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Recensione Gran Turismo 5

Analizzato in dettaglio il "Real Driving Simulator". La prima parte della review di Everyeye.

Gran Turismo 5

Videorecensione
Gran Turismo 5
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Gran Turismo 5, per molti, non è un semplice videogioco. E' una vera e propria fede corsistica; la digitalizzazione precisa e inappuntabile della passione per l'auto, della spinta agonistica di ogni sport automobilistico.
Gran Turismo 5 è anche il ritornello scandito nel corso di lunghi anni di attesa. Simbolo dell'attesa stessa, ed evidente icona di una passione (o di una speranza) che di rimando in rimando non si è mai attenuata.
Gran Turismo 5, nell'opinione della gente, è davvero l'unico ed il solo “Driving Simulator”. Si facciano da parte Forza Motorsport e tutta l'agguerrita concorrenza: possono avere forse un sistema di guida attento e preciso, ma non hanno il feeling di una serie che ha fatto la storia, non hanno il numero esasperante di vetture e competizioni del capolavoro Poliphony Digital, e non hanno una struttura tanto vasta ed una pluralità di opzioni così esemplare.
E il nocciolo della questione, la giustificazione di un lavoro che ha richiesto così tanti mesi di lavoro e di sudore, è tutto qui: nell'impensabile quantità di eventi, di auto, di possibilità. Gran Turismo 5 si configura come un'enciclopedia digitale e interattiva dell'automobilismo. Un parco giochi dall'estensione inesauribile, il paradiso virtuale di ogni amante della velocità, della tecnologia, del feticismo per il motore.
Perchè il frutto maturo di Yamauchi e Company, di fatto, esalta anche la bellezza materiale dell'auto. Grazie ad un motore grafico dal valore inesplicabile, che sazia anche gli sguardi più curiosi, trasforma ogni scorcio, ogni riflesso di luce sulla carrozzeria, in poesia visiva. Poco importa che l'engine sia segnato vistosamente dalle cicatrici di uno sviluppo andato avanti a singhiozzi. Se la qualità di alcuni elementi traballa, è il meticoloso lavoro eseguito sulle “Auto Premium” che già proietta la serie verso il futuro, segnando attualmente uno standard inarrivabile per qualsiasi altra produzione.
E, sopra tutto, si staglia poi il profilo della fisica di gioco. Capace di restituire sensazioni davvero uniche, e naturali. Capace di avvicinarsi quanto mai ad un'esperienza di guida totalizzante, onnicomprensiva, globale. Giocando con il Force Feedback dei volanti compatibili, con i controsterzi ed i controlli assistiti, con una simulatività spinta all'estremo, Gran Turismo 5 si erge davvero sopra ogni altro concorrente, fino a congiungere usabilità e realismo in un sistema che non punta sul numero di variabili considerate, ma sul Feeling al volante.
La visione di Yamauchi, il sogno ad occhi aperto di uno dei Game Designer più talentosi al mondo, si concretizza insomma nel nuovo punto di riferimento per ogni Racing Game.

Real Driving

Il gioco si avvia ben consapevole di essere il punto d'arrivo di un'attesa che si protrae fin dal 2005. Ed è per questo motivo che il tono del filmato iniziale è austero e sostenuto. Ci accoglie una sinfonia schizzata, isterica, che sui virtuosismi di un pianoforte tumultuoso ci accompagna, attraverso le lunghe catene di montaggio, dalle industrie alla strada, in quello che è il percorso di vita di ogni automobile. Dopo il tributo all'oggetto-culto di GT5 arriva il vero filmato iniziale: sulle note di “Planetary (Go!)” (dei My Chemical Romance) si dipana una sequenza esaltante e dinamica, che lascia spazio senza prepotenza ad un menù elegante e funzionale. La qualità dell'interfaccia di gioco è una delle più evidenti eccellenze del titolo Poliphony Digital. La struttura dei menù è chiara e pulita, convincente al colpo d'occhio e di immediata ricezione. Dopo aver selezionato il colore della tuta del proprio pilota e impostato l'immagine di sfondo, potremo muoverci passando con semplicità dalle patenti ai concessionari, dalla modalità A-Spec a quella “gestionale”.
Il senso di smarrimento di fronte alla proposta di GT, navigando fra le varie opzioni disponibili, è tangibile. Si può scendere in pista senza indugio, oppure essere incuriositi dalla modalità B-Spec, che accompagna -finalmente compiuta- l'offerta dedicata ai piloti digitali. Quasi tutte le opzioni sono racchiuse sotto la voce “GT Life”, dietro cui si nasconde la piena evoluzione di una modalità che ha segnato la storia dei Racing Game, fino a diventare Standard. Si tratta, infatti, di una “carriera” riveduta e corretta, aggiornata e piena di novità. La titolazione è già significativa: attraverso questo inedito Game Mode si può “vivere” pienamente Gran Turismo, in tutte le sue sfaccettature. Inevitabilmente, l'esperienza interminabile di molti videogiocatori comincerà proprio da qui.
Scendendo in pista, districandosi fra patenti, auto premium e sottile messa a punto del motore, si comincia a conoscere quello che è il vero cardine di tutta l'esperienza di gioco. Il sistema di guida di Gran Turismo 5 è profondo come non mai, capace di restituire una sensazione di realismo estremo. Non si piega alle esigenze dei “tecnomani” più convinti, senza ricondurre la sua personalissima simulatività alla metodica spoliazione di variabili su variabili. Procedendo su una strada diversa da quella di Forza Motorsport, allontanandosi a perpendicolo dai simulatori che su PC esibiscono quintali di dati (fino alla pressione delle gomme che varia in base alla temperatura), Gran Turismo 5 mantiene la flemma di sempre. Al volante, si assiste ad una magia le cui regole ci sfuggono, ma i cui risultati sono eccezionali. Il modello di Guida di GT5 è naturalissimo e credibile: preciso in ogni momento, riproduce con un dosato Force Feedback tutte le sollecitazioni sulle sospensioni. L'aderenza sui diversi tipi di terreno modifica in maniera evidente il comportamento del veicolo, ed il volante deve essere tenuto con salda decisione. Una ruota sul cordolo, il passaggio inaspettato dall'asfalto allo sterrato, e l'impegno sullo sterzo deve farsi più evidente. In nessun caso il comportamento dell'auto appare in qualche maniera incoerente: il perfetto connubio fra la forza applicata allo sterzo e la reazione a schermo (bellissime le sollecitazioni fisiche della Cockpit View), è il mezzo attraverso cui GT5 restituisce un feeling di guida assolutamente inarrivabile.
Giocare con il pad non rende merito al lavoro svolto dal team di sviluppo, ma anche chi decide di non affrontare la spesa per un volante Logitech (o per l'eccellente GT3RS di Fanatec) saprà trarre immense soddisfazioni dal modello di guida. Le impostazioni di default, oltre che sui tasti frontali, vedono adagiato sulla leva analogica destra il dosaggio dell'acceleratore: una soluzione decisamente funzionale, che permette -dopo un breve periodo di adattamento- di gestire al meglio frenate e accelerazioni. Chi dovesse preferire l'utilizzo dei grilletti dorsali, non ha che da modificare le impostazioni. In ogni caso, anche con le mani sul pad, la gestione dei carichi appare perfetta, e impone una discreta attenzione all'uscita di ogni curva, in particolare nel caso in cui si sia al volante di una trazione anteriore. Le trazioni integrali risultano invece inclini al sottosterzo solo se portate al limite di aderenza. I passi avanti compiuti dall'incompleto “Prologo” sono numerosi, e la resa del comportamento stradale dell'auto convince in tutte le occasioni: magistrale è la riproduzione del lavoro delle sospensioni, realistica e quasi “tangibile”.
L'eccellente modello di guida sa dunque interfacciarsi con molti tipi di utente. E' stato rivisto il set di opzioni per la messa a punto del modello di guida, e adesso la transizione da un modello “assistito” ad uno totalmente libero è più morbida. A tutto vantaggio di chi non è un pilota troppo esperto. Gran Turismo 5, quindi, si concede anche agli utenti che cercano un'esperienza meno profonda. Attivando il controllo della sbandata, l'ABS ed il cambio automatico, si smorzano le difficoltà (o le soddisfazioni; dipende dai punti di vista), ma si incontra comunque un prodotto non semplicissimo da domare. Imparare a staccare nei momenti giusti, dosare con attenzione il freno, studiare le traiettorie del circuito: sono imperativi che attraversano tutta l'esperienza di gioco, elementi su cui il modello di guida non transige. Ma una volta metabolizzato il comportamento delle varie trazioni, anche i meno esperti potranno esplorare con gioia tutte le possibilità di GT.
Certo, è smussando poco a poco gli aiuti della guida semi-automatica che si raggiunge l'apice della meraviglia. Che poi è la meraviglia di una scoperta continua: come una miniera inesauribile, GT5 si rinnova ad ogni settaggio. Basta modificare i rapporti delle marce, o aumentare la potenza del motore, per scendere in pista con una macchina sostanzialmente diversa dalla precedente. E' proprio in questa sua pluralità che il simulatore di Poliphony Digital non ha eguali. Anche quando si pensa d'aver metabolizzato al meglio il modello fisico che sorregge l'impalcatura di gioco, ecco che spuntano le competizioni rallistiche, con auto estremamente inclini al drift e terreni che permettono di giocare con l'aderenza dei penumatici e con le sbandate posteriori. O ancora, ecco arrivare la totale rivisitazione delle auto da corsa: la pura esaltazione della rapidità adesso deve venire a patti con la necessità di un controllo più attento. Il rischio di perdere aderenza è dietro l'angolo, ed un corretto dosaggio della frenata è l'unico sistema per affrontare le curve con sicurezza, senza rischiare “pattinamenti” che compromettano poi l'uscita dalle curve.
Non è finita. Al di là della possibilità di affrontare le gare di Kart, anche il “drift mode” è in grado di cambiare l'approccio alle corse. E, come già accennato, basta sostituire pneumatici per vedere il comportamento della vettura sensibilmente modificato. Ogni auto è dotata di un feeling particolare, su cui intervengono una miriade di fattori. La meraviglia iniziale si riscopre intatta, ad esempio, quando cambiano le condizioni climatiche e ci si trova a correre sul bagnato o sulla neve.
Non è sufficiente, insomma, qualche lungo pomeriggio di gioco per esplorare ogni angolo della mole terrificante di GT. Proprio per questo motivo, piuttosto che un'unica recensione un po' corriva, Everyeye ha deciso di proporvi una serie di articoli che, nel corso della prima settimana di vita del prodotto, esamini tutti gli aspetti di questo immenso simulatore. Tuttavia, dopo qualche giorno passato in compagnia di GT5, quello di cui si può star certi è che la ricezione del prodotto varia sensibilmente da utente ad utente, a seconda delle propensioni e delle capacità. Chi è interessato ad una fruizione superficiale, e non sente il bisogno di addentrarsi troppo in profondità nei molti menù che regolano tutte le opzioni di gioco, si troverà di fronte ad un corsistico vastissimo e completo, ma forse non capirà l'esaltazione di buona parte degli appassionati. Il modello di guida, con tutti gli “aiuti” attivi, scende in pista con le armi spuntate, pattinando un po' troppo negli sterrati e restando abbastanza “ingessato” sull'asfalto.
Gran Turismo 5, insomma, è un titolo esplicitamente dedicato ai passionisti più convinti, ai possessori di un volante che sappia esaltare il brivido di ogni curva. Pur offrendo davvero a chiunque l'occasione di divertirsi un po' con il mondo delle quattro ruote (anche solo facendo da Co-Pilota nella modalità B-Spec), il suo “videogiocatore ideale” è quello che saprà dedicargli tempo e passione.

GT Life

Questa tendenza a concedersi solo agli utenti più convinti è incarnata nel sistema di progressione che scandisce la personale “GT Life” di ogni giocatore. Superando le sfide delle patenti (progressivamente più complesse dalla B alla S), o vincendo le varie competizioni dei campionati, si accumulano dei “punti esperienza” che permettono di fatto di accedere progressivamente alle funzionalità più avanzate del prodotto. Anche solo per comprare le vetture più performanti c'è bisogno di salire di livello (a meno che non si voglia dedicarsi all'arcade mode), sbloccando l'accesso ai modelli migliori. E' una concezione, se vogliamo, abbastanza “punitiva”, che tende a non perdonare i meno esperti. E, a onor del vero, anche piuttosto spiacevole al primo impatto, dal momento che impone un ritmo preciso “nell'esplorazione” del “mondo” di Gran Turismo 5. La scelta, ad onor del vero, non ci pare pienamente giustificabile, dal momento che il sistema di livelli blocca anche una delle novità più chiacchierate di GT5: il sistema dei danni. Inspiegabilmente “omesso” anche dall'arcade mode, si sbloccherà per gli utenti a partire dal ventesimo livello. Una volta raggiunta questa soglia critica, tuttavia, il danneggiamento in tempo reale delle vetture non apparirà così esemplare e influente. Che sia stata un'aggiunta “posticcia”, del resto, è noto anche alla community dei fedelissimi, che sanno di non doversi aspettare troppo. Gran Turismo 5 è più bello nella sua classica “staticità” che con le ammaccature di uno sviluppo travagliato e dalle dinamiche non sempre cristalline.
In ogni caso, le routine di danneggiamento delle vetture cambiano a seconda che si utilizzi un'auto premium o una standard. Ed anche questa divisione interna è uno degli aspetti più spiacevoli delle incertezze produttive. A chi ancora non fosse informato dell'annosa questione, ricordiamo che le auto di Gran Turismo si dividono in due categorie. Nella classe “standard” rientrano i modelli più antichi: una sorta di “calco in HD” delle auto del vecchio episodio. Anche se se ne parlerà più approfonditamente nel paragrafo dedicato, il profilo di queste 800 automobili appare lievemente più spigoloso, così come sono meno credibili gli effetti che regolano le riflessioni sulla scocca. Le auto “Standard” non hanno inoltre gli interni modellati (un poligono satinato prende il posto del cruscotto), e soffrono di qualche altra limitazione (non è possibile cambiare i cerchi, ed il danneggiamento della vettura è soltanto superficiale). Le 200 auto che rientrano nella categoria Premium rappresentano il nuovo standard di Gran Turismo. Inutile girarci troppo intorno: la qualità di queste auto è semplicemente inarrivabile per qualsiasi concorrente. I dettagli visibili dalla visuale interna sono semplicemente perfetti, e sbattendo qua e là nel corso delle competizioni più serrate è anche possibile mettere a nudo parti del motore, modellate in maniera spettacolare. Alla stessa maniera, però, è bene essere schietti sull'evidente divario tecnico: il “gap” fra le due categorie è evidentissimo, e le auto Standard, pur rimanendo piacevoli da vedere, impallidiscono al confronto con il lavoro eseguito sugli ultimi modelli. Il fatto è abbastanza rilevante. Non è infatti pienamente giustificabile che Poliphony Digital, dopo tutti questi anni, consegni nelle mani degli utenti un titolo che non sembra un'opera davvero compiuta. Così come non è impeccabile la resa visiva di alcune competizioni. Mentre la telecamera del pre-gara e del replay si attarda spesso e volentieri sulle livree perfette delle auto Premium, lo stesso non può fare con le altre vetture, a meno di non voler tornare ad essere un prodotto dal look accattivante, ma anche abbastanza standardizzato.
Le polemiche fra sostenitori e detrattori del prodotto si fanno accese proprio su questo punto. Ed una vera e propria chiave di lettura non c'è. L'eccellenza delle auto Premium proietta la serie verso nuovi e inesplorati standard qualitativi, mentre il numero soverchiante e le incertezze della categoria Standard tengono GT5 ancorato ad un passato che comincia a farsi scomodo e ingombrante. Di fronte alle conquiste di molti concorrenti, anche il sistema di danneggiamento appare un po' troppo limitato. Assolutamente poco verosimili nel caso delle vetture non investite dalla piena attenzione del team, le routine di logoramento della carrozzeria e dei componenti interni regalano qualche soddisfazione in più quando sono applicate alle auto Premium. Ma ancora, a onor del vero, manca un sistema di danni davvero al passo coi tempi e con la qualità a cui vuole puntare Poliphony.
L'eccellenza assoluta e incontrastabile è un traguardo che si intravede in lontananza giocando a GT5, ma che ancora non è stato pienamente raggiunto. Il titolo si porta dietro le catene di uno sviluppo cominciato troppi anni fa, e nonostante i passi in avanti per quel che riguarda il modello di guida, sono troppi gli attriti di una materia digitale ancora grezza, mescolata alle levigatissime linee di codice aggiunte negli ultimi anni.
Fra i progressi di GT5 c'è anche da annoverare quello che riguarda l'intelligenza artificiale. Se già qualche passo in avanti si era compiuto col Prologo, il capitolo finale mostra un'IA finalmente competitiva. Sebbene ancora lievemente tendenti alla progressione ordinata (sopratutto nell'arcade mode ai livelli di difficoltà più bassi), i piloti controllati dalla CPU si mostrano fieramente competitivi, cercando di evitare in ogni modo i sorpassi. Ogni curva è una buona occasione per cercare la traiettoria interna e staccare gli avversari, ma questi non si lasciano intimidire dalle pretese del videoplayer, e anzi tendono a spingere sull'acceleratore per riguadagnare subito la posizione. Qualche sportellata imprevista non limita la loro voglia di primeggiare. Può capitare inoltre di vedere due piloti avversari lottare fra loro, e non mancano le occasioni in cui anche i concorrenti controllati dall'IA sbaglino clamorosamente il controsterzo, finendo trasversalmente in mezzo alla pista. L'ottimo sistema che regola i loro comportamenti si manifesta anche nella modalità B-Spec, in cui dovremo in ogni momento tenere conto delle condizioni psicologiche del nostro pilota. Potremo pressare gli avversari per tentare di coglierli in fallo, ma senza spingere troppo, soprattutto nel caso in cui si stiano dando i consigli ad un novellino. Gli algoritmi che regolano l'Intelligenza Artificiale, in ogni caso, sono ottimi, e rappresentano, assieme alla profondità del sistema di guida ed al quantitativo impressionante di opzioni, il vero cardine dell'esperienza di gioco.

Opzioni e Varietà

Si è detto più volte che Gran Turismo 5 è un prodotto inesauribile. All'interno del GT Life trova posto una serie di opzioni vasta come non mai. Uno dei tratti distintivi della serie è la presenza delle patenti di guida, che tornano ovviamente anche in questo episodio. La patente di tipo B può sembrare un tutorial mirato a farvi apprendere le dinamiche di base della guida sportiva: tempi di reazione e spazi di frenata, semplici traiettorie da eseguire nelle “chicane”, gestione delle accelerazioni in uscita da una curva. Poco a poco, tuttavia, le patenti si trasformano una sfida mefistofelica anche per gli appassionati. Proponendo una serie di sfide sempre più complesse, fra giri lanciati e curve di difficoltà impressionante (il mitico Cavatappi di Lagina Seca), diventano un vero discriminante fra chi è un pilota esperto e chi invece farebbe meglio a dedicarsi alle competizioni di scarsa importanza. Da sole, le patenti bastano ad occupare i primi pomeriggi passati insieme a GT5. Volendo, già dopo aver guadagnato pochi livelli si possono affrontare le prime competizioni. In GT 5, da questo punto di vista, si trova veramente di tutto. Ci sono gare miste, campionati monomarca o competizioni dedicate ad un singolo modello. Tornei rallistici e gare di velocità che arrivano grazie alle licenze NASCAR. La varietà di competizioni vivacizza non poco la progressione di livello in livello, evitando di annoiare, ed anzi spingendo a migliorarsi per raggiungere i campionati più prestigiosi.
Splendide le gare “endurance”. Le 24 ore più famose, i giri interminabili sul NurburgRing, vanno corsi ponendo attenzione al consumo delle gomme e del carburante. Indispensabile quindi adottare la giusta strategia: facendo salire i giri del motore il serbatoio si svuoterà più rapidamente, mentre una guida pulita e frenate non troppo eccessive sono importanti per mantenere l'integrità delle gomme a mescola dura. Le soste ai Box vanno programmate con cura, per evitare sorpassi inopportuni.
Tutto quanto si sposa poi con la possibilità di incontrare condizioni climatiche sfavorevoli. Sono poche, in verità, le possibilità: neve (i circuiti “invernali” sono ovviamente legati alle gare di rally) o pioggia, oltre al classico cielo azzurro che ormai ci accompagna dai tempi del primo GT. E sebbene il comportamento sul bagnato sia un'altra evidenza, come si è detto, di quella pluralità dell'engine fisico che è il punto di forza di Gran Turismo, l'assenza di un ciclo dinamico che regoli i mutamenti climatici è un'altra piccola sconfitta del team (del resto simulatori un po' meno realistici ma sviluppati con altrettanta passione presentano già risultati eccellenti su questo fronte). Anche perchè, sia i circuiti innevati che quelli con la pioggia, appaiono davvero un'aggiunta dell'ultimo minuto. Il cielo plumbeo e monocromatico ed una fastidiosa nebbiolina riducono l'impatto scenico delle ambientazioni, e mentre le texture delle strade gelate non sono il massimo, anche gli effetti particellari degli schizzi d'acqua fanno registrare risultati altalenanti. Con la pioggia, la visibilità è ridotta solamente nella visuale dall'abitacolo, e la resa complessiva delle gocce sul parabrezza non fa certo gridare al miracolo. Di nuovo, i lunghi anni di sviluppo sembrano non esser valsi totalmente l'attesa, fra feature ereditate dai vecchi capitoli (evidentemente un po' ed altre caratteristiche aggiunte all'ultimo momento e non rifinite).
Tornando all'elenco delle numerose icone raccolte nella schermata GT Life, oltre a quelle legate ai concessionari ed all'autofficina (per una messa a punto meticolosa in ogni aspetto), troviamo B-Spec. Si tratta di un game mode “gestionale”, in cui il giocatore è chiamato ad impartire ad un pilota semplici comandi per definire la miglior strategia di gara. Un intermezzo rilassante fra una corsa e l'altra, ma non certo il pilastro su cui si regge la pluralità di opzioni.
L'arcade mode permette di affrontare gare singole, prove a tempo e gare di derapata (sdoganate dal discreto Shift), o di disputare partite in multiplayer locale grazie allo split screen. Dal momento che le nostre prime prove sono state effettuate in un periodo in cui i server di gioco erano chiusi, taciamo ancora sulle qualità dell'online mode. Un secondo articolo ne descriverà caratteristiche e possibilità, ed il calcolo del voto finale terrà conto anche delle opzioni di rete.
Non certo apprezzatissimo, infine, l'editor di tracciati. Una possibilità gradevole, ma resa abbastanza superflua dalla scarsa possibilità di personalizzazione. A conti, dopo aver selezionato il tema di fondo, il tracciato viene automaticamente generato dalla CPU. Il giocatore può modificare vari segmenti del circuito, selezionando la tortuosità del settore, l'ampiezza della carreggiata e la spigolosità delle curve. Niente che sia in grado di stimolare fantasia e creatività dunque: un'altra aggiunta che forse poteva essere risparmiata.

Tecnicamente

Gran Turismo 5 vive di conquiste e di privazioni. Ed il comparto tecnico non fa eccezione. L'engine di gioco è di sicuro fra i migliori di questa generazione, capace di esibire un rendering pulitissimo, gestendo in tempo reale non solo modelli di incredibile complessità, ma anche texture che si spingono oltre il limite del fotorealismo. Gli scorci più belli di GT5 sono davvero di quelli indimenticabili, da mozzare il fiato. Lo sguardo del giocatore si posa curioso sulle livree delle auto “Premium”, esplorando meticolosamente ogni centimetro delle superfici lucide. Basta un colpo d'occhio nel menù di selezione per innamorarsi senza scampo. Scesi in pista, mentre si vede la luce che guizza sulla scocca metallica, i riflessi dell'asfalto e gli angoli di cielo che si stampano sul cruscotto, è facile rimanere in contemplazione estatica. Gli interni non sono da meno. Spostando la visuale all'interno dell'abitacolo si nota un livello di dettaglio impressionante, che arriva a riprodurre persino le icone del sistema di condizionamento. Gareggiando nelle giornate di sole, i raggi che rilucono sul cruscotto, ombreggiati di tanto in tanto dalle fronte degli alberi, mentre i guanti del pilota giocano sul volante, compongono uno spettacolo di rara bellezza. Analogamente, è impossibile tacere del disappunto che si prova di fronte alle moltissime auto “standard”. Sia gli spigoli esterni che l'interno anonimo come non mai sono un colpo al cuore per chi si è lasciato affascinare dai risultati ammirati sulle vetture più recenti. Fortunatamente la gestione delle riflessioni e l'illuminazione sono ottime anche in questo caso, e sebbene in generale le ombre delle vetture non siano molto definite, stiamo in questo caso parlando di piccolezze appena degne di nota.
Anche la qualità della modellazione ambientale è fuori parametro. Mentre i dettagli a bordo pista avrebbero potuto essere meglio definiti, le texture del manto erboso, della sabbia e dell'asfalto sono eccezionali, e le strutture che si stagliano sullo sfondo mostrano una complessità poligonale davvero difficile da ammirare in un simulatore di guida. I circuiti cittadini rappresentano l'apice della perizia tecnica di Poliphony Digital, pieni di palazzi e strutture da ammirare mentre sfrecciamo a tutta velocità.
Qualche nota fuori posto viene appunto dai circuiti innevati e dalle varianti con pioggia di quelli classici: ammantate da un grigiore onnipresente, le scenografie perdono gran parte del loro fascino. Al di là di questo, il set di tracciati di GT 5 è vastissimo e ottimamente caratterizzato.
L'esuberanza visiva di GT5 viene esaltata non solo dagli ottimi replay, che permettono di utilizzare inquadrature panoramiche ed altri tagli molto “televisivi”, ma soprattutto dal Photo Mode. Il sogno bagnato di ogni feticista dell'auto, permette di immortalare le vetture nei contesti più disparati, semplicemente bloccando il replay e letteralmente “camminando” in tutto il circuito. Con una visuale in prima persona si possono scattare foto di rara bellezza, giocando poi con le impostazioni per aggiungere filtri ed effetti. I risultati eccezionali.
Dal punto di vista dell'ottimizzazione, Gran Turismo 5 compie un lavoro più che buono. Il framerate è solido in quasi tutte le situazioni di gioco, ma si registrano rarissimi cali di framerate quando il motore deve gestire “campi lunghi” più affollati del solito. Il V-Synch non è attivo, ma il tearing è ridotto all'osso. In quasi tutte le occasioni l'esperienza di GT5 fluidissima e leggera, inchiodata a 60 frame al secondo, e senza incertezze di sorta.
I tempi di caricamento sono accettabili, e tendono a ridursi nel caso di sessioni prolungate, dal momento che il gioco installa temporaneamente i dati legati ai circuiti la prima volta che vengono caricati. E' possibile tuttavia forzare l'installazione di un pacchetto di 8Gigabyte: dopo circa quaranta minuti, si ridurranno così una volta per tutte i tempi d'accesso alle gare.
Il comparto sonoro è senza dubbio uno degli aspetti migliori di GT5. La selezione di brani d'accompagnamento è semplicemente perfetta. Navigando fra i menù si ascoltano tracce rilassanti e distese, in pista invece i toni tendono a farsi più serrati. I brani della soundtrack sono accessibili dal menù principale, a monito dell'eccellente lavoro di selezione.
Ma ovviamente sono le campionatore il fiore all'occhiello di GT5. Cristalline, di una pulizia acustica raramente ascoltata, sono un imperdibile tocco di classe per tutti i maniaci del motore. Le finezze non si sprecano neppure scendendo in pista, dove si scopre che “entrando” nell'abitacolo il rombo del motore viene attenuato, mentre risplendo in tutto il suo fragore se si utilizzano le visuali esterne. L'utilizzo di un buon impianto audio permette inoltre di apprezzare l'eccellente tridimensionalità della resa sonora.

Finale?

Gran Turismo 5 è un eccellente simulatore di guida. E' un titolo che non dimentica la sua eredità, e persegue con ostinata decisione la via intrapresa anni fa dall'eclettico Kazunori Yamauchi. La simulatività di GT, oggi come allora, è decisamente particolare. Si basa su un modello di guida dinamico e versatile, in grado di restituire ottime sensazioni. Un modello credibile e naturalissimo senza gli eccessi di un engine troppo focalizzato sul numero di variabili, ma poco interessato al feeling di guida. I risultati di un motore che gioca tutto sulle aderenze e sulla distribuzione dei carichi sono di fatto eccezionali. Ogni vettura, ogni settaggio, ogni tipo di terreno restituisce sensazioni diverse, e chiede un impegno nuovo. Si tratta ovviamente di un sistema pensato per gli appassionati dell'automobilismo, che da il meglio di se con un volante dotato di force feedback, e che diventa decisamente più “standard” se utilizzato con il Pad e con gli aiuti alla guida. Al di là di questa sua duplicità, la giocabilità di GT5 saprà mettere tutti d'accordo, risultando godibile per tutte le tipologie di utenti.
Ciò che invece farà discutere è la struttura di una carriera che nasconde volutamente alcuni aspetti, ritardandone la comparsa come se si trattasse di elementi di poco conto (e invece i danni in tempo reale sono ormai imprescindibili per un simulatore di guida). A conti fatti, poi, quando queste opzioni arrivano, il loro impatto è abbastanza secondario. Anche la qualità tecnica, che oscilla da quella eccelsa delle Premium Car a quella meno esemplare delle auto Standard, lascia un po' d'amaro in bocca. Ma GT5, del resto, non può far nulla per nascondere il fatto che il suo sviluppo sia stato troppo dilatato: l'unica possibilità è quella di raccogliere elementi eterogenei, che di fatto arrivano da due “epoche” diverse della programmazione. Anche gli ultimi contenuti, inseriti forse un po' di fretta (condizioni climatiche, editor di tracciati), non raggiungono picchi di qualità evidenti. E così GT5 si rivela un prodotto attraversato da mille contraddizioni. Di fronte a questa verità, sono due le possibilità. La prima è il rigetto: chi non è in grado di accettare la compresenza di elementi non uniformi, la presenza di imperfezioni anche molto evidenti, maledirà forse il tempo passato ad aspettare. La seconda via è invece quella l'ammirazione: chi saprà godere delle qualità del sistema di gioco e del motore grafico, evitando con pazienza ed esperienza le storture ben note, avrà di fronte un prodotto inesauribile. Un titolo con cui divertirsi per mesi, poliedrico e dinamico, bello da vedere e pieno di possibilità. Rodendo secondi per puntare ad un record, modificando gli assetti per provare la combinazione più efficace, o lavorando fianco a fianco al proprio pilota per delineare una strategia vincente, si scoprirà un amore infinito per le quattro ruote. Un sentimento sincero come pochi, che attraversa tutti gli aspetti dell'ultimo, vero, Real Driving Simulator.

Gran Turismo 5 Questo è il primo di una serie di articoli dedicati a Gran Turismo 5. La vastità del prodotto impone di fatto un'attenzione meticolosa, ed un'analisi approfondita. Il voto finale verrà assegnato dopo aver sviscerato la modalità online e aver metabolizzato i molti aspetti trattati in questa sede solo sommariamente. La GT TV, la profondità della modalità B-Spec, e soprattutto l'online, sono elementi fondamentali nell'economia di un prodotto che si pone come punto di riferimento per tutti i videogiocatori appassionati di motori. Restate su queste pagine per i prossimi aggiornamenti.

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