Ginger: Beyond the Crystal Recensione

Nostalgia dei tardi anni '90 per Ginger: Beyond the Crystal, platform ottimamente costruito che fa da scuola videoludica ai giocatori più giovani.

recensione Ginger: Beyond the Crystal
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4

Oramai videogiocare non è più considerata una cosa da bambini; l'età media dei videogiocatori si sta alzando sempre più e l'industria, di conseguenza, propone contenuti sempre più maturi per atmosfera, tematiche, profondità e sfumatura della narrazione. Il mercato dei videogiochi per bambini è comunque florido e ci regala spesso prodotti di alta qualità e decisamente godibili. È questo il caso di Ginger: Beyond the Crystal di Drakhar Studio, casa di produzione indipendente spagnola, consigliato dai sette anni in su.  Mi ha ricordato, nel linguaggio e nell'estetica, i primi platform 3D. All'inizio del gioco un breve video introduttivo ci racconta la storia di un regno pacifico abitato da umanoidi con la pelle blu, protetto dal potere di una Dea che si manifesta nel mondo in forma di cristallo e parla con i saggi del suo popolo. Un giorno la Dea ha smesso di parlare e invia un bambino, Ginger, come sue emissario, e qualche tempo dopo una losca figura scaglia una maledizione sul cristallo della Dea. Subito una pioggia di fuoco scende dal dal cielo: i villaggi sono distrutti, gli abitanti spariti e i mostri si aggirano per le terre colpite dalla catastrofe. Ginger, il bambino emissario della Dea, dovrà imbarcarsi in una missione per recuperare tre cristalli che le restituiranno tutto il suo potere: per farlo dovrà ricostruire i villaggi distrutti e esplorare mondi fantastici a cui si accede attraverso dei portali.

La narrazione è semplice e chiara. I personaggi sono privi di sfumature psicologiche e motivazioni personali, rispondono alla logica del ruolo che il gioco assegna loro - il sindaco buffo, la strega gentile, il vampiro elegante - come accade solitamente nelle storie per bambini. La grafica è da cartone animato, con colori saturi e personaggi carini, stilizzati e non realistici: anche i nemici più spaventosi sono raffigurati in modo per nulla minaccioso. Non c'è sangue, non ci sono armi: Ginger sconfigge gli avversari con pugni e salti e questi stramazzano a terra per sparire in una nuvola di fumo, come fosse il trucco di un prestigiatore. Le musiche sono potenti e prive di sfumature e rimangono in testa per giorni. Non sono elettroniche, delicate, atmosferiche, come va molto nel videogioco indipendente contemporaneo: sono dirette, invadenti, orchestrali, con un sacco di fiati "buffi", come nella musica popolare o nelle bande di paese. Stanno a metà tra la sigla di un cartone animato e le musiche circensi delle giostre dei luna park.
Il gioco è diviso in tre capitoli, ambientati in tre villaggi, ciascuno con una propria tematizzazione: il primo solare e favolistico, il secondo stregato e spettrale, il terzo strano e fantascientifico. Nei villaggi troveremo il cristallo della Dea, attraverso quale Ginger può salvare gli abitanti; delle case in rovina che possono essere ricostruite utilizzando i materiali che si trovano durante il gioco; i portali, attraverso i quali si accede alla sezione platform del gioco strutturata in livelli in 3D a telecamera fissa; i cristalli rossi, che contengono livelli bonus in cui bisogna saltare da una piattaforma all'altra destreggiandosi tra piattaforme rotanti, mobili, a tempo, e chi più ne ha più ne metta. Gli abitanti del villaggio offrono una serie di side quest che vanno dalla ricerca di oggetti, a gare di velocità, a invasioni di nemici da sconfiggere.

È sulle meccaniche che Ginger: Beyond the Crystal si rivela, pur senza essere innovativo, un gioco particolarmente ben riuscito. Non inventa nulla di nuovo: raccoglie invece meccaniche ben consolidate nella prassi videoludica, le semplifica riducendole al l'essenza e le utilizza. Ginger: Beyond the Crystal è come un' antologia di meccaniche platform: ogni livello ne introduce di nuove, senza approfondirle o necessariamente riproporle nei livelli successivi. Ecco che avremo  sfide a tempo,  trappole degne dei primi tomb raider, salti tra piattaforme mobili, percorsi fra trappole laser, interruttori da attivare e oggetti da ritrovare. Avanzando nel gioco Ginger ottiene diversi costumi, ognuno dei quali è associato ad un'abilità specifica, per esempio rimpicciolirsi, volare, suonare: tutte cose familiari agli appassionati del genere, così come lo sono le sequenze di azioni ben precise che servono a sconfiggere i Boss che si trovano alla fine di ogni capitolo.È quasi un'operazione di riscoperta dei classici, è un gioco didattico rispetto alla storia del proprio medium.

È un modo per allenare i giovani giocatori alle evoluzioni che il videogioco ha compiuto in termini di game design, che hanno generato prodotti sempre più complessi, pensati per giocatori già esperti, che la storia del videogioco l'hanno vissuta e fatta propria tasto dopo tasto. Chi deve approcciarsi ora a questo medium, non più vergine ma con oltre trent'anni di storia alle spalle, trova in Ginger : Beyond the Crystal un'ottima palestra: varia, divertente e con un linguaggio adatto ai piccoli giocatori. Anche gli adulti potranno trovarvi una fonte di divertimento: sia per l'effetto nostalgia, sia per le continue citazioni adulte nascoste tra colori accesi e trame semplificate, sia per la presenza di una modalità "old school" che aumenta la difficoltà impedendo al giocatore, in caso di sconfitta, di rimaterializzarsi all'ultimo checkpoint e costringendolo a riprendere dall'inizio del livello.
La nota dolente è il lato tecnico: il gioco risulta essere pesante, con simpatici abbassamenti di frame rate - spesso nei momenti meno opportuni - e lunghi tempi di caricamento. Nulla che impedisca l'esperienza di gioco, anche se speriamo che il team di sviluppo riesca presto a migliorare le prestazioni. Pure dal punto di vista della gestione della visuale ci sono alcune criticità: nei livelli con telecamera fissa accade molto spesso che elementi della scena si frappongano tra il personaggio e la visuale costringendo a combattimenti alla cieca. In generale, il passaggio tra i livelli a telecamera fissa e i villaggi, in cui la telecamera è controllata dal giocatore, è abbastanza fastidioso.

Ginger: Beyond the Crystal Ginger: Beyond the Crystal è un gioco antologia, che basa il proprio game design sulla raccolta e l’utilizzo quasi didattico delle meccaniche che hanno segnato la storia e l’evoluzione del genere platform. È un’operazione a mio parere molto interessante che si pone nei confronti del medium videoludico con un occhio storico. Tra le maglie di un’estetica e una narrazione dal linguaggio bambino si fanno spazio ironia e citazioni che strapperanno un sorriso al giocatore adulto.

7.5

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