Recensione Grim Dawn

Da una costola del team che ha dato i natali a Titan Quest, arriva un Hack 'n' Slash pensato soprattutto per gli utenti hardcore, con un sistema di sviluppo del personaggio profondo ma intransigente.

Versione analizzata: PC
recensione Grim Dawn
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Lorenzo Morlunghi Lorenzo Morlunghi gioca ormai da oltre 20 anni a quasi tutto e adora parlare di videogiochi e farci video sopra, soprattutto per ridere. Nel tempo libero guarda anche film e legge qualche fumetto, ascoltando per lo più musica elettronica. Lo trovate su Facebook.

L'uscita di Diablo 3 ha letteralmente spezzato in due un'intera generazione di appassionati di hack ‘n slash. Da un lato si è schierata la fazione più innovatrice, favorevole ai cambiamenti operati da Blizzard e a un rinnovamento generale della struttura, che fosse, a modo suo, più flessibile e al passo coi tempi. Dall'altro si sono asserragliati i paladini della "vecchia guardia", convinti che la semplificazione fosse un male e che sarebbe stato necessario un ritorno alle origini, seguendo le orme del magistrale Diablo 2. Grim Dawn è solo l'ennesimo frutto di questa seconda linea di pensiero: un titolo dedicato agli amanti del click compulsivo, ma anche delle scelte ponderate e dei punti di non ritorno. Un modo di giocare forse lontano dagli standard odierni, ma ancora in grado di affascinare un'utenza più hardcore.

L'umanità alla deriva

L'intera avventura ha luogo a Cairn, una terra devastata dall'eterno conflitto tra Aetherials e Chthonians, due razze sovrannaturali che vedono i corpi degli esseri umani come, rispettivamente, una risorsa da sfruttare e una minaccia da distruggere prima che sia troppo tardi. Il nostro eroe si troverà quindi nel mezzo di questo fuoco incrociato, spettatore quasi inerme di un regno allo sfacelo di cui è solo possibile aggiustare i pezzi nell'attesa di un'inevitabile disfatta. Sebbene il comparto narrativo mantenga sempre un basso profilo in questo genere di giochi, è possibile riscontrare una discreta cura per il numero e il tipo di quest in cui è possibile imbattersi nel corso della ventina d'ore necessarie a terminare (piuttosto di fretta) la campagna principale. Gli avamposti e le roccaforti saranno sempre e comunque i luoghi privilegiati per interagire con i membri più importanti della resistenza, ma non di rado capiterà di imbattersi in persone bisognose d'aiuto o in accampamenti improvvisati i cui abitanti rischiano la vita. Inoltre, molte di queste missioni prevedono un sistema di scelte multiple che garantisce un'evoluzione diversa della trama a seconda delle decisioni prese e, conseguentemente, l'opportunità di rigiocare la storia in modo alternativo. In base alle nostre azioni potranno infatti mutare gli equilibri e le predisposizioni degli altri nei nostri confronti, così da ottenere determinati vantaggi nel caso in cui si raggiunga un alto livello di riconoscimento. Parecchia carne al fuoco, quindi, anche in un aspetto tradizionalmente poco considerato in questi titoli. Eppure, all'atto pratico, molte di queste trovate lasciano il tempo che trovano, risultando poco fruibili. La lore, raccontata non solo tramite i dialoghi, ma anche attraverso documenti nascosti reperibili in giro, passa facilmente in secondo piano, soprattutto considerando l'assenza di qualsiasi scena d'intermezzo che aumenti il mordente nei confronti della causa del protagonista. Mordente che peraltro fatica un po' ad emergere anche a fronte di una generale mancanza di carisma del mondo e dei suoi elementi costitutivi.

Chi lascia la strada vecchia...

Come già accennato in apertura, Grim Dawn è un titolo che mira a riproporre al giocatore una concezione decisamente controcorrente del genere hack ‘n slash, facendoci compiere un tuffo nel passato e appropriandosi, nel bene e nel male, di un'intelaiatura già vista e familiare a molti. Non è un caso che Crate Entertainment, il team di sviluppo, sia nato dalle ceneri di Iron Lore Entertainment, la squadra che diede i natali al più che discreto Titan Quest: un titolo che, a conti fatti, rappresenta ben più di una fonte d'ispirazione per il proprio erede. Pur partendo con un personaggio generico, al secondo livello sarà possibile specializzarsi in uno dei 6 rami disponibili, che costituiscono il centro nevralgico della costruzione dell'eroe e il fattore di maggior influenza sullo stile di gioco da mantenere durante l'avventura. Queste vie danno origine ad altrettante classi, che rappresentano archetipi tradizionali quali il Guerriero, il Ladro, il Cacciatore, il Mago, il Druido e l'Evocatore, ognuno dotato di abilità proprie e di una crescita differente delle statistiche. I punti abilità possono infatti essere spesi tanto per aumentare la potenza di un certo attacco, quanto per salire di rango nella propria specializzazione (con relativi bonus agli attributi di base). La situazione che si complica ulteriormente con la possibilità di scegliere un'altra tra le classi non selezionate e rendere, di conseguenza, il proprio eroe un incrocio di due linee che possono anche divergere molto. È proprio qui che emerge tutta la ricchezza del sistema di crescita di Grim Dawn, che garantisce una gamma sconfinata di possibilità che incoraggiano la sperimentazione. Certo è che tale struttura, ripresa proprio da Titan Quest, presenta non pochi problemi a livello di bilanciamento, in quanto optare per un multi-classe non fornisce alcun tipo di bonus ai punti acquisiti salendo di livello, rallentando pericolosamente la crescita di un personaggio che potrebbe avere vita più facile facendo affidamento a una sola specializzazione. È vero che il titolo mette a disposizione un sistema di respec con la valuta di gioco, ma risulta più che chiaro l'intento da parte del team di rendere ogni scelta cruciale, in modo da costringere l'utente a pianificare fin dall'inizio l'intera progressione. In questo modo si finisce però per disincentivare la sperimentazione, a causa di un pervasivo timore per i propri "investimenti", che potrebbero sul lungo periodo rivelarsi inutili o lontani dalla propria visione di gioco. Una filosofia che farà la gioia degli utenti hardcore, ma che potrebbe far desistere un neofita del genere, costretto, magari anche più d'una volta, a ricominciare da capo per far fronte a una concatenazione di scelte infelici che impediscano di avanzare agevolmente.

Un'eventualità questa che difficilmente dovrebbe manifestarsi a meno di errori vistosi più nella scelta delle classi che dei singoli talenti a disposizione. La progressione è infatti abbastanza lineare, fatta di aree mai troppo vaste e di quest principali in grado di orientare l'esplorazione in modo da non dover girare in tondo senza una meta. A tal proposito va però sottolineato come spesso le cose vadano in modo differente con le quest secondarie, che sono mal segnalate sia sulla mappa sia nel diario, generando confusione sul da farsi e costringendo i completisti a delle lunghe e noiose ronde per le lande di Cairn. Fortunatamente, anche in questi casi, il variegato combat system interviene spezzando la monotonia e risvegliando la sete di sangue e loot nascosta in ogni vero appassionato, demolendo in pochi attimi ogni briciolo di noia. Durante il nostro test abbiamo optato per una combinazione Cacciatore + Evocatore (Demolitionist + Occultist), che ha dato origine all'incrocio "Piromante". Da un lato abbiamo fatto affidamento su una vasta gamma di esplosivi e di modifiche elementali per i nostri fucili, in grado di concatenare esplosioni in mezzo a una pioggia di mortai; dall'altro un corvo e un segugio infernale ci hanno aiutati a tenere a bada le orde che si frapponevano tra noi e l'obiettivo. In un delicato sistema che propendeva nettamente a favore del lato "esplosivo", siamo riusciti a trarre in qualche modo il meglio da entrambe le classi, anche se la sensazione generale è stata quella di aver solo scalfito in superficie un sistema dal potenziale che trova la sua massima espressione nell'end-game. Specifichiamo che il titolo risulta comunque divertente sin dalle prime battute, ma si tratta di un intrattenimento generico che non trae un gran beneficio dalla selezione oculata dei talenti: un piacere logistico godibile solo dopo parecchie ore.
Saranno i nemici stessi a rendere ancor più intriganti gli scontri che accompagneranno il nostro eroe in questa sua lunga odissea attraverso montagne innevate, prigioni abbandonate e lande deserte. Ogni area, com'è prevedibile, custodisce creature di natura diversa, che impongono una buona gestione dei nemici e dei propri cooldown: fondamentali per ridurre globalmente l'energia dei nemici prima che questi ci accerchino spedendoci rapidamente all'altro mondo. Zombie, scheletri, banditi e demoni sono solo gli esponenti classici di un'ampia tassonomia che si arricchisce ed evolve col passare delle ore, iniziando però a sorprendere solo a partire da metà avventura. A tutto questo si aggiunge la presenza di campioni dotati di enormi quantitativi di salute e di attacchi speciali capaci di azzerare in pochi istanti la barra della vita.

Sono questi gli unici scontri che potranno impensierire un giocatore navigato, che non potrà far altro che vedere in tutto il resto dei semplici punti esperienza da accumulare senza troppa fatica, godendosi al contempo un discreto spettacolo fatto di magie, polvere da sparo e, ovviamente, il luccichio dei drop caduti a terra. Come ogni hack ‘n slash che si rispetti, infatti, anche Grim Dawn ha un articolato sistema di loot organizzato in base alla rarità e alla potenza degli oggetti. Anche in questo caso, solo verso la fine dell'avventura si iniziano a intravedere i rarissimi oggetti leggendari, una mancanza che, lo ammettiamo, un po' si è fatta sentire e che avrebbe potuto essere colmata da un sistema più flessibile. Infine, ma non meno importante, il loot non ci è sembrato dipendente dalla nostra classe, tant'è che in alcuni casi è passato davvero troppo tempo prima di trovare un degno sostituto di quanto avevamo equipaggiato: una situazione non proprio ottimale, specialmente prima di aver raggiunto l'endgame. Segnaliamo comunque la possibilità di giocare in multiplayer e di impostare i drop istanziati, in modo da moltiplicare le possibilità di trovare qualcosa facendo affidamento sullo spirito di cooperazione dei propri alleati.

10 anni e (non?) sentirli

Titan Quest non solo ha costituito un punto di partenza per molte delle feature viste sinora a livello di gameplay in Grim Dawn, ma ne rappresenta anche l'anima stessa, in quanto il motore grafico che muove entrambi i titoli è il medesimo. Un dato apparentemente di poco conto, se non fosse che tra l'uscita dei due giochi sono passati ben 10 anni. Attenendoci alla tecnica pura, Grim Dawn soffre principalmente di una modellazione poligonale approssimativa e di una texturizzazione non proprio definita, che mal si sposano con l'intento di dare un look realistico a mondi e personaggi. Nonostante la visuale isometrica possa aiutare a nascondere tali pecche, la carenza di dettagli emerge con veemenza soprattutto nelle fasi cittadine, in cui l'arretratezza dell'engine si mostra in maniera palese. Gli effetti particellari, così come i filtri a pieno schermo, non sono sufficienti a mascherare completamente queste mancanze, ma riescono generalmente nel loro intento quando ci si ritrova nel pieno della battaglia. Data anche la natura low-budget del progetto e della tipologia di gioco, si tratta di carenze che potrebbero essere perdonate di fronte a una varietà e vastità ben più che sufficienti, ma che finiscono per essere ancor più accentuate da una direzione artistica abbastanza anonima. Che si tratti di dungeon o di nemici, difficilmente si incontrano elementi in grado di rimanere impressi nella mente del giocatore, poiché tutto ricade in canoni visti e rivisti. Un vero peccato, poiché una migliore caratterizzazione avrebbe tranquillamente potuto distrarre l'attenzione da tutte quelle magagne tecniche che, invece, risaltano con fin troppa facilità.

Grim Dawn Grim Dawn è un titolo che mira a recuperare una dimensione hardcore del mondo hack ‘n slash e da questo punto di vista l'obiettivo è stato raggiunto in pieno, con un gameplay classico ma molto profondo, che premia la pianificazione e punisce gli approcci più superficiali. Una bontà che riesce a controbilanciare piuttosto bene le carenze dal punto di vista tecnico, narrativo e artistico, su cui gli utenti più dediti al farming puro potranno soprassedere, ma che risalteranno con molta facilità agli occhi di chi cerca un'esperienza più completa e moderna. Se avete nostalgia di Diablo 2 e il vostro obiettivo è passare ore nella costruzione della build, allora Grim Dawn è quanto di meglio possiate trovare attualmente sul mercato. Tutti coloro che invece si aspettavano un reale salto in avanti per il genere, che differisse significativamente dal modo in cui si giocava 15 anni fa, faranno invece bene a orientarsi verso altri lidi.

7.5

Che voto dai a: Grim Dawn

Media Voto Utenti
Voti totali: 8
6.8
nd