Rainbow Six Siege; a quel concentrato di spettacolare violenza che è For Honor e, appunto, a Wildlands.
Riguardo a quest'ultimo la pietanza messa sul piatto dal developer per mantenere attiva e vitale la community nel corso del tempo sembra essere di quelle ricche e all'apparenza molto gustose. Espansioni già programmate, contenuti bonus, sfide stagionali e l'introduzione del multiplayer competitivo non sono certo quisquilie di poco conto, se prendiamo in considerazione la già grande mole dell'esperienza "base".
Due dei contenuti appena elencati - ovvero il primo DLC e le sfide stagionali - hanno fatto il loro debutto lo scorso martedì. Noi non potevamo certo lasciarci sfuggire l'opportunità di testarli, pad alla mano, e capire in che direzione si stanno muovendo gli sviluppatori per prolungare la permanenza degli utenti dopo la conclusione delle vicende relative a El Sueno. L'esperienza di gioco, effettivamente, si espande non solo con un rivolo narrativo totalmente scollegato dal canovaccio principale ma anche a nuovi contenuti, latori di ricompense esclusive. Tutto perfetto, dunque? Non proprio.

Previously, on Wildlands

Dopo esserci imbarcati nell'improba impresa di porre fine al folle regno del Santa Blanca c'era ben poco che si potesse fare per continuare a divertirsi all'interno dell'immenso "parco giochi" boliviano allestito da Ubisoft. Intendiamoci, di carne al fuoco ce n'era tanta ma una volta, portate a termine le missioni principali, aver fatto saltare la testa di qualche scagnozzo e scoperto tutti i retroscena relativi al Cartello più potente di sempre, non ci restava altro che iniziare a ripetere le medesime azioni.

Ed è proprio di questo che probabilmente il team di sviluppo deve aver discusso. Ecco, dunque, arrivare l'idea: sfide stagionali che mettono in palio ricompense esclusive, non ottenibili altrove. Questo "rinforzo positivo" si sviluppa attraverso una stratificazione episodica congegnata per proporre continui update con nuove reward e incuriosire così l'utente a connettersi regolarmente. Ogni stagione dura sei settimane e le missioni, cinque in tutto per ogni episodio, devono essere portate a termine prima del reset settimanale. Ce ne sono per tutti i gusti: tre dedicate per le azioni in solitaria, una da completare con una Task Force e una sfida Community che, invece, richiede il contributo di tutta la comunità. Il primo episodio della prima stagione si concentra sulla corruzione che serpeggia all'interno dell'Unidad e gli strani movimenti di uomini e mezzi che non lasciano presagire nulla di buono per le settimane a seguire.
Le sfide stagionali, però, non sono disponibili nel nuovo DLC. Di conseguenza, se avete già avete completato l'avventura e volete esplorare le nuove feature, dovrete prepararvi a saltare da un contenuto all'altro. Probabilmente tale scelta - comprensibile, ancorché scomoda - è stata presa a causa di esigenze legate al mantenimento della coerenza con l'universo narrativo principale. Già, perché Narco Road non ha nulla a che spartire con il "vecchio" Wildlands 1.0.
Il primo DLC, teso a espandere l'offerta ludica di Ghost Recon Wildlands, ci strappa senza tanti complimenti dall'evocativa avventura che aveva esaltato le gesta della squadra Ghost per immergerci in un mondo fatto di macchine truccate, psicopatici assurdi e tanta (ma proprio tanta) ignoranza. Ma andiamo con ordine. Narco Road segue pedissequamente la struttura già vista nel contenuto principale: la mappa di gioco viene suddivisa in quattro macro aree e, come di consueto, in ognuna vi sono missioni principali ed eventi secondari con cui sbizzarrirsi. In questo caso, però, ci troviamo dall'altra parte della barricata. Vestiamo i panni di un Ghost solitario, il cui scopo ultimo è servire al governo statunitense la testa di El Invisible, capo di un cartello locale (non ci troviamo più in Bolivia) affiliato al Santa Blanca. Prima di arrivare al losco individuo, però, dobbiamo infiltrarci nelle tre bande minori, capitanate da altrettanti buchones, e stringere progressivamente il cerchio per avvicinarsi sempre di più al boss.

The ballad of gay Narco

Al mutare dell'obbiettivo cambia, ovviamente, anche il nostro modus operandi. Per infiltrarci con successo e guadagnare la fiducia dei capi delle bande dobbiamo accontentarli in tutto e per tutto nei loro assurdi deliri da reparto psichiatrico. I tre Alfieri di El Invisible mettono in scena (e portano all'esagerazione più spinta), infatti, altrettanti stereotipi facilmente riconoscibili. C'è il malato di social ed esperienze estreme, che ricorda molto da vicino la vita di plastica condotta da un certo Dan Bilzerian; c'è un folle motociclista che sembra uscito direttamente da un film del magico duo Tarantino-Rodriguez e, infine, un feticista delle auto da corsa.

Forse il meno riuscito della triade, tanto sotto il profilo della caratterizzazione quanto nella varietà delle richieste "speciali", un filo ripetitive. Il doppio gioco si traduce generalmente in furti d'auto; protezione di camion carichi di coca o starlette del mondo dello spettacolo colluse con un boss del cartello; irrorare i campi con il classico disinfestante e riempire di piombo la banda dei Sin Alma, antagonisti (assieme all'onnipresente Unidad) di questo episodio. Gli affiliati del Santa Blanca, insomma, sono ora nostri alleati e possono essere chiamati nel momento del bisogno, esattamente come accadeva con i guerriglieri del gruppo Katari 26. Come abbiamo già accennato, in Narco Road l'atmosfera che avvolgeva l'avventura principale va a perdersi in favore di un'esperienza di gioco più frenetica, esplosiva e sopra le righe.

Oltre alle richieste assurde che dobbiamo portare a termine, infatti, il DLC aggiunge nuovi sgargianti veicoli modificati in stile Fast & Furious e attività secondarie tamarre (denominate "Electro") come acrobazie con mezzi aerei, "cronoscalate" e sfide a colpi di drift lungo le strette mulattiere che segnano il fianco dei rilievi montuosi. In alcuni frangenti ci è persino parso di trovarci di fronte a un mix tra The Crew (tanto per restare in casa Ubisoft) e un qualsiasi shooter in terza persona. In realtà, nella mente degli sviluppatori, queste attività secondarie non avrebbero dovuto essere un semplice riempitivo senza capo né coda. Per avvicinare i boss di ogni area, infatti, è stata introdotta una dinamica social basata sui "follower" (un po' come accade in Forza Horizon 3). Ciò significa che,oltre ai classici punti esperienza, portando a termine ogni attività si guadagneranno anche seguaci. Riempiendo l'apposita barra e raggiungendo determinati scalini, dunque, si sbloccano indizi e missioni per proseguire nella storia. In tutta onestà, la progressione non sembra essere ben tarata, perché basta portare a termine poche missioni in ogni area per avere il numero di follower necessario per andare avanti. E le acrobazie Electro, così, divengono una mera nota di colore che si perde nel quadro generale.

Resettami tutto

Narco Road, lo abbiamo già detto, si pone come esperienza di gioco esterna e scollegata dal "core" del titolo e può essere goduta anche se non avete portato a termine il filone narrativo principale, dato che le vicende - presumibilmente - si svolgono in un altro paese dell'America Latina.
Per questo motivo il nostro solitario alter ego (non vorrete mica infiltrarvi con un'intera squadra di marines, non è credibile, no?) è ovviamente un personaggio tutto nuovo e, in quanto tale, dovrà essere customizzato da zero con camicie dalle tonalità sgargianti e dalle fantasie più assurde. Inoltre, i livelli del profilo e le statistiche che avrete sbloccato con il precedente Ghost non vengono traslati, preferendo fornire al giocatore un combattente il cui scheletro di abilità è sostanzialmente già delineato e può essere solo potenziato.
Inoltre, il livello di partenza sarà il ventesimo (quindi non importa se avete già superato tale soglia oppure no) e le armi in dotazione - tra cui alcuni nuovi innesti non modificabili - non saranno le stesse in vostro possesso. Inoltre, affrontando l'esperienza in solitaria, abbiamo patito l'assenza di compagni al nostro fianco a causa di un bilanciamento abbastanza claudicante.

Per quanto concerne, invece, l'area esplorabile di questa costola narrativa secondaria, la mappa di gioco viene ristretta a sole quattro regioni, per lo più caratterizzate da rilievi montuosi brulli. Gli asset sono chiaramente quelli già visti e un certo riciclo delle ambientazioni si fa sentire. Per distrarre il giocatore sono stati inseriti anche nuovi veicoli, tutti dotati di NOS e in linea con il contesto tamarro, come i Monster Truck, le muscle car e i chopper.
La gestione della fisica e l'usabilità di questi mezzi - soprattutto se usati sui ripidi pendii montani - si presenta "all'acqua di rose", per usare un eufemismo. D'altronde (e per fortuna) Wildlands non è un gioco di guida. Di alto spessore invece si mantiene la soundtrack, grazie all'introduzione di diverse nuove tracce musicali; mentre le poche battute pronunciate dal nostro combattente - in bilico costante tra il comico e un B-movie - tendono a ripetersi un po' troppo spesso e in modo casuale.

Tom Clancy's Ghost Recon Wildlands Narco Road, già disponibile per i detentori del Season Pass, ci mette nelle sgargianti vesti di un Ghost solitario infiltrato nelle bande di narcos affiliati al Santa Blanca. Il DLC, dunque, propone un'esperienza ludica esplosiva slegata dalle vicende principali. La caccia a El Invisible si dipana attraverso una campagna arcade dai toni tamarri e costantemente sopra le righe che poco hanno a che spartire con l'atmosfera che si respirava in precedenza. Nuovi veicoli, acrobazie, missioni secondarie assurde, spettacolari e caciarone sono tutti dei piacevoli diversivi capaci di intrattenere il giocatore per qualche ora, anche se di "Ghost Recon" mantengono solamente il nome. L'espansione, infine, inaugura anche la stagione delle tanto favoleggiate sfide settimanali che puntano, di volta in volta, a mantenere attiva la comunità elargendo ricompense esclusive per il loro completamento. Il titolo, insomma, si sta espandendo pian piano e Ubisoft cerca di accontentare le voglie di tutti i tipi d'utenza con contenuti molto vari ed eclettici. Tutto molto bello, certo, ma anche assai rischioso. Narco Road ne è la prova evidente. Vedremo cosa ci porteranno in dote i prossimi update e il prossimo DLC in programma: Fallen Ghosts.

7

Che voto dai a: Tom Clancy's Ghost Recon Wildlands

Media Voto Utenti
Voti totali: 58
7.2
nd