recensione Grand Theft Auto: Chinatown Wars

Chinatown Wars sbarca, dopo un anno, anche su PSP

Versione analizzata: PSP
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  • Psp

Grand Theft Auto è una delle saghe più famose della storia dei videogiochi, una delle più vendute di sempre. Ma non è stata sempre così come la conosciamo oggi. Era davvero un altro GTA, quello degli anni novanta, con la sua visuale dall'alto, casinaro e pazzo, tanto irriverente da assegnare un tasto esclusivamente all'esecuzione di rutti e alle scoregge. Chinatown Wars, uno dei giochi per Nintendo DS più osannati dalla critica internazionale, è una diretta evoluzione di quel concept, con la stessa visuale, la stessa attenzione per una giocabilità immediata e il solito perfetto accostamento di armi e motori. Adesso, a meno di un anno dall'uscita originale, Chinatown Wars sbarca sul piccolo portatile Sony.

The Story so Far


Trattandosi di un porting nulla -ovviamente- è cambiato a livello di trama, ma rivediamo insieme gli avvenimenti che metteranno in moto le vicende che animeranno il titolo RockStar Leeds.
Il nostro nome è Huang Lee, veniamo dalla popolosissima Cina e siamo su un volo diretto verso gli Stati Uniti, per portare una spada dalla bizzarra storia, destinata a diventare un dono prezioso per l'anziano boss della Triade, a nostro zio, il nuovo capofamiglia dopo la morte di nostro padre.
Arriviamo dunque a Liberty City, accompagnati dalla spada e dai nostri sogni di fortuna, speranzosi di trovare un posticino, e magari un modo per vendicare il nostro vecchio, nella generosa terra delle opportunità. Il compito è semplice: soltanto una consegna, niente può andare storto. Sfortunatamente ci sbagliavamo: basteranno infatti pochi secondi per essere aggrediti da dei brutti ceffi e ritrovarci comodamente scaraventati sul sedile posteriore di un'autovettura alla ricerca di un parcheggio sul fondo del mare. I nostri aguzzini ci credono morti, ma riusciamo a salvarci. Siamo rimasti soli: sia la spada che i nostri sogni ci hanno abbandonato.

Grand Theft Auto


Chinatown Wars è un GTA. Basterebbe quest'unica frase a dipingere l'essenza ludica dell'ultimo nato in casa RockStar. Senza dubbio tra gli elementi distintivi della serie troneggiano varietà e libertà, e Chinatown Wars li annovera brillantemente tra i suoi migliori pregi. Il titolo RockStar Leeds, infatti, nel suo sconfinato numero di missioni, principali e secondarie, offre una varietà ai vertici della categoria: affronteremo incarichi di tutti i tipi, da pazzi inseguimenti ad obiettivi da eliminare, da fughe al cardiopalma a voli in elicottero, passando per i tantissimi lavoretti part time che potremo svolgere per migliorare le nostre entrate: tassista, pompiere, paramedico. Le possibilità sono davvero immense.
Al di fuori delle nostre mansioni tuttavia poco spazio è lasciato ai divertimenti “accessori”, quali bevute in compagnia, abbuffate al fast food o appuntamenti galanti al teatro. L'eliminazione della componente relazionale con i personaggi non giocanti segna un ritorno per la serie allo stile delle origini, più genuino e meno dispersivo.
Memore dei primi episodi Chinatown Wars ripropone la classica visuale dall'alto, prendendo le distanze da molti elementi che hanno caratterizzato le ultime uscite del brand. Prima di tutto la rinnovata importanza del denaro, necessario ad acquistare nuove abitazioni dove salvare la partita (la mappa è immensa, quanto quella di GTAIV) o nuove armi. Il modo migliore per accumulare ingenti ricchezze è il traffico di droga, l'attività più redditizia di Liberty City e vero e proprio nerbo del sistema economico del titolo. Il traffico lo gestiremo in prima persona tramite un sistema intelligente e profondo: si vende e si compra droga al dettaglio, seguendo un modello domanda/offerta semplicistico ancorché veritiero. Gli spacciatori sparsi per la città peggiore d'America sono circa un’ottantina, nascosti tra i vicoli neri e nelle sporche viuzze che la compongono. Ciascuno con le proprie esigenze e con uno specifico listino prezzi. Sta al nostro fiuto per gli affari sapere quando, quanto e come investire, seguendo le fluttuazioni del mercato e le soffiate che ci arrivano via mail. Non saremo però soli in questo grande mercato, conteso tra le varie bande impegnati nei traffici più disparati: la mafia russa, ad esempio, fornisce principalmente ecstasy, mentre i famigerati Angel of Death sono i veri signori della cocaina e principali fornitori di “sballo” per i giovani cittadini.
L'intero sistema è ben integrato all'interno della story-line che spingerà il giocatore ad assimilare i meccanismi del mercato per adempiere a specifici incarichi o commissioni.
Infine ritorna, più in forma che mai, lo scontro con le forze dell'ordine, il gusto per gli inseguimenti e la soddisfazione per le fughe compiute. I poliziotti di Liberty City sono molto motivati e già al brillare della prima “stella” talloneranno il giocatore con convinzione e accanimento, pronti a tutto pur di sbatterlo al fresco. Sfuggire agli “sbirri” sarà indubbiamente una questione di bravura e di esperienza, magari seminando gli inseguitori con una guida particolarmente brillante o spingendoli, a sportellate o con delle finte, a schiantarsi contro muri, cassonetti o altre auto. Ovviamente maggiore sarà nostro livello di ricercato, maggiori saranno le unità al nostro inseguimento e le difficoltà che incontreremo per sfuggire all'arresto e alla conseguente confisca delle armi e di nostri -eventuali- carichi di stupefacenti.
Chiude il quadro ludico la corposa modalità multigiocatore in locale. Tantissime le modalità di gioco: la corsa singola dove correremo contro il nostro avversario in una gara senza regole e senza esclusione di colpi, la corsa al bottino dove i due sfidanti saranno chiamati a rubare e consegnare un furgone portavalori per incassare un premio in denaro e difendi la base e una modalità cooperativa dove i due giocatori dovranno difendere la base dagli assalti dei nemici controllati dall'intelligenza artificiale. E ancora: il classico deathmatch, battezzato per l'occasione Sopravvissuto a Liberty City, oppure la modalità difendi e distruggi dove saremo chiamati a difendere o distruggere un determinato obiettivo. Il numero e la varietà delle modalità è ottimo, ma avremmo gradito un numero maggiore di giocatori umani (solo due).

Controlli

I controlli sono stati adattati efficacemente ai comandi del piccolo portatile Sony: all'analogico è affidato il movimento del nostro alter ego digitale, al tasto cerchio l'attacco, sia con armi da fuoco che a mani nude, al tasto croce la corsa, con le freccette direzionali sistemeremo la telecamera alle spalle del protagonista, mentre con il dorsale destro attiveremo la mira automatica. Quest'ultima risulta davvero comoda e ben implementata e sopperisce in maniera abbastanza convincente alla mancanza di un qualsivoglia sistema di copertura, che mal si sarebbe spostato con l'alto ritmo di questo Chinatown Wars. Il sistema di mira automatica diventa particolarmente prezioso nelle frequenti sfide a fuoco contro gruppi di nemici, capaci di mettere in difficoltà il giocatore con manovre elusive e continui cambi di posizione.
Positiva anche la riproposizione di tutti i semplici “minigiochi” (da completare tramite il touch screen) che tanto impreziosivano la versione originale del titolo e che impressionano ancora oggi per la freschezza con la quale si presentano al giocatore. Adesso gli stessi vengono eseguiti mediante intelligenti combinazioni di tasti, basti pensare al furto di un auto in cui forzeremo il quadro girando il cacciavite con l'analogico.
Il controllo dei mezzi, ben diversificati in peso e prestazioni, è comodo è soddisfacente, anche se richiede un po' di pratica per essere padroneggiato con sicurezza. Anche il sistema di collisioni è buono, permissivo al punto giusto in modo da non risultare eccessivamente frustrante producendo una serie infinita di contatti a bordo dei veicoli. Ovviamente con una motocicletta i rischi sono maggiori, ma è proprio in questi casi che il sistema di collisioni si lascia apprezzare per la sua indulgenza.

Un porting prezioso


Graficamente il lavoro svolto convince appieno e dimostra l'alto livello di conoscenza dell'hardware e l'indubbio talento dei ragazzi di RockStar Leeds. La versione PSP gode di numero maggiore di poligoni che dona un colpo d'occhio d'impatto e texture migliori, nonché di una pulizia generale ottima e una cura per il particolare di gran lunga sopra la media. L'aliasing tipico di molti titoli PSP è sempre presente, ma non incide particolarmente sull'impatto grafico della produzione che resta di grande valore.
Le strade di Liberty City, fiore all'occhiello della versione DS, sono ancora più belle da guardare e da visitare, grazie a strutture più complesse e texture migliorate. Risultano abbastanza fastidiosi I vari cartelli stradali che spesso e volentieri ostacolano la visuale, ma con un po' di “naso” ed esperienza non si troveranno particolari problemi.
Segnaliamo doverosamente qualche ritardo nel caricare alcuni elementi di gioco quando si procede a velocità particolarmente sostenute, ma anche qui non ci troviamo di fronte ad un difetto che infici le qualità del titolo.
L'intelligenza artificiale è ottima e riuscirà a mettere spesso alle strette anche il più coriaceo dei giocatori, grazie anche ad una curva di difficoltà invero abbastanza ripida. Il giocatore dovrà giocare d'astuzia, pensare alle conseguenze delle sue azioni ce sfruttare tutte le possibilità offerte dal suo abbondante armamentario per salvare la pelle nei vari scontri a fuoco.
Questo è infatti ampio e dotato di tutti i migliori strumenti del mestiere, troveremo le classiche pistole, fucili e mitragliatrici fino ad arrivare a molotov, granate e lanciarazzi.
Analogamente ai primi GTA anche in Chinatown Wars non è presente nessun doppiaggio, in favore delle linee di testo accompagnate da vari motivetti sonori e intersecate a sequenze da comic book. Queste, presentate con il classico stile visivo degli artwork della serie, sono ispirate (perlopiù statiche o comunque graziate da animazioni essenziali) e taglienti come la lama di un coltello. Sfottò a sfondo sessuale, razziale e sociale si sprecano senza sosta, senza per questo essere note fuori posto, ma anzi, amalgamandosi perfettamente con la forte carica ironica che pervade la produzione.
Di assoluto pregio, come da tradizione, è infine la selezione musicale, con pezzi rock, jazz, pop ed hip hop divisi in ben undici stazioni radio che faranno da colonna sonora alle nostre allegre scorribande per le strade di Liberty City.

Grand Theft Auto: Chinatown Wars GTA Chinatown Wars è ancora adesso un grandissimo gioco, una produzione attenta, frizzante e soddisfacente, con tanti pregi e pochi difetti. Sebbene si tratti di un porting, il titolo non delude le aspettative e dimostra di sfruttare bene l'hardware del piccolo portatile con un impianto tecnico al passo coi tempi, solido e convincente. Indipendentemente dalle personali preferenze riguardo alla visuale di gioco, l'ultima fatica di RockStar Leeds merita l'attenzione di tutti fan (maggiorenni) della saga, nuovi e -specialmente- vecchi.

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