Google Earth VR provato in Realtà Virtuale con Oculus Rift

Abbiamo indossato il visore Oculus Rift per provare con mano la versione VR di Google Earth: ecco le nostre impressioni!

Versione analizzata: PC
recensione Google Earth VR provato in Realtà Virtuale con Oculus Rift
Articolo a cura di
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Lanciato a metà del 2001, Google Earth è sempre stato uno strumento in grado di stupire, suscitando commenti e risvegliando la curiosità degli utenti. Tra i prodotti sviluppati da Google è infatti uno dei più appariscenti e, benché di utilità limitata rispetto ad istituzioni come Gmail o il motore di ricerca stesso, ha permesso l'evoluzione di Maps in un insieme di tool ormai di uso universale, come Street View.
Malgrado i continui aggiornamenti, dopo quindici anni lo stupore iniziale che Google Earth è stato in grado di suscitare è andato scemando, almeno fino al lancio della versione VR, incredibile e in grado di coinvolgere l'utente come poche altre esperienze in Realtà Virtuale.

Vedo casa mia da quassù

Google ha studiato con molta attenzione quello che viene definito onboarding, ovvero il periodo costituito dai primi istanti di utilizzo di una nuova piattaforma o servizio. Si tratta di una decisione saggia, in quanto Google Earth VR è ben diverso dalla versione tradizionale su schermo 2D, e quindi chi lo usa deve sentirsi a proprio agio ma rimanere meravigliato sin dal primo istante. L'operazione può dirsi completamente riuscita, in quanto ad ogni avvio Google Earth VR sceglie un luogo particolarmente suggestivo e posiziona l'utente a poche centinaia di metri di altezza, passando dalla stanza in cui si trova alla simulazione con il semplice gesto di indossare il visore.

Il primo avvio è un po' più lungo della norma, in quanto il software deve scaricare i dati di base per poter garantire un'esperienza fluida, anche se il download dei luoghi avviene comunque in tempo reale (la velocità della propria connessione influirà quindi sulla rapidità con la quale i luoghi compariranno al massimo grado di dettaglio, in caso di movimenti molto rapidi).
Una volta presa confidenza con Google Earth VR, potremo trasformarci in novelli Superman, allontanandoci dalla terra fino a raggiungere lo spazio che la separa dalla Luna. A quel punto potremo ruotare il pianeta a piacimento, cercando un luogo che vogliamo visitare e lanciandoci quindi verso la superficie con una rapidità in grado di suscitare ben più di un brivido, e facendo spalancare la bocca per la sorpresa. In questa modalità potremo quindi sorvolare la superficie avendola sempre perpendicolare davanti agli occhi, con tanto di nomi di paesi e città per aiutarci a trovare il luogo che volevamo raggiungere.

Una volta trovato, alla pressione di un tasto è possibile avvicinarsi al suolo, con il terreno che ruota e si posiziona sotto ai nostri piedi. A quel punto potremo muoverci nella direzione in cui stiamo guardando, avvicinandoci o allontanandoci dal terreno a piacimento, anche arrivando a toccare terra, esattamente come se fossimo nella realtà è stessimo camminando per una via della nostra città.
I movimenti rimangono totalmente liberi e gli sviluppatori hanno inserito una serie di accortezze per limitare l'insorgere di qualsiasi senso di nausea: quando ci si sposta il bordo della visuale viene offuscato, in modo da far mantenere lo sguardo dell'utente al centro della visuale.
Ogni posizione può quindi essere salvata all'interno di una libreria, in grado di offrire anche delle scorciatoie per raggiungere in un istante alcuni dei luoghi più importanti del pianeta, permettendo quindi l'esplorazione anche a chi preferisce osservare senza spostarsi manualmente.
Sopra la mano sinistra è comunque sempre presente un piccolo globo in miniatura, che mostra la nostra posizione e permette di spostarsi istantaneamente in un luogo differente, semplicemente puntandolo con un dito della mano destra.

Sono proprio alcuni dei luoghi preimpostati a stupire di più: la sconfinata superficie di Los Angeles, percepibile in tutta la sua vastità osservandola dalle colline di Hollywood, l'imponenza del Monte Fuji, i luoghi iconici di Londra come l'Eye e il Tower Bridge, o ancora il nostro Colosseo: c'è solo l'imbarazzo della scelta e il tempo speso all'interno di Google Earth VR si estenderà a dismisura, al punto che la luce che filtra dalla finestra subito dopo cena, notata indossando il visore, si trasformerà in notte fonda una volta terminata l'esplorazione, con le ore che passano quasi senza rendersene conto.

Oculus Rift Google Earth VR permette di chiudere, in questo caso letteralmente, il mondo in una stanza. L'accessibilità è garantita dall'ottima implementazione dei controlli sulla coppia di Oculus Touch e una volta presa confidenza con le due modalità di visualizzazione, si sentirà di avere il mondo ai propri piedi. Ogni scorcio visto nella versione per PC o mobile prende letteralmente vita in VR, a patto di esplorare le zone delle quali sono disponibili le fotografie ad alta risoluzione e in cui anche i palazzi sono stati ricostruiti in 3D. Proseguendo con l'uso sarà poi possibile sbloccare una modalità totalmente libera, che non limita in alcun modo la visuale durante i movimenti e che risulta quindi ancora più coinvolgente. In maniera inattesa, Google Earth VR si erge quindi con fermezza a vera e propria killer app per la Realtà Virtuale, e potrebbe rubare ben più di una manciata di ore di tempo all'uso di videogiochi e altre tipologie di esperienze in VR. Un risultato stupefacente per uno strumento così noto, eppure così nuovo se utilizzato con un visore.