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Recensione Goodbye Deponia

La conclusione della trilogia punta e clicca di Daedalic

Versione analizzata: PC
recensione Goodbye Deponia
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Alessandro Trufolo Alessandro Trufolo ha visto la sua prima schermata di Game Over in età precoce: per il trauma, è cresciuto inserendo cartucce e dischi vari in qualsiasi console o computer gli capitasse a tiro. Quando ha deciso che di videogiochi voleva anche scriverne e parlarne, il dramma si è completato. Aiutatelo a superarlo su Facebook, Twitter e Google+.

Tra gli ultimi portavoce di un genere altrimenti scomparso, Daedalic Entertainment è, ormai per i giocatori di tutto il mondo, sinonimo di avventure punta e clicca: tra le serie più popolari della sua scuderia, in grado di conquistare durante gli anni una fanbase ormai ben solida, troviamo l'irriverente saga di Deponia, giunta quest'anno al suo terzo capitolo. A soli dodici mesi di distanza dal secondo episodio della trilogia, infatti, Daedalic lancia sul mercato quello che a tutti gli effetti è il 'canto del cigno' della serie, destinato a regalare ai fan quella degna conclusione, la cui mancanza aveva donato ai precedenti passaggi un retrogusto di incompiutezza mal digerito da alcuni giocatori.
Senza rivelare nulla sulle vicende e gli sviluppi narrativi che porteranno Rufus, Goal e gli altri protagonisti a concludere il loro viaggio, andiamo quindi a scoprire cosa Goodbye Deponia ha in serbo, tanto per i fan sella seria quanto per quelli del suo genere d'appartenenza.

TRA PASSATO E PRESENTE

Sin dalle primissime battute, Goodbye Deponia, ci accoglie con lo stile sfrontato e spiritoso tipico della saga: persino durante il suo tutorial il nuovo titolo Daedalic non risparmia frecciate a nessuno, tantomeno al genere di cui è esponente, confermando, tra le sue righe di testo, come nessuno in realtà abbia bisogno di indicazioni su come affrontare un'avventura punta e clicca. Questa quasi universale realtà trova immediatamente conferma durante i primi istanti di gioco, quando un'interfaccia incredibilmente familiare accoglie a braccia aperte il giocatore: muovendo il cursore sullo schermo, il testo destro ci permetterà di guardare l'oggetto 'puntato' per riceverne una breve descrizione, mentre con quello sinistro potremo dialogare insieme agli altri personaggi o raccogliere e combinare oggetti all'interno dell'inventario. Le uniche differenze rispetto ad altri titoli dello stesso genere sono date da aspetti ormai diventati marchi di fabbrica di Daedalic, come la comoda apertura dell'inventario tramite mouse wheel e l'utile pressione della barra spaziatrice per evidenziare tutti gli oggetti con cui è possibile interagire all'interno di una schermata. Una struttura all'insegna della tradizione, insomma, che non abbandona nemmeno le restanti parti della produzione. La natura degli enigmi rimane quindi ancorata all'irrazionalità tipica della serie, con puzzle sempre fuori da una qualsiasi logica che non sia quella squinternata degli abitanti di Deponia: spesso le regole di interazione con macchinari, ingranaggi e personaggi verranno spiegate direttamente 'in loco', snellendo la risoluzione degli enigmi, ma durante le fasi di utilizzo e combinazione degli oggetti l'ossessione per il “pensiero laterale” si farà sentire, rallentando spesso lo svolgimento dell'azione.

Non mancano di certo, in questo contesto, enigmi progettati in modo brillante e la cui risoluzione si distribuirà su ambienti multipli, così come difficilmente il giocatore potrà arrivare a punte di frustrazione conosciute in altri esponenti del genere (dovute all'utilizzo di tutti gli oggetti in modo del tutto casuale), ma l'assurdità di alcune soluzioni potrebbe portare i giocatori meno pazienti ben oltre la soglia dell'imprecazione. Spesso, la stessa reazione verrà invece stimolata dagli interminabili dialoghi che alcuni personaggi ci costringeranno a leggere: la qualità dei testi si dimostra sempre abbastanza buona, così come la maggior parte delle battute ironiche, ma il particolare umorismo di Deponia, a volte grossolano e fin troppo elementare, non è certamente adatto a tutti i palati. Questo, ovviamente, non impedisce a Deponia di creare alcune tra le scene più spassose viste ultimamente in un'avventura grafica, con ambientazioni che si rifanno alla struttura classica delle sitcom 'familiari' (con tanto di risate di sottofondo dopo ogni battuta sarcastica) o scene che sottolineano il rapporto di amore/odio instaurato tra Rufus e gli altri membri della resistenza, che ben funzionano in questo senso. La continua ricerca della risata, in ogni linea di testo, in ogni momento, di ogni situazione, però, alla lunga potrebbe portare alcuni giocatori alla reazione esattamente opposta, facendo perdere efficacia anche a scene che, con una migliore contestualizzazione, avrebbero potuto essere apprezzabilissime.
A livello strutturale, la vera novità di quest'ultimo capitolo di Deponia, arriva in seguito ad una scoperta che porterà Rufus ad essere letteralmente clonato in tre esemplari di se stesso: in queste sezioni di gioco sarà possibile switchare liberamente tra le tre 'copie' del nostro eroe, impegnate ognuna in situazioni diverse ma legate dallo stesso filo conduttore narrativo. Sarà proprio durante queste sezioni che incontreremo gli enigmi più brillanti, dal punto di vista del design, dell'intero titolo: pur rimanendo nel campo del paradossale, collegare mentalmente tutte le opzioni a disposizione di ognuno dei tre 'protagonisti' per innescare le giuste razioni a catena ed oltrepassare gli ostacoli davanti a ognuno di essi, è infatti motivo di grande soddisfazione finale.

Oltre che a livello di design, tale struttura influenza gradevolmente il gioco anche nel suo sviluppo narrativo, con una racconto che, a differenza di alcuni passaggi degli episodi precedenti, non risulta mai stagnante; la sua natura di capitolo conclusivo, anzi, gli permette di risolvere questioni rimaste in sospeso, addentrarsi maggiormente in aspetti caratteriali dei personaggi poco conosciuti in precedenza, per dare vita ad una trama che non lascerà delusi i fan della serie.
Nella categoria 'ritorno dal passato' possiamo contare anche i minigiochi che di tanto in tanto spezzeranno il normale incedere del gioco: tra prove di abilità con il proprio mouse, sequenze da memorizzare e veri e propri 'enigmi negli enigmi', queste digressioni ludiche svolgono bene il loro compito, anche in virtù del buon livello di sfida proposto. In ogni caso, per chiunque volesse godersi solamente gli enigmi 'standard' dell'avventura o trovasse qualcuno di questi passaggi troppo impegnativo, esiste la possibilità di saltarli a piè pari senza nessuna penalizzazione durante la continuazione del gioco.

A livello artistico, gli ambienti che daranno vita alle avventure di Rufus e soci si confermano sugli alti standard ai quali Daedalic ci ha abituato con le sue ultime produzioni: una certa staticità delle schermate ed animazioni non propriamente convincenti, vengono infatti compensate da disegni a mano di pregevolissima fattura e un'eccellente colorazione degli scenari, tanto per palette di colori quanto per ricchezza di sfumature e particolari.
Di livello poco più che discreto, invece, il comparto audio, che affianca un doppiaggio ben recitato a tracce audio senza infamia ne lode delle quali, comunque, difficilmente vi ricorderete una volta spento il PC. Degni di menzione i brani di intermezzo tra un atto e l'altro: come per gli altri capitoli della serie, ad intrattenerci durante la transizione tra una fase e l'altra dell'avventura troveremo lo stesso Creative Director di Deponia (nonché co-fondatore di Daedalic) Jan Muller-Michaelis che, nella sua versione cartoon, ci proporrà una serie di brani, da lui realmente interpretati e in grado di strapparci un sorriso, oltre che di tenerci al corrente della situazione. L'unica pecca di questi intermezzi e di alcuni dialoghi sembra essere la loro traduzione inglese (unica altra lingua, oltre al tedesco, presente nel nostro review code e selezionabile per testi e doppiaggio), che, in qualche raro caso, presenta delle lacune dovute a veri e propri casi di impossibilità nel trasporre passaggi o battute in lingua anglofona. Nulla che influenzi il gameplay o la fruibilità del titolo, sia chiaro, ma resta da vedere come in questi casi Goodbye Deponia si comporterà in una futura versione in italiano.

Goodbye Deponia Per il capitolo conclusivo della trilogia di Deponia, Daedalic Entertanment ci presenta un'avventura in perfetta linea con la classicità e lo stile degli scorsi episodi. Il ritorno di formule già perfettamente rodate nei precedenti capitoli e la forte continuity narrativa rendono Goodbye Deponia un prodotto adatto ai soli fan della serie: solamente questi, infatti, riusciranno ad apprezzarne tanto l'epilogo della trama quanto le piccole novità strutturali che puntellano un telaio ludico di per sé molto tradizionale. A tutti gli altri, consigliamo di avvicinarsi alla serie partendo dal primo capitolo, che potrà dar loro un'idea meno sconnessa del peculiare stile che contraddistingue l'intero viaggio di Rufus e soci.

8

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