Recensione Goat Simulator

Il folle simulatore di capra che tanto successo ha riscosso su tutte le piattaforme arriva finalmente su PlayStation 4: poche novità concrete ma tanto divertimento accompagnato da follia allo stato puro.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Goat Simulator
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Serino Francesco Serino ha videogiocato tanto e a tutto, posseduto due diversi Tamagotchi e abbandonato un Furby in autostrada. Mentre cresceva i pixel rimpicciolivano, mentre leggeva ha iniziato a scrivere. E ora eccolo qua, dopo un salto nello spaziotempo atterra su Everyeye, ma già da tempo è su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Da Wikipedia: "La capra domestica è il discendente addomesticato dell'egagro dell'Asia Minore e dell'Est europeo.
L'esemplare maschio è detto becco, capro, caprone o, più raramente, irco
".


È tutto uno scherzo, ma uno di quelli che improvvisamente si fanno estremamente seri. Gli sviluppatori, i Coffee Stain Studios famosi soprattutto per i due tower defence Sanctum, l'avevano buttata là, ma quando la mattina dopo si sono svegliati, il primo video prototipo di Goat Simulator era stato già visto da oltre 80.000 persone. In pochissimo tempo 80.000 diventarono 100.000, poi 5.000.000 e oggi, quello stesso trailer, sta per toccare quota 8.000.000. Otto milioni di persone senza contare tutti quelli che hanno visto le versioni messe online da altre fonti oltre quella ufficiale. Goat Simulator era sì uno scherzo, ma appunto, di quelli che improvvisamente si fanno estremamente seri. I Coffee Stain Studios avevano tra le mani una possibile hit, e lo capirono subito o quasi, d'altronde di segnali positivi ne arrivavano quotidianamente: nel corso del veloce sviluppo del gioco Goat Simulator arrivò persino a lambire (facciamo leccare, così siamo in tema) i top trend di Twitter. Roba che per intenderci nemmeno Metal Gear Solid. Lo capirono subito o quasi, ed è per questo che decisero di trasformare il progetto in un gioco completo nel minor tempo possibile: sfruttare il vento in poppa soffiato da Internet era essenziale per il successo della follia che avevano in mente. Armin Ibrisagic dei Coffee Stain Studios racconta al sito Gamasutra che per Goat Simulator avevano pensato a tutto, compreso un enorme gioco alla GTA da utilizzare come parodia del mercato dei videogame, salvo poi mettere tutto da parte in nome della semplicità, dell'immediatezza più assoluta. Sempre Ibrisagic racconta che il gioco è composto per buona parte di asset già fatti: la stessa capra protagonista venne acquistata online per circa venti Dollari, un quadrupede precostruito a sua insaputa per divenire un mito.

Capra curiosa

Da Wikipedia: "Le capre sono animali estremamente intelligenti e curiosi,
anche se la caccia spietata a cui sono state sottoposte molte specie le ha rese naturalmente diffidenti
".


Alla fine, scherzando e ridendo, Goat Simulator diventò un million seller. Senza contare la versione Ps4 ma solo quelle uscite fino a oggi (Pc, OsX, iOS, Android, Xbox One), il gioco ha superato due milioni e mezzo di copie vendute. In poche ore Goat Simulator stracciò i precedenti record dei due Sanctum, trasformandosi in un vero e proprio caso e portando nelle casse dei Coffee Stain Studios abbastanza soldi per finanziare progetti futuri. Ma perché Goat Simulator ha avuto successo? Si tratta pur sempre di un gioco ridotto all'osso, programmato in modo sporco, con la sua buona dose di bug, incertezze, rallentamenti.

E graficamente non si può certo parlare di capolavoro, anzi. Goat Simulator deve tutto alla sua demenzialità: un filone che il mondo dei videogiochi, al contrario di musica e cinema, non ha mai davvero conosciuto. Goat Simulator fa ridere anche solo guardandolo, e questa sua particolarità va di pari passo al successo crescente dei "Let's play", dominato da titoli che troppo spesso tendono a prendersi dannatamente sul serio. Quella di Goat Simulator è una popolarità assolutamente virale, capace di andare oltre i videogiochi e trascinando con sé la semplice passione per dello stupido nonsense, che per la prima volta viene incastrato in un gameplay che deve tutto o quasi al Tony Hawk's Pro Skater di turno. Ed entriamo nei dettagli... In Goat Simulator sei una capra e puoi eseguire alcuni semplici trick, o giocare di ruolo e belare e dare cornate a tutto spiano. Un capra piuttosto agile, in grado di eseguire flip e andando di manual persino camminare sulle due zampe anteriori (ma dovrete tenere l'equilibrio!). Una capra immortale, capace di fare esplodere autovetture e bombole di propano con una testata in corsa, e uscirne viva senza nemmeno un graffio. Una capra sicuramente un po' speciale, dotata di una lingua lunghissima e appiccicosa, con la quale leccare di tutto e portarsi dietro oggetti decisamente grossi, per farne cosa dovrete deciderlo voi. E tutte queste abilità serviranno ad esplorare e a tirare fuori la maggior quantità di divertimento attraverso due diversi livelli, uno più semplice e raccolto del successivo,composto invece da uno spicchio di città che nasconde dozzine di segreti che non aspettano altro che essere scoperti da voi, nei panni della già mitica e belante super capra.

Capracotta

Da Wikipedia "Capracotta è un comune italiano della provincia di Isernia, in Molise.
Si trova a 1.421 metri sul livello del mare
".


Dove si nasconde il gioco? Nelle centinaia di azioni che Goat Simulator saprà riconoscere e premiare con un punteggio, azioni che concatenate tra loro daranno vita a classiche combo e amichevoli moltiplicatori; nelle sfide che spingono a sperimentare in abilità e scenari, roba del tipo "rimanete in aria per sei secondi", "esegui un perfetto salto mortale", "scaglia un oggetto a tot metri di distanza". In Goat Simulator anche achivement e trofei svolgono un ruolo importante perché forniscono un ulteriore direzione a un gioco che non ne ha. In più, nei due livelli presenti, sono sparsi collezionabili, sfide e sorprese di ogni tipo, da sfide capra contro capra a eventi speciali (se passate dalle parti del toro meccanico per tutta la durata della partita avrete un personaggio a caso in groppa). Per aumentare il divertimento e le possibilità, sono presenti anche degli extra attivabili nel menù principale decisamente ben riusciti, come un rudimentale jetpack e la possibilità di sostituire il solito belare con un più corposo Fus roh dah che proprio come in Skyrim lancerà una sorta di spinta cinetica a tutti gli oggetti e i personaggi che, sfigati loro, capiteranno nelle vicinanze.

A non invecchiare mai sono le prodezze del ragdoll, rese ancora più epiche dalla possibilità di attivare lo slow motion in qualsiasi momento e per tutta la durata necessaria. Naturalmente per apprezzare Goat Simulator dovrete saper digerire tutta la rudimentalità del suo codice, la grafica spartanissima, i difetti macroscopici e semplicemente lasciati così come sono perché tanto è un gioco su una capra e i bug fanno parte del divertimento.

Goat Simulator Goat Simulator si può stroncare con uno zero o premiare con un dieci, tanto significherebbe semplicemente stare allo scherzo e scherzare a nostra volta. Ma è vero anche che voti del genere avrebbero funzionato soprattutto in occasione del suo debutto, mentre ora stiamo analizzando l'ennesimo porting. L'effetto novità insomma è svanito, e Goat Simulator va analizzato con un po' più di freddezza. Rimane impossibile negarne il divertimento, di quelli da 2/3/4 ore al massimo, ma che rispolvererete alla prima cena tra amici grazie al multiplayer per quattro giocatori. E poi c'è la colonna sonora, composta da un unico lunghissimo brano, ripetitivo quanto eccezionale. Il grande guaio è nel prezzo. A meno di cinque Euro e un po' di sana pazzia vi direi: compratelo! Ma Goat Simulator su PlayStation ne costa quasi il doppio, e più ci si avvicina ai dieci Euro e più la voglia di osare cala. Ma prima o poi, magari dopo due birre...

6

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