Recensione Gravity Rush Remastered

Il piccolo capolavoro PS Vita firmato Team Siren torna a sfrecciare a gran velocità su PS4 in barba alla gravità, con una Remastered di pregevole fattura che restituisce la giusta dimensione ad una IP dall'incredibile potenziale.

Gravity Rush Remastered

Videorecensione
Gravity Rush Remastered
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PS4
Dario Bianchi Dario Bianchi Accanito videogiocatore dall'età di 6 anni, Dario adora le emozioni e le forti suggestioni trasmesse dal mezzo videoludico. Quando non impugna un pad si dedica alla lettura, alla birra e al rock, accompagnato dalla sua amata Fender Telecaster! Lo trovate su Facebook e Twitter.

Il nome di Keiichiro Toyama non sembra suscitare lo stesso clamore spesso attribuito ad altri "mostri sacri" dell'industria videoludica giapponese. Eppure il geniale game designer può vantare una carriera incredibile, costellata da grandi successi e da una spinta creativa di cui pochi altri colleghi possono fregiarsi. Dopo aver contribuito al successo del genere survival horror nel corso degli anni '90 dirigendo il primo Silent Hill, Toyama decide di riscriverne i canoni, passando al timone del prolifico Team Siren (sotto bandiera Sony) e sfornando titoli che definire "d'avanguardia" potrebbe apparire riduttivo, ovvero i due Forbidden Siren. Nel 2012 il game designer reinventa nuovamente se stesso, concentrando la sua squadra sullo sviluppo di uno dei primi titoli destinati all'allora neonata PS Vita; uno sforzo produttivo che porterà alla nascita di un piccolo capolavoro di creatività, ingegno e cura del particolare, Gravity Rush. Dopo aver poco elegantemente interrotto il supporto first party per la propria portatile, Sony decide di rilanciare la promettente IP su PS4, proponendo un'edizione Remastered curata dai talentuosi Bluepoint Games che restituisce un prodotto ancora oggi in forma smagliante. Un gustoso antipasto, in attesa di poter mettere le mani sull'attesissimo seguito ufficiale, in uscita nel corso del 2016.

Straniero in terra straniera

La leggenda narra che Newton abbia dato il via alle sue intuizioni sulla gravità dopo che una mela gli cadde in testa, mentre riposava sotto uno degli alberi da frutta della sua tenuta. Non è un caso quindi che gli eventi narrati in Gravity Rush prendano il via proprio con la caduta di una mela: siamo infatti noi a recidere il frutto dal suo albero con la pressione del tasto X, facendolo precipitare in un vuoto apparentemente infinito, sino a quando non atterrerà con un po' di fortuna nelle vie di una misteriosa cittadina chiamata Heskerville. Qui l'affascinante Kat si sta lentamente svegliando da un sonno profondo, quasi fosse la principessa di una favola tra tante: la bionda fanciulla ha perso la memoria, e si ritrova suo malgrado in un mondo a lei sconosciuto, senza nessun amico o punto di riferimento a cui affidarsi. Unico compagno al suo fianco è Dusty, un gatto nero apparentemente innocuo, ma che rappresenta in realtà il catalizzatore di un potere sopito. Il tempo per ambientarsi non è molto, dal momento che Heskerville viene colpita da una violenta tempesta gravitazionale, che divide letteralmente in quattro parti la città sospesa nel vuoto, spazzando via i suoi angoli in remote spaccature interdimensionali. Come se ciò non bastasse, il cataclisma genera pericolose creature mutaforma chiamate Nevi, le quali attaccano e distruggono tutto ciò che si para sul loro cammino. Nei primi, drammatici, istanti di gioco la nostra protagonista scopre di essere dotata di poteri incredibili, che le permettono di manipolare la gravità a proprio piacimento, riscrivendo le leggi della fisica: oltre a poter solcare i cieli per un lasso di tempo limitato, la ragazza può modificare l'influenza della gravitazione, camminando a testa in giù su qualsiasi superficie, incurante della forza che costringe al suolo tutti i corpi esistenti in natura. Kat decide così di aiutare gli abitanti del luogo, alla ricerca di un passato sul quale è risoluta a far luce, tra mille domande e poche certezze. Il cuore dell'esperienza di gioco è costituito proprio dalle strabilianti abilità a disposizione della protagonista, poste al servizio di un action-adventure in terza persona arricchito da elementi free roaming. Prendere confidenza con il sistema di controllo non è un'esperienza del tutto immediata, anche se l'uso del pad restituisce sin da subito un feeling decisamente più confortevole rispetto al passato: con la pressione del tasto R1 è possibile librarsi da terra, mentre indirizziamo la spinta gravitazionale con la levetta analogica destra, operando piccole modifiche sulla traiettoria sfruttando il giroscopio interno al Dual Shock. Impossibile è però abusare di tali poteri, dal momento che un indicatore a schermo ci mostrerà quanta energia abbiamo ancora a disposizione.

"La delicatezza, la cura e la natura un po' "naif" del progetto firmato Team Siren avvicinano l'opera ad alcune produzioni dello Studio Ghibli"

Cominceremo così a spostarci da un luogo all'altro della città per raggiungere il nostro prossimo obiettivo, avviando la successiva missione da completare: durante le nostre avventure dovremo spesso confrontarci con un variegato numero di letali Nevi, ognuno dotato di specifici pattern d'attacco, e caratterizzati da alcuni globi luminosi a rappresentarne i punti deboli da colpire. Il combat system ruota anch'esso attorno alle speciali capacità di Kat, mescolando con sapienza la libertà di navigazione degli ambienti di gioco ad un corposo numero di soluzioni offensive: lanciandoci in aria potremo infatti ricadere sul nostro avversario con un potente calcio volante, oppure attaccarne il nucleo con una rapida combo da terra, mentre evitiamo i colpi con veloci capriole (finalmente associate all'utilizzo di un singolo tasto, e non ad uno scomodo input del touch screen di Vita). Il tasto cerchio permette inoltre di generare un campo di stasi, una "bolla gravitazionale" grazie alla quale trasportare oggetti che possono poi essere lanciati contro i nemici, quasi fossimo il più potente dei cavalieri Jedi. Sulle prime, la complessità delle meccaniche offerte da Gravity Rush potrebbe scoraggiare, dal momento che controllare la protagonista con efficacia richiederà un po' d'impegno, complice anche una telecamera non sempre puntuale nel seguire i nostri movimenti negli spazi più stretti o durante i cambi di direzione più repentini. Ma dopo la prima ora di gioco l'enorme libertà e varietà offerte dalle dinamiche del titolo Japan Studio restituiranno grandi soddisfazioni, quando finalmente padroneggeremo il campo di battaglia e le manovre aeree più ardite con totale disinvoltura. Il flusso degli eventi che accompagnano il plot viene sintetizzato in una serie di missioni, intervallate da sequenze e dialoghi rappresentate attraverso alcune vignette animate, quasi stessimo leggendo un vero e proprio fumetto.

Grande è l'impegno profuso dal team nel tentativo di assicurare una buona varietà di incarichi: si alterneranno così missioni di recupero di particolari oggetti ad altre in cui l'obiettivo sarà quello di salvare innocenti in difficoltà, mentre in altri casi saremo chiamati ad affrontare sezioni stealth "a testa in giù", mente ci avviciniamo al nostro obiettivo scalando pareti e sfruttando appigli a dir poco inusuali, suscitando l'invidia del migliore Snake di turno. Non mancano neanche le boss fight: dopo i primi "super scontri" non propriamente esaltanti, il design di queste battaglie campali assume un respiro più ampio, richiedendo l'uso oculato dei poteri, uno studio attento dell'ambiente di gioco e delle soluzioni offerte da quest'ultimo, così come un'abbondante dose di pensiero laterale, vitale per sopravvivere ai combattimenti più intensi ed affollati. La componente free roaming, pur non proponendo una varietà di incarichi e un numero di attività paragonabili a quelle offerte dagli esponenti più apprezzati del genere, valorizza il sistema di gioco grazie ad una serie di sfide attivabili dirigendosi verso i rispettivi indicatori presenti sulla mappa: a seconda del challenge proposto saremo chiamati a distruggere il maggior numero di nemici in un tempo limite, oppure a raccogliere quanti più cristalli viola possibile sfruttando le nostre speciali capacità di movimento. Le gemme possono inoltre essere recuperate esplorando le tante ambientazioni, e costituiscono la preziosa merce di scambio per potenziare gli attributi della nostra eroina, aumentandone i danni, ampliandone la barra vitale oppure ottimizzando il consumo di energia dei poteri gravitazionali, così da avere maggior spazio di manovra ogniqualvolta decideremo di smentire la scienza del buon Newton.

"Questo non è volare, ma cadere con stile"

Il fascino di Gravity Rush non risiede esclusivamente nell'originale sistema di gioco proposto: a brillare è infatti il mondo creato dalla fantasia di Toyama, abitato da personaggi interessanti quanto misteriosi. Camminare per le strade dei quattro quartieri di Heskerville (sbloccati progressivamente) si rivela un'esperienza magica: una cittadina viva e pulsante, caratterizzata da architetture che sembrano evocare un gustoso mix tra la "Ville Lumière" Parigi e la Londra vittoriana, senza privarsi di qualche eccentricità derivata dal sempre particolare gusto nipponico.

La tragedia che ha colpito il centro urbano si riflette su di una comunità confusa e vulnerabile, in cerca di un punto di riferimento al quale affidare le proprie paure e le proprie difficoltà, una vera e propria eroina. Un ruolo che verrà progressivamente assunto dalla nostra amata "Regina della gravità", quando, missione dopo missione, migliorerà la propria reputazione agli occhi della gente. Ed è un piacere ritrovare a tre anni di distanza un personaggio come Kat, dal quale è impossibile non venir ammaliati: una stupenda fanciulla sempre in bilico tra risolutezza e timidezza, tanto imbranata quanto coraggiosa. Il cast si arricchisce poi con tante personalità secondarie, la cui interpretazione alimenterà un piglio narrativo sempre vivace e incalzante, seppur parzialmente ancorato ad alcuni degli stilemi più cari ai nostri cugini del Sol Levante. La tensione accumulata durante momenti particolarmente drammatici e ricchi di pathos verrà poi allentata da una sempre vibrante vena comica che unisce i vari protagonisti e comprimari. E quando giungerete ai titoli di coda (nel giro di una decina di ore, qualora decidiate di non completare tutti gli incarichi secondari e le sfide) il titolo vi saluterà lasciandovi con un nutrito numero di quesiti sull'universo di gioco, affamati di conoscere cosa accadrà poi, ad indicare la presenza di una "lore" che non vediamo l'ora di approfondire nell'atteso seguito. Ad ogni modo, la delicatezza, la cura e la natura un po' "naif" del progetto firmato Team Siren avvicinano l'opera ad alcune produzioni dello Studio Ghibli, proponendo un mondo di fantasia che mozza il fiato attraverso la sua incredibile eppur coerente visione, rapendo il giocatore e strappandogli più volte un genuino sorriso di puro divertimento.

Gravità in alta definizione

A coronare il ritorno sulle scene di un titolo che non ha accusato minimamente il peso del tempo, e che tradisce la sua natura "portatile" solo per il modo un po' brusco con cui alcuni intermezzi narrativi vengono risolti, troviamo un'opera di rimasterizzazione di assoluto livello. Il team Bluepoint Games vanta una lunga tradizione in questo settore, con un nutrito numero di successi rappresentati dalla Metal Gear Solid HD Collection o dalla recente Uncharted: The Nathan Drake Collection, giusto per citare due esempi. Il talento dello studio americano viene ancora una volta ribadito dal lavoro svolto su questa Gravity Rush Remastered, un'edizione che esalta la direzione artistica e la visione del team guidato da Toyama. La qualità e la pulizia dell'immagine hanno beneficiato di un sensibile miglioramento, grazie all'impiego di texture in alta definizione e all'implementazione di un filtro anti-aliasing molto efficace. Anche alcuni effetti di luce, nonché il contrasto applicato ai modelli poligonali e all'ambiente di gioco, sembrano essere stati nettamente potenziati, il tutto affiancato da una risoluzione a 1080p e da una fluidità ancorata ai 60 FPS, priva di qualsivoglia calo evidente. Questa nuova versione si arricchisce inoltre di tutti i DLC precedentemente rilasciati, pacchetti caratterizzati da brevi storyline inedite perfettamente integrate nel plot principale, grazie ai quali completare nuove sfide e missioni, e sbloccare costumi bonus per Kat da alternare quando più si desidera accedendo al proprio rifugio. A completare l'ottimo quadro si aggiunge l'incredibile colonna sonora scritta da Kohei Tanaka, idolatrato compositore nipponico certamente conosciuto dagli amanti di One Piece e di molti altri anime di successo degli ultimi vent'anni, per una OST che mescola sapientemente influenze jazz, rock e funk, senza rinunciare a tracce più delicatamente melodiche, tratteggiate da dolci note di piano e di violino.

Gravity Rush Remastered A distanza di tre anni dalla pubblicazione originale Gravity Rush torna su Playstation 4, e si presenta in forma smagliante. Il titolo non sembra voler accusare minimamente il peso del tempo, ed in barba alla gravità ripropone il riuscitissimo mix di esplorazione e combattimenti che tanto successo di critica aveva riscontrato in occasione del lancio di Ps Vita. Il fantasioso mondo partorito dalla mente di Toyama non è privo di difetti: una telecamera ballerina, un sistema di controllo e di combattimento vario e profondo, ma migliorabile, e una varietà degli avversari buona ma non eccellente limitano in parte il risultato finale. Eppure l'universo di gioco rapisce e conquista, grazie anche al fascino di una protagonista che potrebbe diventare senza troppi problemi una nuova mascotte Sony a tutti gli effetti. Il lavoro di rimasterizzazione è eccellente, e se affianchiamo il rinnovato profilo tecnico al prezzo budget con cui il titolo è proposto non possiamo che invitarvi all'acquisto senza alcuna remora.

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