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recensione Goldeneye 007

Il ritorno di un mito: recensito Goldeneye Wii

Goldeneye 007

Videorecensione
Goldeneye 007
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • DS
  • Wii

"Il mio nome è Bond. James Bond."
Sean Connery, Licenza di uccidere, 1962 (la prima volta).

Il ritorno di un mito

GoldenEye 007 su Nintendo 64, volenti o nolenti, ha fatto la storia. Oggigiorno siamo abituati a considerare come ordinaria amministrazione il successo degli sparatutto in prima persona, ed un Call of Duty a caso raccoglie annualmente la consueta dose si apprezzamento da parte della critica e valanghe di dollari dalle tasche dei giocatori. Ebbene, c'è stato un tempo in cui gli FPS su console erano tabù, sporadici e qualitativamente altalenanti porting delle maggiori serie PC, sebbene qualche esponente originale riuscì, in quegli anni, a ritagliarsi un successo tutto suo (i primi episodi della serie di Turok, ad esempio). Ma se c'è un titolo che viene storicamente associato al binomio FPS-console, questo è proprio GoldenEye, partorito dalle allora talentuosissime menti di Rare.
A vederlo oggi, è difficile capire cosa avesse di particolare quel titolo. A giocarlo ancor meno, visto il suo assai peculiare sistema di puntamento. Ma per i tempi la produzione Rare era di un'innovazione sconcertante, e non solo grazie all'affetto novità. GoldenEye poteva vantare un gameplay d'eccezione nella modalità singola, ed un multiplayer estremamente bilanciato (certo, poi c'era chi sceglieva Oddjob...) e pieno di possibilità. Facilmente comprensibile quindi l'eccitazione che ha seguito l'annuncio del remake per Nintendo Wii; un remake particolare a dire il vero, dato che la stragrande maggioranza delle fasi di gioco è stata cambiata. Il titolo Eurocom quindi si presenta praticamente come un gioco del tutto nuovo, e questo è già un ottimo punto di partenza. Per il resto non vi resta che continuare a leggere.

Per l'Inghilterra


Come l'originale per Nintendo 64, in GoldenEye 007 si parte con Bond intento nell'infiltrazione della base aerea russa di Arkhangelsk. Stessa la panoramica che mostra la prima parte del livello, lo stesso tempo da lupi, stesso...Le somiglianze finiscono già qui. Perché nemmeno il tempo di sbarazzarsi dei primi due uomini, ed impadronirsi della torretta, ed ecco che i ricordi dell'originale vengono meno, cancellati dall'urgenza di quello che accade su schermo, dalle novità introdotte, dal feeling nostalgico ma insieme diverso.
L'esperienza è certamente più cinematografica, e si ricollega ottimamente ai cambiamenti introdotti nella serie da quando Craig ne è protagonista: lo spazio per l'azione nuda e cruda è stato accresciuto, e così di riflesso anche in GoldenEye, con il gameplay che rispecchia fedelmente il nuovo dinamismo apparso sugli schermi del cinema. E questo è ulteriormente testimoniato dal largo uso di eventi scriptati, espediente già ben visibile nel primo livello e che è una costante del gioco; dall'infiltrazione allo storico balzo giù dalla diga (se non sapete di cosa si sta parlando, ci riferiamo ancora ad uno dei primi livelli più belli di sempre) è un continuo di scontri a fuoco, esplosioni, fughe rocambolesche, fino all'apparizione dei titoli d'apertura, sulle note della splendida canzone omonima, interpretata non dalla grintosa Tina Turner, come nell'originale, ma dalla stupenda Nicole Scherzinger.Continua

Passato il primissimo livello, è un continuo crescendo. Aumenta non tanto l'uso, ma l'intensità degli eventi scriptati; aumentano le situazioni di gioco; aumentano gli approcci utilizzabili per procedere e farsi strada tra i nemici. L'ultimo è l'aspetto che più colpisce fin dai primi momenti di gioco: nella stragrande maggioranza dei casi, salvo situazioni prestabilite, ci sono almeno due, se non tre o quattro possibilità d'azione, pertanto starà alla volontà del giocatore (o alla sua abilità) utilizzare l'una o l'altra. Bond può eliminare i soldati nemici silenziosamente, strisciando alle loro spalle, utilizzare elementi ambientali, come i classici barili d'esplosivo o impalcature, o semplicemente ridurli all'impotenza tramite la sola potenza di fuoco. Non c'è niente di particolarmente innovativo, ma davvero stupisce la bravura che hanno avuto gli sviluppatori nel costruire queste opzioni, mettendole al servizio del giocatore più fantasioso, che oltre rapidità d'esecuzione deve avere anche colpo d'occhio e fulminea capacità di analizzare le situazioni. A valorizzare quest'aspetto c'è anche la non linearità dei livelli, che presentano spesso diverse strade da intraprendere: per arrivare ad uno stesso punto si possono utilizzare i condotti d'areazione così come le più comode scale, ovviamente assai più pattugliate; la continua spinta verso soluzioni alternative è una delle basi del gameplay, ed è l'elemento principale che gli consente di discostarsi, seppur non in maniera nettissima, da altri esponenti del genere.
Tutto questo sarebbe però solo fine a se stesso se non fosse affiancato dalla componente più prettamente shooter, nella quale dar sfogo alla moltitudine di bocche da fuoco messe a disposizione dell'agente doppio zero. Gli scontri a fuoco sono furiosi, intensissimi, ed i nemici fanno di tutto per incalzare Bond, trovando riparo dietro coperture e tentando di aggirarlo; esattamente le stesse cose che può e deve fare il giocatore, che sebbene si trovi di fronte ad un impianto di gioco non propriamente simulativo deve agire con raziocinio, evitando di caricare a testa alta e scegliendo bene i punti dai quali far fuoco. Il rimaner fermi sulla propria posizione di fuoco è infatti assai sconsigliabile, dato che alcuni ripari sono distruttibili, ed i nemici non si fanno troppo scrupolo nell'usare le granate per stanarci; al contrario, muoversi di continuo, distribuendo morte, è la strategia migliore. Ai livelli di difficoltà più elevati c'è poco di cui star tranquilli, e le sparatorie non sono solo estremamente scenografiche, ma anche letali; i soldati nemici non spuntano come funghi a seguito del millesimo evento scriptato (ogni riferimento al primo Modern Warfare è puramente voluto), ma semplicemente son lì, si muovono con criterio e con l'intenzione di farci fuori, e spesso ci riescono, perché dotati d'una discreta mira.
L'impianto di gioco appena descritto sarebbe un gigante dai piedi d'argilla se non fosse sorretto da un adeguato sistema di controllo. GoldenEye ce l'ha, in tutte le sue possibilità: sono implementati infatti sia il classic controller che l'accoppiata Wii e Nunchaku, a seconda che vogliate avvalervi del puntatore; nel caso la risposta fosse positiva, c'è piena facoltà di personalizzarne la sensibilità e la zona morta, per ottenere la configurazione più adatta ai propri gusti.
Ed è così che va avanti la modalità in singolo, tra fasi stealth e scontri a fuoco, in una varietà di situazioni lodevole ed ulteriormente significativa allorquando si selezionino i livelli di difficoltà più alti. Non solo infatti, ad un aumento del livello di sfida corrisponde un aumento contestuale della tenacità dei nemici, ma anche la necessità di completare determinati obiettivi: ed ecco quindi Bond alla ricerca di piani di volo criptati, liste di contatti, o al salvataggio di ostaggi. Non completare questi obiettivi consente di proseguire solo a livelli di difficoltà inferiore, pertanto è necessaria la massima attenzione ad ogni elemento ambientale, ed è qui ci viene incontro un comodo gadget, introdotto all'uopo in questa versione: lo smartphone. Tramite esso, è possibile far foto (agli armamenti, soprattutto), riconoscere volti o deviare i segnali degli access point per i propri fini; ed è quindi ancora estrema la varietà di situazioni proposta.

L'uomo dalla pistola d'oro


Se GoldenEye per Nintendo 64 è entrato nel mito, il merito è stato anche della sua modalità in multiplayer locale, come abbiamo già avuto modo di ricordare. Ed eccola quindi replicata, in maniera identica, su Wii. Scegliere uno tra Scaramanga, Baron Samedi, Jaws, Oddjob (si, scegliere Oddjob in GoldenEye Wii non è considerato barare) e ritrovarsi con tre amici a spararsi addosso è un attimo, e sebbene lo splitscreen sia un po' anacronistico, il divertimento che se ne trae è tanto, insieme anche ad un piacevole effetto nostalgia. La modalità locale può permettersi di esserlo, infatti, a fronte di una modalità online al passo coi tempi e piena di possibilità.
Nel solco tracciato da illustri precedessori, il multiplayer si articola in svariate modalità, da affrontare gradualmente, man mano che si sbloccano livelli, e con un equipaggiamento similmente ottenibile, che comprende sia armi personalizzabili che funzionali gadget. Le mappe sono in buon numero, tra vecchie e nuove, delle dimensioni giuste per un numero di 16 giocatori, e impongono un'azione frenetica; azione parzialmente danneggiata da piccoli ma percettibili scatti, che non inficiano la qualità del gioco ma rimangono comunque abbastanza evidenti (se questo dipenda dalle capacità tecniche della console o dai server è una domanda alla quale si potrà rispondere solo nei prossimi giorni, quando questi ultimi saranno a regime).
Ad ogni modo la modalità multiplayer rappresenta una solida esperienza di gioco, non ai livelli ottimi di quella singola ma nemmeno sbiadita controparte; ha il suo perché, e probabilmente non passerà molto tempo prima che GoldenEye diventi l'FPS per Wii più giocato online.

Solo per i tuoi occhi


L'avvicinamento a GoldenEye 007 è stato accompagnato dal graduale rilascio di immagini e video del gioco; puntualmente, ci s'interrogava riguardo quella che sarebbe stata la qualità finale del gioco. Graficamente GoldenEye è uno dei migliori titoli per Wii. Lo testimoniano i modelli poligonali complessi e ben animati, le texture definite, gli effetti speciali assolutamente da applausi e perfettamente funzionali alla spettacolarità di molte fasi di gioco. La palette cromatica verte principalmente su toni freddi, anche questo in accordo al feeling generale del gioco, elemento di una direzione artistica realistica e cinematografica. L'unico punto debole in questo comparto sembrano essere i modelli delle armi, privi di ogni effetto ed abbastanza plasticosi, ma vista la qualità di quello che c'è attorno, un occhio si può chiuderlo.
Ugualmente su alti livelli si attesta la colonna sonora: il tema principale è fra i migliori di tutta la serie cinematografica, e l'interpretazione della Scherzinger convince, cosi come convince l'accompagnamento sonoro dinamico, pronto ad incalzare nei momenti di tensione, per poi esplodere durante gli scontri a fuoco. Gli effetti sonori sono anch'essi di buona qualità e varietà, anche se non del tutto credibili per alcune armi, mentre il doppiaggio, che si avvale dei professionisti che lavorano alla serie, è da applausi, contribuendo anch'esso ad innalzare la qualità generale dell'opera.

Goldeneye 007 James Bond è tornato, anche su console, ed è singolare che questo avvenga con un titolo che porta lo stesso nome (e poco più) della sua incarnazione videoludica di maggiore successo. GoldenEye 007 è il miglior sparatutto su Wii, ed uno dei migliori in assoluto in single player da cinque anni a questa parte: la possibilità di utilizzare diversi approcci e la qualità intrinseca di ognuno di questi quando applicati alla grande varietà di situazioni di gioco è punto fondamentale sul quale si poggia una produzione di alta qualità, impreziosita da una modalità multiplayer solida e da un comparto tecnico all'altezza. E' tempo di tornare al servizio segreto di Sua Maestà.

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