Recensione Grand Theft Auto: Chinatown Wars

Grand Theft Auto arriva anche su iPhone, con l'ultimo capitolo portatile

Versione analizzata: iPhone
recensione Grand Theft Auto: Chinatown Wars
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  • DS
  • iPhone
  • iPad
  • Psp

Il marchio GTA rappresenta da sempre una gustosa e sfaccettata sintesi della voglia di libertà videoludica più totale, e nonostante i giochi della serie vincolino generalmente la main quest ad una serie ben definita di missioni da portare a termine, la maggior parte dei videogiocatori passa una gran parte delle ore a scorrazzare in giro per l’overworld, esplorandolo quasi per testare la varietà e la profondità dell’impianto free roaming offerto da Rockstar Games.
La software house statunitense, non contenta pur avendoci già offerto sulle principali handled console (leggasi, Nintendo DS e PSP) il suo brand più celebre, ha ben pensato di non farsi mancare l’appuntamento con AppStore, il grande mercato digitale messo in piedi da Apple, per portare anche su iPhone ed iPod Touch il suo Chinatown Wars.

Oh, Shit!

Dopo aver speso i 7,99€ per l’acquisto del gioco e una volta cliccato sull’icona d’avvio, ci verrà raccontata, tramite schermate (un po’ troppo) statiche ma comunque gradevoli, la storia di Huang Lee, figlio di un boss della Triade appena assassinato. Con potenti rigurgiti di vendetta, il ragazzo si trova a viaggiare da Hong Kong a Liberty City per consegnare allo zio una spada, emblema del potere della famiglia, ma i problemi iniziano non appena metterà piede a terra: la notizia del suo arrivo non è di certo passata in sordina, e ad aspettarlo allo scalo troverà i nemici della famiglia pronti a conficcargli una pallottola nel cervello. Per fortuna non ci riescono (o almeno, non del tutto), ed il tentativo di lasciarlo morire affogato fallisce miseramente permettendogli di scappare.
L’avventura principale è, come di consueto, articolata in varie missioni da svolgere per portare a termine un unico fine, inframezzate tra l’altro da un vasto numero di sub quest in cui potersi cimentare andando in giro per la città, senza influenzare il prosieguo della storia. In entrambi i frangenti siamo stati piacevolmente colpiti dall’originalità degli obiettivi richiesti, che allontanandosi dai classici uccidi-senza-farti-scoprire-e-torna-alla-base offrono un’ampia gamma di scelte e azioni da compiere, che spaziano dal far esplodere grosse taniche di benzina per eliminare un obiettivo, al guidare un camion dei pompieri per guadagnare qualche soldo legale. Anche prescindendo dalle missioni legate alla storia principale, insomma, la longevità si attesta su tempi piuttosto alti, andando quasi a ricalcare i fasti raggiunti dalle incarnazioni del brand su home console, sia per quanto riguarda la varietà delle missioni che l’originalità delle stesse.

Per spostarci tra le varie zone della città alla ricerca di attività più o meno lecite sarà possibile, come al solito, fare uso dei più disparati generi di mezzi, che potremo guidare appoggiandoci ad un comodo sistema di mappe GPS accessibile dal menu di gioco.

A fare da background alle nostre battaglie tra famiglie e gite per la città, come già immaginerete e come d’obbligo parlando di GTA, ci pensa la costante presenza di violenza gratuita accompagnata dall’immancabile scurrilità nel linguaggio, che fa del gioco un prodotto non proprio adatto alle prime fasce d’età, ma allo stesso tempo in alcun modo condannabile tenuto conto lo specifico target a cui mira.

Spacciatori Portatili

A suo tempo se ne parlò riguardo l’uscita del gioco su Nintendo DS, e le polemiche di allora ritornano (in modo un po’ più “soft”) oggi, con lo sbarco del titolo su AppStore. Parallelamente all’avventura principale sarà possibile svolgere un vero e proprio lavoro secondario, con il quale guadagnare ingenti somme di denaro e slegato in ogni modo dalla main quest. Stiamo parlando dello spaccio di droga, elemento che si inserisce con veemente decisione, mostrando un’importanza considerevole nel gioco e, soprattutto, senza alcuna censura.



Intendiamoci: non che sia un problema, ma il parallelo con il mondo reale - soprattutto per chi ama tacciare i videogiochi di incoraggiamento a comportamenti poco inclini al galateo - appare inevitabile, e conseguentemente da voce a numerose lamentele da parte di una certa schiera di pubblico (in genere, la meno specializzata). Il fatto che, poi, il gioco sia facilmente reperibile su iPhone, che a prescindere dalle sue opportunità di gaming è di fatto un cellulare, quindi nelle mani sia di bambini, che adolescenti, che adulti, non fa che alimentare ed imbottire di buonismo le ragioni di chi vorrebbe fuori commercio prodotti del genere, senza pensare al fatto che basterebbe semplicemente mirarne la diffusione ai target specifici.

Per le strade della città

Come ci hanno già insegnato numerosi porting su piattaforma portatile Apple, i controlli per muovere il nostro alter-ego o navigare tra i menu sono interamente adibiti al touch screen. Con un control stick virtuale posizionato nell’angolo in basso a sinistra dello schermo guideremo Huang a piedi, chiudendo un occhio su alcuni problemi di questo sistema di controllo (il personaggio “slitta” leggermente e il movimento non è precisissimo). Le azioni principali, di combattimento e non, sono affidate ad alcune icone presenti sul lato opposto, che abbiamo trovato, specie nelle fasi più concitate di gioco, un po’ troppo piccole e scomode, problema che affligge anche le fasi in movimento: per guidare i veicoli avremo a disposizione le icone di acceleratore e freno, accompagnate da due frecce (destra e sinistra) per determinare la direzione.

Il sistema di controllo, se disposti a chiudere un occhio e a rinunciare alla perfezione, si presenta sufficientemente funzionale e ben plasmato sui limiti fisici dell’hardware, e basterà qualche ora di pratica perché i difetti non si sentano quasi più, anche se di tanto in tanto sarà necessario dare un’occhiata ai tasti virtuali per essere certi di non sbagliare.

Sul lato Tecnico

Alla luce delle numerose missioni da poter affrontare, collocate in una Liberty City piuttosto ampia, possiamo affermare con certezza che il comparto grafico di Chinatown Wars sia pressoché perfetto. Abbandonando l’impronta realistica caratterizzante gli episodi su home console che sicuramente avrebbe sottolineato i limiti tecnici dell’hardware, Rockstar Games ha deciso di affidarsi ad una veste che si sposa magnificamente con le capacità di calcolo del melafonino, il cel shading: le linee sono nette e precise, i colori distinti e ben amalgamati nell’ambiente, il tutto dando vita ad una fluidità che, presentando animazioni semplici ma d’effetto, non si lascia affatto intimidire da un frame rate solido e consistente. La visuale è quella a volo d’uccello, ormai abbandonata dai tempi di GTA II ma che aderisce perfettamente ai device portatili ed alle loro esigenze, nonostante limiti leggermente l’aria di libertà caratterizzante gli ultimi episodi della saga.



Un lato sonoro senza infamia né lode va a concludere il comparto tecnico del titolo, presentando effetti sonori discreti e cinque stazioni radio (caratterizzate da altrettanti generi musicali differenti) da poter ascoltare, oltre alla possibilità di sostituirle con la musica presente nel nostro iPhone o iPod Touch. Da segnalare, purtroppo, l’assenza di ogni tipo di doppiaggio.

Grand Theft Auto: Chinatown Wars Grand Theft Auto: Chinatown Wars mantiene fede al nome che porta. Presentando una formula che ricalca perfettamente le esperienze su home console, il prodotto può farsi vanto di una longevità ad alti livelli e di una vastissima varietà di missioni da portare a termine, sia relative alla main quest che non. Il cel shading che disegna le nostre avventure nei panni di Huang Lee è pressoché perfetto, fluido e pulito, con rarissime incertezze nel frame rate. Un comparto sonoro migliorabile ed un control scheme non proprio comodissimo costituiscono gli unici difetti del titolo, che tuttavia non gli impediscono di entrare di merito nell’Olimpo dei must-buy per iPhone.

8.5

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